16112018Ven
Aggiornato ilGio, 15 Nov 2018 7pm

Giovanni Arruzzolo, consigliere regionale rosarnese, è il nuovo capogruppo del Nuovo Centrodestra a palazzo Campanella. Alla sua prima esperienza tra i banchi della massima assise calabrese, Arruzzolo guiderà il gruppo di minoranza, mettendo a segno un altro “colpo” politico non indifferente. Il rosarnese, infatti, in meno di 5 anni è passato da consigliere provinciale, ad assessore provinciale, fino a divenire primo consigliere regionale della storia di Rosarno ed ora uno dei capigruppo dell’Astronave. La decisione è stata formalizzata nella mattinata odierna, ed i suoi colleghi del Ncd, Giuseppe Gentile e Sinibaldo Esposito hanno fatto sapere, di aver «indicato il nuovo capogruppo nell’ottica di un’unità di intenti che è patrimonio del partito». Anche il senatore Antonio Gentile, coordinatore regionale del partito, si è rallegrato ed ha voluto «ringraziare Esposito per la sua sensibilità, nella certezza che saprà essere una risorsa per Ncd e per il Consiglio», e ha formulato i «migliori auguri al neo capogruppo, che rappresenta il consenso e la serietà di un territorio che vuole essere protagonista di una legislatura fondamentale per la Calabria». Un passo importante per Arruzzolo, che ora guiderà un gruppo di minoranza “strategico” anche negli equilibri regionali e nazionali.

Domenico Mammola

Dopo due mesi dalla data delle elezioni il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha nominato la Giunta regionale.

Sono stati nominati assessori:

Vincenzo Ciconte, Vice Presidente ed assessore al Bilancio, Personale e Patrimonio;

Carlo Guccione, assessore al Lavoro, Formazione Professionale, Attività Produttive e Politiche Sociali;

Maria Carmela Lanzetta, assessore alle Riforme Istituzionali e Semplificazione amministrativa, Cultura e Pubblica Istruzione Pari opportunità;

Antonino De Gaetano, assessore delegato alle Infrastrutture e Trasporti. 

La prima giunta si terrà martedì prossimo presso la sede di palazzo Alemanni. 

Francesco D’Agostino di Cittanova, eletto nella lista Oliverio Presidente è il nuovo vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria. D’Agostino, già consigliere provinciale a Reggio Calabria, è stato eletto con 14 voti di preferenza su 31, mentre l’altro vice del Presidente Antonio Scalzo è Giuseppe Gentile di Cosenza eletto tra le fila del Nuovo Centrodestra, così come l'altro consigliere regionale della Piana il rosarnese Giovanni Arruzzolo, che ha ottenuto 8 voti di preferenza.

Antonio Scalzo del Partito Democratico, eletto nella cicoscrizione centro (Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone) è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria. La votazione e' appena terminata. Trentuno i presenti, 24 i votanti, 2 schede nulle e 22 voti per Scalzo. Il neo presidente infatti ha incassato i voti della maggioranza di centrosinistra, mentre nelle file dell'opposizione, eccezion fatta per l' Ncd, i consiglieri di Forza Italia e del gruppo Cdl hanno assistito alla votazione in piedi, dietro ai loro scranni, e non hanno votato.

Mario Oliverio è il nuovo presidente della Regione Calabria. Il neogovernatore avrà in consiglio regionale anche due esponenti della Piana: Francesco D’Agostino in maggioranza e Giovanni Arruzzolo all’opposizione.

Più che le configurazioni di giunta, e gli incarichi, per la Calabria ed i calabresi, la cosa fondamentale sono gli atti concreti che il nuovo governo regionale deve mettere in campo.

Per quel che concerne la Piana, le troppe emergenze sul tappeto esigono interventi rapidi e radicali. Le direttrici fondamentali sono tre: occupazione, infrastrutture, patrimonio artistico-culturale e turistico.

Non è più tempo per prese in giro e mance a pioggia ad associazioni e privati amici di questo o quel politico. O si mettono dentro misure strutturali, oppure si può benissimo chiudere tutto per fallimento.

Il capitolo occupazione è quello più spinoso. Bisogna partire necessariamente dalla valutazione di fondo su cosa si vuol fare della nostra agricoltura. L’idea potrebbe essere di puntare sulla qualità e non più su un sistema parcellizzato che offre sempre le stesse cose. La regione deve individuare, insieme agli operatori locali, la specializzazione su cui investire e mettere a disposizione fondi per la riconversione e per il sostegno alle imprese agricole giovani e anche femminili. In questo quadro è fondamentale utilizzare al meglio i fondi europei della prossima programmazione comunitaria, la cosiddetta PAC.

Il budget di Bruxelles, inoltre, deve essere investito in un cofinanziamento mirato a valorizzare altri tipi di impresa, e start-up che sarà necessario far ripartire nelle zone industriali. Il discorso occupazionale, quindi, conduce dritti al Porto. Nell’infrastruttura gioiese bisogna investire, ma a condizione che chi la gestisce crei lavoro, ceda quote di governance e favorisca gli insediamenti produttivi. Gioia Tauro ha bisogno di detassazione, infrastruttarazione seria e coinvolgimento di grandi reti imprenditoriali italiane ed estere. Sempre a proposito di infrastrutture, regione e provincia devono individuare le priorità per la mobilità della Piana, avendo anche il coraggio di tagliare i fondi per le stradine “clientelari” e destinarli a opere strategiche.

Infine il patrimonio culturale e turistico. Il “made in Piana” deve poter avere un brand che invogli investitori e anche flussi turistici a visitare i percorsi mare-montagna-archeologia, con l’inserimento della filiera agroalimentare.

La regione deve fare questo, altrimenti saranno persi ulteriori 5 anni e la Piana non sarà più in grado di rialzarsi.

 

P.s. oltre alle opere materiali, dal nuovo consiglio regionale ci si aspetta una rinnovata moralità politica, che si traduce con il netto diniego agli accordi con la ‘ndrangheta e le pratiche oscene clientelari che hanno distrutto il tessuto sociale e la fiducia dei cittadini nella politica.

Editoriale del Direttore Domenico Mammola pubblicato su Terra di Mezzo, il mensile di Zmedia in edicola

Anno nuovo, consiglio nuovo, deleghe nuove. Inizia la nuova legislatura regionale in Calabria, e forse la Piana potrà ritagliarsi uno spazio importante.

Due sono gli esponenti del comprensorio nella massima assise calabrese: il rosarnese Giovanni Arruzzolo, eletto in minoranza con l’Ncd e Francesco D’Agostino, cittanovese alfiere della lista di maggioranza Oliverio Presidente. Sono ore decisive in vista della prima adunanza consiliare che si celebrerà, salvo sorprese, il 29 dicembre prossimo. Il neogovernatore Oliverio ha chiarito di voler mettere mano allo statuto regionale prima di varare la giunta, organismo che potrebbe anche avere qualche faccia amica per la Piana. Francesco D’Agostino ha il quoziente più altro tra i 5 consiglieri regionali eletti nella sua lista, e non è detto che possa rappresentare la lista del governatore in giunta, o comunque potrebbe essere investito di un incarico importante. Per quel che riguarda Arruzzolo, invece, il suo nome è al centro di un mosaico in composizione nel campo dell’opposizione. Non è un mistero che Ncd sia la minoranza più malleabile, e che stia chiedendo da tempo un abbraccio politico con il centrosinistra calabrese. Se ciò avverrà, Pino Gentile, dominus calabrese degli alfaniani, potrebbe accasarsi in una casella di peso, e Arruzzolo diventare capogruppo. Nel caso in cui Gentile rimanesse fuori da incarichi di primo piano, non si accontenterà di un ruolo non preminente, e allora ecco che Arruzzolo, alla sua prima legislatura, potrebbe accomodarsi o sulla poltrona di capogruppo o addirittura agganciare la vicepresidenza del consiglio, qualora i rapporti tra Forza Italia e la maggioranza fossero sfilacciati come appaiono.

In attesa che Oliverio metta al primo punto dell’agenda il rilancio del Porto di Gioia, come ha più volte ribadito, è probabile che ad un eletto della Piana sia dato spazio nelle istituzioni.

In tutto questo magma continua ad essere interessante la posizione di Sebi Romeo, primo eletto del Pd, che nella Piana ha moltissimo consenso e molti punti di riferimento, in predicato di prendere una casella di peso in giunta o addirittura essere successore di Franco Talarico alla presidenza del consiglio regionale.

Non manca ancora molto, e le trattative sono già frenetiche, a breve si capirà quale ruolo la Piana può recitare nelle stanze che contano.

 

Domenico Mammola

Fateci caso: in questi giorni – con lo scandalo di Mafia Capitale – tutti parlano di ‘ndrangheta e, per dirla tutta, si parla anche di pacchetti di tessere acquistate (sottolineatura che consegno ai meno pigri, giusto per ricordare uno dei fattori che mi costrinse ad abbandonare il PSI). Sul tema, però, fino a qualche settimana fa, si registrava un silenzio assordante. Eppure si era in campagna elettorale. I candidati alla carica di consigliere regionale della Calabria avrebbero potuto e dovuto pronunciarsi su questo tema che – come non si stanca di ripetere lo stesso Roberto Saviano – non rappresenta “un” problema, ma “il” problema del nostro Paese e vieppiù della nostra regione. Evidentemente si pensa che l’argomento non paghi in termini di voti e si continua a ritenere più conveniente la promessa elettorale vecchia maniera.

Ora, da candidato appena uscito – non eletto per poco – da questa campagna elettorale, sono felice di poter smentire questa convinzione. Tante sono le persone che mi hanno sostenuto benché non avessi niente da offrire in termini di favori, benché non avessi alle spalle gruppi di potere né personaggi influenti, avendo condotto una campagna elettorale sobria e con pochissime risorse, senza stampare manifesti, organizzare cenette, meeting e aperitivi.

Ho girato nei paesi della provincia di Cosenza, fra la gente, raccontando quello che ho fatto e quello che ancora si deve fare in termini di legalità, trasparenza delle pubbliche amministrazioni e lotta alla ‘ndrangheta. Ho discusso con le persone di come si possono utilizzare i beni confiscati alla criminalità organizzata, dell’urgenza di introdurre misure che garantiscano legalità e trasparenza negli appalti. Ho raccontato alla gente che esiste una legge regionale da me proposta che apre corsie preferenziali nei concorsi regionali ai testimoni di giustizia e alle vittime della criminalità organizzata.

Su questi e altri – che sono i temi urgenti e improrogabili per la nostra regione – ho raccolto partecipazione e adesione, ho constatato che i cittadini calabresi sono maturi e consapevoli del fatto che la lotta alla ‘ndrangheta non è solo una questione etica: il suo valore è misurabile anche in investimenti e posti di lavoro, cioè benessere per molti e non per i pochi che di volta in volta riescono ad entrare nel cerchio magico di chi gestisce un po’ di potere.

Per questo non mi stanco di indirizzarmi a chi è amato di buona volontà e ha voglia di approfondire di cosa stiamo parlando, a chi rifugge dalle semplificazioni, giornalistiche e moralistiche, e di rinviare a quasicento.blogspot.it. Un blog molto poco elettorale che racchiude il lavoro fatto nella recente consiliatura, quello solo impostato e che resta da fare, una traccia di ciò che sempre con maggiore urgenza occorre che vada in porto. Poco importa se con o senza il mio contributo. Per me è sufficiente la consapevolezza di aver ben seminato.

Salvatore Magarò       

Mario Oliverio è stato proclamato oggi Presidente della Regione Calabria. Sono stati altresì ufficializzati i consiglieri che comporranno il nuovo Consiglio Regionale.

La maggioranza ha conquistato 19 seggi, nove per il Partito Democratico: Giuseppe Aieta, Mimmo Battaglia, Mimmo Bevacqua, Vincenzo Ciconte, Carlo Guccione, Nicola Irto, Michele Mirabello, Sebi Romeo e Antonio Scalzo.

Cinque seggi lista Oliverio Presidente: Francesco D'Agostino, Mauro D'Acri, Orlandino Greco, Vincenzo Pasqua e Franco Sergio.

Tre per Democratici Progressisti: Arturo Bova, Giuseppe Giudiceandrea e Giuseppe Neri, ed uno ciascuno per  "Calabria in Rete" Flora Sculco e  la "La Sinistra" Giovanni Nucera.

All’opposizione sono andati invece 11 seggi. Tra le liste collegate alla candidatura a presidente della Regione Calabria di Wanda Ferro cinque scranni sono toccati a Forza Italia Ennio Morrone,  Alessandro Nicolò, Fausto Orsomarso, Nazzareno Salerno e Mimmo Tallini, e tre alla Casa delle Libertà Francesco Cannizzaro, Giuseppe Graziano e Giuseppe Mangialavori.

Infine il Nuovo Centro Destra che sosteneva Nico D’Ascola manda a Palazzo Campanella tre rappresentanti: Giovanni Arruzzolo, Baldo Esposito e Pino Gentile. 

Dopo oltre quindici giorni dalla data delle elezioni, Mario Oliverio, leader della coalizione di centrosinistra, è stato proclamato presidente della Regione Calabria, il cui insediamento  potrebbe avvenire domani o al massimo nella giornata di giovedì. La proclamazione è stata fatta dall'Ufficio centrale circoscrizionale della Corte d'appello di Catanzaro. Wanda Ferro, miglior perdente tra i candidati a governatore, sostenuta da Forza Italia, Casa delle Libertà e Fratelli d'Italia è stata esclusa dal nuovo Consiglio regionale  La comunicazione ufficiale della proclamazione è stata fatta dal Collegio presieduto da Fabrizio Cosentino e composto da Giancarlo Bravin e Antonio Saraco.

 

È un fiume in piena Rocco Sciarrone, il quale snocciola numeri e dati con la consapevolezza e la rabbia di chi è certo di aver subito un torto e farà di tutto per ottenere quanto, a suo avviso, legittimamente gli spetta. Oggetto del contendere uno scranno a Palazzo Campanella, assegnato erroneamente secondo il giovane consigliere provinciale di Gioia Tauro a Mimmo Battaglia del Partito Democratico. Per Sciarrone vi sarebbe un errore di fondo nell’assegnazione dei seggi in consiglio regionale, effettuata utilizzando un premio di maggioranza che di fatto non è, atteso che alla coalizione guidata da Oliverio sono stati assegnati il 55% dei seggi in luogo dell’oltre 60% dei voti ottenuti. Pertanto secondo il candidato di Calabria in Rete, la ripartizione andrebbe fatta con metodo proporzionale, così facendo ed utilizzando il quoziente circoscrizionale il terzo seggio assegnato al PD andrebbe invece a Calabria in Rete e di conseguenza a Sciarrone, primo della lista per numero di preferenze. Utilizzando lo stesso criterio, la lista otterrebbe un altro consigliere regionale a Cosenza  dove Salvatore Magarò prenderebbe il posto di Maria Francesca Corigliano della lista Oliverio Presidente.  Il giovane politico di Gioia Tauro ha annunciato che tutti i dati a sostegno delle sue ragioni saranno depositati in Prefettura e nel caso in cui ciò non fosse sufficiente, Calabria in Rete proverà a bloccare la proclamazione degli eletti con conseguente ricorso al Tar.

Nel corso della conferenza stampa Sciarrone fa un accenno anche alla politica locale ed alle imminenti elezioni comunali di Gioia Tauro, dove assicura che farà di tutto affinchè nella cittadina della Piana possa governare una nuova amministrazione scevra di vecchi volponi della politica, i quali hanno preferito sostenere candidati “esterni” dimostrando disinteresse per il bene della città la loro inconsistenza in termini elettorali, ogni riferimento è puramente voluto, Sciarrone infatti cita i vari Alessio, Bellofiore, Luppino e Cento.

In merito all’assegnazione degli ultimi seggi disponibili in consiglio regionale allo stato non è dato sapere come andrà a finire, di certo sarà una lotta all’ultimo ricorso senza esclusione di colpi.

Angelo Zurzolo

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