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Due arresti a Rosarno ed uno a Galatro

Pubblicato in CRONACA
05 Luglio 2019
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Ieri mattina a Galatro, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dei reati in materia di armi, i militari della locale stazione Carabinieri, assieme ai colleghi della stazione di Feroleto della Chiesa, hanno arrestato in flagranza di reato, COMI Michele, 67enne, con precedenti di polizia, accusato di detenzione illegale di arma da sparo clandestina e ricettazione. In particolare, all’esito di una perquisizione locale eseguita in un magazzino di proprietà dell’uomo, hanno rinvenuto nascosta all’interno dei una tasca di una giacca da campagna, una Pistola Beretta cal. 6.35, con matricola punzonata completa di caricatore contenente cinque cartucce dello stesso calibro, nonché ulteriori cinquanta cartucce di calibro 7.65. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e sarà successivamente trasmesso al R.I.S. di Messina per gli accertamenti balistici del caso. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida, così come disposto dalla competente autorità giudiziaria. Nel medesimo contesto operativo, i militari della Tenenza di Rosarno hanno tratto in arresto: - GALLO Raffaele, 45enne, in ottemperanza ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, il quale dovrà scontare una pena residua di quasi sei anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; - DI PAOLA Antonino, 35enne, in ottemperanza ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, il quale dovrà scontare la pena residua di oltre quattro anni di reclusione poiché riconosciuto definitivamente colpevole dei reati di rapina, detenzione e porto di arma clandestina e concorso in sequestro di persona. Entrambi, ad adempimenti di rito conclusi, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà e messi a disposizione della competente autorità giudiziaria.  

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