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Aggiornato ilLun, 09 Dic 2019 5pm

Cosenza. Un uomo, Francesco Bertocco, di 61 anni, è stato ucciso in un agguato compiuto a Cosenza in via Popilia. Secondo la ricostruzione al vaglio degli inquirenti l'uomo sarebbe stato ferito con sette colpi di arma da fuoco esplosi da una pistola calibro 7,65, appena sceso dalla sua automobile, una Fiat Punto. Una volta fuori dal mezzo è stato avvicinato dal suo assassino che ha sparato diversi colpi di pistola. Bertocco è stato immediatamente trasportato in ospedale, dove è morto poco dopo. Poche ore dopo l'omicidio, il nipote della vittima, Giovanni Bertocco, si è costituito, confessando l'omicidio. Giovanni Bertocco, con precedenti per reati contro il patrimonio, avrebbe riferito di aver ucciso lo zio a causa di contrasti familiari.

 

I militari della stazione di Girifalco hanno arrestato Domenico Saraceno, allevatore 48enne di Girifalco. L’uomo, mentre era in casa, ha tentato di uccidere D. G., 41 anni, cameriere di Girifalco. La tragedia è stata evitata per un caso fortuito, infatti la vittima è rimasta illesa perché la pistola automatica cal. 7.65, regolarmente detenuta da Saraceno, si era inceppata mentre stava per sparare. Dunque il malcapitato è riuscito a fuggire ed a chiamare i carabinieri che, giunti sul posto, hanno tranquillizzato Saraceno e recuperato l’arma. La vittima si era recata presso l’abitazione di Saraceno per acquistare generi alimentari, ma sarebbe sorta una lite per motivi privati e Saraceno è andato in escandescenza. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato condotto presso il carcere di Catanzaro a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Galatro. Michele Franzè, 66 anni, netturbino in pensione, è stato ucciso stamattina in un agguato a Galatro.

L'uomo, che si trovava nel giardino antistante la sua abitazione, è stato raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni, ed è morto all'istante. La vittima era separata ed aveva precedenti non gravi per liti in famiglia legati al suo rapporto con l'ex moglie.

Operazione "una pericolosa cellula di 'ndrangheta" che alcuni esponenti originari di San Luca avevano creato nel corso degli anni nella capitale, così gli inquirenti hanno definito gli arresti che la Squadra Mobile di Roma ha eseguito ieri notificando tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP presso il Tribunale di Roma nei confronti dei componenti del commando che la sera del 24 gennaio 2013, in via della Castelluccia di San Paolo, ha assassinato Vincenzo Femia.

Secondo gli investigatori, riproponendo i dettami ed i rituali tipici della criminalità organizzata calabrese, gli arrestati avevano creato un gruppo operativo che, pur mantenendo un legame con la Casa Madre originaria voleva gestire gran parte del fiorente traffico di stupefacenti nella Capitale.

Il lavoro della Polizia di Stato della Capitale ha consentito di far emergere elementi indiziari tali da poter ragionevolmente ipotizzare che l'omicidio Femia, commesso dai componenti del commando, sia stato commissionato da organizzazioni criminali appartenenti alla 'ndrangheta calabrese e sia maturato a seguito di contrasti insorti proprio nella gestione del traffico di droga.

 

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato le riprese dalle telecamere a circuito chiuso, dell'attentato avvenuto circa un anno fa a Decollatura in cui sono rimasti uccisi Francesco Iannazzo, di 29 anni, e Giovanni Vescio, 36 anni, di Lamezia Terme

Si consiglia la visione del filmato solo alle persone maggiorenni e non impressionabili.

 

Di seguto i fotogrammi del duplice tentato omicidio perpetrato nei confronti di due commercianti, Filippo Nocera e Francesco Barreca, a Reggio Calabria il 12 marzo 2012 . La Squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato per tentato omicidio Antonino Pricoco (40 anni) e Gioele Carmelo Mangiola (29 anni).

 

 

 

VIBO VALENTIA - I carabinieri della Stazione di Vibo Marina, diretti dal maresciallo Riccardo Astorina, hanno ritrovato nella notte il cadavere di Filippo Vatrella, 48 anni, noto alle Forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti. Avvertiti da alcuni passanti circa la presenza di un uomo riverso all’interno di una motoape parcheggiata nella traversa Fata Morgana del quartiere "Pennello" di Vibo Marina, i militari dell’Arma sono intervenuti sul posto ritrovando il cadavere. 

L’uomo viveva da solo in un appartamento non distante dal luogo del ritrovamento. Da un primo esame esterno del cadavere non sono state notate ferite da arma da taglio o colpi d’arma da fuoco, ma solo l’autopsia potrà fare definitivamente luce sul decesso. Sul posto è, infatti, intervenuto il medico legale così come disposto dalla Procura di Vibo Valentia che sta seguendo il caso e ha ordinato l’esame autoptico. Dai primi accertamenti non si esclude una morte legata all'uso di droghe.

Un giovane di 28 anni, Pasquale Criaco, è stato ucciso ieri sera con un fucile caricato a pallettoni mentre rincasava a Platì, alla guida della propria automobile, intorno alle 21. L'agguato è  avvenuto lungo la strada che collega Bovalino a Careri.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Gruppo Locri. La vittima, morta sul colpo, non aveva precedenti penali ma, secondo le modalità dell’omicidio, gli inquirenti sospettano una matrice mafiosa. Il giovane lavorava in un distributore di benzina.

Redazione online

 

E’ originario di Tropea il presunto killer di Franco Domenico Belsito, l’imprenditore di Gavi trovato morto all’interno del bagagliaio della sua auto, nella piazza di Lu Monferrato. . Alessandro Loiacono, di 33 anni, residente a Tortona ma nato nella nota località turistica della provincia di Vibo Valentia secondo gli inquirenti avrebbe ucciso Belsito, anche lui di origini calabresi, per una somma di denaro che non è stata restituita. Secondo il provvedimento di fermo di Polizia Giudiziaria l'imprenditore sarebbe stato ucciso a botte o a bastonate

 

Nel corso dell'interrogatorio l’uomo, tra i primi ad essere stato accompagnato in caserma poiché ritenuto molto amico della vittima, nel corso degli interrogatori effettuati dai militari si è più volte “confuso”.

 

Allo stato gli atti sono stati trasmessi al Pubblico Ministero, Fabrizio Givri, che a sua volta li dovrà trasmettere al GIP di Alessandria, e solamente lunedì, dopo l’interrogatorio di Loiacono, accusato dei reati di omicidio e di occultamento di cadavere, ed ai primi esiti dell’esame autoptico, si saprà qualcosa di più preciso.

 

Redazione online

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