09042020Gio
Aggiornato ilMer, 08 Apr 2020 4pm

Gioia Tauro. La Polizia di Stato ha tratto in arresto ieri sera presso un Centro Commerciale due cittadini romeni di M.C. 21 e A.I.B. 22 anni, entrambi con precedenti penali. I due malviventi sono stati colti in flagranza di reato da parte del personale della Squadra Volante. In particolare gli stessi mentre si accincevano ad uscire da un esercizio commerciale sono stati bloccati dal personale dipendente unitamente agli addetti alla vigilanza, e all'interno di una borsa sono stati rinvenuti un gilet, un paioi di jeans e tre portafogli con circa 250 euro. Successivamente i controlli da parte dei militari operanti sono stati estesi nel parcheggio del centro commerciale, dove sono stati scoperti due complici D.R. e C.M., ed all'interno di un autovettura vi erano occultate refurtive per circa 600 euro. Questi ultimi sono stati denunciati a piede libero.

Gioia Tauro, Benedetto Berlingeri, 49 anni con precedenti di polizia per associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione e furto, è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di furto aggravato di energia elettrica, da parte degli uomini del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro.  Berlgingieri, dopo le formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, per rimanervi a disposizione dell’autorità giudiziaria, tempestivamente informata, in attesa dell’udienza di convalida.

Nicola Cucinotta, 51 anni, si è costituito al Commissariato di Gioia Tauro. L'uomo, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palmi per detenzione illegale di armi clandestine, ricettazione, era irreperibile  dal 14 marzo, quando gli agenti del Commissariato diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, avevano fatto irruzione in un capannone all’interno del maneggio "Casa del cavallo", di sua proprietà, arrestando in flagranza due operai romeni, per detenzione illegale di armi clandestine, denunciati insieme al proprietario dell’immobile, irreperibile. Nel corso della perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto una sorta di laboratorio adibito alla modifica, riparazione di armi e alla fabbricazione di canne, caricatori, silenziatori e altro, per mezzo di due torni, un trapano a colonna. Inoltre, sequestrati un fucile calibro 12 monocanna ad avancarica, una pistola calibro 38 tipo revolver, nonché canne, molle di recupero, caricatori, cani e percussori e materiale per il caricamento di munizioni. (AGI)

Gioia Tauro. Gli uomini del commissariato di Gioia Tauro hanno arrestato ieri due uomini Giampaolo Varone nato a Torino e residente a Limbadi di 23 e Alessandro Ciancio nato e residente a Costigliole D'Asti 32 anni, con le accuse di detenzione e porto illegale di armi clandestine e munizioni, anche da guerra, poiché trovati in possesso di tre pistole, di cui due con matricola punzonata e relativo munizionamento e ricettazione.

I poliziotti del Coa della Polizia stradale di Lamezia hanno notato un auto sospetta, una Volkswagen Golf di colore grigio,  sull'autostrada A3 nei pressi dell'area di servizio Lamezia Ovest, corsia Sud dell'A3. Gli operatori della Polizia di Stato dopo un breve tentativo di fuga hanno fermato l'auto, con l'ausilio di altre pattuglie ed in particolare di quelle del Commissariato di Gioia Tauro e della Squadra Mobile, che erano nei pressi. Un primo controllo sommario ha dato esito negativo. Pertanto i due giovani sono stati condotti al commissariato di Gioia Tauro, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, mentre l'auto è stata condotta al porto di Gioia Tauro, per essere esaminata dallo scanner che si utilizza per i container. Così sono state rinvenute 3 pistole (una con matricola abrasa), due delle quali occultate nella presa d'aria del motore, ed una sotto la tappezzeria del pavimento lato passeggero. Le relative perquisizioni domiciliari hanno avuto esito negativo per Ciancio, mentre a casa di Varone a Limbadi la Polizia ha rinvenuto due cartucce calibro 762x39 Kalashnikov, catalogato come munizionamento da guerra.

 

In data odierna, i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e della Compagnia Speciale del G.O.C. di Vibo Valentia, su disposizione del gip del Tribunale di Palmi dott. Fulvio ACCURSO, hanno eseguito due ordinanze di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dei due fratelli GIACOBBE Biagio cl.’74 e GIACOBBE Marcello cl.’77.

A seguito di articolata attività di indagine, che ha preso le mosse dall’omicidio di PELAIA Arcangelo cl.’76, barbaramente ucciso , a bordo della sua autovettura, in data 29 Giugno 2013, con nr. 09 colpi d’arma da fuoco, in pieno giorno, nell’affollata e centralissima Piazza Matteotti di Gioia Tauro, si è accertato che gli odierni indagati, in concorso tra loro e con POLIMENI Giovanni cl.’75, esecutore materiale dell’evento di sangue, già detenuto, in qualità di ideatori, registi, mandanti ed agevolatori, hanno cagionato la morte del medesimo PELAIA.


Punto fondante della responsabilità dei due fratelli è costituito dal movente del delitto in questione, che è stato fin da subito correttamente individuato dagli inquirenti nella vendetta compiuta dalla famiglia GIACOBBE, in risposta al duplice omicidio, commesso in data 01 luglio 2005, ai danni di GIACOBBE Saverio cl.’85 e di GIACOBBE Leonardo cl.’76 (quest’ultimo fratello dei prevenuti Marcello e Biagio); delitto per il quale PELAIA Giuseppe cl.’71, fratello di Arcangelo, ha ricevuto condanna definitiva. La meticolosa attività d’indagine esperita dai Carabinieri di Gioia Tauro è riuscita a dimostrare come i due germani siano stati parte attiva dell’efferato evento delittuoso, sia avendo contatti diretti col killer che effettuando delle staffette funzionali ad individuare, in quel caldo Sabato di Giugno scorso, la vittima prescelta.

I destinatari del provvedimento sono stati sorpresi, in piena notte, in Gioia Tauro e Firenze e, tradotti rispettivamente presso le Case Circondariali di Palmi (RC) e Sollicciano (FI).

L’odierna operazione, condotta in maniera esemplare dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, sotto l’egida della Procura di Palmi guidata dal Procuratore Capo dott. Giuseppe CREAZZO (pubblico ministero dott. Enzo BUCARELLI), è la pronta ed inesorabile risposta dello Stato all’ennesimo e gravissimo fatto di sangue, in una terra, come quella della piana di Gioia Tauro, in cui l’omicidio assurge troppo spesso a chiaro messaggio di terrore che tende ad intimorire tutti coloro i quali non si pieghino alle volontà delle locali logiche mafiose.

 

Il personale del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro con l'ausilio di equipaggi di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine Calabria sezione di Siderno, ha oggi eseguito due arresti.

In particolare la Squadra Volante, ha tratto in arresto a Gioia Tauro, Marco Polimeni, 46 anni, nato a Taurianova, per il reato di evasione. Polimeni, nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari è stato scoperto circolare per la città a bordo di un'autovettura.

Inoltre è stato eseguito un ordine di esecuzione di misura di sicurezza a Giuseppe Ventre, 50 anni, di Gioia Tauro, contestualmente allo stesso la misura della casa lavoro per un anno, emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Calabria, considerate le frequentazioni di Ventre con pregiudicati e appartenenti alla criminalità organizzata.

In una vasta operazione, denominata Total Bluff, i carabinieri della compagnia di Reggio Emilia hanno scoperto un'ingente truffa da oltre 1 milione di euro che ha visto coinvolta una ventina di persone tra imprenditori e professionisti in prevalenza d’origine calabrese, sono stati i carabinieri di Reggio Emilia. Secondo gli inquirenti gli indagati clonavano  ditte realmente esistenti sul territorio nazionale, effettuavano acquisti di merci di varia natura – addebitando i costi alle ditte clonate – per poi rivenderle sotto costo a imprenditori compiacenti che, a loro volta, reimpiegavano le merci nelle loro attività imprenditoriali lecite.  I militari,  hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di Enrico Gulloni, 51 anni, residente a Gioia Tauro (Reggio Calabria), Alfio Rovatti, 39 anni, di Reggio Emilia, entrambi agli arresti domiciliari, e Carlo Micò, 44 anni, di Crotone, a cui è stato applicato l’obbligo di dimora.
Nell’ottobre del 2013, nell’ambito della stessa operazione, era già stato arrestato Paolo Bonini, 53 anni, di Parma (anch’egli ai domiciliari). In tutto sono state denunciate venti persone, tra cui un parente diretto di Nicolino Grande Aracri, il boss di Cutro (Crotone) che estende il suo potere anche in Emilia.
Sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere, truffa e impiego di denaro e beni di provenienza illecita in attività legali.

Gioia Tauro. I militati della Guardia di Finanza, coordinanti dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno effettuato sei arresti e denunciato altre sette persone, poichè attraverso un vorticoso giro di fatture false per milioni di euro, hanno indebitamente ottenuto i finanziamenti pubblici per la realizzazione di un sito industriale realizzato vicino al porto di Gioia Tauro. Nel corso dell'operazione sono stati altresì sequestrati beni dal valore di circa due milioni di euro. Ai tredici indagati sono contestati a vario titolo i reati di truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e riciclaggio.

Contestati truffa aggravata, bancarotta fraudolenta,frode fiscale e riciclaggio

E’ in corso di esecuzione, dalle prime luci dell’alba, una importante operazione da parte degli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria che ha portato a disarticolare un gruppo criminale dedito al contrabbando di sigarette contraffatte.

Sono 7 le persone denunciate, di cui 5 colpite da un’ordinanza di custodia cautelare.

Le indagini dei Finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno portato ad individuare l’esistenza di un gruppo di persone che, in concorso tra loro, hanno condotto una serie di azioni criminali finalizzate al contrabbando di sigarette che riportavano sia il marchio di una importante multinazionale del settore che i sigilli dei Monopoli di Stato abilmente contraffatti.

Il gruppo, presente nella provincia di Reggio Calabria, aveva forti ramificazioni anche in Liguria e provvedeva a vendere le sigarette soprattutto nei mercati clandestini del Nord Italia.

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