29022020Sab
Aggiornato ilVen, 28 Feb 2020 6pm

Apprendo con vero rammarico che il Sindaco di Cosenza si è autodenunciato all’autorità giudiziaria per le note vicende sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano Cosenza-Rende-Unical. In effetti le proroghe, le procedure in deroga per l’affidamento delle corse, denunciate con puntigliosa precisione da Occhiuto, hanno riguardato non solo Consorzio Autolinee ma anche il Consorzio Cometra di cui fa parte AMACO. Quindi Amaco svolge, secondo il Sindaco di Cosenza che è anche il principale azionista dell’Azienda, un servizio illegittimo, illegale, che non potrebbe svolgere tanto che lo stesso lo ha denunciato alle competenti autorità. Spero che questo triste spettacolo non porti alla sospensione del servizio dei trasporti perché ne farebbero le spese tutti i cittadini e mi meraviglia che la precedente Giunta regionale abbia lasciato il Sindaco di Cosenza in una situazione così surreale. Dopo la figuraccia su Himmler ad opera dell’Istituto Storiografico del Comune di Cosenza non vorrei che l’Istituto Linguistico, sempre del nostro Comune, facesse confusione sul termine “aggiuntivo” in quanto lo stesso si riferisce a servizi che non rientrano tra quelli aggiudicati e, per l’appunto, aggiuntivi. Oggi la Regione Calabria eroga contributi per 30.000 posti trasportati sulle linee Cosenza- Rende –Unical, di gran lunga superiori a quelli necessari, per cui non si capisce davvero cosa dovrebbe aggiungere Amaco. La verità è che è fallito, per responsabilità della Giunta Occhiuto, l’unico sistema integrato dei trasporti (Binbus) che garantiva a tutti di usare tutti i vettori, senza costi aggiuntivi per gli utenti e la attuale polemica nasce solo per gettar fumo negli occhi e nascondere le difficoltà economico-finanziarie di Amaco Spa, l’aumento dei biglietti per il trasporto urbano all’interno della Città di Cosenza ed il fallimento del sistema Binbus. Come PD abbiamo le idee chiare e vogliamo risolvere un problema serio e pressante ereditato dalla precedente Giunta Scopelliti con una razionalizzazione del piano dei trasporti regionale e la formulazione di bandi di gara ad evidenzia pubblica per l’aggiudicazione dei servizi.

 

 

 

                                                                                              Luigi Guglielmelli

Segretario Provinciale PD Cosenza

“Esaminati approfonditamente i fascicoli personali degli aspiranti e la documentazione depositata, la dott.ssa Marisa Manzini risulta il candidato più idoneo, per attitudini e merito, al conferimento dell’ufficio semidirettivo di Procuratore aggiunto di Cosenza”. Così il Plenum del Csm ha conferito questa mattina, all'unanimità, l'incarico alla dottoressa Manzini.

“Dall'analisi degli atti che corredano il fascicolo della dott.ssa Marisa Manzini – scrive il Plenum del Csm – emergono valutazioni decisamente lusinghiere da parte dei Consigli giudiziari e dei Dirigenti degli uffici circa i parametri della preparazione giuridica, dell'impegno e della cultura generale. Si segnala inoltre la rilevante laboriosità del magistrato”. La dott.ssa Marisa Manzini è stata responsabile per il tirocinio di viceprocuratori onorari e ha tenuto il corso per la preparazione al concorso per uditore giudiziario organizzato per l'anno 1995 e per l'anno 1999/2000 dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catanzaro in collaborazione con la Regione Calabria, d'intesa con il Consiglio Giudiziario della Corte d'Appello di Catanzaro.  E’ stata docente nei corsi di formazione per il personale del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Lamezia Terme, nei corsi di qualificazione per U.P.G. relativamente al personale di Polizia Penitenziaria della Regione Calabria negli anni 2001-2002 e 2003, nonché presso la Scuola di Specializzazione per le professioni forensi nell'anno 2013. E' stata nominata direttore del Corso di Alta Formazione sulle "Politiche di contrasto alla mafia" presso la Fondazione dell'Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha, infine, conseguito il diploma di specializzazione in criminologia clinica con indirizzo socio psicologico, riportando (a votazione di 50 su 50 e lode presso l'Università degli studi di Modena.

La dott.ssa Manzini nel corso del suo primo incarico dall’anno 1993 all’anno 2003 come Sostituto presso il Tribunale di Lamezia, ufficio che presentava rilevante scopertura dell'organico, incidente su un territorio caratterizzato da una forte presenza della criminalità organizzata, per 9 mesi  e successivamente per oltre 5 mesi  ha espletato le funzioni di Procuratore della Repubblica facente funzioni, in qualità di sostituto anziano, durante i congedi del Procuratore della Repubblica per ragioni di salute. Quale Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Catanzaro dal 21 novembre 2003 e fino alla data del 18 ottobre 2009 è stata inserita nella DDA, con competenza  per i delitti di criminalità organizzata relativamente a tutto il territorio compreso nel circondario del Tribunale di Vibo Valentia, mantenendo direttamente rapporti di collaborazione e coordinamento con la Procura di Vìbo Valentia. Dal 19 ottobre 2009 quale Sostituto presso la Procura Generale di Catanzaro è inserita nel gruppo di lavoro istituito per la trattazione di procedimenti concernenti la richiesta di applicazione delle misure patrimoniali  relativamente ai territori rientranti nei circondari dei Tribunali di Lamezia  e Vibo, ed in condizioni di oggettiva difficoltà di organico, non si è mai sottratta ai suoi compiti diretti ed in supplenza, pur essendo applicata in procedimenti penali in corso di indagine presso la Procura di Catanzaro. Ha partecipato per delega del Capo dell'Ufficio alle convocazioni dei Consigli Giudiziari in rappresentanza del Procuratore Generale di Catanzaro in diverse occasioni.

La dott.ssa Manzini ha svolto di fatto le funzioni direttive in qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia nei periodi di assenza per congedo del Capo dell'Ufficio dando prova di “notevoli capacità direttive – scrive il Plenum del Csm – avendo in tali periodi affrontato diverse problematiche organizzative anche concernenti il coordinamento dell’attività dei colleghi dell'Ufficio e dei viceprocuratori onorari, dimostrando efficienza nell'organizzazione del lavoro proprio e dei colleghi”. E’ stata referente per l’informatica presso la Procura di Lamezia  ed è stata individuata quale responsabile del piano per la digitalizzazione per la Procura Generale di Catanzaro in adesione al piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia. E' stata designata, Punto di Contatto della Rete Giudiziaria Europea, e Corrispondente Nazionale per Eurojust; in tale veste ha partecipato alle riunioni tenutesi a Roma  presso il Ministero della Giustizia tra tutti i punti di contatto. E' stata designata dal Procuratore Generale referente con l'Associazione Bancaria Italiana nel Protocollo Organizzativo tra la Procura Generale della Repubblica di Catanzaro e l'ABI per la razionalizzazione, segretezza e riservatezza negli accertamenti bancari. A seguito dell'approvazione di un Protocollo d'Intesa con tutte le Procure del Distretto in tema di esecuzione delle demolizioni delle costruzioni abusive, al quale la dott.ssa Manzini ha fornito il proprio apporto per la redazione, è stata individuata quale magistrato incaricato per le iniziative da assumere in esito al citato protocollo d'intesa. Nella qualità di procuratore facente funzioni ha mantenuto rapporti con la Procura Nazionale Antimafia, rappresentando l'Ufficio nelle riunioni periodiche, con cadenza quasi mensile, indette dal Procuratore Nazionale Aggiunto, finalizzate alla conoscenza ed approfondimento delle tematiche investigative ed al raccordo del lavoro della DDA con quello della Procura Territoriale.

Il profilo professionale della dott.ssa Marisa Manzini, scrive ancora il Csm, “è quindi elevato per cultura giuridica e criminologica, per disponibilità e spirito di servizio manifestato nelle applicazioni ai processi penali in uffici giudiziari in difficoltà e nella formazione di VPO. Ha maturato un’esperienza professionale specifica nel settore inquirente e in particolare in quello contro la criminalità organizzata nel territorio del distretto di Corte di Appello di Catanzaro che comprende il Tribunale di Cosenza. La dott.ssa Marisa Manzini ha inoltre già di fatto sperimentato la direzione di un ufficio inquirente del territorio calabrese quale sostituto anziano nella Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia. Ha dato prova di capacità organizzativa sia nel coordinamento dell’attività della Procura in sostituzione del Procuratore assente, sia contribuendo alla redazione del protocollo di intesa con le Procure del Distretto per la demolizione di costruzioni abusive e alla sua esecuzione, sia tenendo con successo i collegamenti con gli uffici distrettuali (Prefetto di Crotone e di Catanzaro) nazionali (DNA, Associazione Bancaria Italiana) ed europei (Eurojust). Si è infine occupata della innovazione tecnologica degli uffici presso i quali ha prestato servizio quale referente per l’informatica alla Procura di Lamezia Terme e quale responsabile per la digitalizzazione della Procura Generale di Catanzaro”.

“Si ritiene – conclude il Plenum del Csm – che la dott.ssa Manzini è pienamente in possesso dei requisiti richiesti per lo svolgimento della funzione di Procuratore Aggiunto della Repubblica, e in particolare per tale funzione presso un ufficio del distretto di Catanzaro dove ha maturato la sua esperienza professionale, prima come Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, poi presso il Tribunale di Catanzaro dal 2003 al 2009, quindi come Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro dove tuttora è in servizio”.

 

Dopo le innumerevoli segnalazioni di presunte molestie e tentati approcci sessuali, ai danni di alcune studentesse dell’Unical, avvenute quasi sempre (almeno da quanto riportano le varie testimonianze) in zona limitrofa o adiacente al complesso universitario, questa volta purtroppo una vera violenza si è consumata proprio nell’androne di un palazzo nella Città di Rende. Nulla a che vedere con il “presunto maniaco dell’Unical” che da anni terrorizza le ragazze spaventandole nel minore dei casi e, a volte anche inseguendole e provando a mettere le mani addosso. Questa volta si tratta di un ragazzo “normale”, uno di quelli che conosci durante le serate trascorse con gli amici in un pub un locale o una festa a casa. Secondo quanto riporta la “Gazzetta del Sud” una ragazza 25enne sarebbe stata stuprata nell’androne del palazzo dove alloggia. La “vittima” avrebbe raccontato di essersi fidata forse un po’ troppo di un ragazzo conosciuto ad una festa organizzata in un appartamento da alcuni studenti dell’Unical, ingenuamentee spinta anche dalla necessità di far rientro a casa, avrebbe così accettato un passaggio. Ma mai avrebbe potuto presagire ciò che sarebbe accaduto. Il ragazzo come un gentiluomo si è perfino “scomodato” ad accompagnarla sin dentro il palazzo. Ma queste gentilezze non hanno allarmato la giovane, che pensava forse di aver incontrato soltanto un ragazzo educato a premuroso. Una volta dentro però “il cavaliere” si sarebbe scagliato contro la 25enne,che impaurita e chiedendo al suo aguzzino di non farle male avrebbe purtroppo sofferto in silenzio, mentre il ragazzo si sarebbe impossessato del suo corpo, per poi scomparire nell’auto con cui era arrivato. La giovane ha presentato denuncia , ed il pm Dario Granieri ha aperto un’inchiesta sul caso.

Un incidente mortale si è verificato in località Acquappesa, in provincia di Cosenza,  a comunicarlo l’Anas che ha altresì reso noto di aver chiuso al traffico un tratto della strada statale 18 “Tirrena Inferiore”, in entrambe le direzioni di marcia, tra il km 296,700 ed il km 303,400, a causa dell’incidente verificatosi in corrispondenza del km 300,000. Lo scontro che ha causato la morte di una persona, della quale non è stato reso noto ancora il nome, è avvenuto tra un tir ed un furgone, per causa ancora in corso di accertamento, che si sono scontrati frontalmente. Il traffico viene deviato con indicazioni in loco. Sul posto sono presenti le Forze dell`Ordine e il personale dell`Anas per ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione stradale.

Luciano Costel Artene un giovane romeno, di 24 anni, è morto questa mattina a Corigliano Calabro in provincia di Cosenza dopo che l'auto sulla quale si trovava insieme ad un'altra persona, che era alla guida, si è schiantata contro un muro di contenimento. L'auto a con a bordo i due romeni si era sottratta poco prima ad un posto di blocco dei carabinieri che stavano inseguendo i due occupanti della vettura. Il conducente, che si è dileguato dopo l'impatto, non si era fermato, cercando anche di investire uno dei militari. Sul luogo dello schianto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118 che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. All'interno della vettura sono state trovate numerose matasse di rame e un fucile. I carabinieri della locale stazione stanno indagando per scoprire l'identità del conducente dell'auto.

Una vicenda scioccante da far rabbrividire quella accaduta a Corigliano in provincia di Cosenza dove una donna incinta, grazie all’aiuto di medici compiacenti ha ucciso il proprio feto di ventotto settimane. La donna, grazie al personale sanitario avrebbe fatto nascere il feto per poi lasciarlo senza assistenza e quindi farlo morire,  il tutto per frodare un’assicurazione tramite la denuncia di un falso incidente. È quanto accertato dalla procura di Castrovillari nell’operazione Medical Market, che ha portato all’arresto di sette persone ed all’invio di 144 avvisi di garanzia facendo luce su una truffa da due milioni di euro per risarcimenti dopo incidenti stradali. Gli indagati sono accusati a vario titolo di imputazione ci sono omicidio volontario, falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato. Ma tra tutte le truffe scoperte quella più grave e agghiacciante è senza ombra di dubbio l’omicidio del nascituro e per il quale  è stato emesso mandato di arresto nei confronti di G.S. di anni 54 medico di Corigliano, R.S. di anni 37, F.N. di anni 42 e Z.P. di anni 33 tutti e tre di Corigliano, accusati del reato di infanticidio ed ai quali sono stati concessi i domiciliari.

Un vigile urbano di Cosenza è stato sorpreso in un controllo effettuato da parte dei carabinieri mentre faceva sesso sull’auto blu in uso al sindaco, con una escort di colore. Così come raccontato dal quotidiano online affari italiani, l’agente dopo aver accompagnato il sindaco, oltre che presidente della provincia di Cosenza Mario Occhiuto, all’aeroporto di Lamezia Terme, si sarebbe appartato con un’avvenente prostituta di colore, fino a quando nel più bello non è stato scoperto dai militari in servizio.  Il vigile una volta scoperto avrebbe provato a impietosire i carabinieri facendo appello alla solidarietà maschile “l’uomo è cacciatore”, ma i militari integerrimi hanno denunciato il dipendente pubblico per peculato.

Una tragedia immane é avvenuta poche ore fa in Calabria, dove una bambina di soli sei anni è precipitata dal balcone della sua abitazione. Il fatto è avvenuto a Scigliano in provincia di Cosenza, dove secondo i primi accertamenti la piccola si sarebbe sporta dal balcone sito al terzo piano prima di precipitare nel vuoto. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 che hanno trasportato d'urgenza la bambina in ospedale dove attualmente si trova ricoverata in gravissime condizioni. 

Una scoperta sensazionale quella effettuata a Cosenza grazie all’unità cinofila. Questa mattina, infatti, i carabinieri del Nucleo investigativo, della Compagnia di Cosenza e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia seguendo il fiuto dei cani hanno rinvenuto in uno scantinato di un edificio sito nel quartiere di Serraspiga ben centodieci chili di droga di cui 88 chili di marijuana, ripartita in involucri da 100 e 250 grammi e 22 chilogrammi di hashish suddivisi in 22 panetti da un chilo ciascuno. Oltre alla sostanza stupefacente i militari operanti hanno scoperto altresì due bilancini di precisione, e due pistole con matricola abrasa.

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