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Aggiornato ilSab, 16 Nov 2019 9am

Tragedia a Caulonia, dove  un uomo di 36 anni C. C. , si è suicidato, lasciandosi annegare nelle acque del mare. Si è legato una corda al collo alla quale avrebbe attaccato una piastra metalicca utilizzata per il fissaggio delle traversine delle linee ferrate, dopodichè sarebbe entrato in mare e lì si sarebbe lasciato annegare. A dare l'allarme il padre che, preoccupato per non averlo visto tornare, immaginando avesse preso il surf, era andato a cercarlo , facendo così la tragica scoperta. Il corpo del figlio galleggiava nelle acque a testa in giù. Da quanto appreso il ragazzo vent'anni prima ,aveva perso il fratello a causa sempre di un suicidio, e da allora era entrato in uno stato di grave depressione. Sembra che il ragazzo prima di compiere l'insano gesto abbia scritto una sorta di lettera/testamento. Sul posto, oltre al Capitano dei Carabinieri Marco Comparato e, agli agenti della Polizia di Stato di Siderno, sono intervenuti anche gli uomini della Capitaneria di Porto, che hanno provveduto alla rimozione del corpo.

corda al collo alla quale avrebbe attaccatoal col
corda al collo alla quale avrebbe attaccato

Tromba d'aria in Calabria

Pubblicato in CALABRIA
01 Settembre 2014

Forte maltempo anche al Sud. A Diamante, sul litorale tirrenico Cosentino, qualche ora fa infatti si è abbattuta una spettacolare tromba d'aria, documentata dalle persone sul posto in quel momento.Tanta paura per i presenti, che però non hanno rinunciato a riprendere la scena con il proprio telefonino. Come possiamo vedere dalle immagini il vortice d'aria sembra sia partito dall'acqua, in mare, per poi continuare il suo percorso verso le montagne. Al momento non sono stati registrati danni a cose o persone. Previsti per i prossimi giorni temporali molto intensi e grandinate.

Reggio Calabria, 18 agosto 2014. Per la prima volta a Reggio Calabria lo spettacolo di lettura e musica live dei TrainDogs, racconti di un pendolare tra prosa e poesia incastonati in un format di undici righe meno qualcosa. Storie di uomini e di donne che da Facebook hanno preso corpo nella vita reale sotto forma di spettacolo itinerante per mano di Fabio Palombo, pendolare della tratta Saronno-Milano che nel 2010 ha iniziato a raccontare sul celebre social network l’umanità in viaggio che popola il treno. Il reading musicale dal titolo “Verrà dal mare”, ventiduesima tappa del tour nazionale dei TrainDogs, si terrà mercoledì 20 agosto alle ore 21 al chiostro di San Giorgio al Corso. Verrà dal mare, che ha aperto il 14 agosto l’edizione “ridotta” del Roccella Jazz Festival, è proposto al pubblico reggino dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Lettura e interpretazione saranno dello stesso Palombo, mentre l’originale e suggestivo accompagnamento musicale sarà affidato alle percussioni di Francesco Surace, al clarinetto di Domenico Ammendola e alle corde etniche di Fulvio Cama.

 “Verrà dal mare” è anche il nome del tour che vede protagonisti i TrainDogs in Calabria nel mese di agosto: l’incontro del 20 segue quello del 14 agosto a Roccella Jonica e anticipa quello del 22 sulla terrazza panoramica del Popilia Country Resort di Maierato (VV). L’accompagnamento musicale, opera di tre musicisti reggini, vede fondersi suoni provenienti da strumenti dalle antiche e remote tradizioni, che difficilmente compaiono insieme sul palco: tamburo cajon e tamburi batà, clarinetto, chitarra, bouzouki e oud. “Tra tutti gli strumenti, i generi e i sound che hanno accompagnato i TrainDogs in questi 21 spettacoli – spiega Fabio Palombo - l’arrangiamento delle tre tappe Calabresi, con Surace, Ammendola e Cama, è senz’altro il più originale. Il mix di elementi etnici e classici genera vibrazioni uniche.”

 “Quello dei TrainDogs, racconti di vita, emozioni, pensieri, riflessioni, attimi vissuti e immortalati su Facebook, è un piccolo fenomeno letterario nato nel 2010 su Facebook - prosegue Palombo, nella vita direttore creativo di una nota agenzia pubblicitaria con sede a Milano - con l’intento di raccontare storie sospese nell’atmosfera del viaggio. Viaggio di cui oggi sono protagonisti gli stessi TrainDogs con gli spettacoli di racconti e musica dal vivo itineranti per l’Italia. Ad oggi, i reading musicali sono andati in scena a Milano, Roma, Napoli, Palermo, Bologna, Cagliari, Piacenza, Bergamo, Pavia, Saronno, Subiaco (RM), Manerba del Garda (BS), Orbetello e ogni spettacolo è unico: con i suoi brani, la sua musica, il suo pubblico e la sua storia.”

 Giunti oggi a 536 con circa 30.000 lettori al mese sul celebre social network, i TrainDogs sono i protagonisti insieme al loro pubblico di un viaggio dalla sfera virtuale alla vita reale. Utilizzati prima come ispirazione per cortometraggi o come oggetti artistici in mostra con le trasposizioni su tela, sono diventati uno spettacolo itinerante in tutta Italia in cui si fondono lettura, canto e musica. Ogni tappa ha visto protagonisti diversi: generi musicali, artisti, voci e strumenti. Nel 2013 sono approdati alla carta stampata con il libro “TrainDogs – Storie di uomini e di donne”, una raccolta dei 200 brani ritenuti più significativi dall’autore nata per dare corpo a un format letterario che non è mai appartenuto a un luogo fisico. Un piccolo fenomeno letterario unico nel suo genere, nato dal viaggio e diventato tale, per Fabio Palombo e per i suoi lettori.Un piccolo fenomeno letterario unico nel suo genere, nato dal viaggio e divenuto tale, per l’autore, Fabio Palombo, e per i suoi lettori.Un piccolo fenomeno letterario unico nel suo genere, nato dal viaggio e divenuto tale, per l’autore, Fabio Palombo, e per i suoi lettori.Un piccolo fenomeno letterario unico nel suo genere, nato dal viaggio e divenuto tale, per l’autore, Fabio Palombo, e per i suoi lettori.

Pagina Facebook del tour calabrese: https://www.facebook.com/events/610421305738675/?fref=ts

         Riceviamo e pubblichiamo

La Segreteria Regionale della Fiamma Tricolore non intende assistere oltre impotente a quella che si appalesa ormai chiaramente come la distruzione della Sanità pubblica nella nostra regione.  Certamente giusto e corretto è riorganizzare, soprattutto organicamente, un settore che è sempre stato il maggior serbatoio di clientela per politicanti senza scrupoli; altrettanto giusto e corretto era chiudere o riconvertire in strutture di primo intervento o Pronto soccorso ospedali che vedevano un maggior numero di dipendenti che di ammalati ricoverati in un anno; ma da noi, come al solito, si è passati da un eccesso all’altro.   

          I tagli alla sanità, effettuati spesso in maniera “lineare” e non in modo razionale e ponderato, hanno certamente accentuato i problemi della Sanità calabrese, e soprattutto quello dei malati: carenza di posti letto nelle strutture più specialistiche e specializzate; riforme e ristrutturazioni spesso peggiori dell’esistente; invadenza della politica con annesse carenze di professionalità soprattutto nei management; intestine lotte di campanile che ne minano ogni speranza di rilancio e che, soprattutto, minano la necessità dei calabresi di chiudere la stagione dei “viaggi della speranza”. 

          Oggi sono in crisi irreversibile strutture come, purtroppo solo a titolo di esempio non certamente esaustivo, la Fondazione Campanella, eccellenza conclamata soprattutto nel campo delle cure Oncologiche, che registrano nel solo 2012 un saldo di ben 49 milioni di €uro quali rimborsi della Regione Calabria alle strutture di  altre regioni, senza contare le maggiori spese sostenute dalle famiglie degli ammalati per accompagnare ed essere accanto ai congiunti in questo calvario tristemente noto come “viaggi della speranza”, da oggi destinati inevitabilmente ad aumentare ed anche di molto e di cui restano incalcolati i costi sociali ed umani.

           Ed ancora dobbiamo registrare file per la prenotazione di esami, anche riferiti a patologie gravi, lunghissime e spesso oltre i tempi di sviluppo della malattia o addirittura dell’aspettativa di vita; carenze di organico nel personale medico e paramedico che rischiano di inficiare il diritto costituzionale alla Salute; l’utilizzo del personale “residuo” in turni massacranti che ne minano anche la giusta concentrazione e la stessa

salute; Pronto Soccorsi dove attendere per ore, ci sono testimonianze che arrivano a 16/18, già inaccettabili per i codici bianchi, figuriamoci per casi più gravi; ricoveri in corridoio, in condizioni igieniche che definiamo precarie solo per amor di patria, che durano giorni ed anche in reparti con pazienti con patologie particolarmente bisognose di igiene e tranquillità; addirittura problemi che riguardano direttamente i reparti pediatrici, che quindi mettono in pericolo la salute dei nostri figli.

          Chiudere o ridurre i posti-letto in reparti che poi devono ricoverare gli ammalati sulle barelle nei corridoi; non approntare Pronto Soccorso in grado di smaltire in tempi “umanamente sopportabili” il flusso di pazienti; non prevedere la presenza continua di personale medico nelle Guardie Mediche; non permettere che i calabresi possano curarsi adeguatamente in Calabria è criminale, configurandosi in ciò un attentato alla integrità fisica di migliaia di persone ed un attentato alla stessa Costituzione Italiana, per come già espressoci, e quanti di questi reati si stanno macchiando andrebbero come criminali perseguiti, altro che essere rieletti o avere l’alibi di assurde imposizioni di questo “palazzo di ghiaccio”, dove agiscono i poteri europei, che detta ormai legge su ogni atto di una vita che non è più “nostra”.   

          Corre però l’obbligo di esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza, oltre che ai Calabresi costretti a combattere una impari lotta contro questo sistema assolutamente inumano, alle qualificate e professionali maestranze presenti in quei presidi di salute che si richiamavano sopra e che sono spesso loro stesse vittime di un sistema che certamente và riformato.

 

Portavoce Segreteria Regionale MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO-FIAMMA TRICOLORE

Natale GIAIMO

Riceviamo e pubblichiamo

La Calabria,  nella geografia  dello spazio,  è un nome che continua a girare sulle ali di un velivolo   con il messaggio di una  visione  di progresso infinito, mentre, di contro, nel nostro mondo spicciolo, esacerbato dalle situazioni di vita che colpiscono l’uomo comune,  tutto tace e,  quel silenzio, si trasforma in un fantasma che  emerge  dalle nebbie di una evanescente fantasia. Eppure, anche se sopra di noi il buio e il vuoto dello spazio cancellano ogni possibile  luce dalla mente, le stelle, quelle lucciole che ci hanno accompagnato nei giorni della fanciullezza facendoci fantasticare su mondi diversi, continuano a brillare, portandoci, ad una nuova scoperta del moderno collegato e legato alla nostra bistrattata Calabria, quasi a voler riproporre la creativa esistenza di uno spazio aperto alla costante  ricerca dei nostri tempi. Non vogliamo fare del lirismo poetico, perché non siamo dei poeti, intendiamo riferisci ad un atto materiale e pratico, infatti, come centro studi, ci riferiamo ad  un aereo; uno di quelli adibiti e prodotti per voli a lungo raggio capaci di percorrere il globo senza difficoltà. Parliamo, con un moto di riverenza,  di  uno dei dieci Boeing 777 – 200ER della flotta Alitalia, la versione migliorata del Boeing 777 standard già in servizio presso quasi tutte le compagnie aeree del mondo. L’aeromobile, dalla sigla EI-DDH,  ha il nome di battesimo di una delle nostre più belle e ricercate località marine, infatti, è stato targato “TROPEA”. Quello che ci deve riempire d’orgoglio e portarci ad una più approfondita riflessione,  è il dato d’essere l’unico aeromobile,  della flotta Alitalia, ad avere la livrea dell’alleanza skyteam, inserito in un pool di vettori formato dai colossi del settore, come Delta Air Lines, Air France, Klm Royal Dutch e Aeroflot. L’EI-DDH, pur essendo un velivolo italiano è stato immatricolato all’Estero,  battezzato Tropea  per portare continuamente in volo la centrale calabra del turismo. Tecnicamente ha una autonomia di 14.300 kilometri, una apertura alare di 61 metri per una lunghezza di 64 metri e per  una altezza di 18. Il suo peso a vuoto, ovvero senza bagagli, carburante e passeggeri, è di 138.100 kilogrammi, mentre a pieno,  registra un peso massimo al  decollo, di kilogrammi 297.550, indice perfettamente nelle norme, composto dal flusso del  carburante (serbatoi delle ali e centrale,per una superficie liquida di circa 171.200 litri) dai bagagli in stiva e dai passeggeri imbarcati. Un gigante dell’aria che nelle sue precedenti versioni poteva trasportare fino a 291 passeggeri, oggi, con le diverse modifiche, il “TROPEA” arriva a contenerne ben 293 (30 in magnifica – Business,24 in Classica plus-premiun economy e 239 in classica- economy). L’EI-DDH è entrato in servizio, con la compagnia di bandiera, il 30 giugno 2004 ed è sempre stato,  in giro per i cieli,  a percorrere lunghi spazi intorno al mondo. La riflessione che nasce da queste notizie è l’amara constatazione di quanto poco apprezziamo il prodotto di casa nostra, sul quale siamo solo capaci di contestarne le funzioni e protestare per le sue capacità e prestazioni, facendoci sedurre, a pagamento, dalle immagina di una esterofobia accesa, talmente radicata da non consentire una visione concreta della realtà. La politica delle promesse roboanti, dei rappresentanti nazionali,  regionali, provinciali e comunali, invece di languire e perdersi in mille inutili rivoli di contrasti e svanire nelle carte legali della giustizia, non hanno mai pensato di fare in modo che, questo colosso del volo, con il suo nome calabro, potesse muoversi anche nel nostro azzurro etere aperto a lanciare ogni iniziativa. La scelta, di creare aerei dalla titolazione Alitalia Calabria, è suggestiva, con il Tropea, capofila, si sono precorso i tempi aprendo un rapporto diverso per una costruttiva propaganda al turismo, unico bene utilizzabile, oggi, per questa nostra maltrattata  regione.

Gianfranco Turino

Responsabile centro Studi

L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, intervenendo alla cerimonia relativa all’avvio della formazione dei 29 “spin-off” individuati da “Calabriainnova” che si è svolta nella Fondazione “Terina” di Lamezia Terme, ha sottolineato che “nei prossimi due anni saranno oltre mille i giovani ricercatori laureati nelle nostre università che potranno contribuire allo sviluppo economico e al cambiamento sociale della Calabria. E in un anno triplicheremo il numero delle imprese innovative e raddoppieremo il numero di brevetti. Con gli investimenti regionali e nazionali orientati sulla ricerca, se ben utilizzati, potremo – ha proseguito l’Assessore Caligiuri – avviare un percorso di sviluppo strutturale e duraturo. Il settore della cultura, variamente declinato tra attività, scuola, università ricerca e beni culturali, rappresenta in questi ultimi anni sempre di più una componente significativa dell'economia regionale”. Nelle prossime settimane l’Assessore Caligiuri presenterà i risultati dei tre bandi promossi da “Calabriainnova” e riguardanti non solo gli spin-off universitari, la cui formazione è appena partita, ma anche le start-up dei giovani laureati e le attività di innovazione delle piccole e medie imprese.

Una storia che ha dell'incredibile, fatta di emozioni, di amore, l'amore quello vero che non conosce limiti, ma anche di tanta sofferenza. Sabrina e Domenico sono due ragazzi normali con tanti sogni e il desiderio di sugellare il loro amore. Cosi Sabrina nonostante la malattia di Domenico( leucemia) decide proprio in ospedale stesso, agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria martedi 11 marzo, di sposarlo nel giorno del suo compleanno.

Il matrimonio è avvenuto con un rito religioso; ma il loro patto è stato consegnato all’eternità, perché dopo poche ore Domenico ha spiccato il volo in cielo, lasciando nel dolore , nella disperazione, nello sgomento, la sua amata sposa che aveva deciso di fargli uno dei regalli più belli. Tanta disperazione, tristezza e rabbia è quello che soltanto si può immaginare difronte ad una tragedia , ma allo stesso tempo un meraviglioso atto d'amore compiuto da Sabrina. Purtroppo per questa giovane coppia la fine è coincisa con quello che invece avrebbe dovuto essere l'inizio.

La sorte, con le sue drammatiche coincidenze e ironie, riesce a disarmare e lascia senza parole.

Sono dati allarmanti quelli forniti dal Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che annunciando una visita in alcune carceri calabresi evidenzia le criticità e le problematiche del sistema carcerario. Per il sindacato autonono "La Calabria rimane per noi una regione di assoluta importanza e saremo nei prossimi giorni in alcune carceri regionali per esprimere la gratitudine del primo sindacato della Polizia penitenziaria, il Sappe, alle donne e agli uomini del Corpo che vi lavorano quotidianamente - afferma Capece, che sarà accompagnato nelle visite dal segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante e dal segretario nazionale Damiano Bellucci. Parliamo - prosegue - di una regione abbandonata dai vertici dell'Amministrazione penitenziaria e dal ministero della Giustizia, come dimostra il fatto che la Calabria non ha da anni un provveditore regionale nonostante sia terra ad alta densità mafiosa 'ndranghetista." Infine un dato che deve far riflettese "Al rilevamento del 31 gennaio scorso era emerso che i detenuti complessivamente presenti sono 2.706, 52 donne e 2.654 uomini: 1.361 gli imputati e 1.343 i condannati. A seguito della nostra visita redigeremo una relazione che sarà inviata proprio ai vertici penitenziari nazionali affinché pongano le criticità calabresi tra le priorità d'intervento"

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