16022020Dom
Aggiornato ilSab, 15 Feb 2020 6pm

Ad un anziano stalker, accusato di reiterati atteggiamenti persecutori e vessatori nei confronti del titolare di un'agenzia di assicurazioni di Rossano è stato notificato stamane dalla Polizia di Stato di Cosenza il divieto avvicinarsi alla vittima, lo stesso avrà altresì l'obbligo di mantenere da quest'ultima a una distanza non inferiore ai 500 metri.

Ad M.V., queste le iniziali dell’uomo di 71 anni, un primo divieto era già stato notificato una prima volta il 3 febbraio scorso, e successivamente revocato il 25 febbraio. Ma dopo appena 5 giorni l'uomo aveva ripreso a molestare la vittima con le stesse modalità e condotte poste in essere in precedenza. Da qui il ripristino del provvedimento.

Si terrà Mercoledì 15 Aprile alle ore 18:00, presso la sede del Coni in piazza Matteotti a Cosenza, l'Assemblea Provinciale dei giovani amministratori, organizzata dalla federazione provinciale dei Giovani Democratici di Cosenza, dalla Federazione provinciale del Partito Democratico e dal dipartimento provinciale Enti Locali.
L'assemblea avrà modo di confrontarsi con il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio a cui saranno affidate le idee e le proposte che i giovani amministratori metteranno in campo. All'iniziativa parteciperanno tra gli altri, Carmine Quercia assessore del Comune di Cetraro, Armando Bossio Vice Sindaco di Cleto, Gaetano Marcovecchio Vice Sindaco di San Basile, Antonio Nicoletti Rsponsabile Provinciale Anci Giovani , Nino Castorina Capo Gruppo Pd Comune di Reggio Calabria, Michele Rizzuti Segretario Provinciale Gd, Mario Valente Segretario Regionale Gd, Luigi Guglielmelli Segretario Provinciale Pd e Marco Grandinetti Responsabile Nazionale Gd Enti Locali.

Ancora una volta la giustizia amministrativa boccia le scelte amministrative di Mario Occhiuto. Ancora una volta l'arroganza e la strafottenza vengono censurate dagli Organi giudiziari preposti.

In questi mesi più volte avevamo richiesto al Presidente Occhiuto il rispetto delle leggi nell'adozione della nuova dotazione organica della Provincia di Cosenza.

Il nostro appello alla ragionevolezza è caduto nel vuoto ed oggi il TAR Calabria accoglie la richiesta cautelare formulata dai sindacati e da alcuni dipendenti.

Chiedo ad Occhiuto di non sperperare ulteriori risorse in improbabili ricorsi ma di adoperarsi affinché si torni subito nella legittimità amministrativa.

Mentre in Italia infatti si ci preoccupa del futuro dei dipendenti delle province Occhiuto si è preoccupato di reclutare dirigenti esterni senza motivazione alcuna e senza alcuna istruttoria.

Ritengo che la Provincia di Cosenza disponga di risorse umane eccellenti e che le stesse possano essere valorizzate secondo un modello organizzativo concertato con le OO.SS più rappresentative e con tutti i dipendenti.

 

 

 

 

                                                                                              Luigi Guglielmelli

Segretario Provinciale PD Cosenza

Follia a Cosenza che poteva sfociare in tragedia. Un cittadino serbo di 35 anni, Kemo Haziri, è stato infatti arrestato dalla polizia, a Cosenza, per il tentato omicidio del figlio di due mesi e per maltrattamenti e violenze nei confronti della convivente. Nel corso delle indagini è emerso come l'uomo, in diverse occasioni, ha picchiato il bimbo provocandogli delle lesioni tali da metterne a rischio la vita. Le indagini hanno avuto inizio dopo i continui ricoveri del piccolo, la mamma infatti non aveva mai denunciato le violenze.

Due persone sono state iscritte dalla Procura nel registro degli indagati per l'omicidio di Antonio Taranto, 26enne ucciso la notte tra sabato e domenica a Cosenza, in seguito ad una lite scoppiata in un locale. I due indagati principali sono Domenico Mignolo e Leonardo Bevilacqua, accusati di omicidio e porto illegale di armi. Anna Maria Occhiuzzo, moglie di Bevilacqua è invece indagata con l’accusa di favoreggiamento. Ciò che le forze di polizia, hanno reso noto è che Antonio Taranto ha litigato con qualcuno in discoteca a Rende, e che nella stessa erano presenti anche Mignolo e Bevilacqua. Alla base del litigio sembrerebbe possano esserci questioni di droga. Taranto è stato ucciso con un'arma da fuoco. Gli investigatori lo hanno ritrovato in una pozza di sangue ancora agonizzante. Davanti all’appartamento di Bevilacqua, che ha dato l’allarme, sono state ritrovate tracce di sangue. Scia che dall’appartamento andava giù per le scale fino a punto esatto dove Taranto è stato ritrovato. I PM hanno sentito i coniugi Bevilacqua, i quali avrebbero fornito informazioni non veritiere. Mignolo, invece, è stato interrogato dai carabinieri che hanno ritrovato nella sua abitazione un proiettile simile a quelli esplosi dalla pistola, una calibro 38, con la quale sarebbe stata sparata la vittima. Le indagini proseguono.

Antonio Taranto, un giovane, , di 26 anni, è stato ucciso nella notte a Cosenza. Secondo la prima ricostruzione sull’omicidio Taranto,  dopo aver trascorso la serata in un locale,  stava rientrando presso la sua abitazione, sita in via Popilia nella città calabrese, quando è stato raggiunto è stato raggiunto alle spalle da un colpo di pistola. Subito dopo l’agguato il giovane è stato soccorso e portato in ospedale dove però è arrivato già morto. Sull'accaduto sono in corso le indagini della squadra mobile. Il movente dell’omicidio di Antonio Taranto, il quale era già noto alle forze dell'ordine, potrebbe rinvenirsi un una lite avvenuta poco prima nella discoteca dove lo stesso stava trascorrendo la serata prima di essere ucciso.

Un ragazzo di 18 anni G.S. si è suicidato, gettandosi dal balcone di casa, ubicato al quarto piano di uno stabile in via Panebianco a Cosenza. Il tragico gesto è avvenuto nel primo pomeriggio nella città Bruzia, quando il ragazzo, tornato da scuola, è andato in camera sua per poi lanciarsi dal balcone. A fare la terribile scoperta i genitori che non trovando il ragazzo in camera hanno visto il corpo del figlio riverso al suolo. Inutile l'intervento dei sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte del ragazzo. Secondo le prime indiscrezioni sembrerebbe che alla base del suicidio del giovane ci fosse una delusione amorosa.

 

Nelle prime ore di oggi 18 marzo 2015 i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cosenza e personale della Squadra Mobile della Questura di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di RANGO Maurizio, 38 anni, e di BRUZZESE Franco, 47 anni, ritenuti “reggenti” della cosca di ‘ndrangheta “Rango-Zingari”, egemone in provincia di Cosenza, poiché gravemente indiziati per i reati di concorso in omicidio pluriaggravato, porto e detenzione illegale di armi e occultamento di cadavere, tutti aggravati dalle metodologie mafiose, in danno di BRUNI Luca, di cui si sono perse le tracce il 03 gennaio 2012.

I provvedimenti sono stati emessi sulla scorta delle indagini coordinate dal Procuratore LOMBARDO, dai Procuratori Aggiunti LUBERTO e BOMBARDIERI e dal Sostituto Procuratore BRUNI e condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e dalla Squadra Mobile.

L’attività d’indagine veniva avviata a seguito della denuncia di scomparsa di BRUNI Luca, avvenuta il 03.01.2012, poco prima scarcerato e assurto a ruolo verticistico del proprio gruppo a seguito della prematura scomparsa di suo fratello Michele, che stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d’azione degli interessi illeciti della propria cosca, evidentemente in contrasto con gli accordi già stabiliti da un “patto” intercorso tra la cosca dei c.d. “italiani” con quella dei c.d. “zingari”, la prima capeggiata da LANZINO Ettore e verso la quale lo stesso BRUNI nutriva un forte risentimento ritenendola “storicamente” responsabile della morte di suo padre Francesco, inteso come “bella bella”, e la seconda retta, nel periodo storico di riferimento, da BRUZZESE Franco.

In particolare la prolungata attività d’indagine, che ha beneficiato anche del contributo di alcuni collaboratori, da ultimo FOGGETTI Adolfo, consentiva di raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti degli arrestati che in concorso tra loro, con premeditazione ed al fine di agevolare l’attività delittuosa della cosca mafiosa di riferimento, attiravano la vittima in un tranello, ordito facendogli credere di partecipare a un incontro al vertice dell’organizzazione mafiosa con gli allora latitanti LANZINO Ettore e PRESTA Franco e ne cagionavano la morte esplodendo al suo indirizzo imprecisati colpi d’arma da fuoco e successivamente occultandone il cadavere, recentemente rinvenuto.

LAMANNA Daniele, 40 anni, esponente di spicco del citato gruppo criminale, destinatario del medesimo provvedimento, resosi irreperibile, risulta attivamente ricercato.

Da ormai diverse settimane riceviamo innumerevoli lamentele da parte di molti cittadini bonifatesi che, oggi più che mai, si sentono “vittime” di un amministrazione comunale sempre più assente, in particolar modo nel centro storico di Bonifati e nelle frazioni di San Candido e Torrevecchia. Questi cittadini, così come noi, sono stanchi di vedere il loro amato paese abbandonato a se stesso, “violentato” dalla non curanza e dall’inerzia degli enti preposti alla cura ed alla sicurezza dello stesso. Se ancora i nostri amministratori decidessero di percorrere la strada che porta al camposanto, magari per portare un fiore ai cari defunti, si accorgerebbero che la strada è interrotta a causa di alcuni massi caduti dal massiccio sovrastante, massiccio palesemente instabile e pericolante. Per non parlare poi della strada che dovrebbe collegare con le contrade San Candido e Torrevecchia, problematica presente da ormai qualche decennio e che, puntualmente, ad ogni campagna elettorale è oggetto di punti programmatici e promesse al vento da parte di tutti i candidati. Essere amministratori di un paese significa vivere appieno la comunità, nel bene e nel male; Significa essere costantemente tra la gente, ascoltare umilmente i problemi del paese, così da poter operare al meglio per risolverli, e, qualora ce ne fossero, ricevere le lodi per l'operato svolto. Chiediamo, pertanto, al Sig. Sindaco ed all’ intera amministrazione comunale di mettersi immediatamente all’opera per trovare ed attuare dei provvedimenti atti ad una risoluzione delle suddette (e molteplici altre) problematiche del paese, provvedimenti che non si limitino ad una semplice transenna (come quella posta e abbandonata lungo la strada per il camposanto) o ad una semplice ordinanza atta a “tutelare”, in caso di spiacevoli incidenti.

Forza Nuova Bonifati

Cuib Michele Bianchi

E' scattata nel pomeriggio di oggi l’operazione dei Carabinieri della Stazione di Cosenza Principale, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti del cinquantaseienne P.M., residente nel cosentino, incensurato. L'uomo avrebbe abusato per anni della figlia della moglie. Stando al racconto della giovane 17enne, di origini ucraine, le "particolari attenzioni" da parte dell'uomo, sarebbero iniziate nel 2005 e durate fino ad oggi. Il 56enne avrebbe rivolto le sue attenzioni sulla bambina con avances sempre più spinte, dalle "semplici palpazioni" sarebbe passato anche ad episodi di autoerotismo. Dopo anni di vere e proprie violenze, però, la giovane ha deciso di rompere il silenzio confidandosi in un primo momento con alcune amiche e poi denunciando l'orribile vicenda ai carabinieri che hanno fatto scattare le indagini con conseguente arresto. L'uomo è stato tradotto nel carcere di Cosenza e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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