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Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Ancora un’operazione di contrasto alla droga portata brillantemente al termine dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria.

Il blitz condotto dai militari all’interno di un’abitazione sita in Via Fiumarella della frazione di Pellaro, ha permesso di rinvenire un mini vivaio per la coltivazione della “cannabis indica” e la successiva produzione di marijuana da immettere sul mercato dello spaccio reggino.  

Nello specifico i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno rinvenuto:

-          nr. 16 piante di “cannabis indica” di media altezza, in fase di crescita sul balcone dell’abitazione;

-          svariati involucri contenenti complessivamente circa 470 grammi di “marijuana”;

-          euro 2.490,00 suddivisi in banconote di vario taglio;

-          materiale vario atto alla coltivazione e alla suddivisione in dosi della sostanza stupefacente (bilancino, grinder, semi vegetali).

A finire in manette sono stati due conviventi identificati in:

-          Canale Antonino, 52enne reggino, con precedenti;

-          Furfaro Aurelia, 40enne reggina, con precedenti,

i quali sono stati condotti presso la caserma della Stazione Carabinieri di Rione Modena, da dove, al termine delle formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la quale, nella mattinata di ieri, ha convalidato l’arresto operato dalla polizia giudiziaria ed ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana.

Prosegue senza soluzione di continuità l’efficace attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria che, un paio di notti orsono, ha permesso di addivenire ad un altro fondamentale successo nel contrasto dei reati contro il patrimonio commessi in città.

Nello specifico, verso le ore 04.00 di giovedì scorso, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, nel transitare in questa Via Sbarre Centrali, ha notato cinque giovani intenti a trasportare a braccia 2 biciclette tipo “Mountain-bike”, del valore di mercato pari ad euro 500 circa complessivi, asportate poco prima da un condominio limitrofo, previa rottura di un tubo pluviale in alluminio ivi installato, ove le stesse erano state legate dai legittimi proprietari con una catena e lucchetto.

Materialmente, i cinque ladri hanno provveduto a divellere il palo in alluminio bullonato al muro della struttura abitativa, sfilando di conseguenza le due biciclette, le quali sono rimaste però ancorate tra loro mediante la catena.

Alla luce di quanto accertato, i soggetti, tutti italiani di origine filippina, sono stati:

-          i tre maggiorenni, di età compresa tra i 18 e i 23 anni, dichiarati in stato di arresto e sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo;

-          i due fratelli minorenni – 16enne e 17enne - accompagnati presso la propria abitazione ed affidati ai genitori, e posti a disposizione delle Autorità Giudiziaria competenti, davanti la quale dovranno rispondere del reato di furto aggravato.

Nella mattinata del 26 giugno, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria, ha convalidato l’arresto eseguito dalla P.G., applicando nei confronti dei maggiorenni la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Recentemente, un’ inchiesta condotta a livello nazionale, ha evidenziato come, dai tempi della pellicola di De Sica, i “ladri di biciclette”, i furti sono passati da poche migliaia all’anno a circa 3.000 al mese. Pertanto, anche alla luce della citata infausta statistica, i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria proseguiranno con ancor maggiore attenzione nel contrasto del fenomeno.

Continua incessante l’azione di repressione, la vigilanza ed il controllo del territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nelle sue articolazioni territoriali della Compagnia di Melito Porto Salvo e Stazioni dipendenti, attuati anche nel corso di questa settimana.

Difatti, in data 16 giugno 2015, sono stati segnalati in stato di libertĂ  alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, le sottonotate persone, ritenute responsabili dei reati a fianco degli stessi indicati:

-        P. M. 33enne reggina, coniugata, disoccupata, perché circolava alla guida della propria autovettura sprovvista della relativa patente di guida, mai conseguita;

-        S. S. 48enne lauretino, celibe, disoccupato, poiché è stato controllato alla guida della sua autovettura  con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l;

-        C. M. 43enne lauretino, coniugato, bracciante agricolo, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 17 (diciassette) cm;

-        F. L. 76enne di Bagaladese, coniugato, pensionato e la moglie convivente L. D. classe 1955, casalinga, poiché si sono resi responsabili di invasione di terreni in concorso;

-        S. G. 16enne di Roghudese, celibe, studente, perché circolava alla guida di un ciclomotore sprovvisto della relativa patente di guida, mai conseguita;

-        R. D. 51enne di Bagaladese, divorziato, impiegato civile, per inosservanza dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria cui è sottoposto.

Invece, in data 17 giugno 2015, i Carabinieri della Stazione di Melito Porto Salvo, unitamente a quelli dell’Aliquota Radiomobile, hanno arrestato, in flagranza dei reati di lesioni e violenza privata aggravata, le sottoelencate persone:

-        M. M., 63enne di origini tunisine e residente a Reggio Calabria, coniugato, venditore ambulante;

-        M. S., 34enne reggino, celibe, venditore ambulante;

-        M. M. 36enne reggino, celibe, venditore ambulante.

Nello specifico, alle prime ore della mattinata, al culmine di una lite per l’occupazione degli stalli del locale mercato rionale, i prefati hanno aggredito R.M., 43enne di origini marocchine e residente a Reggio Calabria, anch’egli venditore ambulante, procurandogli una “cervicalgia post-traumatica” giudicata guaribile in gg.07 (sette) dai sanitari del Pronto Soccorso di Melito Porto Salvo. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la traduzione dei prevenuti agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo previsto per il 18 giugno 2015.

In data 18 giugno, inoltre, i Carabinieri della Stazione di Condofuri San Carlo hanno arrestato, in flagranza del reato di furto aggravato continuato, M. G., 83enne condofurese, coniugato, titolare di una ditta di calcestruzzi. Nel dettaglio, gli operanti hanno accertato che il prefato aveva abilmente bypassato il misuratore di energia elettrica E.N.E.L. installato presso la citata impresa, alimentandone abusivamente l’impianto di estrazione di inerti. Anche in questo caso, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la traduzione del prefato agli arresti domiciliari in attesa giudizio direttissimo previsto per il 19 giugno.

La costante attivitĂ  di controllo del territorio assicurata quotidianamente dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria ha permesso di addivenire ad un altro fondamentale successo nel contrasto dei reati contro il patrimonio commessi in cittĂ .

Nello specifico, verso le ore 10.30 dello scorso 11 giugno, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, nel transitare in questa Via Cardinale Portanova, notava tre giovani a piedi di fronte all’ingresso di un Tabacchi, i quali, al passaggio dell’autoradio, tentavano di nascondersi dietro altri mezzi. In virtù dell’atteggiamento sospetto dei tre, i militari arrestavano immediatamente la marcia e, scesi dalla vettura, decidevano di sottoporli ad un più approfondito controllo, mediante una perquisizione sul posto, a seguito della quale rinvenivano nr. 2 pistole cal. 9, a salve e prive di tappo rosso indossate alla cinta da due di loro, nonché nr. 3 passamontagna. Dalla successiva visione delle immagini del sistema di videosorveglianza dell’attività commerciale, era possibile altresì constatare che, un paio di ore prima, gli stessi tre soggetti avevano effettuato un sopralluogo presso l’esercizio in parola, risultato poi “prescelto” come obiettivo per compiere una rapina a mano armata.

Alla luce di quanto accertato, i tre soggetti, identificati in:

-          Manni Giuseppe, 22enne, incensurato;

-          Manni Federico Luigi, 22enne, con precedenti di polizia per droga, cugino predetto Giuseppe,

-          Consiglio Michele, 18enne, incensurato,  

tutti residenti a Rosarno, venivano dichiarati in stato di arresto per il reato di tentata rapina a mano armata e sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.  Nella mattinata del 13 giugno, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria, convalidava l’arresto eseguito dalla P.G., confermando la misura degli arresti domiciliari per i tre giovani rapinatori, per i quali è stata già avanzata proposta per l’adozione della misura di prevenzione del “Foglio di Via Obbligatorio” dal Comune di Reggio Calabria.

Al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e condotte dai Carabinieri della Stazione di Ortì, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di:

-          TELLI Guglielmo, 34enne reggino;

-          PETKOV Radko, 60enne bulgaro;

-          CHIRIATTI Raffaele Domenico, 50enne reggino.

I primi due sono ritenuti responsabili dei reati di ricettazione, detenzione di arma clandestina e detenzione illegale di armi comuni di sparo e di munizioni. Il Chiriatti invece è accusato del reato di cessione di armi comuni da sparo ai predetti.

Nello specifico, i Carabinieri della Stazione di Ortì, nel corso di una perquisizione presso un casolare sito in località Limbone, rinvenivano, occultate all’interno di un locale adibito a garage, riposte in un armadietto, le seguenti armi:

-          un fucile marca BERETTA A1-390 MALLARD cal. 12 avente matricola punzonata e pertanto clandestina;

-          un fucile marca BREDA, matricolato;

-          un fucile marca LUIGI FRANCHI cal. 12, matricolato;

-          un fucile marca MR, matricolato;

-          un fucile marca BREDA, matricolato;

-          un fucile marca REACTING GUN, matricolato;

-          una pistola marca FRANCHI-LLAMA cal. 7,65, matricolato;

-          un fucile marca BERETTA, modello ONYX PRO, matricolato;

-          nr. 13 munizioni cal. 9 e nr. 43 cartucce cal. 12.

Dai successivi accertamenti sviluppati, venivano accuratamente delineate le varie figure implicate nell’occultamento:

-          il TELLI, quale effettivo “proprietario” delle suddette armi e delle munizioni, successivamente affidate al Petkov per la custodia;   

-          il PETKOV, quale custode del bestiame - presente nei dintorni del casolare - ingaggiato dal Telli e trovato in possesso delle chiavi necessarie all’apertura di tutti i locali ove i Carabinieri rinvenivano l’armamento;

-          il CHIRIATTI, quale formale titolare delle 7 armi comuni da sparo matricolate rinvenute nel casolare, dallo stesso denunciate custodite nella sua abitazione presso gli uffici competenti e delle quali non aveva mai denunciato il furto e/o la cessione.

Infatti, nel corso del controllo effettuato nei giorni successivi al rinvenimento presso l’abitazione del Chiriatti, i Carabinieri della Stazione di Rione Modena non avevano rilevato alcun segno di effrazione sull’armadietto utilizzato per la custodia delle armi, circostanza avvalorante la diretta cognizione da parte del Chiriatti della volontaria cessione delle armi al Telli, soggetto con lui in contatto.

Le armi rinvenute e sequestrate nel corso dell’operazione sono state trasmesse al RIS di Messina per gli ulteriori approfondimenti tecnici, tesi a verificare il loro eventuale impiego in azioni criminose.

I tre, rintracciati all’alba dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria - supportati dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria – sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina: il Telli ed il Petkov associati presso la Casa Circondariale di RC-Arghillà, mentre il Chiriatti sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

 

 

 

Nel corso del controllo del territorio i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato un 27enne palerminato, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, in atto sottoposto alla detenzione domiciliare a Palermo per una rapina aggravata.

Nello specifico, i Carabinieri nel corso del controllo del territorio sorprendevano il detenuto in questo Viale Calabria, accertando che lo stesso si era allontanato dal capoluogo siciliano senza preventiva autorizzazione, pertanto in violazione delle prescrizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria.

Alla luce di ciò, lo stesso veniva tratto in arresto per il reato di evasione e sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre sita in questo Centro, in attesa del rito direttissimo.

Nella mattinata odierna, il reo veniva tradotto dinnanzi al G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria che convalidava l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria, confermando la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione di Reggio Calabria.

Ancora un arresto per droga effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria. Questa volta a finire in manette è stato SCRIVO Mario 22enne reggino, incensurato, il quale, nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, veniva trovato in possesso di circa 1 chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. Nel corso della perquisizione veniva altresì rinvenuto e sottoposto a sequestro una dose di cocaina, un bilancino di precisione e materiale vario atto alla coltivazione ed al confezionamento della sostanza stupefacente.

Dalla successive analisi quantitative e qualitative, il Laboratorio Analisi del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria appurava che, dalla sostanza sequestrata, sarebbe stato possibile ricavare oltre 1.400 dosi medie singole da immettere sulla piazza reggina dello spaccio.

Alla luce di quanto accertato, il “pusher” veniva immediatamente arrestato e condotto presso la caserma di Viale Calabria, per essere successivamente sottoposto agli arresti domiciliari. Nella mattinata di ieri il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria ha convalidato l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’attività antidroga proseguirà senza sosta per tutta la stagione estiva da parte dei militari della Compagnia di Reggio Calabria.

 

 

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato di Reggio Calabria che sta eseguendo una decina di ordinanze di custodia cautelare in carcere per furto, ricettazione ed estorsione nei confronti di soggetti di etnia rom stanziale in città. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, fa luce su lunga serie di episodi estorsivi legati al fenomeno del c.d. cavallo di ritorno. I nomi degli arrestati ed i particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Sala N. Calipari della Questura di Reggio Calabria alle ore 11.00.

La costante attivitĂ  di controllo del territorio condotta quotidianamente da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria ha permesso di addivenire ad un altro importante successo nel contrasto dei reati contro il patrimonio commessi in cittĂ , con particolare riferimento ai furti di ciclomotori.

Nello specifico, nella pomeriggio di mercoledì, le pattuglia dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile ha notato in Via Ciccarello, all’incrocio con la IV diramazione, a bordo di un ciclomotore Honda SH 300, un minorenne cl. 98, disoccupato, incensurato, il quale, alla vista dei militari, ha cambiato repentinamente direzione dandosi alla fuga, dopo aver buttato il motorino per terra.

Immediatamente, i militari si sono posti all’inseguimento del giovane, il quale è stato bloccato dopo qualche decina di metri, grazie alla fulminea azione della pattuglia e condotto presso la caserma di Viale Calabria.

I militari successivamente hanno accertato che il motociclo, di proprietà di una giovane reggina, era stato poco prima asportato all’interno di un condominio di Via Ciccarello, previa forzatura del sistema di allarme.

La refurtiva recuperata è stata immediatamente riconsegnata alla legittima proprietaria, mentre il minorenne è stato dichiarato in stato di arresto e sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Nella giornata di ieri, il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria ha convalidato l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria, confermando la custodia cautelare presso il proprio domicilio nei confronti del giovane.

Prosegue senza sosta la lotta alla droga ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria.

Questa volta a cadere  nella rete dei militari della Stazione di Rione Modena e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia  è stato CAMPOLO Daniele, 48enne reggino, il quale, a seguito di perquisizione domiciliare estesa successivamente ad un terreno a lui in uso,  è stato trovato in possesso di nr. 15 piante di “cannabis indica” dell’altezza variabile tra i 10 e i 40 cm, di cui parte già essiccata.

Alla luce di quanto accertato, il coltivatore di marijuana veniva arrestato e condotto presso la caserma di Viale Calabria, per essere successivamente accompagnato davanti al GIP del Tribunale di Reggio Calabria, il quale convalidava l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, disponendo la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. tre volte a settimana.

 

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