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Aggiornato ilLun, 09 Dic 2019 5pm

Pietro Scida 49 anni di Crotone trovato morto ieri sera nella sua abitazione nella città pitagorica. Scida era rientrato in Calabria da un anno dopo aver trascorso un periodo in Germania. L'uomo è stato trovato in una pozza di sangue con accanto uno strofinaccio. Il cadavere presenta alcune ferite da taglio. Alla scoperta del cadavere si è giunti dopo la denuncia dei familiari. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile, ed in particolare si stanno concentrando nella vita privata.

Tre uomini di nazionalità romena sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria per l’omicidio di Cesar Marian Pirvu, avvenuto lo scorso tre agosto.

Gli inquirenti hanno raccolto gravi e concordanti elementi di colpevolezza a carico di tre per l’omicidio del connazionale e la Procura di Reggio Calabria ha emesso provvedimento di fermo di indiziato di delitto.

Dopo l’esecuzione di un primo fermo già il giorno successivo a quello dell’omicidio, l’attività investigativa è stata rivolta a rintracciare anche gli altri due soggetti, irreperibili, che, nella tarda serata di ieri, a conclusione di serratissime indagini sono stati rintracciati all’interno di un’abitazione al centro di Locri messa a disposizione da due soggetti, tratti in arresto per favoreggiamento.

Un uomo di 35 anni, di nazionalità romena è morto questa mattina presso l’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria dove si trovava ricoverato nel reparto di rianimazione.

Cesar Marian Pirvu, questo il nome dell’uomo, si è presentato ieri sera presso la Questura di Reggio Calabria, con una evidente ferita alla schiena provocata da un’arma da taglio. Il cittadino romeno pregiudicato per furto e resistenza a pubblico ufficiale, è stato immediatamente soccorso dagli agenti della Polizia di Stato che, con l’ausilio degli operatori del 118, lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove è morto poche ore dopo. Sull’omicidio sono in corso indagini da parte della Squadra Mobile tese a ricostruire le dinamiche dei fatti e volte ad accertare l’autore del delitto.

Una lite che si è trasformata in tragedia. È quanto accaduto a Montebello Jonico  in provincia di Reggio Calabria dove un uomo di 42 anni, Antonino Salvatore è stato ucciso a colpi di pistola dal cognato, il quale dopo l’omicidio si è dato alla fuga.

Sul luogo del delitto, avvenuto nella frazione Serro di Fossato, sono intervenuti immediatamente i carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, che  hanno avviato ricerche durate tutta la notte con  e poi rintracciato ed arrestato A.G.

Secondo le prime indiscrezioni sembrerebbe che da tempo ci fossero dei dissidi tra i due cognati per questioni familiari.

Tentato omicidio e porto abusivo d'arma da fuoco con matricola abrasa. Con questa accusa, i carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, guidati dal maresciallo Barbaro Sciacca, hanno arrestato un 36enne, di Sorianello, nel Vibonese, che per vecchi rancori familiari, in localita' Savini, avrebbe esploso tre colpi di pistola all'indirizzo dello zio di 78 anni, suo vicino di casa.
  I colpi non hanno pero' centrato il bersaglio e sono andati a vuoto. (AGI)

Quattro persone sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro con l’accusa di essere stati i presunti mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di Ferdinando Rombolà, 40 anni, ucciso il 22 agosto del 2010 a Soverato mentre era in spiaggia insieme alla moglie ed al figlio di un anno e mezzo.

I provvedimenti restrittivi, emessi dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro, sarebbero il risultato delle indagini condotte dai militari dell’Arma che avrebbero fatto luce su una presunta faida tra le famiglie del soveratese, le quattro persone coinvolte, alle quali sono state notificate le ordinanze di custodia cautelare in carcere si trovano già detenuti per altri reati.

I dettagli ed i nomi degli arrestati accusati dell'omicidio di Ferdinando Rombolà saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa.

Una tragedia che forse si sarebbe potuta evitare, quella accaduta a Phoenix in Arizona, dove un uomo 43enne, ha ucciso la moglie, decapitandola, i suoi due cani, ed ha tentato poi il suicidio, segandosi un braccio e cavandosi un occhio dalle orbite. L'uomo in passato era stato arrestato perché aveva già tentato di uccidere alcuni membri della sua famiglia. A scoprire quanto successo un vicino di casa, che entrando nell'abitazione della coppia, ha trovato l'uomo in una pozza di sangue nudo senza un occhio e un braccio, a vegliare sul cadavere della donna. Immediata la chiamata del vicino, che ha denunciato l’accaduto alla polizia, la quale fermato l’omicida, che avrebbe confessato quanto fatto. Nella casa, piena di sangue, sono stati trovati diversi coltelli, anche se non è chiaro quale sia stato utilizzato per il delitto. La moglie dell’omicida si chiamava Trina Heisch, aveva 49 anni e, da quanto si è appreso, aveva conosciuto il compagno durante un periodo in una clinica psichiatrica, le generalità dell'uomo invece non sono state rese note.





Un uomo nepalese è stato arrestato per aver ucciso e mangiato parti del corpo di una donna. L'uomo di 38 anni identificato come Ramesh BK è stato accusato di cannibalismo e omicidio. Il corpo della vittima, una signora 56enne, è stato rinvenuto privo di organi interni, cuore, fegato e intestino.
L'uomo è stato arrestato in una zona boschiva in Satbariya , dove è stato nascosto
dopo aver commesso l'omicidio. Gli abitanti del posto hanno dichiarato di conoscere il soggetto in quanto era solito rubare bestiame per mangiarne gli organi, inoltre la stessa Polizia ha confermato decine di denunce a carico dell'uomo per aver riesumato dei corpi da un cimitero per poterne mangiare gli organi.

Un incredibili ed efferato omicidio si è consumato a Palizzi Marina (Reggio Calabria) nella locride. Un commerciante, Francesco Ferraro, di 41 anni, ha prima investito con il proprio suv e poi ucciso, utilizzando un'ascia,  un cinquantenne Antonio Genova. L'autore del delitto, subito dopo si è costituito nella locale caserma dei carabinieri. Alla base del delitto, secondo le prime indiscrezioni sembrerebbe ci fossero dei dissidi privati tra Ferraro e Genova. Le indagini sul fatto di sangue sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri.
   

Una storia che arriva dal Regno Unito. Una verità tenuta nascosta per ben 52 lunghi anni, anni in cui la signora Melody Casson, oggi una nonna 67enne, ha convissuto con un peso enorme sulla coscienza. Nel 1963 infatti la Casson, allora giovanissima mamma 15enne, avrebbe soffocato il figlio di appena 20 giorni, perchè piangeva troppo. Da quanto raccontato ai media locali, la donna, che nel 63 viveva con i genitori, non si sarebbe resa conto in un primo momento di aver ucciso il piccolo. All'epoca aveva parlato di incidente, aveva dichiarato infatti di non essersi resa conto di quanto accaduto, e di aver ucciso per sbaglio il piccolo schiacciandolo mentre dormiva con lei nel letto. Dopo 52 anni , la donna ha invece ammesso di averlo soffocato volontariamente con un cuscino perché esasperata dal suo pianto. E' stata applicata una pena detentiva di due anni per omicidio colposo. La donna nel 1983 perse un altro figlio in un incidente stradale, e avrebbe dichiarato anche di aver pensato che la morte del figlio nell'incidente, avvenuta proprio a distanza di 20 anni dall'anniversario di morte del piccolo, sarebbe stata una punizione per quello che aveva fatto.  Dopo anni cosi avrebbe confessato perchè non riusciva più a vivere con quel senso di colpa.

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