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Aggiornato ilSab, 16 Nov 2019 9am

Otto misure cautelari personali e sequestri per 2,5 di beni a carico di 27 indagati sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di altrettanti consiglieri regionali della nona consiliatura della Regione Calabria. L’operazione Erga Omnes ha portato all’esecuzione, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, di tre arresti ai domiciliari e cinque ordinanze di divieto di dimora nei confronti di altrettanti consiglieri regionali.

Tra i destinatari delle misure cautelari personali ci sarebbe anche l'attuale assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria Antonino De Gaetano che sarebbe finito ai domiciliari. Ai domiciliari anche l'ex assessore Luigi Fedele, richiesta anche l'applicazione della misura cautelare per il senatore Bilardi.

NOMI DEGLI ARRESTATI

In particolare le indagini, effettuate anche a mezzo intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, hanno consentito di individuare diverse discrasie tra le movimentazioni e i saldi in conto corrente dei Gruppi consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012 e quanto documentato mediante le presentazioni del rendiconto annuale, celando il corretto impiego istituzionale per cui i fondi pubblici erano stati destinati.

In alcuni casi è stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese al fine di ottenere dall’ente regionale un doppio rimborso. I consiglieri devono rispondere dei reati di peculato e falso. I dettagli dell’operazione, ed i nomi delle persone coinvolte, saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30, al Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore capo Federico Cafiero de Raho.

Zmedia e Terra di Mezzo, hanno più volte trattato il tema del "male incurabile", che in termini tecnici scientifici viene chiamato Tumore. Nella nostra Calabria e nella Piana, ci si è resi conto che la mortalità causa cancro è aumentata in maniera notevole. Diverse associazioni sono nate per far fronte a questo problema, che sta dimezzando la popolazione, sensibilizzando, informando e "tentando" di prendere provvedimenti. La piana, la calabria, vittime, di una ecatombe che sembra impossibile arrestare. La cara Calabria terra dipinta dai mille colori di colline, prati e montagne, dal blu del mare che la abbraccia, sembra essere diventata la nuova “Terra dei Fuochi”. Purtroppo nel corso degli anni diverse indagini hanno dato conferma di quanto già sospettato riguardo a dei "presunti business" di rifiuti tossici. Stando agli ultimi dati pubblicati sembra che "Nella sola Calabria siano ad oggi 80.300 le persone vive dopo una diagnosi di tumore; la forma tumorale più diffusa nella Regione è il tumore alla mammella, con oltre 1.800 casi stimati nel 2014, insieme al tumore del colon-retto, che ha colpito circa 1.700 persone. Nel nostro Paese, spiegano gli esperti, permangono ancora troppe differenze nella qualità dell’assistenza che alimentano il drammatico fenomeno della migrazione sanitaria". Situazione diversa invece sembra essere quella al nord, dove si registra una diminuzione dei tassi di mortalità superiore a quelle delle Regioni meridionali. Nonostante ciò però si parla di una vera e propria emergenza TUMORI in Italia, con dati che parlano di mille nuove diagnosi al giorno, e tre milioni di pazienti o ex pazienti. Salute Donna onlus e altre undici Associazioni di pazienti oncologici presentano oggi un Documento programmatico con sei proposte operative da mettere in atto al più presto. Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna onlus, dichiara: “Abbiamo deciso che era arrivato il momento di intervenire sulle inaccettabili disuguaglianze”.

"Introdurre indicatori per misurare la qualità delle prestazioni, mettere in rete e collegare le strutture piccole e medie con i Centri di riferimento regionali, creare percorsi strutturati di diagnosi e cura, accelerare e uniformare l’accesso ai farmaci innovativi; far valutare tutto questo da una Authority di controllo. Sono queste le azioni chiave da promuovere per le Associazioni, che chiedono inoltre di intervenire sui fattori di rischio ambientale. Dopo la presentazione del Documento programmatico, Salute Donna onlus e le altre Associazioni sostenitrici avvieranno una serie d’incontri con i rappresentanti delle Regioni per misurare l’impatto e la praticabilità delle loro proposte"

E’ da poco uscito il libro Guerra d’amore, scritto da Maria Teresa Cipri, pubblicato dalla casa editrice Thoth Edizioni di  Capo Vaticano (Vibo Valentia).

Il protagonista del romanzo è Salvatore, un ragazzino dal temperamento vivace e con tanta voglia di apprendere e studiare, nato nella Calabria più povera dei primi del ‘900. Ha l’arte nel sangue e malgrado la mancanza di mezzi della sua famiglia e la scuola lontana più di 30 chilometri dal paese natale (Rosarno),riesce a frequentare il liceo con profitto e diventare professore di disegno. Uomo mite e pacifico, cultore della bellezza e della poesia, cristallizzato in un mondo tutto suo dove ogni cosa è disegno, armonia e studio, fatalmente in balìa del fato avverso - vera causa del suo soffrire - ha l’intera esistenza segnata dalla guerra che così tanto ripudia.

Dante e Michelangelo, geni immortali e involontari testimoni della storia di Salvatore, dei suoi libri e della sua famiglia, accompagneranno il lettore in un percorso di vita che, toccando parecchi accadimenti dell’altro secolo, intercalando il dialetto calabrese alla lingua italiana, scoprendo Firenze, Venezia e Roma a partire dagli anni della seconda guerra mondiale, lo condurranno in luoghi, situazioni, personaggi e abitudini che ci faranno ricordare con tenerezza come eravamo.

L’autrice del libro, Maria Teresa Cipri, è nata a Roma nel 1955 da genitori calabresi. Lavora presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con precedenti collaborazioni presso la Camera dei Deputati e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha coltivato nel tempo in qualità di autodidatta una particolare passione per la letteratura, la scrittura e la storia dell’arte. E’ lettrice instancabile di saggi, romanzi storici e testi antichi.

Ha già pubblicato due romanzi (La rosa dei sensi – Jouvence e L’eredità di Antonio – Giulio Perrone Editore). I suoi racconti sono presenti in varie antologie tra le quali “Tra i vicoli di Roma” e “La donna vista da lei, vista da lui” – Perrone Editore; “La voce delle donne” – Edizioni Fiori di campo – collana il trifoglio rosso” Oltre a svariate segnalazioni e menzioni è vincitrice – per la narrativa - di importanti concorsi e premi letterari italiani tra i quali: 2° premio nella XV Edizione del Premio Internazionale di Letteratura “GIORGIO LA PIRA” di Pistoia; 2° Premio “Firenze capitale d’Europa”; 1° Premio per la narrativa edita dell’Edizione.

“Siamo onorati di pubblicare un libro così bello, opera di una scrittrice di un certo livello, con la quale si è sviluppata una collaborazione fattiva"  ha commentato Mario Vallone, responsabile della Thoth edizioni.

 Il volume, ha aggiunto Vallone - arricchisce il nostro catalogo e ci permetterà di continuare a crescere e a farci conoscere .”

"Un libro pensato e scritto con amore, intessuto di storia, arte, cultura e bellezza. Un rapporto padre-figlia che va oltre il tempo e ha come sfondo l’affresco di una Calabria che non c’è più. Ho affidato con fiducia il mio romanzo ad una Casa Editrice seria, competente e soprattutto libera come la Thoth, in grado – per questo – di poter scegliere e pubblicare testi nei quali credere" ha commentato Maria Teresa Cipri, autrice del romanzo.

Padre Fedele Bisceglia, il religioso, ex frate, accusato di violenza sessuale nei confronti di una suora, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Catanzaro, perché il fatto non sussiste. L’ex frate, arrestato nel 2006, è stato accusato di avere violentato una suora all'interno dell'Oasi Francescana di Cosenza, la struttura creata da lui stesso, che ospita persone in difficoltà. Nell'udienza del 9 giugno scorso, il sostituto procuratore generale aveva chiesto la condanna dell'ex frate a 9 anni e due mesi di reclusione. Nella prima sentenza d'appello, poi annullata dalla Cassazione, padre Fedele era stato condannato a nove anni e tre mesi. ll segretario di padre Fedele, Antonio Gaudio è stato invece condannato dalla Corte a tre anni e quattro mesi di reclusione per un solo capo d’imputazione (la precedente condanna era di sei anni e quattro mesi).




Due scosse di terremoto di magnitudo(Ml) 2.2  sono state avvertite alle ore 06:38:17 e alle 08:38 italiane di questa mattina 09/Mag/2015. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Costa calabra occidentale. Un'altra scossa si è verificata circa 15 minuti fa intorno alle ore 10:20, avvertita anche a Rosarno e nella Piana. Seguono aggiornamenti.

L'alta incidenza delle malattie tumorali, registrata in alcune aree delle cinque province calabresi, pone da tempo agli abitanti enormi interrogativi sulla natura di tali patologie, la cui causa viene spesso connessa a condizioni ambientali di illecita contaminazione.

Ipotesi considerata anche da studiosi del settore oncologico tanto da evidenziarla in alcune analisi nazionali nella quale, pur presentando il Sud livelli di incidenza sensibilmente più bassi rispetto al Nord, viene registrata una controtendenza legata ad alcune forme tumorali su cui non si escludono nuove possibilità di studio legate alla scoperta di discariche abusive di rifiuti tossici nelle aree interessate.

Risulta, quindi, assolutamente necessario programmare, anche in Calabria, un percorso di ricognizione generale che ci permetta di avere un quadro chiaro e preciso dell'intera situazione dei territori regionali e, conseguentemente, di agire nel miglior modo possibile a tutela della salute dei cittadini. A tal proposito, la proposta del collega consigliere Domenico Bevacqua di istituire una Commissione regionale d'inchiesta sull'aumento dei tumori, vale certamente il pieno sostegno dell'intero gruppo del Partito Democratico. Mi attiverò fin d'ora affinchè anche gli altri gruppi della maggioranza consiliare possano recepire la relativa proposta di legge regionale, accelerando al massimo l'iter procedurale.

Ritengo si debba, inoltre, procedere in parallelo con la istituzione di un Registro Tumori regionale, importante strumento per il monitoraggio delle patologie oncologiche, e di un Piano Regionale della Prevenzione. Due strumenti che, insieme, possono fornire alla sanità pubblica calabrese le linee guida per le politiche a tutela della salute in ambito oncologico e un monitoraggio delle stesse sulle attività di prevenzione, diagnosi precoce e cura.

Un uomo e una donna, rispettivamente di 27 e 41 anni, entrambi residenti nel Vicentino, sono stati fermati dai Carabinieri di Treviso e condotti in carcere perché fortemente indiziati dell’omicidio di Aldo Gualtieri, 40 anni, originario di Lamezia Terme. Il corpo dell'uomo è stato rinvenuto carabonizzato giovedì a Possagno in provincia di Treviso. L'arma con cui è stato ucciso il 40enne potrebbe essere un coltello ,recuperato vicino al luogo del ritrovamento del cadavere prima che il suo corpo venisse trovato semicarbonizzato. Bisognerà attendere l'esito dell'autopsia. L'uomo, originario di Lamezia Terme, viveva da anni in Veneto. Sono stati fermati, quindi la moglie Lucia Lo Gatto, originaria di Lamezia Terme, e il giovane con cui aveva una relazione, Manuel Palazzo.

Articolo estratto dal secondo numero di Terra di Mezzo, il mensile cartaceo di Zmedia. Maggio 2014

Morire di sanità. Succede spesso in Calabria, succede soprattutto in una terra che patisce la mancanza di punti qualificati di assistenza medico-sanitaria. A Rosarno il rosario delle morti per presunta malasanità si arricchisce di un altro tragico grano. La rabbia è tanta, così come il dolore e l’indignazione per una nuova durissima e presunta storia di ordinaria follia sanitaria.  La vittima si chiamava Maria Cannatà, poco più che cinquantenne, e la triste e inaccettabile storia la racconta la sua figlia Antonella.

E’ maggio, primavera , come ogni anno ricorre la festa della mamma e indipendentemente dall’età, in questo giorno ci si sente tutti un po’ piccoli, perché la mamma si sa’ , tiene la mano dei suoi bambini per un tratto di strada , ma i loro cuori per sempre.

C’è chi però una mamma  l’ha persa  nemmeno un mese fa  ed ancora si chiede  perché, invocando che sia fatta giustizia . Antonella  neppure un mese fa si è ritrovata senza il sorriso della sua mamma. Nella settimana precedente la  Pasqua  ha accompagnato sua madre  Maria, presso il vicino Ospedale di Polistena , dove è stata poi ricoverata. Una figlia che si affida alle istituzioni sanitarie sperando che come sarebbe normale, sua madre possa essere aiutata. Qualcosa però non è andata decisamente nel verso giusto.

 Antonella grazie per aver accettato di parlare con noi, nonostante il dolore  lancinante, puoi raccontarci in breve cosa è accaduto?

 Mia madre è stata ricoverata presso l’Ospedale di Polistena il 16 aprile .All’inizio, secondo consiglio dei medici, i  nostri contatti erano solamente  telefonici ma, dopo qualche giorno mi sono recata nel reparto a farle visita ed ho subito  notato  che era successo qualcosa. Mamma  infatti presentava visibili “segni di percosse” sul corpo, per cui mi sono rivolta a “ chi di competenza” chiedendo informazioni e delucidazioni. Mi è stato detto di non preoccuparmi , che il tutto era dovuto ad una caduta accidentale e di tornare a casa. Io da ragazza normale e forse un po’ ingenua ho creduto a quelle parole.

Dopo qualche giorno però la situazione è peggiorata…..

In effetti  è così. Recandoci nuovamente presso il reparto inizialmente ci siamo visti inizialmente negare la possibilità  di poterle fare visita ,sempre con la motivazione che sarebbe stato meglio così per il bene mia madre, ma quando siamo tornati  dopo qualche giorno, l’ abbiamo trovata visibilmente  “trasformata” e “scossa” , segnata sia fisicamente che moralmente. Questa volta addirittura stava peggio del giorno in cui la vidi per la prima volta. Preferisco  non entrare nei dettagli perché per me è una ferita aperta che brucia ancora tanto.

Rispettiamo la tua scelta, puoi dirci solo quando è avvenuto il “tracollo”?

Dopo Pasqua abbiamo trovato mamma ricoverata presso un altro reparto rispetto a quello in cui era stata condotta al momento del ricovero  , e la situazione era decisamente peggiorata  al punto che urgeva un immediato trasporto con tanto di elisoccorso presso l’Ospedale di Reggio Calabria, dove mia madre è stata operata ed è morta inspiegabilmente il giorno dopo.  Ed io ancora non riesco a capire perché, visto che mia madre era stata ricoverata per problemi che di certo non presagivano la morte….

Antonella non accusa nessuno, Antonella chiede solo che venga fatta chiarezza su una vicenda dai tanti lati oscuri. Non ci sono certezze , a parte quella che una donna di 52 anni , è morta senza una spiegazione ancora chiara, lasciando nello sconforto e nel dolore due figli e un marito che non riescono ad accettare una morte così illogica . La famiglia attende il corso delle indagini e spera che venga fatta giustizia, affinchèsi possano e debbano  evitare altre “insensate” morti come quella della signora Maria, che è andata via prematuramente e che non potrà più far sorridere la sua famiglia con quel sorriso che solo una mamma può avere.

Giada Zurzolo

 

Terremoto Reggio Calabria

Pubblicato in PROVINCIA CRONACA
09 Aprile 2015

Un sisma di magnitudo 2 della Scala Richter si è verificato nel distretto sismico della costa calabra meridionale e in particolare in provincia di Reggio Calabria. La scossa è avvenuta alle 12.38 e il terremoto ha avuto una profondità di quasi 11 chilometri. Tra i comuni colpiti nel raggio di 10 km dall'epicentro troviamo Africo (RC), Bianco (RC) e Bovalino (RC). Più lontani ma comunque interessati dalla scossa i comuni nel raggio di 20 km dall'epicentro: Antonimina (RC), Ardore (RC), Benestare (RC), Brancaleone (RC), Bruzzano Zeffirio (RC), Caraffa del Bianco (RC), Careri (RC), Casignana (RC), Ciminà (RC), Ferruzzano (RC), Gerace (RC), Locri (RC), Portigliola (RC), Samo (RC), San Luca (RC), Sant'Agata Del Bianco (RC), Sant'Ilario dello Ionio (RC) e Staiti (RC).

Il 20 Maggio 2012, è una data che in molti, soprattutto gli abitanti dell’Emilia Romagna ricorderanno sempre. Il giorno del catastrofico terremoto avvertito dai sismografi di tutta Italia, e dalla popolazione in Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna. Il sisma provocò morti , e circa 50 feriti, 5000 sfollati e ingenti danni al patrimonio culturale a causa dei molti crolli di palazzi e monumenti, aziende agricole e fabbriche che ebbero la peggio, perché il terremoto d’Emilia fu soprattutto il terremoto delle fabbriche e le vittime furono soprattutto operai. Gli stessi partiti dal sud,  dall’estero o dalla stessa provincia con un groppone carico di speranze, arrivati in Emilia per lavorare, per riuscire a vivere. Purtroppo molti persero la vita seppelliti vivi dalle macerie di capannoni, industrie, fabbriche. Loro, nel terremoto d’Emilia,” hanno pagato il prezzo più alto” come ci spiega Walter Cordopatri attore Calabrese, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, che insieme a Stefano Muroni suo collega, partendo da questa vicenda ha deciso di farne un film: “ Terremotati, la notte non fa più paura”. Dopo vari progetti insieme portati a buon fine con ottimi risultati, la coppia-Cordopatri-Muroni ci riprova questa volta con qualcosa di più importante e impegnativo, il primo vero film. Come ci racconta Walter stesso:  “L’idea di base era quella di fare un cortometraggio, però pian piano ci siamo resi conto che quello che avevamo in mente era qualcosa di più grande che non poteva essere realizzato in un tot di minuti e nonostante il progetto di base e le idee fossero ben visti da molti, è stato parecchio difficoltoso  trovare i finanziamenti e i fondi necessari per la realizzazione di quello che poi è divenuto un lungometraggio”. Un po’ scoraggiata la coppia non smette di crederci , Stefano imperterrito non si perde d’animo e continua  a girare di sede in sede ad interpellare enti e privati, ricevendo tanti no. E’ stata un’ insegnante Ferrarese Maria Rita Storti, che ha in un certo senso iniziato a far credere loro ancora di più nel progetto, co-finanziando il film con una notevole somma, oltre ai fondi dell’imprenditore Vittorio Gambale , che sin da subito ha  sposato l’idea di “Terremotati”  , del comune di Ferrara della Provincia, e della cifra ricevuta attraverso una campagna di crownfunding  film è stato quindi realizzato con un budget molto  ridotto, ben al di sotto delle produzioni low budget. “Terremotati” verrà  presentato in anteprima il 29 aprile all’Istituto italiano di cultura di Bruxelles  “una notizia che ci ha reso felicissimi” dichiara Walter, “andremo a rappresentare la cultura italiana, io personalmente avrò l’onore di rappresentare la mia terra a Bruxelles ". La notte non fa più paura", racconta una storia di amore, amicizia e speranza tra le macerie del sisma. ”Sono storie di insicurezza quotidiana, di "terremotati" sociali che si trovano a fare i conti con una crisi economica insistente e con la tragedia naturale che ha sconvolto un'intera regione e non solo.” Grazie alla nostra squadra formata da me, Marco Cassini il regista alla sua prima opera, Stefano Muroni, Samuele Govoni addetto ufficio stampa, e la produttrice esecutiva Ilaria Battistella, oltre ovviamente al gruppo di ragazzi attori professionisti provenienti dalle migliori scuole e al prestigioso Giorgio Colangeli vincitore del David di Donatello 2007 come miglior attore non protagonista,  abbiamo trasformato un sogno in realtà.  “E’stata e continua ad essere un’esperienza fantastica, io Marco e Stefano nel momento in cui ci siamo resi conto che i nostri desideri si stavano realizzando concretamente, abbiamo dato il via alla stesura della sceneggiatura, e nonostante non ci fossimo mai cimentati in questo, siamo riusciti a concludere il tutto.” Nel film Walter interpreta proprio un Calabrese che viene dalla Piana, un paesino vicino Gioia Tauro, Giulio un giovane padre che si trasferisce in Emilia a Mirabello, insieme alla moglie e la figlioletta, e tra mille difficoltà riesce a trovare lavoro in una fabbrica. Grazie all’amicizia dei suoi colleghi che lo fanno sentire a suo agio, riesce ad inserirsi nella vita Ferrarese e mettersi in gioco, ritrovando la tranquillità. Un film basato sui molteplici aspetti che si celano dietro il lavoro nelle fabbriche, un film che parla di speranze, desideri, amicizie ma anche di integrazione e purtroppo di sogni distrutti e vite spezzate. Incentrato maggiormente sulla vita, sul mondo degli operai, sul lavoro che svolgono, e sulle speranze di giovani lavoratori che ancora oggi si mettono in gioco pur di riuscire a sopravvivere in momenti di crisi, ragazzi che lasciano le proprie terre in cerca di orizzonti nuovi e sicuramente migliori. In attesa che il film sia distribuito facciamo un grosso in bocca al lupo a Walter per essere riuscito a portare un pezzo di Calabria anche in un grande progetto cinematografico.

Giada Zurzolo

 

 

 

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