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Aggiornato ilMer, 14 Nov 2018 8am

Nei Comuni di San Pietro di Caridà (RC) e Dinami (VV), su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di:

- Franzese Luciano, di anni 26, di San Pietro di Caridà, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari;
- Franzese Rocco, di anni 29, di San Pietro di Caridà, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari;
- Schinello Raffaele, di anni 32, di Dinami, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza;
- Cavallaro Francesco, di anni 22, di Dinami, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza;

in quanto tutti ritenuti responsabili a vario titolo del reato di “concorso in detenzione finalizzata allo spaccio ed in cessione di sostanze stupefacentidel tipo marijuana”.

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Operazione dei carabinieri di Catanzaro per l'esecuzione ad un'ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Dda, nei confronti di 15 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso e detenzione illegale di armi e munizioni. Quattordici dei destinatari dei provvedimenti sono stati arrestati mentre ad uno è stato applicato l'obbligo di dimora. L'attività investigativa, condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Catanzaro dell'Arma, ha permesso di disarticolare un potente sodalizio criminale operante nella zona sud del capoluogo.
   

Nascondeva in casa 350 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi, e altro materiale per il confezionamento. Un uomo di 31 anni, C.M., è stato arrestato e posto ai domiciliari, a Cosenza, dalla Polizia di Stato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
    Durante una perquisizione domiciliare gli agenti delle Volanti, assieme a personale del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale e con l'ausilio di unità cinofile della Questura di Vibo Valentia, hanno trovato e sequestrato la droga contenuta in quattro contenitori in plastica, un bilancino, una calcolatrice, banconote per un totale di 650 euro, due trincia erba e ritagli di buste in plastica utilizzati per confezionare le dosi. Al momento della perquisizione in casa con il trentunenne c'erano altre tre persone intente a consumare la sostanza stupefacente.

I carabinieri della Stazione di Francica, hanno arrestato Ezio Di Iorgi, 40 anni, di Pizzo, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. L’uomo, è stato trovato. mentre transitava a bordo di un’auto, con dieci grammi di eroina, nascosti nel giubbotto. A questo punto i militari dell’Arma hanno esteso i controlli anche nell’abitazione di Pizzo Calabro del 40enne dove sono così saltati fuori 250 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione. In attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, Di Iorgi è stato posto agli arresti domiciliari. 

 

Dalle prime luci dell'alba cinquecento tra poliziotti e carabinieri stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della procura di Catanzaro DDA nei confronti di 51 soggetti resisi responsabili a vario titolo dei reati di produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L'indagine ha disarticolato una potente associazione operante nella zona sud del capoluogo. 

Il provvedimento racchiude vari filoni di indagine separatamente condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e dalla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro. Le attività sono autonomamente e parallelamente scaturite da ulteriori acquisizioni del Commissariato di P.S. Lido e della Stazione Carabinieri di Catanzaro Lido la cui competenza territoriale è sui quartieri a sud del capoluogo ed originati per un verso da accertamenti sulla attività di un articolato sodalizio dedito ai reati in materia di stupefacenti, prevalentemente operante nella zona sud del capoluogo e per altro verso da alcuni gravi fatti accaduti nel capoluogo. Le investigazioni, per la cui realizzazione si è fatto ampio ricorso ad intercettazioni ambientali, veicolari e telefoniche oltre che a riprese filmate attraverso telecamere nascoste, hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale suddivisa in tre livelli: fornitori, grossisti e spacciatori al minuto costituenti una vera e propria holding dello spaccio che vantava un sostanziale monopolio dell’illecito business in città e negli affollati centri del litorale ionico catanzarese, con stretti legami, per quanto attiene i canali di approvvigionamento, con potenti famiglie di ‘ndrangheta della Locride e del Crotonese. Una peculiare modalità operativa del gruppo è risultata essere la cessione in conto vendita delle sostanze stupefacenti, il cui regolare pagamento era garantito dalla forza di intimidazione esercitata dal sodalizio sugli spacciatori al dettaglio e sui consumatori. A scompaginare il collaudato modus operandi della organizzazione sono però intervenute le serrate investigazioni tecniche delle forze di polizia e la defezione, in corso d’opera, di uno dei capi del sodalizio, Santino Mirarchi, divenuto collaboratore di giustizia nel 2016, le cui dichiarazioni hanno arricchito e completato il già solido quadro probatorio acquisito, del quale fanno parte integrante anche numerosi arresti e sequestri di droga eseguiti nel corso delle attività.

Dodici persone sono state arrestate dagli uomini del Goa e del Gico della Guardia di finanza di Catanzaro che hanno eseguito altrettanti provvedimenti richiesti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e disposti dal Gip. Gli arrestati risultano coinvolti nell'operazione antidroga "Due mari", culminata lo scorso 30 giugno con l'emissione, in Italia, di 11 provvedimenti di fermo e condotta in sinergia tra la Guardia di Finanza, la polizia nazionale colombiana e la Dea (agenzia antidroga americana). L'inchiesta ha permesso di sgominare un'organizzazione internazionale di narcotrafficanti e di sequestrare oltre 11 tonnellate di cocaina che, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato tre miliardi di euro. Per quanto riguarda il filone italiano dell'inchiesta, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, sono stati identificati quindici narcotrafficanti che avrebbero importato in Italia oltre 240 chilogrammi di cocaina purissima. La Guardia di Finanza ha ricostruito anche le transazioni monetarie per l'acquisto della droga, con movimentazioni gestite anche da alcuni corrieri che prelevavano il danaro dagli acquirenti calabresi e lo consegnavano ai fornitori. Grazie ad uno scambio di informazioni tra le polizie internazionali impegnate nel blitz, e' stato possibile identificare i contatti tra Colombia, Costa Rica, Panama, Messico, Brasile, Lima, Cile, Venezuela, Repubblica Dominicana ed Ecuador.
Sette i laboratori clandestini individuati in Sudamerica e 111 le persone arrestate in diverse fasi. In Colombia sono stati anche raggiunti da provvedimenti esponenti dell'Esercito di liberazione nazionale, un' organizzazione terroristica responsabile di vari reati. Era proprio questa organizzazione, insieme alla Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia, a garantire la sicurezza nel trasporto dello stupefacente. La cocaina veniva caricata su grandi navi mercantili, su imbarcazioni da pesca o su barche "Go-Fast", per essere trasportata nei Paesi che fungevano da zone di transito. (AGI)

I carabinieri della compagnia di Rogliano, insieme ad agenti del nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito 4 provvedimenti cautelari personali in carcere emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza. Con l'operazione, denominata ''willy', smantellata un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione trae origine da un'attivita' investigativa partita da una perquisizione veicolare e personale avvenuta nel dicembre 2012 nel comune di Marzi. Grazie poi a numerose intercettazioni telefoniche e ambientali su autovetture e a servizi di osservazione posti in essere dagli investigatori nel momento in cui avveniva l'incontro tra pusher ed acquirenti, tutti giovani, e' stata individuata la rete di spacciatori. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati circa 500 grammi di hashish e 1000 grammi di marijuana. Gli indagati sono accusati di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra' a Cosenza, presso il comando provinciale dei carabinieri alle 10.30. (AGI)

Al termine del servizio straordinario di controllo del territorio svolto nella serata di ieri nella zona Nord della città, in virtù delle decisioni adottate nell’ultimo Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno proceduto all’arresto di:

-        Meduri Domenico, 34enne, coniugato, titolare omonimo autolavaggio sito in questa via Santa Caterina nr. 130, già noto alle Forze dell’Ordine,

-        3 cittadini indiani rispettivamente di 28, 33 e 48 anni, operai presso citata attività commerciale,

poiché, seguito perquisizione effettuata interno predetto autolavaggio, nonché presso le abitazioni degli stessi, venivano trovati in possesso di:

-        gr. 550 circa di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, atta al confezionamento di circa 1.330 dosi medie singole,

-        gr. 1.5 circa di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”, atta al confezionamento di circa 10 dosi medie singole,

-        nr. 1 bilancino elettronico di precisone,

-        euro 5.100,00 in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio,

-        materiale vario atto al confezionamento della sostanza stupefacente,

il tutto posto sotto sequestro. All’atto dell’intervento dei militari, il Meduri tentava di disfarsi della sostanza stupefacente, lanciando con un gesto fulmineo l’intero involucro all’interno del WC presente nella zona retrostante dell’attività, il quale veniva prontamente recuperato dagli operanti. 

Gli stessi dovranno rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Complessivamente, nel corso del servizio, sono state identificate nr. 85 persone e sottoposti a controllo nr. 37 mezzi, con l’effettuazione di 8 perquisizioni domiciliari e veicolari.

Un'operazione dei carabinieri del comando provinciale di Roma contro le infiltrazioni della 'Ndrangheta è in corso tra il Lazio e la Calabria: 9 le persone alle quali stanno notificando un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip della Capitale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono tuttora in corso numerose perquisizioni e sequestri di beni nei comuni di Roma, Tivoli, Guidonia Montecelio, Castelnuovo di Porto, Africo Nuovo (RC) e Bovalino (RC).

Per quattro dei 9 indagati destinatari delle misure cautelari, tutti di nazionalità italiana, l'accusa è di far parte, a vario titolo, di un'associazione per delinquere operante nella provincia di Roma, finalizzata allo spaccio di stupefacenti, provenienti dalla Calabria, con l'aggravante della disponibilità delle armi, dell'impiego di minorenni nell'attività di spaccio e di aver agevolato l'attività della ''Ndrangheta' con articolazioni operanti in Calabria e nel Lazio per il controllo delle attività illecite sul territorio.

A capo dell'associazione, un uomo di 34 anni, originario di San Luca (RC), ritenuto contiguo alla cosca della "'ndrangheta Nirta - Romeo - Giorgi", a lui è stata anche contestata l'intestazione fittizia di attività commerciali.

A riscontro del fatto che l'attività illecita venisse condotta per conto della 'ndrangheta, nel corso delle indagini, svolte dai carabinieri della compagnia di Tivoli, sono stati recuperati i "pizzini", manoscritti da un boss della 'ndrangheta, attualmente detenuto in carcere. Nei messi c'erano - si spiega - delle "istruzioni" su come l'organizzazione dovesse muoversi nella gestione dei traffici illeciti.

Sin dalle prime luci dell’alba  la Polizia di Stato di  Lamezia Terme e la Squadra Mobile di Catanzaro coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia  hanno eseguito  un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di nove  giovani lametini, scaturito nell’ambito dell’inchiesta denominata Operazione Piazza Pulita. Gli indagati sono accusati a vario titolo di aver  organizzato una rete di spaccio di sostanza stupefacente di vari tipi di  canapa indiana e poiché detenevano, vendevano o offrivano sostanze stupefacenti a diversi giovani che frequentavano i locali del centro storico di Lamezia Terme ed in particolare in Piazza Mercato Vecchio. Le indagini di carattere tecnico, effettuate la scorsa estate, coordinate dalla Procura della Repubblica, costituiscono la prosecuzione delle attività investigative sfociate il 29 luglio 2015 nell’operazione “Boomerang” con cui erano stati individuati e arrestati altri 9 ragazzi lametini ritenuti responsabili di spaccio.  L’impianto investigativo ricostruito da personale della Sezione Investigativa del Commissariato di Lamezia Terme è stato pienamente accolto dalla Procura della Repubblica e dal Gip presso il Tribunale che ha emesso i provvedimenti restrittivi eseguiti in data odierna.

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