06122019Ven
Aggiornato ilGio, 05 Dic 2019 1pm

Un omicidio è avvenuto nella notte a Montalto Uffugo (Cosenza). Vittima un pregiudicato di 29 anni, Stanislao Sicilia. Il giovane era in auto nei pressi della sua abitazione quando dopo essere stato affiancato da un’altra autovettura è sceso dalla macchina ed è stato freddato con diversi colpi di pistola alla schiena. Vani sono risultati i soccorsi, Stanislao Sicilia è infatti morto ancor prima di arrivare in ospedale. Immediatamente sono partite le indagini condotte dai carabinieri e dalla Squadra mobile di Cosenza e nella mattinata si è costituito per l’omicidio Carmine Cristini, 31 anni con precedenti penali. Secondo le prime ricostruzioni sull’accaduto il movente dell’omicidio di Sicilia sarebbe da rinvenire in contrasti interni alla criminalità.

Nella mattinata odierna è deceduto Carmelo Pietro Vadalà, pensionato di 75 anni, poiché attinto in più parti del corpo da colpi d'arma da fuoco, a Gallina di Reggio Calabria.Sul posto, oltre ai sanitari del 118, ci sono i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria ed il sostituto Procuratore di turno della Procura di Reggio Calabria che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti, sembrerebbe che il delitto sia maturato per questioni di vicinato. Per l'omicido di Vadalà è stato fermato il cognato di 66 anni, del quale non sono state ancora rese note le generalità. Si tratta del secondo omicidio a Reggio Calabria, e sempre nella frazione Gallina, avvenuto nel giro di pochi giorni, sabato scorso è stato infatti arrestato Antonio Galimi, poichè ritenuto responsabile dell'omicidio di Aiello Romeo.

I carabinieri della Stazione di Cosenza Principale hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di SERCAIANU Gabriel Costantin, cl.1980, senza fissa dimora, noto alla Forze dell’Ordine, per omicidio volontario aggravato in concorso e occultamento di cadavere. Contestualmente sono stati denunciati in stato di irreperibilità altri tre complici rumeni F.T. cl. 1982, M.F. cl.1977 e D.G cl.1986, i quali dovranno rispondere degli stessi reati.

SERCAIANU, è accusato della scomparsa, avvenuta nella serata del 16 marzo 2005, di CALOIARO Giuseppe di Carlopoli (CZ). In particolare l’attività dei militari dell’Arma, coordinate dal Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Dott. Bruno Antonio TRIDICO e dirette dal Procuratore Capo, Dott. Dario GRANIERI, ha permesso di ricostruire l’intera vicenda e le ultime ore di vita della vittima.

Nello specifico, il giorno della scomparsa, il CALOIARO, dopo essersi recato ad un appuntamento in questo capoluogo, svaniva nel nulla.

Nell’immediatezza, a seguito degli accertamenti del Nucleo Operativo della Compagnia di Cosenza, si concretizzavano elementi di colpevolezza nei confronti dei quattro rumeni, che dimoravano presso il centro di accoglienza “OASI FRANCESCANA”, i quali, però, non venivano rintracciati poiché già nella mattinata del 17 marzo 2005, quando ancora non era stata rinvenuta l’autovettura del CALOIARO, si erano dati alla fuga per il nord Italia, facendo perdere definitivamente le proprie tracce. Il 18 marzo 2005, in località “Ganci” di Dipignano (CS) veniva ritrovata l’autovettura, una Mercedes di colore bianco, priva di targhe, parzialmente incendiata con evidenti tracce di sangue.

Le attività investigative dei Carabinieri, appuravano che il CALOIARO, dopo aver accompagnato la madre con la propria autovettura all’Ospedale Civile dell’Annunziata ove era ricoverato il cognato, si recava nei pressi del ponte “Mancini” di Cosenza, ove aveva un appuntamento con i rumeni i quali gli avrebbero procurato una “badante”, dietro compenso. Giunto vicino all’Oasi Francescana i quattro rumeni salivano sull’autovettura, e uno di questi si sedeva al lato guida, con l’intento di portalo a conoscere la donna. Giunti in zona “Molino Irto”, il conducente svoltava imboccando una strada sterrata ove fermava l’autovettura. A questo punto, un rumeno seduto sul sedile posteriore, con un cappio, bloccava il CALOIARO, mentre quello che era alla guida gli intimava di consegnargli il denaro nonché carte di credito con relativo codice PIN. Fatto ciò, quest’ultimo colpiva a morte la vittima al collo con una lama. I quattro rumeni, da prima gettavo il corpo in una scarpata dopo di che tentavano di incendiare l’autovettura, scappando a piedi. Rientrati al centro di accoglienza si cambiavano e l’indomani si davano alla fuga facendo perdere le loro stracce.

Nel corso della giornata di ieri, a seguito di ininterrotte ricerche in ambito nazionale e internazionale condotte dai Carabinieri di Cosenza, il SERCAIANU Gabriel Costantin, carnefice in concorso veniva rintracciato in provincia di Verona e, una volta definito il quadro probatorio, i militari procedevano al fermo presso questo capoluogo bruzio e lo accompagnavano presso la locale casa circondariale. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate al rinvenimento del cadavere.

 

Al termine di un’ininterrotta attività di indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Calamita, i Carabinieri della Stazione di Gallina unitamente ai colleghi del N.O.R.M. della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato, nel tardo pomeriggio di ieri,  per il reato di omicidio volontario:

-          Galimi Antonio, reggino cl. 42, celibe, pensionato, incensurato,

poiché ritenuto responsabile della morte di Aiello Romeo, genovese di nascita cl. 61, separato, operaio, con precedenti per reati contro il patrimonio, avvenuta a seguito di una violenta colluttazione scaturita tra i due, alle ore 11,15 circa precedenti, all’interno dell’abitazione sita in questa Via Chiesa Madre di Gallina, ove la vittima conviveva con la nipote del reo Zuccala’ Daniela, reggina cl. 71, separata, incensurata.

Nello specifico, al termine dell’escussione dei testimoni e dei rilievi compiuti sulla scena del delitto dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, gli investigatori riuscivano a ricostruire la dinamica dei fatti, chiarendo che la morte era ricollegabile ad una o più ferite provocate da un oggetto contundente con cui il Galimi aveva colpito l’Aiello nel corso della colluttazione, avvenuta anche alla presenza della donna. Infatti, l’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale evidenziava la presenza di profonde ferite lacero contuse sul cranio della vittima, verosimilmente compatibili con un posacenere di grosse dimensioni repertato sulla scena del delitto e sul quale sono in corso analisi tecniche più approfondite.

Alla base della vicenda, vi sarebbe una morbosa gelosia che il Galimi nutriva nei confronti della nipote, anche a seguito della recente convivenza intrapresa da quest’ultima con l’Aiello. La salma della vittima è attualmente custodita presso l’obitorio del locale Ospedale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne ha disposto l’ esame autoptico.

L’omicida, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina. Lo stesso non ha inteso rispondere alle domande rivoltegli dal Pubblico Ministero.

Tenuto conto che l’abitazione è stata sottoposta a sequestro, al fine di potere effettuare ulteriori accertamenti scientifici nei prossimi giorni, la donna è attualmente ospitata presso una comunità di Reggio Calabria.

Antonio Galimi, 72 anni, è stato arrestato nella notte dai carabinieri di Reggio Calabria, quale presunto autore dell'omicidio di Romeo Aiello, di 53 anni, avvenuto ieri a Gallina, frazione di Reggio Calabria. Galimi è lo zio della convivente di Romeo, Daniela Zuccalà, di 44 anni. In un primo momento sembrava che fosse stata la donna l'autrice del delitto ma, secondo quanto accertato dai militari operanti, diretti dal sostituto procuratore Giovanni Calamita, al culmine di una lite per motivi ancora poco chiari, Antonio Galimi ha aggredito Rocco Aiello colpendolo con un oggetto contundente alla testa. La vittima, prima di morire ha avuto il tempo di arrivare in un appartamento vicino dove è deceduto. Sull'omicidio avventuo ieri a Gallina vi sono ancora molte zone d'ombra, tra le quali l'arma utilizzata,  ed ulteriori dettagli  potrebbero arrivare dall'esito dell'autopsia sul corpo di Aiello che verrà probabilmente effettuata lunedì e dagli esami su alcuni oggetti sequestrati all'interno dell'appartamento.

Gallina (Reggio Calabria). Un omicidio è avvenuto intorno alle ore 11.15 a Gallina, quartiere nella zona sud di Reggio Calabria. Secondo le prime ricostruzioni sull’accaduto sembrerebbe che una donna avrebbe ucciso a coltellate il compagno, un operaio di 55 anni, dopo una colluttazione. Sul luogo dell'omicidio, avvenuto in via Chiesa Madre, oltre ai sanitari del 118, ci sono i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria ed il Dott. Calamita della Procura di Reggio Calabria che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti.Al momento non si conoscono nè il nome della vittima nè quello della donna e se la stessa sia stata o meno arrestata.

Maurizio De Rango,  38 anni, sottoposto alla sorveglianza speciale di p.s., e Adolfo Foggetti, 29 anni, sono stati fermati dai carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cosenza. I due sono  ritenuti rispettivamente “reggente” (De Rango) ed esponente (Foggetti) di vertice della cosca di ‘ndrangheta “Rango-Zingari”, egemone in provincia di Cosenza. I fermati  sono accusati di concorso in omicidio pluriaggravato, porto e detenzione illegale di armi e occultamento del cadavere di Luca Bruni, scomparso  dal 3 gennaio del 2012. Per questo stesso delitto è ricercato Daniele Lamanna, di 40 anni, esponente di spicco della criminalità organizzata, mentre si indaga su Franco Bruzzese, 47enne, già detenuto per altri reati. De Rango e Foggetti sono stati trasferiti nel carcere di Cosenza.

Sarebbero stati uccisi Domenico Cacciola e Franca Bellocco di Rosarno.  Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul Quotidiano della Calabria di oggi 31 ottobre, per i carabinieri che indagano sull’accaduto, non vi sarebbero più dubbi sull’omicidio delle due persone sparite nell’agosto 2013 dalla cittadina della Piana, e che avrebbero avuto una relazione extraconiugale. Per l’omicidio dei due, secondo quanto riportato dal quotidiano, ci sarebbero anche dei sospettati, sul nome dei quali ovviamente  vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti.

Macabro ritrovamento oggi in un’abitazione di viale Carlo Felice, nel quartiere San Giovanni a Roma. In una casa infatti sono stati rivenuti i corpi senza vita di una donna e di due dei suoi figli. La donna trovata senza vita si chiamava Khadia Fatkhani, 42 anni,marocchina. Nella stessa casa è stata trovata anche una terza bambina, l’unica ancora viva al momento del ritrovamento. La piccola è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ambulanza in ospedale dove ora è ricoverata in gravissime condizioni. Sui corpi dei bimbi morti, di 3 e 9 anni, sono state trovate diverse ferite di arma da taglio così come su quello dell’unica sopravissuta, 5 anni. La morte di madre e figli risalirebbe alle prime luci dell'alba. La polizia è intervenuta nello stabile di via Carlo Felice verso le 14, dopo una segnalazione al 113. Il marito della donna, 43 anni, era ricoverato dalla scorsa notte all’ospedale San Giovanni per una ferita all’addome. Lui stesso si era recato al nosocomio spiegando di essere stato ferito nel corso di un"tentativo di rapina". Secondo alcune ipotesi, all’origine della tragedia potrebbe esserci una lite tra marito e moglie. La donna, dopo avere litigato col marito e averlo ferito, avrebbe poi scatenato la sua rabbia sui figli colpendoli ripetutamente con una mannaia e successivamente si sarebbe suicidata, impiccandosi. A scoprire i corpi è stato un amico di famiglia allertato dal marito preoccupato perchè non riusciva a contattare la moglie.

 

Torre di Ruggiero (Catanzaro). Francesco Corrado, bracciante agricolo di 52 anni, è stato trovato morto la scorsa notte nelle campagne di Torre di Ruggiero, centro delle Preserre in provincia di Catanzaro. Corrado, secondo le prime ricostruzioni sull'omicidio sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni mentre si trovava in un suo podere. A scoprire il cadavere dell'uomo i carabinieri della locale stazione. Le indagini sono coordinate dai militari della Compagnia di Soverato e dai colleghi del Reparto operativo provinciale di Catanzaro, sul posto sono stati altresì avviati i rilievi da parte dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche. Sembrerebbe che la vittima dell'omicidio fosse stata coinvolta quest'estate in una violenta lite con altri agricoltori del posto.


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