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Aggiornato ilMar, 07 Apr 2020 6pm

I fratelli Giuseppe e Antonio Strangio sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Roma, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. I due, rispettivamente di 36 e 33 anni, di San Luca (Reggio Calabria) si nascondevano in una abitazione con alte mura e recinzioni acuminate. I fratelli Strangio sono stati arrestati in quanto destinatari di un provvedimento di fermo emesso dalle Dda di Roma e Reggio Calabria. Nell'abitazione in cui si nascondevano trovati 5000 euro, cinque telefoni cellulari e carte di credito.

Un ragazzo Piero Fortino, 24enne incensurato è stato arrestati e posto ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Rende, insieme a quelli di San Pietro in Guarano e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, con l'accusa di detenzione di sostanza stupefacente. Nel corso di una perquisizione, i militari hanno trovato 409 grammi di marijuana e 3 bilancini di precisione. L'uomo, alla vista dei cani antidroga,ha consegnato spontaneamente lo stupefacente

Un pregiudicato 57enne di San Sosti (CS) ritenuto responsabile di violenza sessuale su minore è stato arrestato dai Carabinieri di San Marco Argentano. L’uomo sarebbe stato sorpreso dalla moglie insieme al figlio di 5 anni in atteggiamenti sospetti. La donna, una quarantenne, avrebbe così chiesto spiegazioni al marito in merito a quanto visto. Purtroppo la mamma del piccolo ha avuto conferma che i dubbi avuti erano non erano soltanto più dubbi ma certezze. Lo stesso marito e padre del bimbo avrebbe confessato infatti di essersi reso responsabile di violenza sessuale nei confronti del bambino. A confermare quanto accaduto sono state anche le dichiarazioni del bimbo che in fase di indagine avrebbe spiegato la dinamica dei fatti. Tra i due non sarebbero stati consumati rapporti completi, ma il quadro probatorio conferma il reato di violenza sessuale su minore a carico del pregiudicato. Le indagini scaturite dalla denuncia della madre del piccolo si sono concluse nell’arco di due settimane. L’uomo espletate le formalità di rito è stato tradotto presso un’ala speciale della casa circondariale di Castrovillari in attesa di giudizio.

Il giorno 07 Ottobre 2015, in Bagnara Calabra (RC), i Carabinieri traevano in arresto M. S. S., di anni 60 da Bagnara Calabra, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, poiché, durante perquisizione domiciliare, al fine di disfarsi di alcuni involucri verosimilmente contenenti sostanza stupefacente, nella circostanza non recuperati poiché gettati nel water, opponeva resistenza fisica ai militari operanti.

Il giorno 1 ottobre 2015, i Carabinieri traevano in arresto Scibilia Carmine, di anni 52 di Sinopoli, già noto alle Forze dell'Ordine, in ottemperanza all’ Ordine di Esecuzione per espiazione pena detentiva in regime domiciliare di anni 1 e mesi 1 emesso dal Tribunale Sorveglianza di Reggio Calabria, poiché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia.

Serafino Grasso, di 36 anni, e Salvatore Bruzzese (26), sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Cessaniti (VV) per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due erano a bordo di una automobile ed alla vista dei carabinieri hanno tentato di disfarsi di una busta con all'interno 10 panetti di hascisc per un peso complessivo di un chilo. Al termine degli accertamenti i due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

I carabinieri di San Lorenzo hanno arrestato Alessandro Manganaro, di 32 anni, e Georgiana Petronella Tataru (22), per rapina e lesioni ai danni di un anziano. I due sono entrati nell'abitazione dell'uomo e gli hanno sottratto un telefono cellulare. La donna conosceva l'abitazione perchè aveva lavorato come badante. I carabinieri hanno soccorso la vittima che ha riportato lesioni guaribili con una prognosi di 10 giorni. I due sono stati successivamente arrestati.
   

Michele Rende, un giovane di 21 anni, è stato arrestato dalla squadra mobile a Cosenza per detenzione di armi e droga. Nel corso di una perquisizione sono stati trovati tre fucili, di cui uno risultato rubato, 850 grammi di hascisc, due grammi di cocaina, 520 grammi di marijuana, 23 grammi di mannite e due bilancini di precisione.
 La droga e le armi rinvenute erano nascoste nel bagno dell'abitazione della nonna del ragazzo a Rende.

Erano sotto stretto controllo e monitorati, i due rapinatori che ieri hanno assaltato la Banca di Imola di Solarolo, Ravenna.  I due erano fuggiti con 4.000 euro dopo aver minacciato gli addetti con un taglierino. La loro corsa però è finita presto, sono stati bloccati al casello di Faenza mentre rientravano a Bologna: la Mobile aveva installato un gps per monitorare i movimenti di uno già sospettato di un'altra rapina. Manette per Alfonso Petrelli, 32enne di Rossano Calabro, e Manuel Giovanni Cristiani, crotonese di 21 anni, entrambi domiciliati a Bologna.

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, nella serata di mercoledì hanno colpito ancora nel segno. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia,  hanno arrestato un cittadino nigeriano 22enne, incensurato, che a seguito di una perquisizione personale, estesa successivamente al suo domicilio, veniva trovato in possesso di 40 grammi circa complessivi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, suddivisa in 32 involucri di plastica termosaldati, un grinder e materiale vario atto al confezionamento della droga. Il ragazzo è stato notato dai militari operanti, muoversi con fare sospetto nella centrale Piazza De Nava, di fronte al Museo Archeologico Nazionale, come se stesse attendendo l’arrivo di altre persone, verosimilmente gli acquirenti. Visto ciò, i militari decidevano di approfondire il controllo del soggetto, rinvenendo nella tasca destra del pantalone una custodia per occhiali contenente la predette dosi, confezionate con plastica di colore bianco, del tipo poi rinvenuto anche nell’abitazione dello stesso. Alla luce di quanto accertato, il presunto “pusher” veniva immediatamente arrestato, per essere, nella mattinata di ieri, tradotto presso il Tribunale di Reggio Calabria, ove il G.I.P. convalidava l’arresto operato dalla Polizia Giudiziaria, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Reggio Calabria e di dimora in casa tra le ore 19 e le7.

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