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Aggiornato ilSab, 14 Dic 2019 10am

Ieri 23 novembre 2015, in Gioia Tauro (RC), i Carabinieri, unitamente a militari della locale capitaneria di porto, traevano in arresto GALLUCCIO Salvatore, di anni 47 da Gioia Tauro, già noto alle Forze dell'Ordine, per il reato di furto aggravato. Prefato veniva fermato e controllato, all’interno della darsena afferente al porto turistico, a bordo della propria autovettura bmw, ove abilmente occultava 02 taniche in plastica contenenti litri 50 di gasolio, appena asportato da una pilotina ormeggiata nel predetto porto.

Martedì 16 Novembre 2015, in Palmi (Reggio Calabria), i Carabinieri traevano in arresto ESPOSITO Antonio, di anni 38 da Taurianova, già noto alle Forze dell'Ordine, in atto ristretto presso la casa circondariale di Palmi ed intraneo alla nota famiglia di ‘ndrangheta dei Piromalli, egemone nella piana di Gioia Tauro, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria. Prevenuto, a seguito delle investigazioni effettuate dai militari dell’Arma, è ritenuto responsabile dei reati di rapina ed estorsione, aggravate dall’aver agito con metodologia mafiosa, occorsi in Gioia Tauro lo scorso luglio.

I Carabinieri di Gioia Tauro nella giornata di ieri  2 ottobre, in Contrada Ciambra di Gioia Tauro (Reggio Calabria), traevano in arresto AMATO Marcello, di anni 30, già noto alle Forze dell'Ordine, in esecuzione di ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi (RC). Amato dovrà espiare la pena detentiva di anni uno, mesi 11 undici e giorni ventuno di reclusione in regime domiciliare, in quanto ritenuto responsabile di ricettazione per fatti commessi in Gioia Tauro nell’ Aprile 2014.

I carabinieri del Comando di Gioia Tauro (Reggio Calabria) nella giornata di ieri primo ottobre hanno tratto in arresto nella cittadina della Piana MARZANO Santoro Massimo, di anni 41, già noto alle Forze dell'Ordine,  per essere evaso dagli arresti domiciliari.

Marzano infatti era stato arrestato lo scorso marzo con l'accusa di furto in appartamento. L'uomo, al termine degli adempimenti di rito, è stato riposto ai domiciliari.

ESPOSITO ANTONIO cl. ’76 è stato tratto in arresto la scorsa settimana dai militari della locale Stazione Carabinieri e del Nucleo Operativo della Compagnia di Gioia Tauro con l’accusa di estorsione. I militari operanti hanno bloccato Esposito, cogliendolo in flagranza di reato, sulla sua autovettura, una Fiat 600, sulla S.S.18 all’altezza del ponte di Petrace, con 1500 euro in trenta pezzi di banconote di 50 euro. Il denaro sarebbe infatti provente dell’estorsione appena consumata ai danni di una coppia di imprenditori con attività a Gioia Tauro. L’arresto è stato possibile grazie al coraggio della donna della coppia, R. E. , che ha denunciato l’estorsione che andava avanti da tempo, collaborando così in maniera fattiva con le forze dell’ordine e dando un esempio incoraggiante a tutte le vittime di estorsione.

Esposito, nei confronti del quale è stato convalidato l’arresto da parte del Gip dott. Giulio De Gregorio su richiesta del Pubblico Ministero dott.  Domenico Cappelleri,  è stato trasferito presso il  carcere di Palmi. Ulteriori indagini in corso da parte degli inquirenti, volte al rintraccio di eventuali correi ed alla rivelazione di episodi analoghi.

Antonio Viola, 38 anni di Gioia Tauro (Reggio Calabria), arrestato nel giugno scorso insieme al fratello Eusebio in flagranza di reato dai Carabinieri specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” unitamente ai militari della Stazione CC di San Ferdinando (RC) in flagranza del reato di coltivazione e produzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana è stato scarcerato dal Gip di Palmi dott. Paolo Ramondino.

Su istanza del legale di Viola, avv. Elisabetta Cavallaro, il Giudice per le Indagini preliminari ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella meno afflittiva dell’obbligo di firma, atteso che l’imputato ha già manifestato la volontà di definire il procedimento a suo carico con la forma speciale del patteggiamento o in subordine del giudizio abbreviato.

Revoca della misura per il coimputato Eusebio Viola, assistito dall'Avv. Candeloro Parrello. Su istanza del legale, che segnalava l'analoga volontà di definire il procedimento con rito alternativo ed il venir meno delle esigenze cautelari, lo stesso è stato rimesso in libertà

Ieri 25 giugno 2015, i Carabinieri specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” unitamente ai militari della Stazione CC di San Ferdinando (RC) – competente per territorio – all’esito di una speditiva e proficua attività d’indagine hanno arrestato, in flagranza di reato, due fratelli originari di Gioia Tauro accusati di coltivazione e produzione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

Il rinvenimento, alquanto insolito, poiché avvenuto all’interno di in una zona di competenza dell’Asi, è relativo ad una vasta piantagione di cannabis indica, appunto, del tipo “Olandese Nana” – che negli ultimi anni sta letteralmente spopolando in terra calabra – la cui resa per singola pianta e principio attivo sembrano essere più allettanti per i “coltivatori”.

I Carabinieri insospettiti da quella auto in sosta anomala presso la II^ Zona Industriale di Gioia Tauro,  in un orario altrettanto insolito - subito dopo pranzo, hanno così deciso di intervenire cogliendo VIOLA Eusebio, nato a Gioia Tauro  il 03.04.1981, attualmente disoccupato ma prima impiegato presso il porto di Gioia Tauro, intento a prendersi cura della suddetta piantagione, in prefetto stato vegetativo e composta da ben 340 piantine. Il fratello VIOLA Antonio, nato a Gioia Tauro il 13.02.1977 anch’egli attualmente disoccupato, invece, fungeva da cd. palo aspettando, nella propria auto, che lo stretto congiunto finisse “i lavori”. Non vedendolo tornare ha, poi, provato a lasciare l’area ma è stato prontamente bloccato dai Carabinieri che avevano capito le sue intenzioni. 

I due fratelli, dopo i vari atti di rito, sono stati tradotti il primo, ovvero VIOLA Eusebio cl.’81 presso la Casa Circondariale di Palmi mentre il secondo, VIOLA Antonio cl.’77, agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

I Carabinieri dopo aver estirpato singolarmente tutte le piante il cui peso complessivo si aggirava intorno ai 55 kg. di sostanza stupefacente, le hanno bruciate in loco. 

Tanti gli interrogativi lasciati dall’odierna vicenda: l’ubicazione della piantagione in primis, l’effettivo ruolo dei due fratelli nel successivo smercio e commercializzazione della sostanza e se questi ultimi abbiano agito da soli o con il sostegno di qualcuno allo stato non ancora individuato.

Con gli arresti di ieri, si ripresenta, come ogni anno in questo periodo, l’annoso fenomeno del proliferare delle piantagioni di marijuana, un business antico e, purtuttavia, redditizio e, quindi, ancor più difficile da sradicare.

 

Prosegue incessantemente il piano nazionale sviluppato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza denominato “Focus ‘ndrangheta”, le cui linee strategiche sono definite in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la Polizia di Stato ha infatti svolto servizi integrati di controllo del territorio e di polizia giudiziaria nei comuni di Reggio Calabria, San Ferdinando, Rosarno, Palmi, Seminara, Melicuccà, Gioiosa Jonica e Bovalino. Le attività hanno impegnato in totale 4 equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, 2 equipaggi della Squadra Mobile, 58 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Calabria, 3 equipaggi del Commissariato di P.S. di Bovalino, 4 equipaggi del Commissariato di P.S. di Siderno, 2 equipaggi del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, 2 equipaggi del Commissariato di P.S. di Palmi, 3 equipaggi della Polizia Scientifica dei Commissariati di Gioia Tauro e Siderno, nonché, unità cinofile e personale e mezzi del V Reparto Volo di Reggio Calabria. Nel corso delle attività sono state controllate in totale 495 persone, 263 autoveicoli ed effettuate, altresì, 29 perquisizioni domiciliari, 4 controlli a persone sottoposte agli arresti domiciliari, 8 perquisizioni personali ed elevati 5 verbali al C.d.S. Durante lo svolgimento dei servizi, in Gioia Tauro, il personale del locale Commissariato di P.S., unitamente al personale del Reparto Prevenzione Crimine Calabria e alle unità cinofile di Reggio Calabria, ha tratto in arresto un 20enne responsabile del reato di possesso illegale di sostanze stupefacenti. Nello specifico, il personale di Polizia, durante una perquisizione domiciliare ha rinvenuto e sequestrato circa 90 grammi di marijuana e 35 grammi di hashish.

Un uomo di Seminara (Reggio Calabria) R.V. è stato arrestato con l’accusa di evasione dagli arresti domiciliari da parte degli agenti della Polizia Ferroviaria. L’uomo è stato scoperto dalla Polfer di Gioia Tauro durante un servizio di vigilanza all’interno della stazione ferroviaria della cittadina della Piana. Gli agenti operanti hanno, infatti, notato come l’uomo tentava di allontanarsi. Dopo averlo fermato e controllato è emerso che lo stesso si trovava sottoposto al regime degli arresti domiciliari, per tale motivo l’uomo di Seminara è stato arrestato con l’accusa di evasione. Un altro successo per la Polfer, considerato che complessivamente, l’attività messa in atto dal Compartimento di Polizia Ferroviaria “Calabria”, negli ultimi mesi ha portato alla denuncia più di 40 persone .

A GIOIA TAURO, ieri pomeriggio (30 maggio ’15), la pattuglia della Aliquota Radiomobile del N.O.RM., durante l’espletamento del consueto servizio di controllo del territorio, dopo aver carpito i movimenti sospetti di un autocarro IVECO mod. OM5010, riusciva a bloccarlo all’interno di uno stabilimento in disuso dell’A.P.O.R. Calabria, sito nei pressi del Quadrivio Spartimento a cavallo tra le municipalità di Gioia Tauro e Rosarno. Ivi, intento ad asportare via un ingente quantitativo di materiale ferroso, veniva sorpreso un pregiudicato gioiese, già noto alle Forze dell’Ordine, ovvero Pisano Roberto cl.’79 (vds. foto 01) che con gli “attrezzi del mestiere” (tra i quali un grosso flex) stava tagliando tubi e suppellettili in ferro. Il bottino era di 20 quintali di materiale che i CC hanno sequestrato e restituito agli aventi diritto. Il Camion e il flessibile invece sono stati sequestrati, sempre dai militari dell’Arma per successivamente essere confiscati, in quanto oggetti pertinenti al reato. Il ferro se rivenduto sul parallelo mercato illecito avrebbe fruttato 100 euro ogni 10 quintali circa.

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