21082018Mar
Aggiornato ilLun, 20 Ago 2018 10pm

"Sono qui perché questo è un luogo difficile dove c'è stato un omicidio brutale. Sono qui per portare le condoglianze dello Stato alla famiglia ed agli amici di Soumayla Sacko e per capire quando il corpo potrà essere restituito alla famiglia". Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico appena arrivato nella baraccopoli di san Ferdinando dove viveva il migrante assassinato il 2 giugno scorso. "Qua nella piana di Gioia Tauro - ha aggiunto - c'è una situazione molto complicata. La situazione dei braccianti, delle sotto paghe, dei caporali, delle aziende agricole. Quindi sono qui non per creare oggi uno scontro o una polarizzazione ma con una visione di facilitatore, di cercare di poter avere un tavolo, magari tra Comuni, Prefettura, Regione e cercare di facilitare soluzione della situazione. Oggi è un giorno di progettualità, di condoglianze, di pace". Sulla vicenda della nave Aquarius, Fico ha detto: "Sto monitorando la situazione". (Ansa)

L'impegno dello Stato per San Ferdinando deve essere quello di smantellare il disumano accampamento degli immigrati. Come Regione abbiamo fatto il possibile perché ciò accadesse e, pur senza averne competenza, ci siamo resi disponibili persino a finanziare con 300.000 (trecentomila) euro, interamente a carico delle casse regionali, la realizzazione di una tendopoli”. È quanto scrive il presidente della Regione, Mario Oliverio.

“Abbiamo affermato, già allora, che la tendopoli che la Regione avrebbe fatto impiantare non era la soluzione, ma una risposta assolutamente emergenziale. Ci si proponeva di togliere uomini, donne e bambini da una condizione peggiore di quella delle bestie e di garantire il minimo di condizioni di civiltà.

“Una tendopoli da attivare per un periodo limitato e transitorio in attesa che si promuovessero diverse forme di accoglienza. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di potenziare e tutelare forme diffuse di accoglienza e di integrazione. Noi non abbiamo mai voltato la faccia dall'altra parte.

“Non bisogna avere remore, ancor più dopo il vile assassinio del giovane del Mali, per affermare che la baraccopoli di San Ferdinando deve essere smantellata. È necessario in tal senso un progetto mirato a creare condizioni di accoglienza distribuita in modo diffuso. È necessario dare forza e fiducia al modello Riace per risolvere in modo giusto e degno di un Paese civile la vergogna della baraccopoli di San Ferdinando. 

“Non vi è alcun dubbio che oggi si è creato un imbuto ostruttivo dal momento che a farsi carico dei processi di regolarizzazione della condizione degli immigrati debbono continuare ad essere esclusivamente i territori di approdo e di prima accoglienza. Anche per questo, non possono esserci indugi: il modello Riace è davvero l'alternativa alla vergogna di San Ferdinando”.

"Quello che abbiamo visto oggi, con la delegazione del Pd, nella baraccopoli di San Ferdinando, è quanto di più lontano dal concetto di 'pacchia' si possa immaginare. Serve uno scatto da parte della politica per porre fine a tutto questo". A parlare è Enza Bruno Bossio, deputata dem calabrese che oggi, insieme a un gruppo di parlamentari guidati dal presidente Matteo Orfini, ha visitato i loghi dove viveva il sindacalista Sacko Soumaila, 29enne maliano ammazzato a colpi di fucile nell’ex fornace di San Calogero, nel vibonese. "Sacko era arrivato qui per lavorare ed era costretto a vivere nella baraccopoli. Qui ci sono migliaia di uomini, braccianti sfruttati, che sopravvivono in condizioni disumane, non degne di un Paese sviluppato. Il fatto che nessun membro del governo si sia sentito in dovere di visitare il campo la dice lunga sulla logica con cui questa maggioranza sta affrontando il compito di guidare il Paese: dimenticarsi degli ultimi, dei derelitti, che con il loro lavoro, ai limiti della schiavitù, garantiscono un ciclo economico. Farne addirittura dei capri espiatori solo per il colore della propria pelle, come conferma ogni giorno il ministro dell'Interno Salvini con le sue parole. Così la spirale d'odio non si fermerà, ma continuerà ad aumentare. La morte di Sacko deve servire per abbattere un muro fatto di ipocrisia ed omertà. Come Pd saremo in prima fila, oggi e domani, per questa battaglia di civiltà".

Riceviamo e pubblichiamo

In merito all’uccisione nel vibonese del ragazzo del Mali ospite della Tendopoli di San Ferdinando e attivista sindacale, nello stigmatizzare il tragico evento convengo con il Ministro dell’ Interno, sen. Matteo Salvini, sul concetto che la violenza non è la risposta al fenomeno  ma non posso chiudere gli occhi di fronte alla gravissima situazione che continua a contrassegnare il destino della mia citta’ di San Ferdinando e dei territori limitrofi tra cui l’importantissima area Zes.

La permanenza degli ospiti di colore crea davvero forti disagi, dai furti di legname e laterizi nelle aziende agricole al fenomeno dilagante della prostituzione soprattutto minorile e non basta il forte impegno profuso dalle Forze dell’Ordine se ancora ci ritroviamo a parlare sempre dello stesso problema .

La situazione per loro è cambiata in meglio poichè non vengono più sfruttati ma puntualmente regolarizzati grazie alla legge contro il caporalato mentre la tendopoli legale assicura loro i servizi primari e aggiuntivi anche e soprattutto grazie all’ impegno del Prefetto di Reggio Calabria e del Sindaco di San Ferdinando.  Posso dunque,  affermare che oggi coloro che si vedono impoveriti e poco tutelati sono proprio i braccianti italiani del luogo.

Ciò detto, non credo, come riportato dai media, che il giovane sia stato ucciso per la sua attività sindacale profusa soltanto all’interno della tendopoli a fianco dei suoi connazionali, credo piuttosto che si possa trattare di fatti di violenza legati ad altre situazioni su cui è stata aperta un’ indagine da parte delle Forze dell’Ordine.

Ma la violenza genera violenza, per cui ritengo sia arrivato il momento di trovare una vera soluzione al problema attuando i rimpatri di coloro che non sono in possesso dei requisiti per soggiornare in Italia, il primo fra tutti quello di aver ottenuto un lavoro stabile che permetta di vivere nella legalità e di impiegare il proprio tempo in attività esigenti che tengano lontani da eventuali rischi e disavventure.

Tutto questo deve  andare anche e soprattutto  in direzione di una tutela maggiore e completa dei cittadini sanferdinandesi e dei dintorni.

Auspico, che venga fatta luce su questo grave episodio e che i colpevoli vengano consegnati alla Giustizia ma spero altresì che si ponga un freno al potenziamento della Tendopoli di San Ferdinando soprattutto per ciò che riguarda la parte illegale cioè quella che gli ospiti non vogliono abbandonare e che ha tutte le caratteristiche di un ghetto o addirittura di un lagher in cui nessun essere umano dovrebbe vivere. Questa speculazione fatta sulla pelle di povere persone inermi  che parte da lontano cioè dall’Africa fino ad arrivare in Europa passando per i porti della Sicilia e della Calabria e approdando nella mia città,  deve trovare la fine. Cosi il luogo dove sono nata e crescita, vivo e lavoro, faccio politica e sindacato, ritrovi la sua normalità e il diritto alle priorità dei suoi abitanti.

Maria Carmela Digiacco

Dirigente nazionale

Movimento Nazionale per la Sovranità

Nella mattinata di ieri 8 aprile 2018, a Courmayeur (AO), presso il traforo del Monte Bianco, la locale Polizia di Frontiera, nel corso di un controllo ai passeggeri di un pullman proveniente dalla Francia, hanno tratto in arresto POTTER Lise Emike, di anni 47, nigeriana, con precedenti di polizia, destinataria di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere emessa dal G.I.P. presso Tribunale di Palmi il  27 febbraio 2018,  su richiesta della Procura della Repubblica palmese, perché ritenuta responsabile del reato di “Concorso in strage con l’aggravante di aver agito per motivi abietti e futili ed aver profittato delle circostanze di tempo e luogo tali da ostacolare la privata difesa”, ritenuta responsabile, in qualità di mandante, del vasto incendio che il 27 gennaio scorso aveva distrutto oltre 200 baracche della vecchia tendopoli sita nella 2^ Zona Industriale del Comune di San Ferdinando (RC), in occasione del quale era deceduta una donna di origini nigeriane, Becky MOSES, mentre altri due cittadini extracomunitari erano rimasti gravemente ustionati.

Il provvedimento cautelare è giunto all’esito di una complessa e articolata attività d’indagine, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, nel corso della quale i militari dell’Arma, col supporto del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagata.

In particolare, le indagini hanno permesso di accertare la natura dolosa dell’incendio, che sarebbe stato materialmente commesso da ignoti cittadini extracomunitari – sul cui conto sono ancora in corso mirati e riservati accertamenti investigativi –  nonché di appurare la matrice passionale del movente alla base del gesto delittuoso.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri e dalla Procura di Palmi, la POTTER ha  commissionato ad alcuni connazionali, dietro pagamento di una cospicua somma di denaro, l’incendio della baracca presso cui dimorava una giovane nigeriana, I.G., di 25 anni, sospettata di  aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’ex convivente della POTTER, un liberiano di 36 anni ospite della tendopoli.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la notte del 27 gennaio 2018, i malfattori hanno cosparso di benzina la baracca della rivale in amore della POTTER e hanno appiccato l’incendio dandosi subito alla fuga. Imprevedibilmente, però, in pochissimo tempo le fiamme si sono estese all’intero accampamento, distruggendo oltre 200 baracche e causando gravi ustioni a due cittadini extracomunitari e la morte di Becky MOSES, che si trovava in una baracca a pochi metri dalla tenda abusiva da cui si era originato il rogo.

Le evidenze investigative raccolte dall’Arma di Gioia Tauro, compendiate con le risultanze emerse a seguito del sopralluogo sulla scena del crimine effettuato dal R.I.S. di Messina intervenuto sul posto, hanno permesso alla Procura della Repubblica di Palmi di richiedere al G.I.P. l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagata che, da subito, aveva deciso di lasciare il territorio nazionale, potendosi liberamente muovere in diverse parti del mondo perché in possesso di validi documenti per l’espatrio.

Di qui l’immediata internazionalizzazione del provvedimento cautelare, con l’emissione di un mandato di arresto europeo, valido in tutta l’area Shengen, e l’avvio di un’intensa attività di cooperazione internazionale tra l’Arma dei Carabinieri e gli organi di polizia esteri allo scopo di addivenire alla sua localizzazione e quindi alla cattura.

La donna è stata però rintracciata proprio mentre tentava, a bordo di un bus, di rientrare dalla Francia, verosimilmente diretta in una località del Nord Italia, ove avrebbe potuto essere favorita da alcuni connazionali o da suoi familiari.

Al momento del controllo la POTTER non ha opposto resistenza, fornendo ai poliziotti un permesso di soggiorno in corso di validità rilasciato dalla Questura di Ferrara, una carta d’identità rilasciata dal Comune di Ferrara e un passaporto rilasciato dalle Autorità nigeriane.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestata è stata tradotta presso la Casa Circondariale di Torino in attesa di essere sottoposta all’interrogatorio di garanzia da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Ieri pomeriggio, presso la Tendopoli di San Ferdinando, personale del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro ha effettuato un servizio mirato di perquisizioni e controlli ed ha proceduto al controllo di CESSAY Sedia, cittadino di origini gambiane di 23 anni, pluripregiudicato. Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno accertato che l’uomo aveva nascosto all’interno dei pantaloni 11involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di 6,41 grammi. L’uomo è stato arrestato per i reati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente e per resistenza a Pubblico Ufficiale poiché, all’atto del controllo, quest’ultimo ha tentato di sottrarsi agli agenti opponendo resistenza e tentando la fuga. L’Autorità Giudiziaria competente ha disposto il trattenimento dell’arrestato presso le camere di sicurezza delCommissariato in attesa del processo per direttissima che si terrà nella giornata odierna.  

 

Destinatari privilegiati dell’azione operosa e del serio impegno delle Istituzioni che si adoperano per trasformare le sfide quotidiane in occasioni di crescita umana e culturale, sono i bambini ed i ragazzi diversamente abili. La Scuola, in primo luogo, in quanto deputata alla formazione integrale di tutti gli alunni, è in dovere di rispondere a quelli che sono i loro reali bisogni formativi. Attraverso il Piano annuale per il Diritto allo Studio, la Scuola promuove interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli che limitano la frequenza e l’assolvimento dell’obbligo scolastico, concorrendo all’elevamento dei livelli di scolarità nella prospettiva dell’educazione permanente. Una sinergia a servizio di un obiettivo di grande respiro e valore sociale, tra il Comune di San Ferdinando e la Scuola, nella puntuale distinzione delle proprie competenze, ha permesso, nella più ampia affermazione dei valori di giustizia ed equità, l’acquisto di un ausilio didattico- specialistico (sedia con postura adeguata). L’importanza della collaborazione emerge in una cornice sociale e culturale in cui il Sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi e il Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Marvasi-Vizzone”, Giuseppe Eburnea, agiscono con alto senso di responsabilità e alacre impegno. Accogliere e formare i bambini ed i ragazzi è un compito molto delicato: mira a fare di loro soggetti liberi e responsabili ed è in relazione con l’affermazione della loro dignità, dono inalienabile derivante dalla nostra condizione originaria di uomini. In difesa della dignità è importante battersi contro ogni situazione di emarginazione dell’altro, aprendo gli occhi su ciò che ci circonda e su coloro che vivono accanto a noi riconoscendo che hanno bisogno della nostra particolare attenzione. In un’epoca come la nostra, che genera figli dell’informazione ma non della conoscenza, delle connessioni ma non delle relazioni, auspichiamo un continuo sviluppo dei legami tra la Scuola e il Comune, tra le Istituzioni tutte, perché dalla “tenace tessitura” si sviluppino i veri valori della democrazia. Si ringraziano, per la fattiva collaborazione e il responsabile impegno, il sindaco Andrea Tripodi, il dirigente scolastico Giuseppe Eburnea, la dirigente comunale Maria Teresa Cimato e la direttrice dei servizi generali dell’istituto scolastico Caterina Marcianò.
L’Amministrazione Comunale

Nell’ambito di una più ampia strategia elaborata in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presso la Tendopoli di San Ferdinando e più in generale nella Piana di Gioia Tauro e nel comprensorio di Bovalino, sono state effettuate mirate attività di monitoraggio e controllo finalizzate al contrasto del fenomeno del “caporalato”.

I servizi sono finalizzati ad accertare l’impiego di manodopera di lavoratori “in nero” da parte delle aziende agricole e hanno come obiettivo quello di controllare che non vi siano situazioni di illegalità e di sfruttamento dei lavoratori. 

I controlli interforze hanno visto la sinergica collaborazione del personale della Polizia di Stato in servizio presso i Commissariati di P.S. di Gioia Tauro e di Bovalino, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato del Lavoro e della Polizia Provinciale. Massima è stata l’attenzione ai migranti extracomunitari che occupano la Tendopoli di San Ferdinando. 

Nella zona tirrenica sono state controllate 304 persone, sono state effettuate 304perquisizioni personali, 77 perquisizioni ai sensi dell’art. 41 T.U.L.P.S., 91 perquisizioni sul posto,e sono state elevate 37 sanzioni amministrative per un ammontare di 82.156 euro. Nello specificosono state controllate 5 aziende di cui una con sede in Candidoni, con l’adozione di 4 sanzioni amministrative per omessa assunzione di dipendenti, una con sede in Polistena ed elevate 15sanzioni amministrative per omessa consegna di busta paga ed 1 sanzione al Codice della Strada per trasporto passeggeri superiore a quanto previsto dalla carta di circolazione, una con sede in Taurianova ed elevate 10 sanzioni amministrative per omessa consegna di busta paga, una con sede in San Ferdinando ed elevata 1 sanzione amministrativa per omessa assunzione e 4 sanzioni per omessa consegna di busta paga.  

Sempre nell’area dove insiste la tendopoli, è stata chiusa una macelleria clandestina ed una rivendita alimentare abusiva. 

Inoltre, sono state recuperate 2 autovetture fuori uso poi prelevate per il successivosmaltimento. E’ altresì intervenuto personale dell’Enel che, da un controllo capillare alla rete elettrica all’esterno della vecchia tendopoli, non ha riscontrato la presenza di allacci abusivi alla rete di pubblica illuminazione e di contatori.

Sulla fascia jonica della provincia reggina sono state controllate 3 persone ed 1 automezzo per trasporti specifici. È stata, altresì, sanzionata un’azienda con sede in Platì ed elevate 2 sanzioniamministrative per omessa assunzione di lavoratori, 2 sanzioni per omessa tracciabilità di prodotti alimentari ed 1 sanzione per tenuta irregolare dei registri HACCP, per un totale di 21.500 euro. Nel corso di quest’ultimo controllo sono stati sequestrati 221 kg. di prodotti caseari e 19 kg. di carneper omessa tracciabilità dei prodotti.

Le attività interforze, tese a contrastare il fenomeno del caporalato, così come gli interventi nell’area della tendopoli di San Ferdinando,  saranno svolti con carattere sistematico che nelle prossime settimane.

Ennesimo incendio nella notte all’interno della tendopoli di San Ferdinando. Si tratta di una tragedia annunciata. A farne le spese una donna nigeriana di trent’anni che ha perso la vita. Si registrano altri ustionati. La tendopoli illegale e di fortuna, tenuta in piedi con la compiacenza in primis del Ministro Minniti, al momento ospita circa mille migranti impiegati nel lavoro agricolo stagionale e pare si sia incendiata a causa di fuoco acceso dai residenti per riscaldarsi. E’ evidente che la nuova tendopoli messa in piedi dalla Protezione Civile, che proprio il 4 novembre 2017 ho visitato accompagnando il Vice Presidente del Senato, Maurizio Gasparri, non ha sortito alcun effetto positivo. Da quì deduco che il mio grido abbia un forte significato. I poteri forti si ostinano a volere il male dei deboli e a farne le spese sono proprio gli ultimi, piu' che mai figli di Dio.

In qualita’ di Dirigente Comunale dei Diritti Umani e Liberta’ Civili di Forza Italia esprimo grande dolore per la donna deceduta e per i feriti, denunciando il diritto alla difesa e alla protezione delle donne e dei deboli senza differenza di razza e di nazionalita’,di religione o di condizione economica e sociale.

Gli apparati dello Stato si ostinano a voler tenere in piedi una tendopoli illegale da tutti i punti i vista, senza assumersi, per vilta', la responsabilita' di questa gente che in Italia non trova cosi la vita dignitosa verso cui crede di andare incontro ma diventa merce per chi vuole arricchirsi illecitamente.

Ritengo sia  veramente cinico lasciare che la tendopoli scompaia proprio bruciando letteralmente e seminando morti. A tal fine, chiedo subito l’apertura di un’inchiesta per verificare la responsabilità penale, amministrativa e politica delle “forze” che mantengono in piedi questa situazione solo per interesse personale, in una zona Zes che serve da volano per la nostra area portuale  in ginocchio a causa di una irreversibile crisi lavorativa che attanaglia ogni settore produttivo.

Personalmente e politicamente mi battero' con ogni forza perche' la tendopoli venga dismessa, anche se so di essere sola in questa battaglia che ha come punto basilare e imprescindibile il rimpatrio immediato degli irregolari.  Concludo esprimento un giudizio altamente negativo nei confronti di questa piaga sociale che investe vergognosamente il nostro territorio per cui mi spendo ogni giorno con grande impegno e spirito di abnegazione.

Maria Carmela Digiacco

Dipartimento DULC

Forza Italia

Nella mattinata di ieri è stata effettuata una operazione Interforze che ha visto impegnato personale della  Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Metropolitana all’interno del vecchio attendamento di San Ferdinando. Nella circostanza,  sono stati  identificati e controllati  442 soggetti,  controllate 12  autovetture, effettuate complessivamente all’interno della detta struttura, 350 perquisizioni. Si è, inoltre, proceduto ad un arresto in flagranza di un cittadino extracomunitario  per combustione illecita di rifiuti e al deferimento all’Autorità giudiziaria di altri due  per  spendita e detenzione di monete false, ai quali sono stati sequestrati 5.000 € in contanti e 220 € falsi, nr. 22 telefoni cellulari e numerose schede telefoniche prepagate tutto provento di ricettazione e sequestro.

Ai medesimi è stata irrogata una sanzione amministrativa di 60.000 euro  per vendita irregolare di derrate alimentari e detersivi. Nel corso della stessa operazione sono stati apposti i sigilli a due macellerie clandestine sempre all’interno della tendopoli.



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