16112018Ven
Aggiornato ilGio, 15 Nov 2018 7pm

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, in esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 31 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati.

Disarticolate due pericolose cosche della ‘ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco, destinate a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Dalle indagini è emersa anche la violenta contrapposizione fra i due gruppi, entrambi intenzionati ad imporsi sulla scena criminale rosarnese e ad acquisire il controllo mafioso del territorio con aggressive intimidazioni, danneggiamenti e agguati con armi da fuoco ed esplosivo.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, terrà alle ore 11.00 presso il Comando Provinciale Carabinieri.

8 arresti, 6 denunce in stato di libertà, oltre mille persone e 600 veicoli controllati, vari esercizi pubblici ispezionati, elevate sanzioni amministrative per 10 mila eurodai numerosi controlli effettuati dalle 200 pattuglie impiegate sul territorio. È questo il bilancio di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro nel corso dell’ultimo fine settimana.

In particolare:

− i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno: 
• arrestato in flagranza di reato FALL SAER, 56enne, pregiudicato, DIAGNE THIERO, 25enne, senegalesi, e DIALLO SADIO, 27enne della Guinea, tuttidomiciliati presso la vecchia tendopoli di San Ferdinando, perché sorpresi mentre tentavano di asportare delle lamiere in alluminio dalla sede della ditta  APOC di Rosarno. Al termine delle formalità di rito, i prevenuti sono stati  sottoposti, a seguito della celebrazione del rito direttissimo, all’obbligo di firma;
• arrestato, in ottemperanza all’ordinanza di aggravamento di pena detentiva emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Calabria, SURACE DOMENICO, 29enne, pregiudicato di San Ferdinando, per plurime violazioni della misura della detenzione domiciliare cui era sottoposto in quanto colpevole dei reati di detenzione e porto illegale di arma clandestina e ricettazione. Dovrà scontare la pena di un anno e otto mesi;
• tratto in arresto PESCE SAVINO, 55enne di Rosarno, pregiudicato per reati associativi, intraneo all’omonima cosca di ‘ndrangheta, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, dovendo scontare la pena residua di mesi 2 in quanto riconosciuto definitivamente colpevole del reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, per fatti commessi in Rosarno nel 2011; 
− i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno arrestato:
• assieme ai colleghi della stazione di Bagnara Calabra e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, GRAMUGLIA ANNUNZIATA, 51enne e il figlio GENTILUOMO VINCENZO, 29enne entrambi di Bagnara Calabra, perché, nel corso di perquisizione domiciliare, sono stati trovati in possesso di un fucile, occultato in una stanza destinata all’essicazione dei salumi ed una pistola con matricola abrasa, modificata per il cal. 6,35 e completa del relativo munizionamento.

La perquisizione, estesa all’intera proprietà, ha consentito di rinvenire occultati in una stalla e un fienile 5 piante di marijuana e dei semi già interrati, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente;

• arrestato, assieme ai colleghi del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia invece, nel corso di una perquisizione domiciliare, TEDESCO SALVATORE, 47enne, poiché trovato in possesso di circa un chilo di marijuana e hashish - in parte già suddivisi in dosi - nascosto in un armadio, all’interno di una borsa, insieme a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente;
− i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno:
• a Varapodio, assieme ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, deferito in stato di libertà M.G., 43enne del luogo, pregiudicato, poiché, all’esito di una perquisizione domiciliare, venivano rinvenute, occultate all’interno di una stufa dismessa, un caricatore monofilare per pistola contenente 12 cartucce cal. 7,65 ed ulteriori n. 25 cartucce dello steso calibro, tutto sottoposto a sequestro;
• a Taurianova, denunciate per possesso illegale di munizionamento e di sostanza stupefacente del tipo marijuana T.G., 38enne, e T.A., 46enne, entrambe del luogo, poiché all’esito di perquisizione domiciliare sono stati trovati in possesso di alcune piante di marijuana e di cartucce non denunciate, nonché T.M., 70enne di Polistena, per omessa custodia di una pistola e relativo munizionamento, in quanto, seppur legalmente detenuti, erano custoditi in modo improprio e senza rispettare le prescritte norme di sicurezza. L’arma e le munizioni sono state ritirate in via cautelativa.

3 arresti, oltre 1.000 persone e 800 veicoli controllati, elevate sanzioni amministrative per oltre 15.000 euro nei numerosi posti di controllo effettuati dalle 200 pattuglie impiegate sul territorio.

È questo il bilancio di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro nel ponte appena trascorso, che ha interessato i comuni della Piana, attraverso una incisiva attività di prevenzione e repressione delle condotte che minacciano la serena convivenza dei cittadini, nonché il monitoraggio del rispetto del codice della strada.

In particolare, nel pomeriggio di venerdì, i militari della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato, CARLO Salvatore, 44enne, pregiudicato rosarnese, perché resosi responsabile del reato di evasione. I militari hanno sorpreso l’uomo mentre si trovava fuori dalla propria abitazione benché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati sugli stupefacenti.

Contestualmente i Carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno dato esecuzione ad un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva, emesso dal Tribunale di Palmi nei confronti di SAFFIOTI Vittoria, 44enne del luogo, poiché riconosciuta definitivamente colpevole del reato di falsità od omissioni in comunicazioni finalizzate all’ottenimento del patrocinio, in relazione a fatti commessi in Palmi nel mese di gennaio 2010, per i quali dovrà scontare la pena residua di 1 anno e 3 mesi.

Nella medesima giornata, i Carabinieri di Galatro, in ottemperanza ad ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emesso dal Tribunale di Palmi, hanno arrestato VIRGIGLIO Rocco, di anni 38,  riconosciuto colpevole del reato di maltrattamenti in famiglia in relazione a fatti commessi in Rosarno  nel mese di novembre 2011 e per il quale dovrà scontare la pena residua di 2 mesi.

Tutti gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Nel corso del fine settimana appena trascorso, i carabinieri della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, a seguito di perquisizione domiciliare eseguita su soggetti già gravati da pregiudizi di Pubblica Sicurezza, hanno rinvenuto due allacci abusivi alla rete elettrica e proceduto all'arresto di C.M. 57enne, C.T. 29enne e D'A. R. 31enne. Deferite inoltre in stato di libertà C.A. e C.C., intestatarie delle utenze relative alle abitazioni controllate. Al termine della successiva udienza di convalida dell’arresto, nella quale i cautelari venivano presentanti innanzi il Tribunale di Palmi in regime di AA.DD. disposto nell’immediatezza dal PM procedente, veniva convalidato il loro arresto e rigettata la richiesta di applicazione di misura *domiciliare* in accoglimento delle doglianze difensive espresse dall’Avv. Davide Vigna, con conseguente liberazione degli arrestati.

Nel corso della perquisizione, infine, venivano controllata un’ulteriore abitazione e sequestrati alcuni oggetti ritenuti strumentali alla creazione di una mini serra domestica, ed in considerazione di ciò veniva deferito in stato di libertà F.D., soggetto con precedenti penali, per l’ipotesi di reato di coltivazione domestica di sostanze stupefacenti

 
Ultima modifica il Martedì, 14 Novembre 2017 16:27

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione di 20 Ordinanze di custodia cautelare su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanomi della potente cosca PESCE di Rosarno (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante PESCE Marcello, arrestato dalla Polizia l’1 dicembre 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti ed intestazione fittizia di beni. L’operazione è la prosecuzione dell’inchiesta Recherche nell’ambito della quale, il 4 aprile scorso, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato avevano fermato 11 soggetti affiliati e prestanomi alla cosca PESCE e sequestrato beni e società operanti nel settore agroalimentare e dei trasporti di merci su gomma per conto terzi, per un valore di circa 10 milioni di euro.

Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, sei agli arresti domiciliari e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è il bilancio dell’operazione Recherche 2 portata a termine questa mattina dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dallo SCO di Roma. Otto soggetti in più rispetto agli undici fermati il 4 aprile scorso finiscono nella rete dei investigatori della Polizia di Stato. Si tratta per lo più di uomini di fiducia del carismatico PESCE Marcello, facenti parte della sua rete di protezione e della filiera comunicativa, grazie ai quali il boss latitante riusciva ad amministrare le risorse finanziarie incamerate dalla cosca, di assegnarle ai membri del sodalizio detenuti ed ai loro familiari, di gestire, in regime di sostanziale monopolio, l’attività di trasporto merci su gomma per conto terzi, di curare i rapporti con le altre consorterie, intervenendo, a più riprese, per risolvere alcune controversie sorte all’interno della propria compagine criminale o con altre organizzazioni della ‘ndrangheta.

Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, PESCE Marcello viene indicato come capo, promotore ed organizzatore dell’omonima articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante a Rosarno (RC), con poteri decisionali e capacità di pianificazione delle azioni delittuose, degli obiettivi, delle attività economiche e di riciclaggio del denaro sporco della cosca di appartenenza. Per esercitare il pieno controllo del trasporto di merci su gomma, PESCE Marcello era riuscito a mettere in piedi un sistema di società (Getral, Le Tre Stagioni, Azienda Agricola Rocco Pesce) intestate a prestanomi che sono stati arrestati nel corso dell’operazione. 

 

 

Alle prime ore della mattinata odierna, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria”, dei Commissariati di P.S. della provincia e della Squadra Mobile della Questura di Catania, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a un Decreto di Fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di elementi di vertice,  affiliati e prestanomi della potente cosca PESCE di Rosarno, l’operazione è nominata “Recherche”. Gli indagati sono accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante PESCE Marcello, arrestato l’1 dicembre 2016 – aggravati dalla circostanza di aver agevolato un’organizzazione criminale aderente alla ‘ndrangheta – nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti.

I NOMI DEI FERMATI

In particolare, le indagini, supportate da numerosi presidi tecnologici, hanno consentito di individuare la rete dei soggetti che, per anni, ha protetto la latitanza di PESCE Marcello. Dal punto di vista temporale, le investigazioni abbracciano il periodo che va dall’inizio del 2015 al giorno della cattura del latitante, sorpreso all’interno di un’abitazione nel centro di Rosarno, nella disponibilità di FIGLIUZZI Salvatore classe 1955 e del figlio Pasquale classe 1976, i quali, arrestati in flagranza di reato per favoreggiamento aggravato, hanno subito patteggiato la pena.

Le intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e di videosorveglianza – congiuntamente a tradizionali attività di riscontro sul territorio – hanno consentito di far luce sulle condotte criminali poste in essere dal gruppo facente capo a PESCE Marcello e, più in generale, all’intera cosca omonima, con particolare riferimento al monopolio forzoso del settore del trasporto merci su gomma di prodotti ortofrutticoli per conto terzi, alle intestazioni fittizie di beni (finalizzate ad evitare i provvedimenti ablatori) ed al traffico degli stupefacenti. Centrale, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe la figura di SCORDINO Filippo – luogotenente di PESCE Marcello e persona di estrema fiducia del figlio Rocco -  che è risultato il principale gestore della c.d. “Agenzia di Rosarno”, ovvero l’agenzia di mediazione dei trasporti merci su gomma attraverso la quale il settore è monopolizzato da PESCE Marcello.

L’operazione ha portato altresì al sequestro dei seguenti beni, per un valore complessivo ammontante a circa dieci milioni di euro:

Ge.Tra.L. Società Cooperativa esercente l’attività di trasporto ed autotrasporto di persone e/o merci per conto proprio o di terzi, con sede in Rosarno e sede secondaria in Forlimpopoli (FO), nella reale disponibilità di  PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e RACHELE Rocco;

Ditta Individuale di Mediazione nei Trasporti di SCORDINO FILIPPO con sede in Rosarno;
Azienda Agricola Le Tre Stagioni Srl di MORILLO VELAZQUEZ Joel, con sede in San Ferdinando (RC) e sede secondaria a Ferrara (FE), esercente il commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi (nella sede di Ferrara), la lavorazione, il confezionamento, la produzione, la trasformazione e la commercializzazione, sia all’ingrosso che al dettaglio di prodotti alimentari (nella sede principale) nella reale disponibilità di PESCE Marcello e PESCE Rocco;
Azienda Agricola di PESCE Rocco, esercente l’attività di coltivazione di agrumi, con sede legale in Rosarno;
Ditta Individuale di trasporto merci su gomma Di NICOLACI GIUSEPPE, con sede in Rosarno ed i trattori stradali e semirimorchi intestati a NICOLACI Giuseppe: 6 semirimorchi, 3 trattori stradali e 1 autocarro targato, riconducibili a PESCE Antonino classe 1982;
S&T Logistic Srl di STILO Nicola con sede legale in Rosarno, esercente attività di trasporto merci in conto proprio ed in conto terzi, nella reale disponibilità di STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
Regina Trasporti Srl, di DEMASI Gessica e DEMASI Francesco, con sede legale in Rizziconi,  esercente l’attività di trasporto merci su strada -  compresi 2 trattori stradali,  nella reale disponibilità di STRAPUTICARI Vincenzo, STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
Trans-Log Trasporti Nazionali e Internazionali di ARMELI Rosario, con sede legale in Rosarno (RC) e sede secondaria in Ferrara (FE), nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo  e STILO Bruno;
Trattori stradali e semirimorchi intestati a TRIPODI Giuseppe: 5 semirimorchi, 5 trattori stradali, nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e STILO Bruno. 

Nella notte di ieri 3 aprile, a San Ferdinando (RC), in località marina di Rosarno, i militari della locale Stazione Carabinieri, nel corso di una normale pattuglia notturna, traevano in arresto, in flagranza di reato, SAFFIOTI Filippo Alessandro, ventinovenne del luogo, e VENTRE Giuseppe, di ventisei anni, perché resisi responsabili di furto aggravato in concorso. Nello specifico i due venivano intercettati a bordo di una Fiat Panda con all’interno nr. 22 infissi in alluminio risultati asportati poco prima da villaggio “La Ginestra” di Nicotera Marina (VV). Il materiale provento di furto veniva sottoposto a sequestro in attesa della successiva restituzione all’avente diritto. Gli arrestati, ultimate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo a disposizione dell’A.G. competente.

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione di undici provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanomi della cosca Pesce di Rosarno (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante Pesce Marcello, arrestato dalla polizia l’1 dicembre 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti.

Il blitz che aveva consentito la cattura del super-latitante PESCE Marcello veniva effettuato dopo mesi di indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il coordinamento dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. L’azione, complessa, articolata e di grande difficoltà operativa permetteva, oltre alla cattura del pericoloso latitante, anche di arrestare due favoreggiatori che hanno già patteggiato la pena.

Recherche è il nome che gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato all’operazione. Le indagini svolte alacremente dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, oltre che portare alla cattura del pericoloso latitante Pesce Marcello, hanno consentito di individuare la rete dei soggetti che per anni ha protetto la latitanza di Pesce Marcello, permettendo allo stesso di continuare a giocare un ruolo importantissimo nel panorama ‘ndranghetistico della fascia tirrenica della provincia di Reggio Calabria, ma anche di ricostruire l’operatività di gran parte del gruppo di soggetti a lui facenti capo e le numerose attività economiche riconducibili al sodalizio.

Maggiori dettagli sull’operazione verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alla Questura di Reggio Calabria alle ore 11.00.

In data 16 settembre 2016, a Paola (CS) presso la Casa Circondariale, i militari della Compagnia di Gioia Tauro, hanno dato esecuzione all’ordinanza di Applicazione della Custodia Cautelare in Carcere nr. 2463/2015 RGNR, nr. 2463/2015 RGIP emessa, in data 12 settembre 2016, dal Tribunale di Palmi – ufficio GIP, nei confronti di MICHELIZZI Antonino, nato a Gioia Tauro il 30.08.1988, residente a Rosarno, pluripregiudicato, attualmente detenuto per rapina aggravata, ritenuto dagli inquirenti elemento intraneo alla famiglia di ‘ndrangheta dei Bellocco, egemone nella Municipalità di Rosarno.

Il giovane pregiudicato rosarnese, a seguito di una certosina attività d’indagine, esperita dai Carabinieri di Gioia Tauro, per i fatti accaduti in data 25 ottobre 2014, è stato ritenuto responsabile del reato di porto e detenzione di arma clandestina in concorso (artt. 99, 110 c.p., artt. 02, 04 e 07 l. nr. 895/67, art. 23 co. 1-3 e 4 l. nr. 110/75). All’epoca, infatti, il MICHELIZZI e BELLOCCO Michele cl.’96 (dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta, due anni fa minorenne e tratto in arresto, proprio in quella circostanza, in flagranza di reato, per gli stessi capi d’imputazione contestati oggi al suo complice) viaggiavano a folle velocità con un T-MAX in una strada interpoderale di Rosarno, quando vennero intercettati da una pattuglia della Benemerita che ingaggiò subito un pericoloso inseguimento. Il MICHELIZZI, in quella circostanza, benché caduto rovinosamente a terra, riuscì a far perdere le proprie tracce. Nulla ha potuto a seguito, però, degli accertamenti fatti dalla Polizia Giudiziaria che, coordinata dal Sostituto Procuratore dott.ssa Anna PENSABENE della Procura di Palmi, ha dimostrato - incontrovertibilmente - che il MICHELIZZI era il soggetto che, con il BELLOCCO, stava scorrazzando per le vie di Rosarno (all’altezza della località Passo per Nicotera), armati di pistola clandestina cal. 7,65 ritrovata, dai militari, col caricatore pieno.

Lo stesso, inoltre, venne arrestato, sempre dai militari della Compagnia di Gioia Tauro, un mese e mezzo più tardi, ovvero il 01 dicembre 2014, in flagranza di reato di rapina aggravata (nella frazione Paravati del Comune di Mileto) e, da quell’episodio, si riuscì poi a risalire, in maniera certa, alle sue responsabilità anche per il reato dell’ottobre 2014. Decisivi sono stati, in seguito, i riscontri forniti dagli specialisti del  RIS di Messina che hanno comparato positivamente i profili genetici del soggetto.

 

Nota stampa del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria

Il 14 settembre 2016, in Rosarno (RC), i Carabinieri della locale Tenenza, in ottemperanza all’ordinanza di esecuzione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, hanno tratto in arresto AMATO Marcello, di anni 48 da Rosarno, già noto alle FF.OO.. Il prevenuto dovrà espiare la pena di mesi 09 e giorni 03 (tre) di reclusione in quanto ritenuto responsabile del reato di tentato furto, commesso in Lamezia Terme nel mese di novembre del 2013. Come disposto dall’A.G., l’arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

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