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Rosarno, arrestato giovane per porto e detenzione di arma clandestina

Pubblicato in ROSARNO CRONACA
20 Settembre 2016
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In data 16 settembre 2016, a Paola (CS) presso la Casa Circondariale, i militari della Compagnia di Gioia Tauro, hanno dato esecuzione all’ordinanza di Applicazione della Custodia Cautelare in Carcere nr. 2463/2015 RGNR, nr. 2463/2015 RGIP emessa, in data 12 settembre 2016, dal Tribunale di Palmi – ufficio GIP, nei confronti di MICHELIZZI Antonino, nato a Gioia Tauro il 30.08.1988, residente a Rosarno, pluripregiudicato, attualmente detenuto per rapina aggravata, ritenuto dagli inquirenti elemento intraneo alla famiglia di ‘ndrangheta dei Bellocco, egemone nella Municipalità di Rosarno.

Il giovane pregiudicato rosarnese, a seguito di una certosina attività d’indagine, esperita dai Carabinieri di Gioia Tauro, per i fatti accaduti in data 25 ottobre 2014, è stato ritenuto responsabile del reato di porto e detenzione di arma clandestina in concorso (artt. 99, 110 c.p., artt. 02, 04 e 07 l. nr. 895/67, art. 23 co. 1-3 e 4 l. nr. 110/75). All’epoca, infatti, il MICHELIZZI e BELLOCCO Michele cl.’96 (dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta, due anni fa minorenne e tratto in arresto, proprio in quella circostanza, in flagranza di reato, per gli stessi capi d’imputazione contestati oggi al suo complice) viaggiavano a folle velocità con un T-MAX in una strada interpoderale di Rosarno, quando vennero intercettati da una pattuglia della Benemerita che ingaggiò subito un pericoloso inseguimento. Il MICHELIZZI, in quella circostanza, benché caduto rovinosamente a terra, riuscì a far perdere le proprie tracce. Nulla ha potuto a seguito, però, degli accertamenti fatti dalla Polizia Giudiziaria che, coordinata dal Sostituto Procuratore dott.ssa Anna PENSABENE della Procura di Palmi, ha dimostrato - incontrovertibilmente - che il MICHELIZZI era il soggetto che, con il BELLOCCO, stava scorrazzando per le vie di Rosarno (all’altezza della località Passo per Nicotera), armati di pistola clandestina cal. 7,65 ritrovata, dai militari, col caricatore pieno.

Lo stesso, inoltre, venne arrestato, sempre dai militari della Compagnia di Gioia Tauro, un mese e mezzo più tardi, ovvero il 01 dicembre 2014, in flagranza di reato di rapina aggravata (nella frazione Paravati del Comune di Mileto) e, da quell’episodio, si riuscì poi a risalire, in maniera certa, alle sue responsabilità anche per il reato dell’ottobre 2014. Decisivi sono stati, in seguito, i riscontri forniti dagli specialisti del  RIS di Messina che hanno comparato positivamente i profili genetici del soggetto.

 

Ultima modifica il Lunedì, 26 Settembre 2016 07:31

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