16112018Ven
Aggiornato ilGio, 15 Nov 2018 7pm

Sono 27 le persone destinatarie del provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Reggio Calabria che sta eseguendo personale della Dia e del Comando provinciale della Guardia di finanza. Sono in esecuzione, inoltre, sequestri di imprese, beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 100 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono, tra l'altro, 51 imprese. Contemporaneamente, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, si stanno eseguendo ulteriori provvedimenti restrittivi e di sequestro. Alle persone destinatarie dei provvedimenti di fermo vengono contestati, a vario titolo, reati che vanno dall'associazione mafiosa e dall'usura al reimpiego di denaro, beni ed utilità di provenienza illecita. Sulle due operazioni alle 11 nel palazzo di giustizia di Firenze é fissata una conferenza stampa cui parteciperanno il Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, ed i Procuratori del capoluogo toscano e di Reggio Calabria, Creazzo e Paci.

Trentasei persone, tra capi e gregari, affiliati alla cosca di 'ndrangheta facente capo alla famiglia Marrazzo, attiva nella provincia di Crotone e con ramificazioni nella provincia di Cosenza e in Lombardia sono state arrestate in un'operazione congiunta di carabinieri e polizia. I reati contestati sono:omicidio, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento, ricettazione e numerosi delitti in materia di armi. Nell'ambito dell'operazione, denominata 'six towns' sono anche stati sequestrati numerosi beni immobili e automezzi nella disponibilita' di capi e affiliati. I dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra' alle 11 presso la procura della Repubblica di Catanzaro, presieduta da Nicola Gratteri, e da Vincenzo Luberto.(AGI)

C'è anche il calciatore professionista Francesco Modesto, che ha giocato in serie A e B, tra i 14 arrestati in un'operazione antimafia dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza. Gli indagati devono rispondere di far parte di un'associazione di tipo mafioso dedita all'usura e all'estorsione.

 

Al centro dell'inchiesta un gruppo criminale ritenuto emanazione delle cosche federate Cicero-Lanzino e Rango-Zingari di Cosenza che, utilizzando i capitali della 'ndrangheta, elargivano prestiti con l'imposizione di tassi d'interesse fino al 30 per cento mensile.

 

Modesto, 34 anni, deve rispondere dell'accusa di usura poiché si sarebbe prestato a prestiti di denaro insieme al suocero, anche lui tra gli indagati. Modesto, oggi svincolato, ha giocato anche in serie A. Dopo l'esordio con il Cosenza, ha giocato con Vibonese, Palermo, Ascoli, Reggina, Bologna, Genoa, Parma, Pescara, Padova e Crotone.

Ben quaranta arresti sono in corso di esecuzione sin dalle prime luci dell’alba da parte della Polizia di Stato e della D.I.A. in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte. Ad essere colpiti con l’Operazione denominata Alchemia le cosche della Piana “RASO – GULLACE – ALBANESE” e “PARRELLO – GAGLIOSTRO”. Gli indagati sono accusati a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”.

Sono emersi altresì contatti degli affiliati con politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria della medesima provincia, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio.

E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

I dettagli saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria alle ore 11.00 odierne.

OPERAZIONE FRONTIERA, 58 ARRESTI IN CALABRIA

Il 12.07.2016, in Reggio Calabria, Roma, Milano, Brescia e Crotone, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati in fase esecutiva da militari di quei Comandi Provinciali, hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 10 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso. Contestata, inoltre, a carico di due società, operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato, la responsabilità amministrativa da reato, ai sensi del D.L.vo n. 231/2001.

L’attività d’indagine, avviata sin dal 2013 dal Reparto Operativo dei Carabinieri reggini e mirata a verificare il buon andamento del settore lavori pubblici del comune di Reggio Calabria, ha dimostrato l’esistenza di un “comitato d’affari”, composto da dirigenti e funzionari pubblici e imprenditori, capace di gestire la “macchina amministrativa comunale” nell’interesse della ‘ndrangheta, che riusciva ad orientare, aggirando ed eludendo la normativa antimafia, la concessione di appalti multimilionari in favore di holding imprenditoriali riconducibili alla ‘ndrangheta.

Contestualmente si sta procedendo al sequestro preventivo di 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e di due esercizi pubblici riconducibili ad alcuni degli indagati, per un valore economico complessivo stimato in € 42.500.000 circa.

I particolari dell’operazione “Reghion” saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria alle ore 10:40 odierne.

Di seguito i nomi delle persone sottoposte a fermo nell'ambito dell'Operazione Spazio di Libertà

  1. SCUTELLA’ Achille Rocco,  nato a Cinquefrondi (RC) il 12.10.1988;
  2. FACCHINERI Domenico, nato a Cinquefrondi (RC) il 07.12.1992;
  3. FACCHINERI Luigi, nato a Cinquefrondi (RC) il 07.02.1994;
  4. MORFEA Elio Arcangelo, nato a Cinquefrondi (RC)  il 12.05.1995;
  5. CUTRI’ Antonio, nato a Reggio Calabria il 01.05.1987;
  6. TRIMBOLI Giuseppe Antonio, nato ad Oppido Mamertina il 09.08.1961;
  7. GARZO Pietro, nato a Palmi (RC) il 11.07.1976;
  8. GARZO Annunziato, nato a Reggio Calabria il 11.07.1983;
  9. ROSACE Vincenzo, nato ad Oppido Mamertina (RC) il 30.09.1983;
  10. MELITO Pietro, nato a Palmi (RC) il 17.04.1989;
  11. VITALONE Pasquale, nato a Reggio Calabria il 01.02.1990; 

Mentre si sono sottratti alla cattura e sono attivamente ricercatiCREA Francesco Antonio, nato a Rizziconi (RC) il 10.10.1962CREA Mario Luciano, nato a Taurianova (RC) il 20.10.1989.FACCHINERI Girolamo, nato a Cittanova (RC) il 19.07.1966.

Il superlatitante Ernesto Fazzalari, condannato alla pena dell'ergastolo è stato arrestato questa notte dai carabieri. A darne notizia tramite la propria pagina facebook il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che così ha commentato " Una bellissima domenica! Questa notte i Carabinieri hanno arrestato in Aspromonte Ernesto Fazzalari, ricercato da vent'anni, considerato il secondo latitante più pericoloso d'Europa e il più feroce capo della ndrangheta. Un'operazione molto difficile resa possibile dalla professionalità e della dedizione delle forze dell'ordine e dei magistrati. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Continuiamo a combattere la criminalità ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare. Viva l'Italia!"

Nell'ambito dell'operazione, denominata "I Conti di Lavagna", sono stati posti sotto sequestro preventivo numerosi beni mobili, immobili, depositi bancari e societa' per un valore di circa 2 milioni di euro, nella disponibilita' degli associati alla 'ndrina "Roda'-Casile" di Condofuri (Reggio Calabria). Sigilli anche per il sito di stoccaggio di rifiuti di Lavagna (Genova) gestito dalla famiglia Nucera, "i cui componenti - spiegano gli investigatori - sono ritenuti a capo della struttura territoriale di 'ndrangheta operante nel levante ligure". Gravi le violazioni della normativa ambientale con lo sversamento in discarica di consistenti quantitativi di rifiuti solidi urbani e pericolosi: falsificata la relativa documentazione. Sequestrati per irregolarita' amministrative ed edilizie anche bar e chioschi della stessa cittadina gestiti da soggetti vicini agli arrestati. Tra gli arrestati anche il sindaco di Lavagna ed un ex parlamentare della zona.

Nota stampa del comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

L'11 giugno 2016, in Rosarno (RC), i carabinieri della locale Tenenza CC, hanno tratto in arresto PRATTICO’ Pietro, di anni 33 da Rosarno, già noto alle Forze dell'Ordine, in esecuzione dell’Ordine di Carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria. Pratticò dovrà espiare una pena residua di anni 1 (uno), mesi 6 (sei) e giorni 10 (dieci) di reclusione per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso connesso a violazione in materia di armi. Il prevenuto è stato associato presso la casa circondariale di Arghillà.

Angelo Romeo, latitante da oltre un anno è stato arrestato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma alla Stazione Centrale di Milano.

Romeo, 43 anni, è ritenuto dagli inquirenti vicino e in affari con esponenti di spicco delle cosche di 'ndrangheta Alvaro di Sinopoli e Pesce di Rosarno, e si è sottratto alla cattura  nel mese di maggio dello scorso anno dal Tribunale di Reggio Calabria, nell'ambito dell'Operazione "Santa Fe", che aveva consentito alle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro di smantellare una cellula 'ndranghetista attiva nella Piana di Gioia Tauro e dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, utilizzando diversi porti commerciali italiani, tra i quali Gioia Tauro, Genova, Livorno e Vado Ligure.

In particolare lo stesso, si occupava della pianificazione dell'importazione dei carichi di droga provenienti dal Sudamerica e assicurava il collegamento tra le componenti criminali della fascia jonica calabrese con i fornitori esteri della droga.

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