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Aggiornato ilMer, 11 Dic 2019 8pm

Una versione inedita del Principe della risata ha incantato il pubblico al Teatro Politeama di Gioia Tauro.

“In arte Totò – Viaggio nel mondo poetico e musicale di Antonio de Curtis” di e con Enzo Decaro ha aperto con successo, giovedì 11 gennaio, la Stagione teatrale organizzata dall’Associazione T.C.A. (Teatri calabresi associati) Circuito teatrale regionale calabrese.

 Il numeroso pubblico, che ha seguito attento lo spettacolo per due ore, è stato trascinato dal racconto appassionato di Enzo Decaro che ha portato in scena la dimensione più profonda di Antonio de Curtis, dimostrando la grandezza del genio dell’attore, musicista e poeta che supera la figura di Totò, il suo popolare alter ego comico.

 Decaro ha infatti disposto un grande lavoro di ricerca documentaria insieme a Liliana de Curtis, la figlia del poliedrico personaggio che ha segnato profondamente la cultura e il costume della società italiana: sono emerse decine di testi, poesie e canzoni che hanno un grandissimo valore sotto il profilo artistico a tutto tondo, e sovrastano la dimensione comica.

 Sul palco del Politeama di Gioia Tauro, al centro della scena, la figura di Totò rappresentata dal suo inconfondibile frac, o meglio “un incrocio tra un frac e un tight, con le maniche della giacca troppo lunghe, i pantaloni eccessivamente corti tanto da far notare le calze, il vestito di scena originale”.

L’attore napoletano ha inframezzato il suo racconto di un Antonio de Curtis inedito - che si rifugiava nel suo “pensatoio” e che in solitudine scriveva poesie e melodie -, con la proiezione di filmati in cui la stessa Liliana de Curtis rivela la grande passione del padre per la scrittura. Un “pensatoio”, termine coniato proprio da Totò, presente in scena insieme al magnetofono che veniva utilizzato dal Principe per registrare i suoi “appunti” vocali.   

 “In arte Totò”, scritto da Liliana de Curtis ed Enzo Decaro, è prodotto dal Centro teatrale meridionale, suoni e musiche di scena Riccardo Cimino, costumi Martina Piezzo, contributi video Thomas P. Decaro.

 «Dopo aver scoperto tutto il materiale di cui la famiglia de Curtis era in possesso, un vero tesoro sconosciuto ai più – afferma Enzo Decaro -, ho ritenuto doveroso salvare, per poi diffondere il più possibile, quel patrimonio. Mi ha interessato moltissimo il suo amore per la poesia – sottolinea l’attore - un’ossessione quasi, e poi il “pensatoio”, questo luogo dove Antonio de Curtis si isolava dal mondo per dare spazio alla sua genialità». A breve, ricorreranno i quarant’anni de La Smorfia e ciò che ha inciso profondamente nelle rappresentazioni del mitico trio costituito da Lello Arena, Enzo Decaro e Massimo Troisi è stato proprio «l’atteggiamento di Totò oltre agli sketch, perché era imprevedibile e provocava il caos, scardinava i luoghi comuni».

 Lo spettacolo “In arte Totò” sarà replicato il 12 gennaio a Filadelfia, presso l’Auditorium comunale e il 13 gennaio presso il Teatro di Gioiosa Jonica.

 La rassegna organizzata dal Circuito teatrale regionale calabrese al Politeama di Gioia Tauro, proseguirà il 2 febbraio con lo spettacolo “Finché giudice non ci separi”, con Simone Montedoro, Luca Angeletti, Augusto Fornari, Laura Ruocco e Toni Fornari; il 9 febbraio in scena invece “Il bacio” con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti e infine per l’ultimo appuntamento ospite Debora Caprioglio con “Sinceramente bugiardi” il 20 aprile.

 

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno tratto in arresto BEVILAQUA Cosimo, 50enne,  pregiudicato, ricercato dal 4 dicembre 2017 allorquando si sottraeva ad un ordine di esecuzione per la carcerazione dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi – Ufficio esecuzioni penali, in quanto riconosciuto colpevole del reato di furto aggravato commesso a Gioia Tauro il 27.01.2016.

Il Bevilacqua, che in passato era riuscito ad eludere le ricerche delle forze dell’ordine trovando idonee vie di fuga nelle campagne retrostanti all’abitato di Contrada Ciambra di Gioia Tauro, con la complicità di alcuni soggetti di etnia rom ivi residenti, è stato rintracciato e catturato nel corso di un’irruzione effettuata all’alba di ieri all’interno di un appartamento ubicato in quella contrada.

I Carabinieri, infatti, dopo aver circondato l’intero isolato ove ritenevano potesse dimorare il BEVILACQUA, sono riusciti ad entrare all’interno del palazzo solo dopo aver abbattuto, in rapida successione, alcune porte nei vari pianerottoli, artigianalmente realizzate allo scopo di inibire l’accesso alle FF.OO.. Una volta giunti al terzo piano hanno trovato il catturando che, sorpreso della presenza dei militari e vistosi circondato, non ha inteso opporre alcuna resistenza.

L’uomo, all’atto della cattura, si trovava assieme ad una donna con lui convivente, A. G., di anni 50,  in atto sottoposta agli arresti domiciliari, deferita per il reato di procurata inosservanza di pena, per aver fornito ospitalità al convivente condannato e ricercato.

Al termine delle formalità di rito, BEVILACQUA è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria-Arghillà.

Nella mattinata di ieri, oltre 30 Carabinieri sono stati impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio,  disposto dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro e finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori nel comprensorio gioiese. 

Nel corso del servizio, i militari della Compagnia hanno controllato complessivamente oltre 80 persone e 42 veicoli, effettuato numerose perquisizioni personali, veicolari e domiciliari ed elevato sanzioni amministrative in violazione della normativa sulla circolazione stradale per un ammontare pari ad euro 3500 circa.

In particolare, all’esito dei controlli, i militari delle Stazioni di Rizziconi e Feroleto della Chiesa hanno arrestato in flagranza di reato, PasqualoneFortunato, 57enne e Puricoi Mihai, 33enne, poiché entrambi hanno manomesso il contatore alterando così il consumo di energia elettrica delle rispettive abitazioni.

Nel medesimo contesto operativo, i Carabinieri della Tenenza di Rosarno e della Stazione di Gioia Tauro hanno:

- arrestato Lento Maria Teresa, 48enne, in ottemperanza ad un ordine di esecuzione pena detentiva emesso dalla Procura della Repubblica  presso il Tribunale di Palmi, in quanto condannata per una truffa commessa a Salerno nel mese di aprile 2011;
- deferito in stato di libertà G.I.E., 31enne, sorpreso dai militari dell’Arma per le vie del centro di Gioia Tauro, sebbene sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora in quel comune.

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità sul decesso di Roberto Sanò, 52 anni, avvenuto il 10 agosto 2017 al pronto soccorso dell’ospedale di Gioia Tauro, disponendo la riesumazione del cadavere. L’uomo si era presentato in ospedale vigile e cosciente, accusando forte debolezza. Subito dopo l’ingresso però , le sue condizioni si erano aggravate e dopo circa due ore era deceduto.

Il magistrato ha disposto la riesumazione del corpo e la contestuale autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni nella camera mortuaria dell’ospedale di Polistena.

medici del pronto soccorso sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. 

La sorella di Sanò, aveva presentato una denuncia per l’accertamento della verità e delle cause della morte del fratello. 

 

Nelle prime ore del mattino di oggi, a Gioia Tauro, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati in fase esecutiva dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina nei confronti di 3 soggetti ritenuti vicini alla cosca di ‘ndrangheta “PIROMALLI” di Gioia Tauro, in quanto ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di tentata estorsione in concorso, sequestro di persona, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, lesioni aggravate ed illecita concorrenza con minaccia e violenza, con l’aggravante di aver commesso il fatto con l’utilizzo del metodo mafioso.

Le indagini hanno documentato numerosi tentativi di estorsione compiuti dagli indagati in danno delle società di logistica e trasporto ATRE EXPRESS s.r.l. e G.L.S. s.p.a., mediante reiterate minacce, anche con l’uso delle armi, e ripetute violenze ai danni degli autisti/corrieri delle società di distribuzione merci, allo scopo di impedire le consegne nel territorio di Gioia Tauro e consentire ad una terza società, la Mar.Sal. Srl, di acquisire il monopolio economico nel settore della consegna merci nell’intera Piana di Gioia Tauro.

Ieri, personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di P.S. di Gioia Tauro ha eseguito tre ordinanze di misura cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Reggio Calabri, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e reati in materia di armi, a carico di INFANTINO Salvatore, 30enne di Gioia Tauro pregiudicato e già detenuto; IANNI’ Francesco, 37enne di Gioia Tauro, già noto alle forze di polizia per reati in materia di stupefacenti e CONDELLO Vincenzo, 26enne di Gioia Tauro. Le indagini del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro hanno fatto emergere l’esistenza, nel pieno centro del Comune di Gioia Tauro, di un’organizzazione dedita all’attività di spaccio di droghe, quali cocaina e hashish. Le indagini sono state avviate subito dopo il sequestro di 250 e 308 grammi di cocaina, operato dalla Polizia di Stato in Gioia Tauro, nell’aprile del 2015, con l’individuazione di un garage attrezzato come un vero e proprio laboratorio e nella piena disponibilità dei tre arrestati. Nel sito, utilizzato anche per le operazioni di compravendita della sostanza stupefacente, veniva custodita tutta la strumentazione necessaria al confezionamento delle dosi, tra cui bilancini di precisione e diluenti per la cocaina, nonché venivano occultate armi e munizionamento vario.

A  seguito della convenzione con Calabria Verde, approvata dal Comune con delibera di Giunta n°67 del 27 Ottobre scorso, sono iniziati i lavori di pulizia per il ripristino dell’officiosità idraulica del Budello anche nel centro abitato di Gioia Tauro. Finalmente il Budello inizia a tornare alla normalità- questa la dichiarazione del PD di Gioia Tauro-  infatti da qualche giorno Calabria Verde sta operando per rimuovere la vegetazione infestante che invadeva quasi completamente sponde ed alveo del Fiume Budello nel centro cittadino. La convenzione tra Calabria Verde e Comune prevede l’eliminazione e lo smaltimento della vegetazione ed impedimenti presenti nella sezione di alveo che ormai dopo anni di incuria rappresentava oltre ad un pericolo anche una bruttura ambientale e paesaggistica. Si inizia a correggere il tiro, si va verso la manutenzione del territorio che dovrà nel futuro diventare una buona pratica abitudinaria per mitigare i rischi e rendere vivibile il territorio, questa la politica di indirizzo della Giunta Regionale e del Presidente Oliverio  che vede nella cura e  manutenzione del territorio la sfida culturale sulla quale puntare. Tutto ciò è sufficiente per il problema Budello ?? No, è questo lo sappiamo bene, come lo sa anche la Regione Calabria, il Budello necessita di interventi strutturali  ed infatti oltre agli interventi di pulizia sono finalmente iniziati i lavori per il raddoppio di canna del sottopasso della ferrovia, che rappresenta da sempre un punto nevralgico per la drastica riduzione della sezione di alveo e quindi non idoneo alla fluenza di portate d’acqua cospicue. Il raddoppio di canna venne previsto subito dopo l’esondazione del 2010 ma non ha mai trovato la partenza, oggi dopo anni ed anni di stallo iniziano questi importanti lavori che certamente di concerto con la manutenzione rappresentano una risposta seria e concreta al problema Budello.

Partito Democratico Gioia Tauro

Nella giornata di ieri 5 novembre, a Gioia Tauro, è stata intitolata una via cittadina alla memoria di un uomo ucciso dalla ‘ndrangheta perchè gay, Ferdinando Caristena. A seguito anche della petizione sostenuta dal massmediologo Klaus Davi, si è svolta ieri la cerimonia di intitolazione della strada, alla quale erano presenti il prefetto Michele di Bari, il questore Raffaele Grassi, il capitano dei Carabinieri Gabriele Lombardo, il dirigente del Commissariato gioiese Diego Trotta e la terna commissariale. Caristena aveva 33 anni ed era uno dei negozianti più in vista di Gioia Tauro. Nel 1990, in uno dei retro bottega dei suoi esercizi, fu ucciso da due sicari, perché, secondo quanto rivelato successivamente dal pentito Annunziato Raso, "aveva intrattenuto una presunta relazione con Gaetano Mazzitelli, esponente di una famiglia di ‘Ndrangheta, imparentata con il clan Mole". Con tale relazione, il 33enne "avrebbe diffamato l’onore e la rispettabilità della potente ‘ndrina gioiese". Un affronto, che non poteva restare impunito. "Non si poteva lasciar correre.." a causa del rispetto verso il ferreo codice di comportamento ‘ndranghetista, che il pentito rosarnese, Pino Scriva, aveva descritto nelle aule di giustizia già nel 1983. Caristena, che, nel frattempo aveva anche intrecciato una storia con Donatella Mazzitelli, sorella di Gaetano, fu ucciso il 18 maggio 1990.  

Giacobe Placido e Giacobbe Alessandro sono stati assolti dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria. I due cugini Giacobbe, difesi dagli avvocati Domenico Infantino (Placido), Domenico Putrino (Alessandro) e Guido Contestabile (per entrami), erano accusati dell’omicidio di Arcangelo Pelaia avvenuto a Gioia Tauro nel giugno 2013.

La Corte reggina, presieduta dal dott. Bruno Muscolo, ribaltando la sentenza di primo grado che aveva condannato i Giacobbe all’ergastolo, pena richiesta anche dalla Procura in sede di appello, ha assolto i due con formula piena per non aver commesso il fatto.

Salvatore Gulluni, 41enne di Gioia Tauro è stato tratto in arresto sabato pomeriggio da parte degli agenti della Polizia di Stato di Catania. L’uomo stava percorrendo l’A 18 in località San Gregorio a Catania e si trovava a bordo di un Mercedes, quando è stato fermato dai militari operanti.

In un primo momento la perquisizione effettuata sul posto da parte dei poliziotti ha dato esito negativo ma, in un controllo successivo è stato rinvenuto un chilogrammo di cocaina. Gullumi è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.

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