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Aggiornato ilSab, 22 Feb 2020 10pm

 

I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno arrestato venti persone nell'ambito di un'operazione che ha consentito di smantellare un traffico di cocaina proveniente dal Nicaragua che giungeva in porti del Sud Italia e destinata alle cosche della 'Ndrangheta operative in Puglia e Calabria. Gli arresti sono stati effettuati dai  militari, nella provincia di Roma, a Reggio Calabria e Bari.

Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati contestati di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al traffico di stupefacenti e associazione finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.

Gli arresti sono stati effettuati a conclusione dell'indagine convenzionalmente denominata "Bate", sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma su un gruppo criminale romano che importava, carichi di droga nei porti italiani, nascosti in container. La cocaina era appunto destinata ai gruppi criminali di Puglia e Calabria. Arresti e perquisizioni sono stati eseguiti nel Lazio, in Puglia, nonche' a Plati', nella locride, nei confronti di soggetti vicini a cosche della 'ndrangheta.

Un uomo di 46 anni, titolare di un locale della zona sud di Torino, è stato arrestato dalla polizia su ordine di custodia cautelare del gip Federica Bompieri. L'uomo avrebbe invitato la cameriera a bere una birra con lui alla fine del turno di lavoro nel suo bar, dopodichè l'avrebbe portata in un albergo e abusato di lei. Le indagini, coordinate dal pm Francesco Pelosi, hanno portato a scoprire due casi analoghi che si erano però poi trasformati in relazioni sentimentali e perciò non erano stati denunciati.

Nel tardo pomeriggio di ieri si è concluso il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Cosenza, che ha portato all’arresto di una donna e del figlio, per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e detenzione illegale di munizionamento da guerra.

L’operazione è l’ennesimo duro colpo inflitto ai trafficanti e ai venditori di sostanze stupefacenti nel capoluogo bruzio e nel suo hinterland. Gli arrestati sono BERTOCCO Enzo, 20enne, e la madre CORALLO Rosella, 51enne, cosentini.

L’intervento dei Carabinieri ha avuto inizio nel primo pomeriggio, a seguito di estenuanti e prolungati servizi di osservazione e pedinamento protrattisi per giorni. L’abitazione dei due si trova al terzo piano di un palazzo popolare in via Popilia; i militari sono entrati in azione dopo aver assistito “in diretta” alla vendita di eroina ad alcuni giovani.

L’irruzione nell’abitazione è stata tempestiva, approfittando del frangente in cui il BERTOCCO ha aperto leggermente il portone di ingresso per effettuare una consegna di alcune dosi di stupefacente ad alcuni ragazzi rimasti in attesa sull’uscio di casa. Questi brevi attimi hanno permesso ai militari di entrare nell’appartamento, nonostante una ferma opposizione da parte del ragazzo e della madre.

I Carabinieri, sul tavolo della cucina, hanno trovato 31 grammi di eroina pura, materiale per la pesatura e il confezionamento della sostanza, nonché la somma contante di euro 820,00, ritenuta provento di illecita attività.

Nel corso delle operazioni, all’interno di un ripostiglio attiguo alla cucina, è stato rinvenuto un nastro con 90 munizioni da guerra cal. 5,56, un pugnale e un coltello a serramanico.

Al termine delle formalità di rito, il BERTOCCO Enzo è stato associato alla casa Circondariale di Cosenza, mentre la madre, CORALLO Rosella, è stata trasportata presso la casa circondariale di Castrovillari (CS).

Le indagini sono coordinate e dirette dal Sost. Proc. Dott.ssa Paola IZZO, della Procura cittadina.

Due pescherecci con a bordo 18,5 tonnellate di hashish sono stati fermati dalle unità aeronavali della Guardia di Finanza a 22 miglia da Pantelleria.
Le due imbarcazioni, prive di bandiera, sono state individuate dall’ATR 42MP del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare mentre erano in navigazione nel Mediterraneo Occidentale e tenute sotto osservazione fin quando, giunte a breve distanza dalle coste italiane, sono state raggiunte ed abbordate con due distinte operazioni delle unità navali d’altura di Palermo e Cagliari.
Rilevata la presenza a bordo di grossi quantitativi di droga, i finanzieri hanno condotto i pescherecci nel porto di Trapani e li hanno perquisiti rinvenendo in totale oltre 700 pesanti pacchi di hashish, quantificato in 18,5 tonnellate al termine delle lunghe operazioni di sbarco.
I 25 uomini componenti degli equipaggi dei due pescherecci sono stati arrestati in collaborazione con personale dei Comandi Provinciali di Trapani e Palermo.
La droga avrebbe reso sul mercato oltre 100 milioni di euro.
Il maxi sequestro si aggiunge a quelli già eseguiti nelle precedenti operazioni condotte dalle unità aeronavali d’altura del Corpo e che, nell’ultimo triennio, hanno portato al sequestro di oltre 136 tonnellate di droga (62 di hashish, 67 di marijuana e 7 di cocaina), all’individuazione ed al soccorso di 36.165 migranti all’arresto di 323 scafisti e narcotrafficanti ed al sequestro di 300 imbarcazioni utilizzate per i traffici illeciti.
Le attività sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e dalla Procura della Repubblica di Trapani e condotte in stretta collaborazione con il Maritime Analysis and Operations Centre (MAOC) di Lisbona e la Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (DCSA).
L’operazione di polizia del mare ha richiesto l’impiego di aerei della Guardia di Finanza dotati di sofisticate apparecchiature di rilevamento e delle unità navali d’altura che operano nel contesto delle attività di vigilanza aeronavale nel Canale di Sardegna e nello Stretto di Sicilia condotte dal Corpo per il monitoraggio delle rotte cocommerciali e la prevenzione e repressione dei traffici illeciti verso le coste italiane e comunitarie.

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato ha arrestato, nella flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, due donne reggine, madre e figlia, trovate in possesso di 5.482 kg. di droga che, da un successivo esame effettuato dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, è risultata “cannabis sativa”.
Durante un ordinario servizio di controllo del territorio sulla SS.106 in località Pellaro, l’attenzione degli operatori dell’UPGSP è stata attirata da una manovra di inversione di marcia effettuata in maniera repentina da un’autovettura Fiat Panda. Gli Agenti, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a fermare il veicolo con a bordo le due donne e, all’esito della perquisizione del mezzo, hanno rinvenuto, occultato nel bagagliaio, un sacco nero di plastica, contenente nr.10 sacchetti trasparenti con la sostanza stupefacente.

Il consumo delle droghe , pesanti e leggere, tra i giovani è sempre in continuo aumento. Ogni luogo, dalla scuola al posto di lavoro, purtroppo oramai viene preso come punto di incontro per spaccio di stupefacenti.  Forse proprio per questo i carabinieri di Figline Valdarno (Firenze) ieri hanno effettuato dei controlli presso l'istituto superiore Vasari. Nel corso delle verifiche, eseguite con le unità cinofile e condotte anche all'interno delle aule durante l' orario delle lezioni, uno studente di 18 anni è stato trovato in possesso di sei dosi di marijuana, nascoste nell'astuccio. Il ragazzo è stato segnalato alla prefettura come assuntore. Subito dopo è stato anche rintracciato e denunciato per spaccio il suo fornitore, un ventunenne di origini ucraine che non frequenta la scuola.

Storia di ordinaria follia a Reggio Calabria dove un uomoT.D.P., 55 anni, è stato arrestato per aver somministrato il metadone alla madre ultranovantenne per poterle sottrarre il denaro necessario all'acquisto di stupefacenti. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria con l'accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. A portare alla luce l'incredibile vicenda è stata una donna reggina che, nel settembre dello scorso anno, si è presentata ai carabinieri dicendosi preoccupata del fatto che il fratello, tossicodipendente da anni, da tre mesi era andato a vivere con l'anziana madre e che da allora la donna aveva iniziato ad accusare strani malori. La preoccupazione della sorella era motivata anche dal fatto che T.D.P. in alcune circostanze, aveva aggredito lei ed il marito per indurli a consegnare il denaro per acquistare la droga. La donna ha anche riferito ai militari che le condizioni dell'anziana madre, nonostante vari consulti, peggioravano continuamente e la donna, per tutta risposta, era solita dire ai familiari che voleva stare solo con il figlio perché solo lui conosceva "la medicina che la faceva stare bene". Visto l'aggravarsi delle condizioni della madre, la donna aveva pensato di riunire i parenti per l'ultimo saluto alla propria cara. Ed è stato in questa circostanza che le nipoti dell'anziana avevano avuto il sospetto che i malori fossero dovuti all'assunzione di qualche sostanza sospetta. La figlia aveva così preso di nascosto un campione di urine la cui analisi ha lasciato di stucco i carabinieri: "presenza di metadone nell'organismo". Gli investigatori hanno quindi accertato che T.D.P. era in cura al Sert e aveva l'affido del metadone per assumerlo senza doversi recare nella struttura sanitaria e che in nessuno dei farmaci assunti dalla donna vi era la presenza di metadone. Da qui l'informativa alla Procura della Repubblica che ha chiesto ed ottenuto dal gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. All'uomo la tentata estorsione è contestata per l'aggressione alla sorella.

 

La Polizia Stradale ha arresto un uomo, Alessio Madonia, di 33 anni, titolare di una ricevitoria a Santa Maria del Cedro, nei pressi di Pizzo Calabro, poichè è stato scoperto trasportare un chilo di marijuana a fini di spaccio. L'uomo stava percorrendo l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria con la compagna e il loro figlio minore quando è stato fermato dalla Polstrada che grazie al Nucleo cinofilo ha scoperto la sostanza stupefacente occultata all'interno della ruota di scorta in due sacchetti di cellophan.

 

Cassano alla Ionio - I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno tratto in arresto cinque persone ritenute responsabili di un giro di spaccio di droga nel quartiere Timpone Rosso di Cassano alla Ionio. All'operazione hanno partecipato anche unità cinofile e i militari del Goc, il Gruppo operativo Calabria dell'Arma. Dalle indagini è emersa una sistematica attività di spaccio. Gli indagati erano già noti alle forze dell'ordine.

Di seguito i nomi delle persone coinvolte nell'operazione denominata "All Inclusive" che ha portato all'arresto di 23 persone per reati in materia di stupefacenti: Antonio Scozzafava; Stefano Sestito; Giovanni Russo; Alessio Melina; Lorenzo Merante; Gennaro Corea; Antonio Nisticò; Andrea Granato; Gheorghe (detto Giorgio) Liciu; Domenico Rubino; Antonio Gualtieri (detto Cucuzza); Massimo Purcaro; Giuseppe Palaia; Giuseppe Barbuto; Mario Russo; Maurizio Colicchia; Santo Grande; Massimo Fazio; Giuseppe Tolomeo (detto "u barone"); Maurizio Anastasi; Fabio Valentino; Gennaro Alessio Spagnolo; Vittorio Garcea; Alfredo Benincasa; Filippo Potenza.

 

Spiccano i nomi dell'avvocato Gennaro Corea e del carabiniere Mario Russo che ha lavorato al reparto Operativo e. per anni è stato addetto alla tutela del Procuratore Generale per poi passare al reparto comando.

 

Russo fino a diversi mesi fa era in servizio presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catanzaro e successivamente, probabilmente proprio a causa delle indagini, è stato trasferito ad altro incarico.

 

Tra Russo e Corea sarebbero state intercettate numerose telefonate durante le quali si sarebbe fatto riferimento alla droga. Gli investigatori, durante le indagini, hanno compiuto numerosi riscontri alle conversazioni dei due indagati. 

 

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