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Aggiornato ilSab, 16 Nov 2019 9am

Un commerciante di Belvedere Marittimo è stato arrestato da personale del Commissariato di Paola per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, lesioni e porto abusivo di un coltello(usato in una delle violenze sessuali). L'uomo ha minacciato ( con il coltello), picchiato e violentato la ex moglie , spesso anche davanti alla figlia maggiorenne, sin dal momento della separazione. Una storia di abusi andata avanti  fin quando ieri sera la donna, esausta, ha denunciato tutto alla polizia

Concetta Gangemi, 63 anni, e Nino Vittorio Tripodi, 51 anni, entrambi di Palmi (Reggio Calabria) sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. I due corrieri di droga sono stati sorpresi nella rotonda di via Oreto a Palermo. In un'auto con targa tedesca sono stati trovati dietro un pannello ricavato nel vano motore due chili di cocaina. A scoprire la droga è stato il cane "Dream" addestrato a scovare esplosivo e gli stupefacenti.

Un'altra tragedia si è consumata, in Calabria. L'ennesimo suicidio, forse troppi negli ultimi tempi. Questa volta purtroppo a perdere la vita un giovanissmo 23enne che nella serata del 24 novembre a Mirto Crosia, nel cosentino, si è suicidato. Agostino Diaco, lavoratore onesto, senza precedenti penali, dopo esser tornato dal lavoro avrebbe preso la pistola del padre e si sarebbe sparato alla tempia. In casa al momento della tragedia il 23enne si trovava solo, ma il forte colpo è stato udito da tutto il paese. Sarebbero infatti state la fidanzata e la madre del giovane dopo aver sentito lo sparo a correre verso casa, dove una volta arrivate hanno trovato il ragazzo riverso in una pozza di sangue al piano superiore. Diaco è stato immediatamente trasportato presso l'ospedale di Cosenza ma è morto una volta giunto. Sull'accaduto indagano i carabinieri ma, dalle prime indiscrezioni, sembra non ci sia nulla che avrebbe potuto far pensare ad un gesto così estremo.

Antonio Bomparola, 68enne, è stato arrestato dai carabinieri e posto ai domiciliari a Corigliano Calabro per tentato omicidio nei confronti del figlio. L'uomo, avrebbe colpito con il cacciavite il figlio, nel corso dell'ennesima lite per futili motivi. Ferito all'addome, l'uomo è stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Corigliano dove è stato operato. Non è in pericolo di vita. I carabinieri intervenuti dopo il ferimento ed hanno arrestato Bomparola.

Giuseppe Caputi, 56 anni (detto ‘Pinuzzu u gaddrinaru’) e Antonio Russo, di 33, entrambi cosentini, già noti alla forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza di reato mentre riscuotevano il pizzo che gli ambulanti del mercato erano costretti a pagare. Ogni venerdì della settimana, giorno del mercato in piazza Amendola, gli ambulanti dovevano versare loro, circa 20 euro, altrimenti in caso di mancato pagamento sarebbero seguite minacce e violenze. Le vittime delle estorsioni al momento sarebbero cinque, tutte di nazionalità marocchina. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Antonio Bruno Tridico e dirette dal Procuratore Capo Dario Granieri. Al termine della formalità di rito, i due, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Cosenza.

Falso allarme bomba nella serata di ieri sul treno interregionale Cosenza-Sapri. Alcuni viaggiatori hanno segnalato la presenza di un trolley abbandonato lasciato da due viaggiatori presumibilmente stranieri. Il convoglio è stato fatto fermare nella stazione di Scalea dove i carabinieri della locale Compagnia, guidati dal cap. Alberto Pinto, con le dovute precauzioni, hanno ispezionato il contenuto trovando solo vestiti. I viaggiatori sono stati quindi fatti risalire ed il treno è ripartito dopo un'ora

I militari della Guardia di Finanza di Cosenza hanno sequestrato oltre 500 mila prodotti pericolosi , e hanno denunciato un commerciante cinese. I finanzieri durante il controllo dell''attività commerciale, hanno trovato articoli di decorazione ed elettrici privi delle prescrizioni a tutela del consumatore. Il materiale era destinato principalmente ad una clientela giovane.
   

Questa mattina all''interno del Palazzo di Giustizia di Cosenza, un pensionato 78enne, padre di due avvocati, nel corso di un’udienza, a cui era stato chiamato a testimoniare, è stato colto da un malore improvviso. Un infarto, rivelatosi fatale. I sanitari del 118 intervenuti sul posto, purtroppo non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Sgomento tra i colleghi dei figli dell’uomo, gli avvocati Mario e Fernanda Mascara, i quali sembrerebbe fossero presenti in Tribunale al momento del decesso del padre.

Sindaci della Locride e dell’Aspromonte sul piede di guerra contro Sky, ‘rea’ di mandare in onda a rotazione il film “Anime nere”, diretto da Francesco Munzi. La pellicola, ambientata tra l’Aspromonte e Milano, ripercorre la storia di un narcotrafficante ucciso da un clan rivale. La sua morte innescherà una serie di altri omicidi che si concluderanno con l’assassinio di un fratello per mano dell’altro. Il film, tratto dal libro omonimo di Gioacchino Criaco, ha provocato la reazione dei sindaci, che non escludono un’azione legale per tutelare l’immagine della regione. “Questo film da un’immagine terribile delle nostre terre e corrobora i peggiori pregiudizi sulla Calabria, come terra mafiosa e legata a regole arcaiche. Già l’abbiamo sopportato nei cinema, ma ora vederlo entrare in tutte le case con la potenza della tv ci preoccupa e ci amareggia”. Non usa mezzi termini il primo cittadino di Locri, Giovanni Calabrese, intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio. “Ci ha reso un pessimo servizio al cinema e ora anche sul piccolo schermo. Descrive una situazione irreale che forse esiste in un qualche sparuto centro dell’aspromontano e delegittima l’intera popolazione. E’ fuori dalla realtà. Attenzione, non sto dicendo che non esista la ’Ndrangheta – puntualizza il sindaco Calabrese – c’è e ha interessi precisi ma noi la combattiamo ogni giorno coi fatti e con l’impegno degli amministratori. E’ solo una minima parte della società che ha danneggiato tutti quanti. I calabresi devono ribellarsi a questa descrizione. Non escludiamo nulla, neanche azioni legali contro chi infanga la Calabria”.

Critico anche il sindaco di Staiti Antonio Domenico Principato, intervenuto anche lui a KlausCondicio, il quale dichiara: “Quel film non mi è piaciuto per l’immagine che dà della Calabria e non mi piace che Sky, una tv autorevole e con mezzi potentissimi, lo riproponga. Stiamo cercando di reagire a una crisi economica che ci sta annientando in tutti i modi, unendoci fra sindaci proprio per uscire da quella immagine che può dare questo film. I mafiosi sono una sparuta minoranza, i calabresi sono laboriosi e impegnati. A volte ho pensato che allo Stato vada bene mantenere questa situazione – prosegue Principato – lo dico da uomo di Stato. Vorrei anche ricordare a Sky che i pastori non sono quelli descritti nel film, che tengono le capre allo stato brado, ma lavorano anche con tecnologie avanzate”. In merito all’ipotesi della diffida legale, il sindaco dice “non ne abbiamo parlato ma può essere. Sono tanti anni che faccio il sindaco ma non ho mai subito attentati intimidatori”. Su “Anime Nere” è intervenuto anche Giuseppe Strangio, sindaco di Sant’Agata del Bianco e Presidente dell’Associazione dei Comuni della Locride: “Un film che lascia sgomenti per la durezza delle immagini e l’idea della ferocia della criminalità di questi protagonisti. Andare in giro e sentirsi etichettati come calabresi trafficanti di droga mafiosi non è bello. Noi cerchiamo di portare avanti un discorso di legalità e di trasparenza – prosegue Strangio – sarebbe opportuno che Sky mandasse anche altri messaggi magari coinvolgendo le scuole. Il rischio è che si cada nel banale, riducendo la Calabria a solo quello. Però un film così può avere anche una funzione sociale di denuncia, questo bisogna ammetterlo”.


Ieri in serata erano scattate le ricerche per trovare il 17enne scomparso nel primo pomeriggio. Il giovane era uscito intorno alle 15, per andare a funghi, nel bosco nella zona di Pietrafitta (CS)e non aveva più fatto ritorno. Allertati Corpo forestale dello Stato, carabinieri, del Soccorso alpino, Soccorso alpino della Guardia di finanza e Vigili del fuoco, dopo alcune ore il tragico ritrovamento del corpo senza vita del ragazzo, trovato impiccato ad un albero. Purtroppo i soccorsi non hanno potuto far altre che constatare il decesso. Sconosciuti i motivi che hanno condotto il minorenne al tragico gesto.

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