26012020Dom
Aggiornato ilSab, 25 Gen 2020 1pm

Gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno individuato e sequestrato 3 discariche abusive nella piana Gioia Tauro.  L’operazione, condotta dai Finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro, ha permesso di individuare 3 distinte aree private, per una superficie complessiva di oltre 1 ettaro, pari a 2 campi di calcio, trasformate in vere e proprie discariche abusive a cielo aperto, localizzate tra i comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando.

All’interno delle stesse, sono stati rinvenuti rilevanti quantità di materiali particolarmente dannosi per la salute pubblica, quali lastre di eternit, pneumatici, carcasse di autovetture e di elettrodomestici, oltre che inerti derivanti da attività di scavo e demolizione edile.

Le citate aree sono state sottoposte a sequestro ed i relativi responsabili sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Palmi per violazioni alla normativa ambientale.

L’operazione delle Fiamma Gialle si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività investigative volte al contrasto dei fenomeni illeciti in materia ambientale nella Provincia, disposta dal Comando Provinciale di Reggio Calabria.i, oltre che inerti derivanti da attività di scavo e demolizione edile.


L'ormai nota vicenda sul trasbordo delle armi chimiche siriane al porto di Gioia Tauro ha evidenziato per l'ennesima volta, se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, i limiti della classe politica e soprattutto il "pecoronismo" (lasciatemi passare la licenza "poetica") di noi calabresi, e cittadini della Piana in particolare. Sempre pronti a manifestare per cause già perse in partenza, e senza soprattutto conoscere particolari, iter e reali rischi, tutto questo perchè fa "figo", accantonando invece in un angolo per noia o pressapochismo le battaglie che dobbiamo combattere e possiamo vincere. Alla manifestazione di oggi a San Ferdinando si udiva un leit motiv ricorrente tra manifestanti e autorità presenti: forse non otterremo quello che vogliamo, ma la Piana con questa manifestazione dimostra che è presente e non si gira dall altra parte. Quindi, in sintesi, la manifestazione di oggi, oltre a far saltare un giorno di scuola per la loro felicità ai numerosi studenti accorsi, oltre a dare spazio all ars oratoria dei politici presenti, lancia un bel messaggio: sappiate che dopo che decidete senza consultarci su iniziative nel nostro territorio, sappiate che dopo che tutto è stato deciso e stabilito, dopo tutto ciò noi manifestiamo per dire no a quello che sarà fatto ugualmente a prescindere da quanti siamo e da quel che diciamo. Il tutto si badi bene senza essere bene informati sui reali rischi, essendo sufficiente lo spauracchio armi chimiche siriane per far scendere un popolo in piazza. Tutti in questi giorni siamo diventati esperti di diritto internazionale, dei trasporti, chimica, per non parlare delle innumerevoli conoscenze sfoggiate nelle chiacchere da bar sulle dinamiche interne del Porto di Gioia Tauro. Ma politici e noi cittadini dove eravamo quando i portuali sono stati mandati in cassa integrazione, il tutto nel solito assordante silenzio? Sarebbe bello che quello stesso popolo scendesse in piazza per battaglie che si possono vincere e che per dovere dei nostri posteri avremmo il dovere di combattere, e non invece per farci ricordare come quelli che nonostante tutto hanno manifestato. Sarebbe utile manifestare prima delle manovre finanziarie, contro tutte le discriminazioni verso il sud, contro gli imprenditori del nord che vengono rubano e scappano, contro le pressochè nulle politiche del lavoro, contro chi è stato in grado non riuscendo a compilare una domanda a non far ottenere alla Calabria nemmeno un euro sulla ricerca da parte del Ministero della Salute, contro le politiche europee che stanno affossando l'agricoltura, il tutto tra il silenzio assendo di molti dei nostri rappresentanti. Per non parlare delle strutture sanitarie fatiscenti e inadeguate, dei trasporti da terzo mondo ecc. Si potrebbe continuare all'infinito, ma in cuor nostro tutti sappiamo per cosa si deve combattere e vincere, con azioni concrete e non con parole che il vento si porterà via. Perchè, facendo un esame di coscienza, se continuiamo a girarci sempre dall'altra parte, della Calabria e dei calabresi resteranno solo macerie, e non per i danni provocati dalle armi chimiche.

Angelo Zurzolo

Riceviamo e pubblichiamo

Molti sono gli attestati di gradimento e di solidarietà sul  commento che appare sul  profilo del giornalista Agostino Pantanto, nel quale annuncia che la Procura di Velletri ha chiesto l'archiviazione  della querela fatta dal sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi.   “ Partita  chiusa, scrive il giornalista: i giudici hanno chiarito che non ho diffamato il politico.”

E’ giusto ricordare agli amici del gruppo,  che la querela era partita in seguito ad un articolo apparso sul Corriere della Calabria datato 4 Ottobre 2012,  dove il giornalista tra l’altro scriveva: “ tra i sei punti indicati per giustificare la richiesta di scioglimento, i commissari ne segnano uno – interesse allo scioglimento ordinario del Consiglio – che riguarda l’attuale Sindaco.  Si legge ancora nello stesso articolo  “  Nella  relazione, infatti, viene dedicato un paragrafo del documento di 290 pagine a Madafferi, che, sebbene all’epoca non fosse iscritto ad alcun partito e non fosse consigliere comunale commentava  l’attività di investigazione. “ Una posizione che insospettì, scrive Pantano, i delegati della prefettura, che andarono in fondo stilando una nota ad hoc”.

Se la Procura di Velletri ha archiviato la querela, vuol dire che non vi era diffamazione. Se non vi era diffamazione, vuol dire che l’articolo partiva da dati oggettivi.  E se partiva da dati oggettivi…….. ai posteri l’ardua sentenza!

Tutti i nodi, alla fine, vengono sempre al pettine!

La politica e l’attività amministrativa non si fa con le minacce e neanche con le chiacchiere, ma si fa con il buon governo.  Tentare di imbavagliare la stampa  o l’attività  di  chi  svolge onestamente  il proprio ruolo, non serve a nulla. I cittadini non vogliono vedere fazioni contrapposte ma viceversa vogliono un Comune amico che sia  loro vicino,  un comune che tende la mano ai propri cittadini, che utilizzi  i loro soldi in modo parsimonioso  e rispettoso, che vengano rispettate  le regole, in definitiva vogliono soltanto una buona amministrazione che finalizzi la propria attività solo ed esclusivamente alla crescita  del loro paese.

                          

                                                                              Consigliere   Michele   Oliva

San Ferdinando. I militari della guardi costiera di Gioia Tauro hanno soccorso e recuperato, sulla spiaggia del comune di San Ferdinando, una tartaruga marina "caretta caretta", lunga 60 centimetri e con un peso di 30 chili, che aveva ingerito un amo da pesca appartenente ad un palangaro. L'animale è stato portato nella Capitaneria di porto per essere poi consegnato al personale del Centro recupero tartarughe marine di Brancaleone il per successivo ricovero. «Malgrado il lieto fine della vicenda, – si legge in una nota diffusa dalla Capitaneria – occorre sottolineare come questa non sia la prima volta che accadano tali eventi. Centinaia di cetacei, mammiferi marini e tartarughe, tutte specie in via di estinzione, restano ogni anno vittime di attrezzi da pesca spesso di tipo illegale, attrezzi utilizzati in maniera selvaggia, che stanno impoverendo le risorse faunistiche dei nostri mari in maniera irreversibile».

Riceviamo e pubblichiamo

“Una selva oscura che la diritta via era smarrita” è questa  l’amara sensazione che si avverte quando si varca la soglia della sala consiliare del Comune di San Ferdinando. E’ per questo che i consiglieri di minoranza Costa e Oliva hanno disertato l’ultimo consiglio comunale. Una protesta pacifica e silenziosa, ragionata per attirare l’attenzione dei media e della società civile.

Era perfettamente inutile partecipare a un consiglio comunale convocato l’ultimo giorno utile dell’anno per l'approvazione del Bilancio di previsione del 2013. Un consiglio in cui avremmo assistito, ancora una volta, all’avvilimento delle istituzioni e alla solita  patetica azione muscolare figlia di una tirannia terribile e paralizzante: tanto il bilancio, quel giorno  doveva passare!

Era perfettamente inutile partecipare a un consiglio comunale delegittimato dai numeri, che non rappresenta più  la volontà degli elettori e che non avrà mai più la maggioranza per poter svolgere  il consiglio in prima convocazione, come in tutti i paesi normali.  Un consiglio in cui molti punti non potranno mai essere passati,  poiché neanche in seconda convocazione si raggiunge il quorum necessario stabilito dalla legge.  A meno di forzature, di abusi, come sono già stati fatti e che abbiamo  puntualmente segnalato alla prefettura.

E non si può neanche partecipare a un consiglio Comunale, campione della menzogna, dove il Sindaco e l’ Assessore alle Finanze  “ non sapevano ”,  che nei mesi scorsi,  veniva  imputata nel  bilancio pluriennale la somma di Euro  3.280.668,35  per una gara per la gestione integrata dei rifiuti. Somma che avrebbe comportato un aumento della tassazione sui tributi comunali,  ai danni dei cittadini stremati dalla disoccupazione e da una crisi  sempre più stringente.  Ora è facile addossare le responsabilità ad altri, defilarsi, tirarsi fuori, eppure  non molto tempo fa, il sindaco dichiarava in una intervista  rilasciata alla Gazzetta del Sud, pubblicata in data del 18/10/2011 “ che  aveva il pieno controllo su tutti gli uffici comunali, tranne su quello tecnico” (?).

Era disdicevole  partecipare a un consiglio dopo che il sindaco,  con la silenziosa condivisione di quel manipolo di consiglieri rimasti, invece di dare risposte sul piano politico ad una nostra lettera,  ha sporto querela, secondo uno stile  che appartiene solo   ai regimi totalitari. Un sindaco,  che sbagliando bersaglio ci attacca mentre svolgiamo onestamente e correttamente quel ruolo, universalmente riconosciuto,  di consigliere di minoranza.

Ribadiamo che noi non strizzeremo mai l’occhio a questa amministrazione! E che i consiglieri di minoranza sono uniti, determinati e pronti ad accelerare  le operazione di sgombro,  per mettere fine a questo periodo oscuro che la nostra città sta attraversando.

I consigliere di minoranza

 Salvatore    Costa       

Michele    Oliva         

San Ferdinando. Un immigrato di 31 anni, Man Addia, è morto dal freddo. Addia, arrivato per lavorare come raccoglitore di agrumi, non aveva trovato posto nella tendopoli e si era adattato a dormire in auto, ma il freddo e il gelo di questi giorni è stato fatale. La Procura della Repubblica di Palmi ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità da parte del personale del 118, giunto sul posto, secondo il racconto degli amici di Addia, un'ora dopo la telefonata alla centrale operativa.

Redazione online

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