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Aggiornato ilSab, 24 Ago 2019 9am

Nota stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

L'11 luglio 2016, in Polistena (RC), i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto GULLONE Francesca, di anni 54 da Polistena, già nota alle FF.OO., per il reato di furto aggravato poiché, a seguito di controllo, unitamente a personale dell’Azienda E.n.e.l. presso l’abitazione di residenza della predetta, veniva accertata la presenza di un collegamento abusivo alla rete elettrica, che ne consentiva l’illecito consumo.

La Polizia di Stato, nell’ambito di servizi d’intensificazione delle attività di prevenzione e repressione dei reati predatori, nonché dei reati di spaccio di sostanza stupefacente, disposti dal Questore della Provincia di Reggio Calabria, durante il pomeriggio di ieri, ha arrestato, nella flagranza del reato di detenzione illegale di sostanza stupefacente, un giovane 22enne. Gli Agenti del Commissariato di P.S. Polistena (RC), durante un posto di controllo lungo la via S.S.536 Polistena-Taurianova, notavano una Fiat Panda che, a circa 50 metri dal posto di controllo, svoltava repentinamente in una traversa, probabilmente al fine di sottrarsi allo stesso. Dopo un breve inseguimento, il personale della Polizia di Stato fermava il conducente che, sceso dall’auto, cercava di disfarsi di una busta contenente 500 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana. L’Autorità Giudiziaria competente ha disposto per il giovane la misura degli arresti domiciliari.

Si è concluso con la condanna di entrambi gli imputati ad un anno e due mesi, con pena sospesa, il processo che si è celebrato presso il Tribunale di Palmi, davanti al giudice monocratico dottoressa Antonella Crea, che ha visto imputati i dottori Pietro Interdonato e Francesco Romeo, in servizio presso la divisione di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena, di lesioni colpose procurate al piccolo A. D. S. in occasione della sua nascita

Il processo ha vissuto il momento più intenso drammatico quando i genitori, in sede di esame, hanno dovuto ripercorrere le tragiche ore trascorse tra la notte del 30 e la mattina del 31 agosto 2010, quando venne alla luce loro bambino A.

Il dibattimento è stato caratterizzato anche da un serrato confronto tra il perito nominato da Tribunale, professore Maurizio Bresadola, ed i consulenti della difesa, professori Domenico Arduini ed Antonino Nicolò, e quelli dei coniugi De Salvo-Laruffa, professore Enrico Marinelli e dott.ssa Teresa Politanò.

Il professore Bresadola, corroborato dal consulente delle parti civili prof. Marinelli, in udienza ha sostenuto che il feto, quando la madre si è recata all’ospedale, era già in sofferenza cronica. Tuttavia - ha evidenziato - “la sofferenza cronica non comporta un danno celebrale poiché ove la sig.ra Laruffa avesse partorito alle ore 2:30, e non alle 8:30 com’è poi avvenuto, il bambino sarebbe nato più delicato, un bambino molto magro, di basso peso, ma sano.

Il piccolo A., invece, è nato con un’ecefalopatia ipossico ischemica neonatale che ha causato la tetraparesi spastico-distonica che impedisce al bambino di camminare, di alimentarsi, se non con cibi semi liquidi, di vedere, di parlare, di afferrare gli oggetti. A. inoltre, ha un gravissimo ritardo mentale e soffre di epilessia. L’unica cosa che fa è accennare un sorriso alle persone che conosce perché le riconosce dalla voce.

Il professore Bresadola ha, altresì, rilevato che la prescrizione di una spasmex, nel momento in cui la signora nella notte del 30 agosto, intorno alle ventidue e trenta circa, ha telefonato al dott. Romeo, lamentando dei forti dolori, dovuti alla preeclampsia, era un trattamento inidoneo e che lo stesso avrebbe dovuto consigliare il parto non presso l’ospedale di Polistena, struttura di primo livello, ma presso un ospedale di secondo livello.

Il dottore Romeo, ad avviso del perito, avrebbe inoltre sottovalutato il ritardo della crescita intrauteriana del feto.

Conclusa l’istruttoria dibattimentale il Pubblico Ministero, dott. Vallauro, dopo aver esaminato le prove emerse nel processo e ritenuto configurabile una responsabilità medica nella causazione del danno da parte di entrambi i medici, il dottor Pietro Interdonato per la gestione della fase relativa al periodo tra il ricovero presso l’ospedale di Polistena e l’effettuazione, da parte del dottor Romeo del parto cesareo ed il dottor  Francesco Romeo per periodo in cui ha seguito la signora La Ruffa durante la gravidanza, aveva chiesto la condanna ad 1 anno e 6 mesi per il dott. Pietro Interdonato e 1 anno per il dott. Francesco Romeo.

La parte civile, rappresentata dall’avvocato Antonino Napoli,  all’inizio del suo intervento ha sostenuto che seppur “Il riconoscimento di responsabilità degli imputati non potrà guarire il piccolo A., perché la patologia è irreversibile, la sentenza avrà la funzione sociale di evitare che condotte simili si possano ripetere” e che “la sentenza in questo processo non dovrà avere solo il compito di stabilire che i dottori Romeo ed Interdonato hanno agito con negligenza, imprudenza ed imperizia ma che simili condotte non possono essere accettate e che compito della giurisdizione è anche quella di vigilare sull’operato dei medici che sono gli affidatari e garanti del bene primario della salute del paziente” . L’avvocato Napoli dopo aver esposto le sue argomentazioni ha concluso affermando che “A. ed i suoi genitori sono stati vittime della malasanità. I medici hanno sbagliato la diagnosi ed il protocollo relativo alla gestione della gravidanza della signora Laruffa”, ed ha chiesto, pertanto, la condanna di entrambi i medici alla pena ritenuta di giustizia ed al risarcimento dei danni nei confronti delle costituite parti civili.

Dopo l’intervento degli avvocati Antonio Stragi e Vincenzo Borgese, nell’interesse del dottore Pietro Interdonato ed Antonio Romeo, in difesa del dottore Francesco Romeo, che hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti, il giudice, dottoressa Antonella Crea, ha ritenuto i dottori Pietro Interdonato e Francesco Romeo responsabili del reato di lesioni personali colpose e li ha condannati entrambi alla pena di anni uno e mesi due di reclusione, con pena sospesa, oltre al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede civile, riconoscendo alle parti civili Rosanna Laruffa e De Salvo Francesco, in proprio e nella qualità di genitori del piccolo A., una provvisionale di € 70.000, riservando la motivazione della sentenza a 90 giorni.  

Nota stampa del comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Il 4 aprile scorso, in Polistena (Reggio Calabria), i Carabinieri hanno eseguito l’arresto in flagranza di TROPEA Rosario, di anni 51 da Polistena, già noto alle Forze dell'Ordine, per i reati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, poiché, durante il transito della pattuglia, inveniva immotivatamente con frasi ingiuriose e minacciose contro i militari dell’Arma, opponendo viva resistenza al successivo controllo e ferendo lievemente gli operanti con spinte e morsi. Nel corso della successiva perquisizione, veniva altresì trovato in possesso di un coltello a serramanico di genere proibito e di poco meno di un grammo di sostanza stupefacente del tipo “hashish”.

La residenza teatrale “del Bello perduto” ha l’onore di ospitare la Factory Compagnia Transadriatica di Lecce, tra le più importanti della nuova scena teatrale italiana. La drammaturgia e la regia di Tonio De Nitto, grazie anche alle coreografie di Annamaria De Filippi della compagnia di danza Elektra insieme con Tir Danza di Modena, mettono in scena in modo originale una delle favole più famose di sempre, “Cenerentola”. Andrea Naso, direttore artistico della Residenza teatrale della Piana, ha scelto per il Teatro Famiglie uno spettacolo che, attraverso il linguaggio della danza e la potenza evocativa delle immagini, racconta il fallimento del metodo matrigna e di un’educazione cinica e arrivista impartita ai propri figli che non lascia spazio ai sentimenti. L’obiettivo primario della Residenza resta quello di diffondere, far conoscere ma soprattutto far amare il teatro a partire dai più piccoli. Al termine dello spettacolo, come di consueto, i piccoli spettatori sono invitati a gustare la merenda gratuita insieme agli attori.

Venerdì 11 marzo 2016, in Polistena (Reggio Calabria), i Carabinieri hanno tratto in arresto N. V., di anni 24 da Polistena, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, in esecuzione all’ordine di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi.

Nella giornata di martedì 8 marzo 2016, in C.da Fegotto di Polistena (Reggio Calabria), i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato, N.M., di anni 54, ed il figlio  N.V., di anni 25, entrambi da Polistena, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Occorso, i militari operanti, a seguito di perquisizione domiciliare rinvenivano, abilmente occultati in un vano adibito a garage/magazzino, gr. 250 circa di sostanza stupefacente del tipo marijuana, già confezionata in nr. 03 involucri di plastica, nr. 02 bilancini elettronici di precisione e vario materiale per il taglio e confezionamento dello stupefacente.

Un odontotecnico, è stato denunziato a Polistena per l’esercizio abusivo di una professione medica da parte delle Fiamme Gialle del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro, dopo una serie di incroci alle banche dati, appostamenti e rilevamenti, che hanno eseguito un mirato intervento presso un centro estetico, accertando l’esistenza e l’operatività al proprio interno di un avviato studio dentistico abusivo, allocato in due stanze del predetto centro.

All’atto dell’intervento dei Finanzieri non vi erano pazienti, ma le prove raccolte erano inequivocabili: nei due locali vi erano un “riunito” completo, tutte le attrezzature necessarie ed una notevole quantità di materiali utilizzati per tale attività. A conferma di ciò, anche le dichiarazioni rese sul momento da alcune persone ascoltate in atti dai militari e la documentazione acquisita (agende, documenti fiscali, appunti, ecc).

Il responsabile, che di fatto era titolato a svolgere la sola attività di odontotecnico, è stato denunziato per l’esercizio abusivo di una professione medica, mentre le due stanze adibite a studio e tutto ciò che vi era all’interno, per un valore di almeno 30 mila Euro, è stato sottoposto a sequestro.

L’attività delle Fiamme Gialle reggine proseguirà anche per verificare l’osservanza degli obblighi tributari da parte del soggetto, sempre nell ‘ottica di tutelare dalla sleale concorrenza coloro i quali agiscono nel rispetto delle norme.

Il 28 dicembre scorso aveva rilasciato un'intervista su un quotidiano online facendo capire di aver sventato un attentato che l'Isis stava per portare a termine a Firenze, asserendo inoltre che la notizia arrivava da un'attività "sotto copertura" di Anonymous, che avrebbe presto portato anche all'individuazione dei membri del commando.

L'uomo, un 29enne esperto informatico nativo a Polistena (Reggio Calabria) ma residente da tempo ad Aosta, conosciuto all'interno del movimento Anonymous come "X" oppure "wArning", è stato fermato dalla Polizia e denunciato in stato di libertà con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo e al danneggiamento di sistemi informatici.

L'indagato è inoltre ritenuto dagli investigatori il fondatore del canale "OpParis", nato con il fine di individuare profili Twitter dei presunti affiliati all'Isis collegati agli attentati di Parigi.

Subito dopo le sue "rivelazioni" il Servizio polizia postale e delle comunicazioni ha aperto un'indagine attraverso il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), ma non è stato trovato nessun riscontro della notizia. Stesso risultato per quanto riguarda l'analisi svolta dagli investigatori che si occupano in maniera specifica di terrorismo.

Inoltre è stato lo stesso Anonymous a sconfessare il suo adepto. Il due gennaio scorso è infatti apparso un post sulla pagina Facebook del Gruppo, che iniziava così: "In relazione a quanto apparso nei giorni scorsi sugli organi di stampa, Anonymous Italia intende sottolineare il suo disappunto e distacco totale in merito alle dichiarazioni rilasciate da un membro di nome X".

Dopo aver concluso gli ultimi accertamenti ed aver escluso in maniera assoluta che la notizia potesse avere fondamento, gli investigatori del Cnaipic si sono presentati a casa di "X". All'interno della sua abitazione è stato rinvenuto numeroso materiale informatico, ora al vaglio degli investigatori.

Nella giornata di ieri 11 Gennaio 2016, a Polistena (RC), i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla competente A.G., MIRZA Teodor, di anni 34 di nazionalità rumena, PICCOLO Vincenzo di anni 41 da Polistena, entrambi già noti alle Forze dell'Ordine, e P. M., di anni 70 da Polistena, per il reato di furto aggravato, poiché autori del furto di circa 200 Kg di legna asportati in C.da San Rocco nella giornata del 10 gennaio u.s.. La refurtiva veniva riconsegnata al legittimo proprietario.

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