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Aggiornato ilGio, 23 Gen 2020 8am

Alle ore 13.00 circa di ieri 11 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, hanno tratto in arresto FRAZZICA Giuseppe, di anni 57 da Taurianova (RC), rintracciato al termine di una fuga durata quattro giorni, in quanto autore del tentato omicidio di MAIO Domenico di Taurianova, commesso il 7 settembre scorso.

L’episodio si era verificato alle ore 08.00 circa di mercoledì scorso, allorquando l’autovettura a bordo della quale MAIO si stava recando al lavoro a San Martino di Taurianova era stata oggetto di alcuni colpi di pistola, esplosi da una persona appostata lungo il tragitto.

Nella circostanza, solo grazie alla tempestiva reazione della vittima ed alla sua fuga, i colpi esplosi non avevano raggiunto la persona, ma avevano attinto esclusivamente il mezzo.

Le indagini immediatamente avviate avevano consentito in tempi brevissimi di identificare l’autore del gesto in FRAZZICA Giuseppe, che però nel frattempo si era dato alla fuga ed aveva fatto perdere le sue tracce.

Le serrate ricerche ed i prolungati pedinamenti che ne sono derivati, estesi anche all’area di Reggio Calabria, hanno infine consentito di rilevare nella mattinata di ieri un movimento anomalo della moglie, che lasciava presagire un possibile incontro con il marito in fuga.

Il dispositivo così attivato ha quindi permesso di riscontrare che la donna si stava effettivamente recando dal marito, talché quest’ultimo è stato catturato lungo la S.P. 1 Gioia Tauro – Taurianova, in Loc. Cannavà.

FRAZZICA è stato quindi tratto in arresto in esecuzione di un Decreto di fermo di indiziato di delitto già emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, nella persona del Pubblico Ministero, Sost. Proc. Rocco Cosentino, dovendo rispondere dei reati di tentato omicidio, detenzione illegale di arma e porto in luogo pubblico, nonché accensioni ed esplosioni pericolose, tutti aggravati. 

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Palmi.

Nella giornata di ieri intorno alle 14.30 , in Polistena (RC), nei pressi ed all’interno dell’autofficina dei fratelli MANAGÒ, un uomo esplodeva complessivamente nr. 7 (sette) colpi di pistola, attingendo MANAGÒ Graziano, di anni 55 da Polistena (RC), già noto alle FF.OO., ed il fratello MANAGÒ Elio Antonio, di anni 44 da Polistena (RC), incensurato.

In seguito entrambi venivano soccorsi e ricoverati all’Ospedale di Polistena (RC), in prognosi riservata, non in pericolo di vita, poiché affetti da ferite da colpi d’arma da fuoco rispettivamente il primo alla gamba sinistra ed al braccio destro ed il secondo al braccio ed alla zona sotto ascellare sinistra.

L’immediata attività d’indagine consentiva ai Carabinieri della Compagnia di Taurianova di ricostruire puntualmente l’accaduto ed individuare il responsabile identificato in CONDOLUCI Serafino, di anni 55 da Polistena (RC), fattorino, già noto alle FF.OO.,che veniva rintracciato poco distante nella zona industriale di quel comune mentre tentava di allontanarsi a bordo della propria autovettura e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentato omicidio e porto e ricettazione di arma da fuoco.

Il movente del gesto è riconducibile a reiterati litigi pregressi per questioni di vicinato, l’ultimo dei quali avvenuto  nella mattinata odierna.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC).

Angelo Francesco Paradiso, detto "Ciccuzzu", 30 anni, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dalla DDA di Catanzaro per i reati di tentato omicidio in concorso premeditato aggravato dalle modalità mafiose. La misura è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme.

Paradiso è accusato dei tentati omicidi di Giuseppe Morello e Pasquale Saladino avvenuti rispettivamente nel novembre  e dicembre del 2011 a Lamezia Terme. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, grazie ad intercettazioni ed alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, un gruppo criminale, di cui faceva parte Angelo Francesco, un gruppo criminale che voleva impossessarsi di un’area precisa di Lamezia: Capizzaglie,ed i due episodi delittuosi erano diretti ad eliminare soggetti che potevano intralciare l'attività criminale di Paradiso e del suo gruppo.

Un giovane di Gioia Tauro (Reggio Calabria) ha accoltellato la propria ex ragazza riducendola in fin di vita.

L’episodio delittuoso è  avvenuto questa mattina intorno alle 10 a Bianco, quando il ventiseienne dopo aver scavalcato un recinto, si è introdotto all’interno dell’abitazione di una ventiquattrenne di Bianco e, dopo averla rintracciata nel salotto, l’ha aggredita con un coltello colpendola numerose volte alla gola, al torace e all’addome e riducendola in fin di vita.

Le immediate indagini avviate dai Carabinieri della locale Compagnia hanno consentito, grazie anche all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza poste lungo la statale 106, di identificare il presunto autore dell’aggressione, un 26enne di Gioia Tauro con il quale la ragazza aveva avuto una relazione sentimentale. L’aggressore è stato poi rintracciato presso la sua abitazione mentre la ragazza è al momento ricoverata presso l’Ospedale Civile di Locri e verserebbe in gravi condizioni.

Saverio Rombolà, pregiudicato 50enne di origine calabrese, è stato arrestato dai Carabinieri della compagnia di Seregno (Monza e Brianza) con l'accusa di tentato omicidio. Rombolà, residente a Seregno, la sera del 13 novembre scorso, al culmine di una lite scoppiata nei pressi di un bar di Verano per motivi economici, aveva esploso un colpo di fucile calibro 20, ferendo al ventre e alla mano sinistra un  uomo di 43 anni Saverio Governale. Alla base del litigio ci sarebbe un debito di 200  euro non pagato.

Antonio Bomparola, 68enne, è stato arrestato dai carabinieri e posto ai domiciliari a Corigliano Calabro per tentato omicidio nei confronti del figlio. L'uomo, avrebbe colpito con il cacciavite il figlio, nel corso dell'ennesima lite per futili motivi. Ferito all'addome, l'uomo è stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Corigliano dove è stato operato. Non è in pericolo di vita. I carabinieri intervenuti dopo il ferimento ed hanno arrestato Bomparola.

Agguato nella notte e Rizziconi (Reggio Calabria) dove Giovanni Romeo,  bracciante agricolo cinquantaduenne del luogo è stato gravemente ferito.

Romeo, già noto alle forze dell’ordine, si trovava, intorno alle tre e trenta, alla guida del suo autocarro in contrada Vennarella quanto è stato colpito da diversi colpi di fucile all’addome, alla braccia. Nonostante le numerose ferite l’uomo è riuscito a continuare la sua marcia e ad incrociare una pattuglia dei carabinieri che hanno impedito ai killer di finire la loro opera.

L’uomo è stato immediatamente soccorso e trasportato presso l’Ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena dove è stato operato d’urgenza, ma, non sembra essere in pericolo di vita.

Nella prima mattina del 19.11.2015, militari della Stazione Carabinieri di Melito Porto Salvo sono intervenuti in località Placanica di Pentidattilo, frazione del Comune di Melito di Porto Salvo, presso l’abitazione dei coniugi F.G., cl. ’16, e F.E., cl. ’22, dove, al culmine di una lite nata per futili motivi, F.G. ha tentato di uccidere la moglie convivente, colpendola più volte alla testa con un’accetta. Trasportata, a mezzo ambulanza del 118 presso l’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo, l’anziana donna, sottoposta ad accurati accertamenti clinici, veniva poi giudicata guaribile in 25 giorni per le numerose contusioni ed ematomi riportate al capo. L’uomo veniva tratto in arresto dai Carabinieri intervenuti per il reato di tentato omicidio e, stante l’avanzata età, è stato condotto presso una struttura residenziale per anziani della zona, ove dovrà rimanere a disposizione della competente Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Sono accusati anche di tentato omicidio i tre trafficanti di droga arrestati ieri pomeriggio a Sturla dalla Guardia di finanza di Genova mentre trasportavano 144 chili di cocaina. I tre avrebbero speronato la civetta dei militari, e avrebbero tentato di investire i tre finanzieri schiacciandoli contro il muro con la loro auto.   In manette sono finiti Giuseppe Bellocco, 28 anni, figlio del boss Gregorio Bellocco dell'omomina 'ndrina di Rosarno tra le piu' pericolose in Calabria; Igor Cerasa, 39 anni, abruzzese e Gabriele Puleo, 35 anni, genovese residente in Colombia.  

 Bellocco era latitante dal 2014, dopo essere riuscito a sfuggire all'operazione Sant'Anna della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. I finanzieri lo hanno trovato in possesso di un passaporto falso con i visti della Colombia. L'operazione di ieri conferma i forti interessi della 'ndrangheta sul porto di Genova, un porto 'utile' per fare arrivare i grossi carichi di cocaina dal Sudamerica.  

 A giugno erano state arrestate altre quattro persone, tra cui alcuni dipendenti del terminal Vte. Secondo gli inquirenti, sarebbero loro a fare da supporto logistico all'organizzazione criminale, indicando come muoversi e i container con la droga. Nell'operazione precedente, che aveva portato al sequestro di 150 chili, i dipendenti avevano anche prestato le pettorine da lavoro per fare entrare all'interno del terminal persone non addette ai lavori.   I tre verranno interrogati nei prossimi giorni dal gip Claudio Siclari.

Padre e figlio, Francesco e Mario Sibarelli, di 59 e 24 anni, sono stati arrestati dai carabinieri di Cassano Ionio in esecuzione di un'ordinanza del gip del Tribunale di Castrovillari, con l'accusa di tentato omicidio. Secondo l'accusa, Francesco Sibarelli, il 23 settembre scorso, al culmine di una lite sulla gestione delle proprietà fondiarie di famiglia, aveva sparato al fratello ferendolo ad un ginocchio. Il figlio aveva poi tentato di investire lo zio con l'auto.
   

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