27022020Gio
Aggiornato ilMer, 26 Feb 2020 8pm

Il leader dell'Udc rosarnese e vicesegretario regionale Giuseppe Idà interviene a gamba tesa sulla segretaria della sezione locale del Pd Stefania Mancuso, dopo che la stessa ha tirato in ballo proprio il commissario cittadino dello scudocrociato su una sua presunta ingerenza al voto delle primarie del partito democratico, Idà in particolare riferisce come "Con riferimento alla segnalazione inviata alla commissione regionale di garanzia del Congresso del Partito Democratico,  dalla segretaria del Circolo Pd di Rosarno Stefania Mancuso, ci preme sottolineare che alcuna ingerenza vi è stata da parte dell’UDC cittadino, ne alcun influenza il sottoscritto ha esercitato sul Sig. Giovanni Idà il quale come ogni privato cittadino è libero di votare chi vuole.  Tanto più in una competizione in cui proprio il candidato sostenuto dalla sezione locale del PD (Matteo Renzi) ha voluto che si svolgessero primarie aperte anche ai non iscritti, nel tentativo (poi rivelatosi vano a Rosarno) di allargare la base politica e sociale del consenso. Quindi consiglierei alla segretaria Mancuso di concentrare l’attenzione sul clamoroso insuccesso elettorale che ha colpito la sua parte politica, piuttosto che gridare a presunti complotti. "

Dopo la risposta alla segretaria Mancuso, Giuseppe Idà ne ha anche per il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi "Infatti giova ricordare che il Sindaco che era l’unico candidato di Rosarno,  nonostante fosse sostenuto da 7 consiglieri comunali, quattro assessori più il Vice Sindaco e tutto il direttivo del Partito,  ha ottenuto solamente 207 voti, uno in meno di quelli ottenuti  nella precedente tornata di elezioni primarie. Un segnale che conferma quanto il Sindaco di Rosarno non possa essere ritenuto un valore aggiunto, anzi ha avuto la capacità dopo avere letteralmente smantellato il PD locale, di perdere contro l’area alternativa rappresentata da Massimo Canale, che non esprimeva candidati rosarnesi. È riuscita anche ad alienare qualche simpatia propria alla mozione Renzi. Ironizzando potremmo dire che il miglior regalo a Canale è stato fatto candidandogli contro la Sindaca Tripodi.Come regola generale in Politica, aldilà degli spot del momento, alla lunga contano sempre i numeri che sono di norma legati al consenso, e non vi è alcun dubbio che il consenso da da molto tempo abbandonato il Sindaco e la sua fedele Segretaria. Nonostante l’effetto Renzi, la Tripodi è naufragata elettoralmente, cosa che invece non è avvenuta nella vicina Gioia Tauro, in cui il Sindaco Bellofiore partendo dalle stesse condizioni della Tripodi, e sostenendo il medesimo candidato alla segreteria regionale, ha invece raggiunto un clamoroso successo." Concludendo con una richiesta "Ci verrebbe da dire al Sindaco Tripodi,  invece che pensare alle pagine dei giornali, e ai network nazionali, di prendere atto delle urne vuote e del consenso ormai nullo che la circonda. In altre circostanza politici seri e con un minimo di dignità avrebbero già passato la mano."

Riportiamo integralmente nota del segretario della Sezione del Partito Democratico di Rosarno Stefania Mancuso:

"Leggiamo un articolo,  apparso su Zoomsud, a firma Aldo Varano, con il quale si fa l’analisi del voto alle primarie per l’elezione del segretario regionale.

Nel contesto dell’articolo si richiama un passo nel quale si dice che “da Rosarno arriva la denuncia di ceffi inquietanti (che dalle nostre parti di solito significa ndrangheta) che si sono presentati al seggio.

Come partito organizzatore delle primarie ci preme smentire nella maniera più categorica l’interpretazione dell’articolista ribadendo che nel seggio di Rosarno non si sono presentati né uomini di ndrangheta né affini a consorterie criminali".

Il coordinatore del Laboratorio Politico Rosarno, Pasquale Papaianni, in una missiva indirizzata al sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi, ai capigruppo delle forze politiche in consiglio comunale e alle organizzazioni sindacali locali, propone una serie di interventi collettivi alla politica fiscale locale.

Secondo Papaianni “visto l’attuale stato di grave crisi  economica cui è tragicamente coinvolto il nostro territorio, dinanzi una disoccupazione nella piana ormai mostruosamente a due cifre, riteniamo essenziale che l’Amministrazione Comunale cerchi di incidere maggiormente con una chiara e tagliente azione di agevolazione riguardante il tema della politica fiscale locale.

Si ritiene necessario che l’attuale Amministrazione debba vagliare la possibilità di margini con riferimento  alla possibile attuazione di forme di aiuto e/o agevolazioni di carattere fiscale rivolte ai tanti Rosarnesi che ogni giorno cercano laboriosamente di sbarcare il lunario, i quali vivono continue e convulse fasi disagiate al fine di raggiungere la scadenza del mese  e assicurare anche il pagamento dei tributi senza ritrovarsi come spesso avviene all’interno delle proprie cassette postali  sconvenienti e scottanti richieste  di pagamento  da parte d’istituti riscossione credito.”

Secondo il giovane coordinatore del Laboratorio Politico è infatti “opportuno che codesta Amministrazione compia un’attenta analisi dell’attuale clima di depressione economica cui è investito nello specifico il nostro paese e quindi tenga conto di valutare la possibilità e/o l’opportunità di potersi avvalere dell’art.13 legge 27.12.2002 al fine di provvedere all’istituzione di un condono fiscale relativo ai tributi ICI e TARSU” Infine Papaianni lancia un appello “sarebbe positiva l’istituzione di un tavolo tecnico con le Organizzazioni Sindacali Confederali, al fine di valutare l’esistenza o meno delle condizioni tali da provvedere alla diminuzione dell’aliquota addizionale comunale e stabilirne inoltre forme e modi di esenzione per le classi più disagiate”.

E’ doveroso da parte del Comitato per Massimo Canale segretario, costituito nelle settimane precedenti le Primarie regionali PD e composto dal Consigliere e Capogruppo di Sinistra per  Rosarno Rocco Pronestì, il Presidente del Consiglio Antonio Bottiglieri, l’Assessore Teodoro De Maria, ed il coordinatore di Sinistra per Rosarno Giuseppe Scandinaro, fare il punto sui risultati di ieri e smentire alcune dichiarazioni della dirigenza del PD cittadino.

E’ vero che il voto è stato falsato, ma le ragioni non sono quelle espresse nella nota inviata alla commissione  regionale di garanzia dal PD locale (la segretaria della sezione Stefania Mancuso ha denunciato la circostanza che "un folto gruppo di affini parenti e amici di appartenenti all’opposizione  ed ex amministratori  in consiglio comunale" si sia recata al voto ndr), ma ben altre secondo noi. Per ben due volte nell’arco della giornata sono finite le schede elettorali, una prima volta alle 12:30 circa e solo dopo le 14:30 si è riusciti a recuperare altre schede, grazie all’intervento del Presidente del Consiglio Bottiglieri e del consigliere Rocco Pronestì che si sono recati personalmente a Cittanova a ritirarle, nonostante per l’intera mattinata i rappresentanti del comitato pro Canale spingevano la dirigenza PD ad intervenire per  tempo sulla necessità di procurare altre schede, vista la grossa affluenza.  Infatti,  già intorno alle 18:00 erano nuovamente e definitivamente terminate le schede, per cui il comitato che evidentemente aveva lavorato bene nella campagna per Canale, si è visto costretto a far rientrare nelle proprie case, senza la possibilità di esprimere la propria preferenza oltre 100 persone, e di questo ci scusiamo personalmente con i tanti compagni e amici che liberamente e democraticamente avevano  deciso insieme a noi di sostenere Massimo Canale.

Sarebbe troppo semplice e riduttivo trovare le ragioni dell’ottimo risultato ottenuto da Canale, contro una clamorasa disfatta di Magorno e dei suoi sostenitori, che non sono riusciti a confermare nemmeno il voto delle primarie dell’8 dicembre, accusando le opposizioni e loro parenti di aver alterato il risultato presentandosi al seggio a votare, tentando maldestramente di sminuire così il lavoro del Comitato per Canale. D’altra parte il Regolamento delle primarie parla chiaro e non è suscettibile di modifiche o interpretazioni di parte a secondo se i voti (in questo caso)  portati dalla sinistra vadano verso l’uno o l’altro candidato.

Invitiamo il PD cittadino e i loro dirigenti ad una analisi e verifica seria del voto alla quale diamo la nostra piena disponibilità di partecipare insieme a tutti i loro iscritti, affinchè la Casa del Popolo, ritorni ad essere quel luogo di confronto e democrazia che l’ha sempre distinta.

Rosarno. Massimo Canale vince a Rosarno le primarie del partito democratico per la segreteria regionale. Il candidato reggino, sostenuto a Rosarno da molti espondenti della Sinistra per Rosarno quali il consigliere Rocco Pronestì, il presidente del consiglio comunale Bottiglieri e l'assessore De Maria, oltre al presidente del circolo Arci Giuseppe Scandinaro ha ottenuto 338 preferenze, mentre Ernesto Magorno, nella cui lista era candidata, per un posto nel direttivo regionale, il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi si è fermato a quota 207. Il candidato renziano era sostenuto da gran parte dell'amministrazione comunale e dalla quasi totalità dei consiglieri di maggioranza oltre che dalla segretaria del locale circolo del pd Stefania Mancuso. Un dato curioso, Magorno ha ricevuto esattamente lo stesso numero di preferenze ottenute dal Presidente del Consiglio in pectore Matteo Renzi in occasione delle primarie per la segreteria nazionale dei democatici.

 

  “Egregio Sig.r Sindaco di Rosarno, a nome del Partito di Fratelli d’Italia sentiamo la necessità di doverLe chiedere, con rammarico e sincero dolore, le ragioni per le quali la sua Amministrazione  non abbia ritenuto opportuno organizzare alcun evento commemorativo in occasione della Giorno del Ricordo in memoria dei Martiri delle Foibe e degli Esuli del confine orientale, istituito con legge dello Stato nel marzo 2004. Noi come Partito Fratelli d’Italia, abbiamo provveduto con una cerimonia commemorativa a ricordare i nostri fratelli italiani giuliano-dalmati.

Fino ad oggi, Lei ha presenziato a manifestazioni in lungo ed in largo nella nostra penisola cogliendo l’occasione di ritirare premi, targhe ricordo, rilasciare interviste anche alla stampa straniera, con l’intento di far conoscere la dura e triste realtà della nostra cittadina, inoltre, ha sempre sentito il dovere e la necessità di commemorare anche eventi che hanno fatto la storia dell’Italia, dell’Europa e del mondo, non ultima qualche settimana fa la Shoah.  L’incomprensibile “oblio” al quale è stata consegnata la tragedia delle Foibe in questo 10 febbraio 2014 è, dunque, una pagina di cui Lei non può andare fiera.

Dimenticare il Giorno del Ricordo vuol dire rinnovare quel vergognoso atteggiamento di rimozione e negazione politica e storiografica che venne assunto nel 1945 e mantenuto per oltre 60 anni di vita repubblicana. La tragedia di migliaia di nostri connazionali barbaramente trucidati solo perché italiani non può essere nuovamente rimossa dalle coscienze di questa Italia, che non si è mai scusata abbastanza per come furono trattati i 350 mila profughi giuliano-dalmati, costretti dalla furia etnico-ideologica del regime comunista di Tito a fuggire dalle proprie terre ed abbandonare le proprie case.

La mancata celebrazione di questa importante ricorrenza da parte della sua Amministrazione assume un significato ancora più grave, considerato che le celebrazioni per il ricordo dell’Olocausto della Shoha sono state promosse qualche settimana fa in tutte le scuole di Rosarno. Ci chiediamo, Ill.mo Sindaco, se i figli e i nipoti di quegli italiani meritino ancora umiliazioni; ci chiediamo per quanto si continuerà a tenere all’oscuro i giovani italiani, i nostri figli, di un tassello tanto importante quanto doloroso della nostra storia nazionale, ci chiediamo quando sarà finalmente consentito loro di indignarsi e commuoversi di fronte alla foiba di Basovizza al pari dei campi di concentramento in cui furono internati e sterminati i cittadini ebrei.

Tutti abbiamo il dovere, Sindaco, di contribuire alla costruzione di una Italia giusta che faccia della condivisione della memoria un valore indiscutibile. Particolarmente chi, come Lei, rappresenta le istituzioni.

Che la Sua scelta di non ricordare tale “Giorno delle Memoria” sia dettata da disinteresse, o banale dimenticanza poco importa. E’ una scelta sbagliata, grave, che offende migliaia di suoi concittadini e riporta le lancette dell’orologio indietro di qualche decennio. Spero che Lei se ne renda conto, e spero che intenda rimediare”.

FRATELLI D’ITALIA CIRCOLO DI ROSARNO

L’Assessore alle Attività Produttive Francesco Bruzzese, comunica che con Delibera di Giunta Comunale n. 16 del 5/02/2014, è stata approvata l’adesione del Comune di Rosarno al Comitato Promotore per il riconoscimento del Distretto Agroalimentare di Qualità.

L’Assessore sottolinea l’importanza di tale adesione, considerando la forte vocazione agricola del nostro territorio e la necessità di  dare risposte concrete alle esigenze degli agricoltori e dei proprietari terrieri.

Il Distretto Agroalimentare di Qualità sarà, infatti,  un importante strumento operativo per il raggiungimento degli obiettivi comuni e comunitari che mirano allo sviluppo delle aree rurali, anche attraverso la partecipazione attiva delle varie componenti dell’economia e della società locale.

L’Assessore Teodoro De Maria a nome dell’intera Amministrazione Comunale esprime grande soddisfazione per la definizione della gara di assegnazione dei lavori di manutenzione straordinaria della Scuola Primaria di C.da Bosco che comprende i locali ospitanti la scuola elementare e media.
Infatti oggi, 30/01/2014 la Commissione di gara, presieduta dalla Dott.ssa Mariella Alati, che sta svolgendo un lavoro certosino ed altamente professionale nel settore Lavori Pubblici,  sono stati di fatto assegnati alla ditta System srl di Reggio Calabria i suddetti lavori, che dopo le dovute fasi procedurali propedeutiche al contratto di appalto, darà esecuzione ai lavori di manutenzione per un importo di €uro 170.812,89 come da finanziamento ottenuto. Un grosso risultato, se si pensa che la struttura ospita una popolazione scolastica di 115 alunni e non a caso si è deciso di intervenire proprio su di essa.
L’appalto comprende nei dettagli, la sostituzione di parte della copertura, posa di scossaline, sostituzione discendenti e posa terminali in ghisa, posa nuove soglie, revisione e sostituzione degli infissi, tapparelle, cassettoni e vetri, revisione ed adeguamento impianto elettrico e di riscaldamento, rifacimento servizio igienici, rifacimento preti esterne ed intonaci, ripristino intonaci interni e tinteggiatura, motore per cancello principale.
Altro importante risultato per la contrada, è la sostituzione di tutte le plafoniere della pubblica illuminazione della villetta Sant’Antonio ed il ripristino di alcuni tratti di asfalto lungo gli stradoni, dal dodicesimo fino a parte del quarto già completati mentre per i rimanenti tratti i lavori termineranno nei prossimi mesi caldi.

Riceviamo e pubblichiamo 

 
Il sindaco ( non l'assessore al ramo bilancio) risponde in prima persona ad una critica politica di sostanza fatta da un esponente politico -che io ritengo legittimato- non solo per le cariche- ma dal fatto che ha dato un contributo FONDAMENTALE alla vittoria di questa amministrazione. E che ha preso molti più voti personali del candidato del sindaco alle elezioni provinciali. 
Quindi -- al di là dell forma in cui si esprime la critica occorrerebbe sempre seguire un canone includente . Perchè il criticare un comportamento come paranoico e poi , correttamente dare una risposta, fa pensare ad una paranoia parallela del sindaco rispetto alle critiche. 
2. La risposta nel merito, è corretta, puntuale e condivisibile ( io la condivido) e bastava questa. 
3. A maggiore ragione sarebbe soverchiata se fosse stata data per tempo al consiglio comunale o alla commissione bilancio. 
O se il Comune avesse fatto una nota stampa.Sono questioni che toccano le economie( difficili) d tante famiglie.
4. Non vorrei apparire a mia volta preso da paranoia se dico che in effetti l'assessore al bilancio, secondo me, non solo non ha comunicato questa scelta 
dell'amministrazione,( ma che appare di competenza del Consiglio comunale) ma probabilmente non la conosceva proprio.
concludo.
Si può manipolare il consenso avuto e che adesso non si ha più, ma se il sindaco non si fida di nessuno dei suoi assessori, se agisce da podestà , se ancora non ha assegnato la delega ai LLPP nonostante gli impegni presi e la delicatezza del settore , se tende a rappresentare sè stessa come una vittima, se consenta ad un suo assessore "GRAVISSIME INCOERENZE" che lei rimprovera aspramente ai consiglieri che la criticano. Se tutto questo avviene nessuno dica che lo si fa per il bene di Rosarno.
Ing Michele Brilli
già assessore comunale

Riceviamo e pubblichiamo


Eccoci qui, a fine anno , pieni di incertezze come mai prima ci era capitato. Accantonando per un attimo i problemi interni alla maggioranza (appena numerica in consiglio), il gruppo consiliare di Forza Italia al comune di Rosarno vuol porre l’accento su quanto ci accade attorno, soprattutto per quel che concerne la gestione e l’amministrazione del Paese che sta lentamente sgretolandosi sotto l’incuria di quanti sono stati chiamati a guidarlo.

La maturità e il senso di responsabilità auspicati sono svaniti già con i primi atti di governo, per poi essere definitivamente soppressi con gli ultimi sentori di minacce e ricatti. La volontà di traghettare il paese  oltre la crisi non c’è, è totalmente assente.

Ciò si evince dagli atti mancati, dalle scelte non fatte, dalle decisioni non prese delle quali sono prove tangibili i decreti repentinamente emanati. E’ un continuo rimandare, prorogare, trascurare. Forse sperano che le proroghe ci facciano dimenticare i problemi?

È  chiaro che la situazione sta sfuggendo di mano. Questo è lo scenario: l’attuale amministrazione ha fallito senza peraltro aver messo in cantiere alcuna misura capace di dar respiro all’economia. Inoltre ai provvedimenti deboli si va ad aggiungere una sostanziale instabilità politica, che non permette programmi a lungo termine, poiché non si sa fin quando la squadra esecutiva rimarrà in vita.

A riprova di tutto ciò ne è conferma anche la non approvazione del PEG cioè il piano esecutivo di gestione  che rappresenta il naturale completamento del sistema dei documenti di programmazione, in quanto permette di affiancare a strumenti di pianificazione strategica e di programmazione  che è un efficace strumento di budgeting (parliamo di pianificazione dei costi , parliamo di una serie di obiettivi e di una serie di aspettative che l’amministrazione deve organizzare e deve avere chiari per poter proseguire una linea di sviluppo coerente con le scelte fatte )  in cui vengono esplicitati gli obiettivi, le risorse e le responsabilità di gestione, per ciascun centro di responsabilità.

La non approvazione  di tale strumento  continua ad avere un notevole impatto sul ruolo dei principali soggetti presenti all’interno dell’ente (il Consiglio, la Giunta, le funzioni dei dirigenti).

Il PEG fornisce all’ente lo strumento per cercare di concretizzare il principio della separazione dei ruoli tra politici (indirizzo e controllo) e dirigenti (gestione), garantendo peraltro a questi ultimi l’autonomia di spesa nell’ambito di capitoli strutturati e negoziati. Esso è un documento che non ha solo contenuti finanziari, come accade per il bilancio, ma un documento che riporta anche gli obiettivi di gestione e che individua gli strumenti e le dotazioni organiche utilizzate per la realizzazione degli obiettivi. Mi chiedo se e quali obbiettivi avessero avuto i nostri dirigenti i quali si trovano sprovvisti di risorse.

Tutto ciò a Rosarno non è avvenuto, e va ricordato che in data 8 Luglio 2013 veniva approvato il bilancio. Ci chiediamo come mai un’amministrazione che ha gettato le basi come un amministrazione dell’ordinario e nel rispetto delle regole come ha potuto dar corso all’attività edi bilancio sino ad oggi senza compiere quell’atto Peg.

E non si riesce a capire come potrà l’amministrazione rispondere a degli obiettivi non indicati al 31/12 della rendicontazione, gli obiettivi raggiunti, quali sono stati premesso che ce ne fossero ricordando che avete stralciato quello che sono sia il 151 e sia il 169 del DL 267/2000

Non è possibile che un comune come Rosarno non si preoccupi di dare alla macchina burocratica i giusti strumenti e verosimilmente non rispondere a tutta la cittadinanza in merito alla giusta programmazione e alle giuste regole .Non si sono preoccupati del benessere del paese e degli obiettivi che si vogliono raggiungere , non si programma l’ordinaria amministrazione , la piccola manutenzione , l’ordinaria amministrazione , i problemi giornalieri ecc.Non approvare i l Peg è stata una mancanza di onesta’ verso la macchina funzionale del comune e principalmente verso la cittadinanza. La verità, purtroppo, è che questa compagine naviga a vista.

Lo scrittore statunitense William Burroughs, nei lontani anni cinquanta, scriveva che “quando si smette di crescere, si incomincia a morire”. È abbastanza per comprendere la drammaticità della situazione? Un Paese fermo è un Paese che non cresce, che si sta incamminando lungo il viale del tramonto. Ma non è a questo destino che dobbiamo arrenderci. Pertanto chiedo azioni forti, che siano davvero sinonimo di ripresa, non invece simbolo di inerzia, scelte di un governo che tira a campare!

Il Gruppo consiliare di Forza Italia

Avv. Raimondo Paparatti

Dott. Agostino Barone

 

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