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Io non sono Charlie, ma se l’occidente è questo forse meritiamo tutto ciò

Pubblicato in EDITORIALE
10 Gennaio 2015
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Passata la paura, l’indignazione e per i parigini il terrore, tutto il mondo, e non solo la Francia, si interroga su quanto accaduto oltralpe. La strage nella redazione di Charlie Hebdo, l’uccisione della giovane agente di Polizia municipale, e poi il doppio assedio di ieri finito tragicamente con altre vittime innocenti. Dopo il primo attentato a Parigi e la prima ondata di solidarietà nei confronti del giornale satirico dove tutti sono diventati Charlie (impressionante il dato dei like sulla pagina Facebook, passati da poco più di 200.000 ad oltre un milione e 600mila) invocando la libertà di stampa e di satira, molti hanno cercato altri nemici, altri responsabili, Marine Le Pen in Francia e Matteo Salvini in Italia accusati di utilizzare i morti a fini propagandistici. Subito il popolo dei “buoni e solidali” ha evidenziato come non tutto l’Islam sia terrore, che si tratta di frange estreme ed isolate ed altre ovvietà e luoghi comuni. Ma i fascisti da entrambi i lati delle Alpi no, loro si che sono vili sciacalli perché rimarcano ciò che hanno sempre detto.

Il giudizio dello scrivente può sembrare di parte, ed in effetti lo è essendo nota la simpatia per la “nera” francese più che del “verde” italiano, ma certe ipocrisie, il voler nascondere la testa sotto la sabbia, la corsa forsennata a giustificare l’ingiustificabile a tutti i costi, fa raggelare le vene e partorire pensieri funesti: se l’occidente è questo forse meritiamo tutto ciò. Gli attacchi terroristici nel cuore dell’Europa, l’invasione non troppo silenziosa, il dover accettare passivamente (o meglio essere sopraffatti) da costumi e tradizioni non nostre. Se c’è chi si preoccupa di organizzare manifestazioni contro le destre europee in giorni di lutto per il vecchio continente invece di avere il buonsenso per una volta di puntare l’indice contro chi uccide, chi arma e contro chi silenziosamente approva il terrore, vuol dire che l’Eurabia profetizzata da Oriana Fallaci è ciò che chi indossa quotidianamente la maschera del buonismo fine a sé stesso merita.

Tanto per essere chiari ed evitare ogni dubbio o fraintendimento, il settimanale Charlie Hebdo non ha nulla di satirico in quanto spesso le vignette in esso immortalate risultano essere insulti gratuiti veri e propri, conditi da volgarità offensive. Per questo scevro da ogni buonismo io non sono Charlie, pur essendo come molti un cristiano non propriamente osservante e praticante, non posso accettare che dei terroristi islamici uccidano in nome di un Dio con l’approvazione di molti non fondamentalisti e che l’occidente con la sua maschera di ipocrisia piagnona mentre ciò accade si giri dall’altra parte trovando a tutti i costi nemici che non esistono.  Ad ognuno la propria scelta, fermare l’invasione imponendo per una volta regole certe oppure abbracciare l’Eurabia? Se così fosse quando i morti innocenti saranno quelli di casa nostra almeno sapremo chi ringraziare, ma attenzione la donna al supermarket, l’ospite in una redazione, un passante per strada potrebbe essere chiunque, anche chi fieramente ha sempre difeso l’indifendibile.

Angelo Zurzolo

Ultima modifica il Venerdì, 16 Gennaio 2015 14:53

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