18092018Mar
Aggiornato ilMar, 18 Set 2018 3pm

Il video dell'arresto del latitante Vincenzo Di Marte arrestato nella tarda serata di ieri a Gioia Tauro, irreperibile dal giugno 2015, allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale ufficio GIP su richiesta di questa Procura Distrettuale, perché ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravato dalla transnazionalità della condotta e con la finalità di agevolare il rafforzamento economico delle cosche di ‘ndrangheta dei “Pesce” di Rosarno e degli “Alvaro” di Sinopoli (operazione “Santa Fé”).
Capi di accusa che lo scorso luglio hanno condotto alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.

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Il 4 dicembre 2017, a Zurigo (Svizzera), la locale Polizia Cantonale, in collaborazione con i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, hanno localizzato e tratto in arresto SIGNORELLO Josè, di anni 31, pregiudicato, originario di Laureana di Borrello, elemento di spicco della locale cosca di ‘ndrangheta “CHINDAMO-FERRENTINO”. Era latitante dal novembre 2016 allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere emessa il 24.11.2016 dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “LEX”, condotta dalla Compagnia di Gioia Tauro, tra il 2014 ed il 2016, contro il locale di ‘ndrangheta di Laureana di Borrello costituito dalle famiglie dei “LAMARI” e “CHINDAMO–FERRENTINO”.

SIGNORELLO è ritenuto uno degli esponenti principali della ‘ndrina “CHINDAMO–FERRENTINO”, col ruolo di partecipe, consigliere del capo ‘ndrina Marco FERRENTINO, attualmente recluso in regime di 41 bis O.P., coinvolto nel settore del traffico internazionale di armi tra la Svizzera e l’Italia nonché con compiti operativi nel settore delle estorsioni.

L’individuazione e la cattura sono giunte, dunque, all’esito di un’intensa attività info-investigativa condotta dai militari della Compagnia di Gioia Tauro nel corso della quale è stato accertato che l’indagato, benché latitante, aveva avviato una sala scommesse nel centro cittadino di Winterthun, Cantone Svizzero di Zurigo, da dove continuava a mantenere contatti con i propri familiari. Pertanto, sulla base delle evidenze raccolte nel corso dell’attività di ricerca, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha richiesto l’emissione di un mandato di arresto europeo in ottemperanza al quale la Polizia Cantonale, avvalendosi prioritariamente elementi forniti dai militari dell’Arma, sono riusciti a catturarlo mentre si trovava a Zurigo.

Signorello, al termine delle formalità di rito, è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria Svizzera che ha convalidato l’arresto ed è in attesa di decidere sulle procedure di estradizione in Italia.

Nella giornata del 9 febbraio 2018, a Monaco di Baviera (Germania), personale della Compagnia Carabinieri di Palmi e della Direzione delle Investigazioni Criminali della Polizia Tedesca, in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale – S.i.Re.n.e. ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, ha localizzato e tratto in arresto MILITANO Vincenzo cl’ 89 ritenuto vicino alla locale cosca di ‘ndrangheta “GALLICO”, ricercato dall’ottobre 2017 allorquando si sottraeva al provvedimento di ordinanza di custodia cautelare n° 473/2016 R.G.N.R. mod. 21 e nr. 1855/16 R.G. G.I.P., emesso in data 07.06.2017 dal dr. Dionisio PANTANO, Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palmi (RC), a seguito di richiesta avanzata dalla d.ssa Anna PENSABENE, sulle risultanze d’indagine per il reato di tentata estorsione in concorso. 

L’identificazione, l’individuazione e la successiva cattura giungono all’esito di un’intensa attività info-investigativa iniziata nel mese di ottobre 2017 dai militari della Compagnia di Palmi, nel corso della quale è stato possibile accertare che i familiari del MILITANO fossero in procinto di lasciare il territorio italiano per andare a trovare il ricercato in Germania. Da qui il contestuale servizio di pedinamento dei familiari da parte dei militari di Palmi, in costante raccordo info-operativo con la Direzione delle Investigazioni Criminali della Polizia Tedesca, che, nella giornata di venerdì, ha permesso di localizzarlo e catturarlo nei pressi dell’aeroporto di Monaco di Baviera. Il MILITANO, al termine delle formalità di rito, è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria tedesca, che ha convalidato l’arresto nelle more dell’avvio delle procedure di estradizione dell’arrestato in Italia.

'Ndrangheta, catturato in Uruguay il boss Rocco Morabito

E' stato catturato in Uruguay il boss della 'ndrangheta Rocco Morabito, 51enne, latitante da 25 anni. Lo rendono noto fonti locali, riprese dai media di Montevideo. Morabito era inserito fra i cinque latitanti più pericolosi. Deve scontare una condanna a 30 anni per associazione per delinquere legata al narcotraffico.

    Morabito è stato preso in un hotel a Montevideo ma viveva nella località di Punta del Este e, precisano le fonti, aveva un documento falso brasiliano con il quale aveva poi ottenuto la carta d'identità uruguaiana. Nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria, nell'ottobre del 1966, Morabito viveva in Uruguay da una decina d'anni. Il 'boss' della 'ndrangheta sarà estradato in Italia, rende d'altra parte noto il ministero degli Interni di Montevideo, ricordando che insieme a lui è stata arrestata una donna angolana con passaporto portoghese che, precisano le fonti, sarebbe la moglie di Morabito. Nelle operazione che hanno portato all'arresto la polizia uruguaiana ha confiscato tra l'altro 13 cellulari, una pistola, 12 carte di credito, assegni in dollari e 150 foto carnet con il viso del detenuto.
   

Ore 13 circa odierne in Platì (Rc) i Carabinieri del Gruppo di Locri (Rc), hanno arrestato in un’abitazione di una della figlie, Barbaro Rocco cl.1965, latitante dal 2015, già proposto per l’inserimento nell’elenco dei “30”.

Lo stesso irreperibile ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Milano, su richiesta di quella DDA.

Lo stesso, già per ben due volte latitante, è ritenuto elemento di vertice dell’omonima ndrina operante a Platì ed in Lombardia, egemone nel traffico di cocaina.

Il video dell'arresto del latitante Antonino Pesce avvenuto alle prime luci dell'alba di oggi.

Il video del blitz in un'abitazione al centro di Rosarno, scattato attorno alle 5, quando si è avuta la certezza che il boss fosse proprio lì. Con lui c'erano un uomo e suo figlio, arrestati con l'accusa di favoreggiamento.

Nell’ambito dell’odierna operazione della Squadra Mobile, sono stati altresì tratti in arresto, per il reato di favoreggiamento della latitanza di PESCE Marcello, FIGLIUZZI Salvatore, nato a Rosarno il 15.2.1955 e il figlio Pasquale, nato a Gioia Tauro l’8.11.1976, entrambi rintracciati nel medesimo stabile ove è stato catturato il PESCE Marcello.

Il video della cattura del latitante Antonio Pelle

Alle ore 04.30 circa di oggi 04 settembre 2016, in Seminara (RC), i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati da militari dello Squadrone Cacciatori Calabria, hanno tratto in arresto PELLE Antonio, 28 anni da Benestare, latitante inserito nel programma di ricerca dei latitanti pericolosi (cd. elenco dei 100) nonché destinatario di mandato di cattura in ambito Shengen, irreperibile dal maggio 2012, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso e concorso in detenzione di sostanze stupefacenti.

Pelle è ritenuto elemento di spicco dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta VOTTARI  alias   “FRUNZU” e GIORGI alias “SUPPERA” operante prevalentemente in San Luca, Benestare e Bovalino con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale.

 

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