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Aggiornato ilGio, 27 Feb 2020 9am

Palmi, assolto Giovanni Pecora

Pubblicato in PALMI CRONACA
09 Febbraio 2016

Il Tribunale di Palmi, sezione Penale, in composizione monocratica, Dott. Giuseppe Ramondino, ha assolto Giovanni Pecora, Vicepresidente della Fondazione Antonino Scopelliti, accusato di diffamazione nei confronti del giornalista Agostino Pantano.

Il processo trae origine dalla querela sporta dallo stesso Pantano, con la quale aveva denunciato l’accadimento di due episodi asseritamente diffamatori risalenti al 25 febbraio ed al 12 aprile 2012.

Il difensore di Giovanni Pecora, Avv. Antonio Papalia del Foro di Palmi, nel corso della discussione ha evidenziato l’assenza dei profili di offensività oggettiva e soggettiva delle condotte di cui al capo d’imputazione.

In via residuale ha, altresì, sottolineato come peraltro fosse emerso – nel corso del dibattimento – che lo stesso Pantano, nonostante la querela, non avesse realmente ritenuto offensivo il termine “mascalzone” a lui attribuito dal Pecora, tanto da schernirsi scherzosamente identificandosi esso stesso con tale epiteto sulla propria pagina Facebook nelle ore successive alla presunta diffamazione.

È inoltre emerso, nel corso dell’istruttoria, che il secondo episodio asseritamente diffamatorio non era altro che una riformulazione di un concetto espresso due anni prima sul libro “Taci Infame” di Walter Molino.

L’Avv. Papalia ha evidenziato, in subordine, la sussistenza della provocazione, prevista quale causa esimente.

Il processo, istruito in sole quattro udienze, si è concluso con formula assolutoria ampia e rigetto della domanda risarcitoria promossa dal Pantano.

I Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno tratto in arresto per i reati di danneggiamento, atti persecutori, porto ingiustificato di armi e detenzione illegale di armi e munizioni Surace Vincenzo, 50enne originario di Vibo Valentia e da tempo residente a Palmi, già noto alle FF.OO.. L’uomo,  nella serata di ieri (12 gennaio), si è recato in piazza Badolati, nei pressi della propria abitazione di residenza dove, a seguito dell’ennesimo diverbio avuto con un vicino di casa per motivi di natura privata, ha estratto una pistola calibro 9x21 e ha esploso cinque colpi contro l’autovettura della vittima, parcheggiata in strada e senza occupanti all’interno, dandosi successivamente alla fuga. Le immediate ricerche condotte dai militari dell’Arma hanno consentito di rintracciare in breve tempo il fuggitivo presso l’abitazione di un suo congiunto e di trarlo in arresto. Sono tuttora in corso le ricerche finalizzate al rinvenimento dell’arma del delitto, verosimilmente abbandonata dal malvivente durante la fuga. Inoltre, a seguito di ulteriori accertamenti esperiti dagli inquirenti è emerso che l’arrestato, sin dal 2014, a seguito di pregressi diverbi, avrebbe ripetutamente minacciato la vittima dell’aggressione provocandogli un grave e perdurante stato d’ansia.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, d’intesa con la locale Procura della Repubblica, è stato prontamente associato presso la Casa Circondariale di Palmi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Il dibattito sulle Aree Metropolitane è oramai una costante secolarizzata della politica italiana contemporanea, se è vero com’è vero che già con la legge 142 del 1990 il Parlamento ebbe a intendere di regolarne il procedimento istitutivo e le regole organizzative.

Attraverso il Testo Unico sugli Enti Locali, la riforma dell’art. 114 della Costituzione, i tre Decreti Legge succedutisi tra il 2011 e il 2012, la Stabilità del 2013 e gli arresti prodotti dalle pronunce della Corte Costituzionale, si è giunti solo nel 2014 alla cosiddetta Legge Del Rio, che ha rappresentato una svolta nell’assetto del governo territoriale del Paese.

Quanto al nostro territorio, l’Area Metropolitana di Reggio Calabria sorgerà – se i tempi previsti dalla normativa vigente saranno rispettati – entro la fine dell’anno 2016.

Sorge, nell’ambito di questa dinamica, un duplice interrogativo. Potrà dirsi, col senno di poi, che l’Ente Provincia era davvero un inutile “carrozzone” mostratoci dalla retorica della spending review? E, soprattutto, le realtà territoriali che si fondano storicamente sulla propria identità popolare come Palmi, usciranno da tale processo vittoriose o sconfitte?

Ad avviso di chi scrive, la Provincia di Reggio Calabria – evidentemente in virtù dell’attività posta in essere da amministratori come il Presidente Giuseppe Raffa ed i Consiglieri palmesi Giuseppe Saletta e Giovanni Barone – ha saputo nell’ultimo quinquennio indirizzare su Palmi idee, risorse e progetti, tutti portati a compimento o in via di definizione, dimostrando come gli Enti Provinciali, se “sfruttati” a dovere, possano costituire un punto di riferimento fondamentale nel percorso di crescita di una Città.

Uno studio elaborato dalla Bocconi nel 2011, del resto, dimostra che le Province costavano agli italiani solo il 4% sul totale della spesa per gli Enti Locali, concentrata per il 23% nei Comuni e per il 73% nelle Regioni. La soppressione delle Province come arma per combattere lo spreco è, insomma, un falso mito.

Sulla base di questi presupposti, non è affatto scontato che il passaggio dalla Provincia all’Area Metropolitana rappresenti un vantaggio per il cittadino. Anzitutto perché il nuovo Ente soffrirà di un evidente deficit democratico: vi sarà un Sindaco metropolitano, che è e sarà sempre il Sindaco di Reggio Calabria; un Consiglio Metropolitano composto da 10 eletti, scelti col sistema del voto ponderato dai Consiglieri Comunali dei Comuni dell’Area; una Conferenza dei 97 Sindaci dell’Area.

D’altra parte, va chiarito che il Comune di Palmi non si trasformerà in un municipio periferico di Reggio Calabria, ma manterrà inalterata la propria identità.

Piangersi addosso ora non serve: che lo vogliamo o no, l’Area Metropolitana si insedierà e Palmi ne farà parte. Resta, invece, aperta un’unica via per incidere sul percorso istitutivo di questa nuova realtà: la redazione dello Statuto.

Nel recente passato – e mi riferisco alle elezioni del 2011 per il Consiglio Provinciale di Reggio – la Piana ha saputo fare la “parte del leone”, eleggendo 9 Consiglieri su 24 e metà dei Consiglieri di maggioranza.

La Piana deve riscoprire, ancora una volta, la propria forza, non secondo i beceri ed usurati meccanismi di scontro con le legittime logiche reggine, ma integrandole, rendendosi territorio indispensabile, rivendicando il proprio ruolo nella crescita dell’Area e per il suo futuro.

Su questo piano, nei prossimi mesi, si dovrà affrontare la vera sfida. I palmesi si facciano trovare pronti a partecipare al dibattito, siano consapevoli di questa nuova realtà, della quale ancora oggi poco si parla. Palmi sia e rimanga, ancora una volta, protagonista.

Avv. Antonio Papalia

Consigliere Comunale di Palmi

Negli ultimi giorni dell’anno 2015, la Provincia di Reggio Calabria ha deliberato di destinare al Comune di Palmi una somma complessiva pari a 133.000 Euro.

Esprimiamo, pertanto, viva soddisfazione e prendiamo atto dell’ulteriore slancio offerto alla nostra attività politico-amministrativa, secondo quella logica del sostegno e della filiera dell’impegno – mai venuta meno – rispetto al Comune di Palmi da parte del Presidente Giuseppe Raffa, del suo Vice Giovanni Verduci e dell’intera Giunta di Palazzo Corrado Alvaro.

In questa ulteriore occasione di confronto, hanno trovato accoglimento tutte le richieste avanzate negli scorsi mesi.

D’intesa con il Sindaco Giovanni Barone, la Provincia ha stanziato € 20.000 per la viabilità e le strade di Palmi, e inoltre € 20.000 per un nuovo impianto di illuminazione dello Stadio Giuseppe Lopresti, € 33.000 per l’area Rovaglioso/Pietrosa/Marinella, € 10.000,00 per attività culturali e di marketing territoriale, € 15.000 per un intervento di riqualificazione del Piazzale Macello ed € 35.000 per attività di riqualificazione ambientale.

Abbiamo, dunque, dato attenzione alla viabilità urbana, già oggetto di un intervento straordinario, allo sport, completando con l’illuminazione l’intervento di riqualificazione e posa del manto in erba sintetica del nostro glorioso campo sportivo, dato nuovo impulso alle attività inerenti la cultura e la promozione del territorio.

Un interesse specifico è stato riservato, infine, agli interventi di riqualificazione ambientale, anche in virtù della delega consiliare attribuita dal Presidente Raffa ad un Consigliere provinciale palmese.

È evidente che l’attività di stimolo prettamente politico che è presupposto degli importanti risultati raggiunti, qui e così si conclude, “passando la palla” agli Uffici competenti del Comune di Palmi che, ne siamo certi, si attiveranno con sollecitudine per realizzare le idee e gli indirizzi indicati dagli amministratori.

Da ultimo, nei prossimi giorni ci faremo promotori di un ulteriore incontro con il Presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro Andrea Agostinelli e con il Commissario Aggiunto Davide Barbagiovanni Minciullo, nel solco del confronto già intrapreso con gli stessi in ordine al Porto di Palmi.

Avv. Giuseppe Saletta

Vicesindaco di Palmi - Consigliere Provinciale delegato all’Ambiente

Avv. Antonio Papalia

Consigliere Comunale di Palmi

Questa mattina, dinanzi alla Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria presieduta dal dott. Luccisano, dott.ssa Crucitti a latere, si è celebrata la terza udienza del processo di secondo grado a carico di Paolo Chiappalone, difeso dagli Avvocati Guido Contestabile e Domenico Curti.

Il barbiere di Palmi è accusato di avere ucciso il giovane Martino Luverà e ferito gravemente l'Avv. Francesco Nizzari la sera del 13 novembre 2010 su via Fondacaro a Palmi.

Dopo la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Dr. Cianfarini dello scorso 26 ottobre, che aveva richiesto la condanna di Paolo Chiappalone a 30 anni di reclusione, è stata la volta delle difese di parte civile, gli Avvocati Francesco Cardone e Antonio Papalia – in sostituzione dell’Avv. Luigi Cardone – che hanno discusso per circa cinque ore.

Essi hanno evidenziato come la sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Palmi, che ha assolto Paolo Chiappalone con formula dubitativa, sia viziata per avere quasi completamente ignorato l'istruttoria dibattimentale, dalla quale è emersa con certezza la responsabilità del barbiere di Palmi.

Le difese hanno ripercorso la genesi del delitto – la separazione coniugale tra Paolo Chiappalone e Annunziata Pirrotta – i giorni precedenti al 13 novembre 2010, le fasi concitate dell'attentato, la morte di Martino Luverà. E poi la lotta tra la vita e la morte dell'Avv. Nizzari, il rischio di un’amputazione della gamba sinistra e le lunghe cure tra Reggio Calabria e Bologna.

Un’ampia parte della discussione si è fondata sulla gravità degli indizi a carico di Paolo Chiappalone, riconosciuta anche dalla Corte di Cassazione nella fase cautelare, e sui vizi della motivazione della sentenza proprio in ordine alla valutazione degli indizi.

Al centro della discussione l’imponenza del movente del delitto, costituito dall’odio nutrito da Paolo Chiappalone nei confronti dell’Avv. Nizzari, difensore della moglie, ritenuto responsabile di avergli fatto perdere la casa coniugale e di un accertamento fiscale disposto invece d’ufficio dal Tribunale di Palmi, una duplice dichiarazione d’intenti, espressa dall’imputato alla figlia Alessia che la riferì al legale due giorni prima dell’agguato (“ha detto mio padre che gliela farà pagare lui a mia madre e all’avvocato di mia madre”), le videoriprese che ritraggono una  Fiat Panda vecchio modello di colore bianco come quella di Paolo Chiappalone appostata nei pressi della Cooperativa Columbia fino a pochi minuti prima dell’agguato, il compendio intercettivo telefonico ed ambientale.

E poi ancora la falsità dell’alibi prospettato dal barbiere, che sostiene di essersi trovato – il 13 novembre 2010 – insieme al figlio Francesco presso il proprio salone. Sotto questo profilo, è stato dimostrato che il barbiere Chiappalone – quel pomeriggio nonostante fosse sabato e a differenza di sempre – non stava lavorando, non era con il figlio (con il quale ha scambiato circa 40 sms fino alle 18,47) e non si trovava al salone, considerato che la sua utenza agganciava insolitamente solo quel sabato la cella telefonica di via Bruno Buozzi e di Località San Michele di Palmi.

Anche la condotta tenuta dall’imputato successivamente al delitto è stata esaminata, in particolare con riferimento alle minacce rivolte nel marzo 2011 al dentista Michele Melissari per costringerlo  a licenziare la moglie sua dipendente e nell’agosto 2011 ad Antonino Cicala, per il tramite di Domenica Pirrotta. Minacce, queste, condite con due vere e proprie rivendicazioni (“hai visto che fine ha fatto l’Avvocato?” – “ddu merda i l’avvocatu che doveva morire lui quella sera e non quel povero sventurato”).

Ed infine il ritrovamento a seguito di una perquisizione a carico del Chiappalone da parte dei Carabinieri di Palmi di 3 cartucce caricate a pallettoni dello stesso tipo usate per l’agguato e l’arma del delitto, un fucile calibro 12, compatibile con il Benelli di Bruno Chiappalone, nipote dell’imputato, già indagato in concorso con suo zio, presente in numerose intercettazioni telefoniche e protagonista di una anomala rapina avvenuta qualche settimana dopo il delitto.

La Corte d’Assise d’Appello ha rinviato al 21 dicembre 2015 per la discussione dell’Avv. Domenico Infantino, oggi assente per un legittimo impedimento, e della difesa dell’imputato.

Nonostante non sia più  l'oggetto principale della cronaca politica degli ultimi giorni, il piano strutturale comunale sta silenziosamente –ed in modo tortuoso- proseguendo l'iter che dovrebbe condurlo alla adozione definitiva.

Infatti, seppur più volte annunciato da questa amministrazione e declamato come epocale risultato già raggiunto, non tutti sanno che l'approvando strumento urbanistico sta subendo continue e sonore bocciature. Ci riferiamo, segnatamente,  ai numerosi e pesanti rilievi che vari enti a noi sovraordinati (regione e provincia su tutti) hanno mosso, anche di recente, all'elaborato di che trattasi. Leggendo con dovizia la nota inoltrata dalla regione Calabria al nostro comune, in data 14.10.15, si apprende -in maniera incontrovertibile- come il PSC redatto sia sostanzialmente viziato, in nuce,  dal punto di vista procedurale, tecnico e politico.

Testualmente, infatti, si riferisce come “L’elaborato Tavola U19.2 carta delle azioni di piano-assetto strategico, non risulta allegato”. "Gli elaborati prodotti inerenti le azioni di piano riportano una classificazione delle diverse aree non coerente con gli ATO individuati negli elaborati  U20.2 e U21." "Si evidenzia che sono pervenute a questo dipartimento numerose osservazioni da parte di privati, rigettate da codesto comune, prima facie, senza l'indicazione di motivazione, ex art.2 comma 2 della LUR." " Il quadro conoscitivo prodotto non è assolutamente completo". "La deroga prevista per il vincolo igienico sanitario del vecchio cimitero, nella misura di 50 mt, non è conforme a quanto disposto  dall'art. 338 T.U. delle leggi sanitarie." Ancora, con un passaggio importante, il dipartimento regionale  precisa che "Per una pianificazione territoriale ed urbanistica sostenibile, si chiede a codesta amministrazione di voler rivalutare opportunamente la previsione di realizzazione di nuove urbanizzazioni, in particolar modo nella fascia costiera  e in tutte le aree sottoposte a tutela". "Per le motivazioni sopra espresse, si ritiene necessario redigere nuovo elaborato nel quale siano opportunamente delimitati, gli ambiti urbanizzato, urbanizzabile e agricolo e forestale, evidenziando chiaramente la riduzione  delle aree soggette a trasformazione".  "Nel territorio della costa viola in generale, ed in particolare nella fascia costiera, dovrá essere inibita qualsiasi trasformazione e previste specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione, secondo quanto previsto  dal QTRP".  Ancora, si osserva come “Tra i tessuti classificati tra gli ambiti urbanizzati, a completamento e consolidamento dei margini urbani, così come quelli urbanizzabili, vengono ricomprese estese aree non antropizzate, esterne alle previsioni del P. e F., oltre numerosi nuclei abusivi oggetto di richieste di condono non ancora definite, per i quali dovranno essere previsti specifici Programmi di recupero (PRA), avendo cura di avviare per i singoli edifici non sanabili le procedure per il ripristino dello stato dei luoghi, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente in materia”.

La nota regionale,  tanto chiara quanto demolitoria, così conclude "Questo Settore ritiene che il P.S.C. proposto nella versione revisionata a seguito dell'esame delle osservazioni approvate e adottato con d.c.c. n.18 del 28.04.15, non sia ancora conforme e coerente con la L.U.R. e con il Q.T.R.P"

Pertanto, alla luce delle considerazioni sopra sviluppate, ed in attesa di conoscere il futuro del Piano, non appare azzardato –a parere degli scriventi- considerare come un pasticcio politico ciò che, invece, questa amministrazione aveva preannunciato come obiettivo primario del programma di governo.  E’ triste, purtroppo, prendere atto dell’ennesima dimostrazione di vera e propria inettitudine di questa amministrazione. Altra prova dell’inefficienza e dell’inefficacia che contraddistinguono  ormai gli attuali governanti.  Governanti, i nostri,  che essendo incapaci di gestire l’ordinaria amministrazione, ed affidandosi all’approssimazione, si rivelano giornalmente assolutamente incapaci di programmare interventi seri e di prospettiva.

                                                           G. Ranuccio. P. Frisina

Il Tribunale di Palmi, in accoglimento delle richieste avanzate dal difensore, Avv. Giuseppe Alvaro, ha assolto con formula piena Francesco Morabito, 37 anni, di Palmi, che era stato arrestato il 6 giugno scorso nella ritenuta flagranza dei reati di detenzione illecita di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish) e di resistenza a pubblico ufficiale. Nei confronti del giovane, che si trovava agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, è stata quindi disposta l’immediata liberazione.

I fatti risalgono allo scorso mese di giugno, allorquando una pattuglia dei Carabinieri di Palmi, in occasione di un ordinario posto di blocco effettuato in contrada Taureana di Palmi, intimò l’ALT al Morabito, il quale stava percorrendo la strada provinciale Taureana – Palmi a bordo del suo scooter. Alla vista degli agenti operanti il conducente del motociclo effettuava una repentina inversione di marcia e si dava a precipitosa fuga. Gli agenti operanti, coadiuvati da una vettura civetta che procedeva dietro il Morabito, si lanciavano all’inseguimento del giovane il quale, dopo aver percorso a velocità un breve tratto di strada, a causa anche delle avverse condizioni meteorologiche che avevano reso viscido l’asfalto perdeva il controllo dello scooter e, in corrispondenza del bivio San Fantino, precipitava a terra. Una volta raggiunto dai militari, il Morabito tentava ripetutamente di divincolarsi per continuare la fuga ma i militari riuscivano comunque a bloccarlo e a sottoporlo immediatamente a perquisizione. All’interno di un marsupio a tracolla i Carabinieri rinvenivano, quindi, due involucri contenenti sostanza stupefacente successivamente identificata, rispettivamente, in cocaina e hashish, che veniva sottoposta a sequestro. Il giorno successivo il gip di Palmi, su richiesta della procura, convalidava l’arresto e applicava nei confronti del Morabito la misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e di resistenza a pubblico ufficiale.

Emesso il decreto di giudizio immediato, l’imputato chiedeva ed otteneva, tramite il difensore, il rito abbreviato condizionato all’acquisizione di documenti ritenuti rilevanti per valutare la sussistenza del reato concernente gli stupefacenti.

L’Avv. Giuseppe Alvaro, nel corso della sua discussione, ha sostenuto che il superamento dei limiti massimi di sostanza detenibile non era da solo sufficiente a ritenere provata l’ipotesi dello spaccio, tenuto anche conto che il quantitativo non era comunque elevato, che lo stupefacente non era frazionato in singole dosi e che non erano stati rinvenuti altri elementi che deponessero per un uso non esclusivamente personale. Quanto alla condotta di resistenza a pubblico ufficiale, il difensore ha evidenziato che la fuga del Morabito non integrava di per sé il presupposto del delitto contestato, trattandosi di un comportamento meramente passivo e non di una condotta violenta o minacciosa nei confronti degli agenti operanti.

Il GUP di Palmi, condividendo le argomentazioni del difensore, ha assolto Francesco Morabito da entrambi i reati constestatigli, per i quali era stata invece richiesta la condanna a quattro anni e dieci mesi di reclusione.

Il Tribunale del Riesame accogliendo le tesi dei difensori, Avv.ti Armando Veneto e Vladimir Solano, ha scarcerato Carmelo Morabito, arrestato il 20.10.2015 per possesso di oltre 1 quintale e mezzo di hashish trovato all’interno di un veicolo parcheggiato nei pressi della sua abitazione, in Contrada Garanta di Palmi.

Da subito il Morabito aveva protestato la sua innocenza, dicendosi vittima di un equivoco che la difesa, anche mediante investigazione difensiva prontamente espletata, ha dimostrato essere sussistente.

         L’incensurato Morabito, probabilmente vittima di una vera congiura ordita dai veri responsabili ai suoi danni, ha lasciato oggi stesso il carcere di Palmi ove era ristretto ed ha chiesto ai suoi difensori di rendersi interpreti della sua rinnovata fiducia in una giustizia che ha dimostrato di non fermarsi alle apparenze e di tenere in conto gli apporti probatori provenienti dalla difesa.

Tre persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria, per l’ipotesi di reato di falso ideologico (art. 483 c.p.) e truffa aggravata (art. 640bis c.p.) dopo che la Compagnia della Guardia di Finanza di Palmi ha scoperto l’indebita percezione di erogazioni pubbliche nell’ambito della Politica Agricola Comune, in danno al Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) per un importo complessivo di circa € 4.200.000,00.

L’attività svolta dalle Fiamme Gialle, in seguito a numerosi ed approfonditi riscontri documentali effettuati nel corso delle diverse fasi d’indagine, ha consentito di constatare ripetute irregolarità da parte di organizzazione operante nel settore agricolo, che si sono concretizzate, principalmente, nella omessa presentazione alla Regione Calabria della documentazione prevista per l’accesso ai finanziamenti comunitari, ma anche nell’esibizione di documentazione (fatture passive e preventive, dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, lettere di incarico e relazioni tecniche) che non rispecchiava le caratteristiche richieste dalla legislazione di riferimento, nonché, in taluni casi, connotata anche da caratteri di falsità.

L’attività ispettiva ha consentito di accertare l’indebita percezione di erogazioni pubbliche nell’ambito della Politica Agricola Comune, in danno al Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA), per un importo complessivo pari ad € 4.215.985,11.

Il risultato conseguito assume spiccata importanza, laddove vede le Fiamme Gialle costantemente impegnate sul versante della difesa degli interessi erariali del Paese e della tutela della Spesa Pubblica Nazionale, settori in relazione ai quali il Corpo della Guardia di Finanza svolge una costante azione di monitoraggio e di prevenzione.
Questo determina da parte delle Fiamme Gialle la difesa di un libero e corretto Mercato, ponendo in essere un forte contrasto alla sleale concorrenza a sfavore di soggetti invece corretti e che rispettano le regole, ma che si vedono privati della possibilità di accedere a fondi pubblici, poi incapienti ,perché acquisiti da altri tramite comportamenti illeciti.

Come anticipato, su proposta dei consiglieri Ranuccio Frisina e Parisi, oggi (ieri ndr) si sono congiuntamente riunite le commissioni consiliari che si occupano di attività produttive ed ambiente, per discutere della recente ordinanza con la quale il sindaco ha inteso disciplinare le emissione sonore nel  territorio cittadino.

Dopo aver approfondito la problematica attinente la produzione musicale nei luoghi pubblici e/o aperti al pubblico, anche e soprattutto in relazione all’attività degli esercizi commerciali, le commissioni, all’UNANIMITA’ dei presenti (in modo trasversale quindi, maggioranza ed opposizione) hanno sostanzialmente bocciato l’operato arbitrario  del sindaco Barone.

Infatti, proprio dalla consapevolezza della necessità di incentivare gli esercenti e, quindi, favorire la crescita turistico-ricettiva della nostra città, i numerosi consiglieri presenti hanno chiesto la immediata REVOCA DELL’ORDINANZA n. 153 del 27.10.2015, nonché proposto una nuova regolamentazione delle fasce orarie in cui possono essere svolte attività di trattenimento musicale e produzioni sonore in genere. E ciò, ovviamente, comunque  nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di impatto ed inquinamento acustico.

Nello specifico, si è proposto di adottare i seguenti orari :

Periodo estivo (dal 15 giugno al 15 settembre) : fino alle 01:00 in via ordinaria; fino alle 03:00 in via straordinaria.

Periodo invernale : venerdì e sabato fino alle ore 01:00 in via ordinaria; fino alle 02:00 in via straordinaria. La domenica, e dal lunedì al giovedì, fino alle ore 00:00 in via ordinaria; fino alle 01:00 in via straordinaria.

La stessa disciplina inoltre, si potrebbe applicare anche agli esercenti ambulanti.

La proposta di modifica del regolamento comunale in tal senso, pertanto,  dovrà adesso passare dal  consiglio comunale per la approvazione definitiva.

Tale provvedimento appare come la migliore soluzione, il miglior punto di equilibrio, tra le istanze di quanti desidererebbero limitare la ormai c.d. movida -al massimo- ai soli 20 giorni agostani,  e  quelle di chi, invece, auspica che Palmi possa diventare, e non solo nella stagione estiva- un centro  popolato di giovani e non, ricco di opportunità di divertimento ed intrattenimento, oltre che di crescita sociale.

 

Giuseppe Ranuccio

Pasquale Frisina

Gabriele Parisi

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