09042020Gio
Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Comunicato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria Direzione Distrettuale Antimafia. Nella mattinata odierna, a conclusione di articolate indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, personale della locale Squadra Mobile e del Commissariato P.S. di Palmi, ha eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti dei seguenti soggetti, esponenti ed affiliati alla cosca di ‘ndrangheta dei GALLICO, operante a Palmi (RC) ed altrove:

1. BARTUCCIO Rocco, nato in Oaxaca (Messico), il 04.08.1986, in atto detenuto;

2. BRUNETTA Rocco, nato a Palmi (RC), il 03.04.1977, in atto detenuto;

3. COSENTINO Antonino, nato a Palmi (RC), il 25.08.1961, in atto detenuto;

4. GALLICO Antonino, nato a Scilla (RC), il 18.10.1987 detenuto per altra causa;

5. NASSO Domenico, nato a Taurianova (RC), il 17.07.1983, detenuto per altra causa;

6. NASSO Ivan, nato a Taurianova (RC), il 30.11.1984 detenuto per altra causa;

7. RAO Loredana, nata a Taurianova (RC), il 27.09.1963.

nasso classe 1984 RAO_LOREDANA_27091963_1673_ITALIA Logo BRUNETTA_ROCCO_03041977_1493_ITALIA copia

                                                         gallico antonino classe 87  COSENTINO Antonino copia NASSO DOMENICO 17.07.83

Nello specifico, i primi quattro soggetti, già colpiti da decreto di fermo emesso dalla D.D.A ed eseguito (nei confronti dei primi tre) dagli stessi organismi investigativi in data 22 ottobre u.s., sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dall’art. 7 del D.L. 152 del 13.05.1991, ad eccezione di BRUNETTA Rocco, al quale viene contestato solo il reato di tentata estorsione aggravata dall’art. 7 della legge 203/91.

Con il medesimo provvedimento, il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere anche nei confronti dei restanti quattro soggetti, ritenuti responsabili rispettivamente il GALLICO Antonino ed il NASSO Domenico del reato di usura, aggravata dall’art. 7 della 203/91, ai danni di un rappresentante di prodotti alimentari, NASSO Domenico e NASSO Ivan del reato di estorsione aggravata dall’art. 7 della 203/91, ai danni del medesimo rappresentante, nonché di tentata estorsione, aggravata dall’art. 7 della 203/91, ai danni del gestore di un esercizio commerciale ed, infine, RAO Loredana e NASSO Ivan (mamma e figlio) del reato di associazione mafiosa perché, quale persona di fiducia del congiunto NASSO Domenico, fornivano un costante contributo per la vita dell’associazione, recandosi ai colloqui col predetto NASSO Domenico, aggiornandolo sugli avvenimenti più recenti, ricevendo dal detenuto direttive, da eseguire direttamente e/o da comunicare ad altri sodali fuori dal carcere, direttive che vertevano sulla gestione dell’attività estorsiva della cosca GALLICO nei confronti di numerosi commercianti ed imprenditori palmesi; più in generale, questi ultimi componenti della famiglia NASSO si mettevano a completa disposizione degli interessi della cosca, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo.

In particolare, dalle indagini è emerso che RAO Loredana (1) e NASSO Ivan, eseguendo una precisa disposizione impartita da NASSO Domenico nel corso di un colloquio del 07.12.11, si recavano presso l’abitazione della famiglia GALLICO di Palmi, sita in via del Concordato nr. 41, dove NASSO Domenico, fidanzato di GALLICO Italia Antonella (figlia del boss GALLICO Giuseppe), risiedeva prima di essere tratto in arresto in data 30.11.11 e, quindi, con l’ausilio dei minori sopra indicati, prelevavano la complessiva somma di euro 5.000,00 in contanti – occultata all’interno dell’abitazione – che costituiva provento dei delitti di usura e di estorsione perpetrati da NASSO Domenico nell’interesse della cosca GALLICO, nascondendola in una borsa prima di allontanarsi.

Si rappresenta che GALLICO Antonino cl. ‘87, figlio di Giuseppe e fratello di Italia Antonella, e NASSO Domenico erano stati già tratti in arresto per associazione mafiosa nell’ambito dell’Operazione di Polizia Giudiziaria denominata “Cosa Mia”, con la quale sono stati svelati una serie episodi estorsivi perpetrati ai danni di diversi imprenditori e commercianti palmesi e ascritti a soggetti appartenenti alla cosca GALLICO, nonché gli interessi economici dei componenti del citato casato di ‘ndrangheta nei lavori di ammodernamento dell’autostrada A/3 Salerno-Reggio Calabria.

Dalla lunga e laboriosa attività d’indagine, sfociata nell’emissione degli odierni provvedimenti restrittivi, naturale prosecuzione delle operazioni “Cosa Mia 1,2 e 3”, è stato possibile acclarare, che la quasi totalità del denaro utilizzato dai GALLICO per il mantenimento dell’intero nucleo familiare, ivi compresi i soggetti detenuti, per acquistare beni mobili ed immobili e per aprire attività commerciali, proveniva dall’attività estorsiva praticata in modo capillare nei confronti di imprenditori e commercianti che operavano nel territorio di Palmi, nonché dal ricorso alla pratica dell’usura.

Durante le investigazioni, è emerso il ruolo di affiliati alla famiglia dei GALLICO di COSENTINO Antonio ed Emanuele (padre e figlio), in quanto, in particolare, il primo ha contribuito al mantenimento in vita dell’associazione mafiosa GALLICO attraverso richieste di denaro in favore dei carcerati che, in realtà, si sono tradotte in una vera e propria estorsione effettuata avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, avanzata nei confronti di imprenditori edili e commercianti che operano a Palmi.

Nell’operazione dell’ottobre scorso, era stato colpito da provvedimento di fermo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni il giovanissimo rampollo della famiglia, ancora 16enne, G. A., il quale, avvalendosi di BARTUCCIO Rocco, inteso “U Messicanu” che, da maggiorenne, lo accompagnava con la sua vettura, si occupava di gestire il reperimento delle risorse economiche in favore dei familiari detenuti, nonché di gestire i rapporti con questi ultimi tramite la corrispondenza epistolare.

Difatti, dal mese di Maggio 2013 il predetto minore si recava per ben quattro volte presso l’abitazione di un imprenditore edile, in due occasioni accompagnato da BARTUCCIO Rocco, per chiedergli un “aiuto economico”, indicato con l’espressione “un fiore”, in favore della cosca GALLICO (da cui prende il nome in codice l’Operazione di Polizia); nell’ultima occasione, precisamente in data 30.08.13, il GALLICO quantificava in € 5.000,00 l’entità della somma richiesta, fissava nel 18 Settembre 2013 il termine ultimo per il pagamento e diffidava la vittima dal denunciare il fatto (“Vi raccomando, il 18 settembre, alle ore quattro e mezza, mi servono i soldi, e vi raccomando di non denunciare, sennò sapete a cosa andate incontro”).

Quanto al BRUNETTA Rocco occorre sottolineare che egli è uno storico affiliato alla consorteria dei GALLICO; questi, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo mafioso, ha tentato di imporre ad un imprenditore l’assunzione del fratello come operaio della ditta edile.

Le risultanze delle indagini sono state corroborate dalle recenti dichiarazioni rese da quattro imprenditori di Palmi, i quali, posti dinanzi alle evidenze investigative acquisite nel corso delle indagini, hanno confermato le vessazioni alle quali sono stati sottoposti dai soggetti indagati.

Allo stato uno dei soggetti colpiti dal provvedimento restrittivo risulta irreperibile ed è attivamente ricercato.

 

 

Palmi, ancora colpita la cosca Gallico, dopo il maxisequestro dei giorni scorsi in cui sono stati sequestrati beni per un valore di 150 milioni di euro alla famiglia Mattiani, che sarebbero riconducibili ai Gallico, la Squadra mobile di Reggio Calabria unitamente al Commissariato di Palmi, ha eseguito alle prime ore dell'alba un'operazione per l'esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute esponenti ed affiliati della cosca di 'ndrangheta dei Gallico di Palmi. Gli indagati, sottoposti alla misura cauterlare della custodia in carcere sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e di estorsione ed usura, tutti aggravati da modalità mafiose.

Nota della Questura di Reggio Calabria.

Gli Agenti della Polizia di Stato hanno eseguito tre arresti in tre distinte attività che hanno interessato l’area ionica e l’area tirrenica della provincia di Reggio Calabria. Gli arresti sono stati eseguiti nei territori di Condofuri, Cittanova e Villa San Giovanni a partire dalla mattinata di domenica 10 novembre u.s. In Condofuri lungo la strada statale 106 Ionica, personale in servizio di controllo del territorio del locale Commissariato, ha tratto in arresto un giovane 27enne, residente a Bova Marina, ex militare, trovato in possesso di circa 200 cartucce per pistola di vario calibro, di un lampeggiante e di un dispositivo di segnalazione del Ministero della Difesa – Esercito Italiano, privo di numero di serie, del quale l’uomo non ha saputo fornire spiegazioni. A seguito della successiva perquisizione domiciliare, gli Agenti della Polizia di Stato, oltre a due pistole giocattolo prive del tappo rosso, hanno rinvenuto e sequestrato una pistola cal. 6.35, modello “browning baby” con matricola abrasa, munita di caricatore rifornito di sei cartucce, nr.1 cartuccia cal. 7,65 e un caricatore del medesimo calibro. L’ex militare con l’evidente passione per le armi, è stato arrestato per detenzione di arma clandestina e detenzione illegale di cartucce di vario calibro e condotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria. Ieri, la competente A.G. ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere.
Ieri pomeriggio, si è spontaneamente consegnato agli Agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato, consapevole di essere attivamente ricercato dagli stessi, un 26enne, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale – Sezione Gip-Gup di Palmi (RC) per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. L’uomo, infatti, era coinvolto nell’operazione di polizia giudiziaria “Griffe” condotta dalla Squadra Mobile e dal suindicato Commissariato, rendendosi irreperibile all’esecuzione del provvedimento restrittivo dal decorso 15 ottobre. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Palmi a disposizione della competente A.G.
Sempre nella giornata di ieri, in Villa San Giovanni, personale della Polizia di Stato in servizio di controllo del territorio, è intervenuto presso un esercizio commerciale ove una persona, in evidente stato di agitazione, attraverso il compimento di gesti inconsulti e violenti, ha danneggiato la porta di ingresso del negozio, terrorizzando i clienti e gli impiegati.
Grazie al pronto intervento, gli Agenti della Polizia di Stato hanno individuato un 38enne, originario di Augusta (SR), pregiudicato, quale autore del fatto, che è stato bloccato nonostante il suo tentativo di resistenza nei confronti dei poliziotti. Giunti presso gli Uffici del locale Commissariato P.S. l’uomo, che ha cercato ripetutamente di sottrarsi al controllo, è stato tratto in arresto per i reati di danneggiamento e resistenza. Il Magistrato di turno ha disposto il trattenimento dell’uomo presso le celle di sicurezza della Questura di Reggio Calabria, in attesa del rito direttissimo, che si è concluso ieri pomeriggio con la convalida dell’arresto e la sottoposizione del medesimo alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Il Gip di Milano ha disposto la custodia cautelare in carcere per cinque persone accusate di traffo di sostanze stupefacenti. L'operazione. denominata "Lucilla" è stata eseguita dai finanzieri del Gico di Catanzaro e di Milano. 

Gli arresti scaturiscono dalla cosiddetta "operazione Cicala" del febbraio 2013, quando dalle indagini emerse un asse della droga calabro - lombardo e vennero arrestati 43 esponenti del narcotraffico calabrese.

Si presume altresì che gli arrestati avessero contatti con la 'Ndrangheta per gestire il traffico di stupefacenti tra la Lombardia e la Calabria.

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Il Gip presso il Tribunale di Castrovillari dopo quasi due anni di indagini, susseguenti alla morte di un giovane per overdose avvenuta nell'ottobre del 2011, ha emesso 24 misure cautelari. Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati di associazione finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina a mano armata, estorsione, furto e ricettazione.

L'Operazione "Carambola", così denominata per il linguaggio criptico di alcuni degli indagati i quali secondo l'ordinanza di custodia cautelare indicavano il termine stecca di biliardo per riferirsi alla droga, è stata eseguita da oltre cento militari appartenenti allo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, alle unità cinofile ed al Nucleo elicotteri di Vibo Valentia.

 

Il  Gip presso il Tribunale di Castrovillari ha emesso la misura cautelare in carcere nei confronti di: Antonio Calarota, Pierpaolo Manzi, Gaetano Morello, Mauro Salvatore Pometti, Vito Cruceli, Alessandro Manzi, Serafino Scarlato, Serafino Guido, Guglielmo Solferino, Cosimo Damiano De Franco,  Pasqulino Veronese. E' stata disposta la misura degli arresti domiciliari a: Anthony Brogneri, Antonella Caruso, Alfonso Ruffo, Andrea Tocci, Marco Gaviano, Francesco Guidi, Antonio La Banca, Loris Schiavelli.

 

Infine il Gip ha disposto l'obbligo di dimora per Agostino Catalano e Antonio Visciglia mentre a Giovanbattista Fragale, Maria Achiropita Sapia, Natasha Rizzo è stata applicata la misura cautelare non custodiale dell'obbligo di firma.

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