14102019Lun
Aggiornato ilDom, 13 Ott 2019 5pm

Una pensionata di 65 anni incensurata, a Firenze, aveva pensato di arrotondare la sua pensione spacciando eroina ma i suoi movimenti sospetti non sono passati inosservati. E così è stata arrestata ieri dagli agenti della Squadra mobile di Firenze per detenzione ai fini di spaccio di eroina. Insieme a lei tre uomini di 34, 43 e 48 anni.

Il gruppetto è stato bloccato a bordo di due auto al casello autostradale di Firenze Nord. Nelle auto la Polizia ha sequestrato 18 panetti di eroina. Il valore dei 9 chili di droga sul mercato è di oltre un milione di euro.

La polizia giudiziaria marocchina, unitamente ai locali servizi di sicurezza, a seguito delle precise informazioni fornite dalla Guardia di Finanza, dall’Interpol e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ha catturato, dopo anni di latitanza, uno dei più pericolosi narcotrafficanti italiani rimasti ancora in circolazione, ROLLERO Marco Torello (classe ‘55), inserito dal dicembre 2013 nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.

La carriera criminale del ROLLERO Marco Torello, latitante dal 2010, genovese di nascita ma romano d’adozione, si protrae, ininterrottamente, da circa 35 anni, qualificandosi come uno dei principali narcotrafficanti italiani, conosciuti anche all’estero, strettamente legato a diverse cosche di ‘ndrangheta, anche se, in passato, non ha disdegnato di fornire i propri “servigi” a diverse famiglie mafiose appartenenti a “Cosa Nostra”.

Il ROLLERO, nell’era della globalizzazione di tutti i traffici, anche di quelli illeciti, può essere definito come vero e proprio broker mondiale della droga, al centro di interessi di ogni genere sull’asse Italia – Marocco (dove, nel frattempo, era riparato per sottrarsi alla cattura) – Sudamerica.

Negli ultimi due anni, in particolare, il narcotrafficante è stato oggetto di un’articolata indagine, condotta dai finanzieri del Gruppo di Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica della capitale, Direzione Distrettuale Antimafia, conosciuta come operazione Buena Hora 2, che ha riguardato le condotte criminose di alcuni esponenti della ’ndrangheta, stanziatisi, nel tempo, proprio nella città di Roma.

L’attività di indagine culminava, lo scorso 20 gennaio, con l’esecuzione di un provvedimento di cattura nei confronti di 35 soggetti, accusati, a vario titolo, di plurime fattispecie penalmente rilevanti, aggravate dall’aver favorito la ‘ndrangheta, cui il ROLLERO Marco Torello riusciva a sottrarsi riparando in Marocco.

Quest’ultima indagine consentiva di accertare numerose condotte di narcotraffico poste in essere dal ROLLERO, in grado di inviare settimanalmente, dal Marocco all’Italia, circa 1000 kg. di stupefacente in Italia.

La droga, cocaina dal Sudamerica e hashish, dall’Africa, veniva importata anche per conto di soggetti contigui a cosche di ‘ndrangheta di San Luca (RC), quali i “Giorgi alias Cicero” ed i “Mammoliti alias Fischiante”.

Il nome di ROLLERO Marco Torello, fino a giorni nostri, è stato accostato a quello di altri due noti narcotrafficanti italiani:

Massimiliano AVESANI, detto “il Principe”, classe ‘61, latitante dal 2011 e catturato nel luglio 2013, dalla Squadra Mobile di Roma;
Roberto PANNUNZI, detto “Bebè”, classe ‘48, arrestato a Bogotà (Colombia) nel settembre 2013 e successivamente estradato in Italia.

I tre citati soggetti, per anni, hanno costituito una vera e propria holding del narcotraffico mondiale, che ha acquisito il monopolio del traffico di stupefacenti dall’estero verso l’Italia.

All’atto del suo arresto ROLLERO Marco Torello era destinatario dei seguenti provvedimenti di cattura:

a. ordine di esecuzione per la carcerazione n. 418/2010 SIEP, emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma, in data 13.05.2010, in base al quale il soggetto deve espiare la pena di anni 6, mesi 1 e giorni 13 di reclusione, per il reato di cui all’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90;

b. mandato di cattura in ambito Schengen, inserito in data 12.07.2010, per violazione dell’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90;

c. ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 33285/13 RGNR – 14325/13 RGIP, emessa dal Tribunale di Roma, il 08.01.2015, per violazione dell’art. 73 e 74 DPR 309/90;

d. mandato di cattura in ambito Schengen, inserito in data 15.01.2015, per violazione dell’art. 73 comma 4 D.P.R. 309/90.

Si può tranquillamente affermare che l’odierna operazione pone definitivamente la parola fine alle illecite condotte poste in essere dall’ultima primula rossa del narcotraffico italiano.

L’importante risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione internazionale con il collaterale marocchino, curata dalla Guardia di Finanza, avvalendosi anche delle specifiche competenze di Interpol e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in costante sinergia operativa.

Una donna di sessanta anni, della provincia di Reggio Calabria, è stata arrestata a Roma dagli agenti della Polizia di Stato. S.M., queste le iniziali del nome della donna, già coinvolta precedentemente in un’indagine  per droga e arrestata per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti è stata bloccata all’uscita di casa sua ieri dalle forze dell’ordine. I militari, nonostante le urla e l’ostruzionismo della donna hanno effettuato una perquisizione presso la sua abitazione dove, con l’ausilio delle unità cinofile hanno rinvenuto  nell’armadio della camera da letto del figlio,  una borsa contenente 150 grammi di hashish e, continuando nelle ricerche, altri 11 chili di droga dello stesso tipo all’interno di un’ intercapedine ricavata nel sottotetto dello stabile. Oltre all’ingente quantità di droga, all’interno della casa della donna originaria della provincia di Reggio Calabria, arrestata con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione di armi clandestine, sono state rinvenute altresì due pistole, una Bernardelli ed una  Smith & Wesson,  con matricola abrasa.

Un uomo di 32 anni, residente a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, è stato arrestato per i reati di rapina, maltrattamenti in famiglia ed estorsione continua ed aggravata.
Il 32enne infatti spinto dalla necessità di comprare droga, da tempo minacciava la madre, chiedendole soldi per l'acquisto di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia di Stato hanno provveduto al fermo. In particolare i poliziotti rispondevano alla richiesta di aiuto della donna, la quale dopo aver prelevato denaro per il figlio, era stata costretta anche a recarsi al Parco Verde di Caivano per l'acquisto di droga, dosi di eroina, cocaina e crack da consegnare al rientro a casa. 

Stava trasportando sulla sua automobile lungo l’Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria dieci chilogrammi di cocaina, un uomo di 39 anni residente in provincia di Reggio Calabria.

L’uomo, con precedenti penali e del quale non è stato ancora reso noto il nome è stato fermato nel pressi dello svincolo autostradale di Lauria (Potenza), dove le unità cinofile hanno scoperto la sostanza stupefacente nascosta all’interno degli sportelli posteriori. L’uomo è stato subito arrestato, e la cocaina, dal valore di circa due milioni di euro sequestrata. In particolare la droga - da cui si sarebbero potute ricavare circa 50 mila dosi - aveva un grado di purezza del 75%: sugli involucri di cellophane, c'era il simbolo di un ananas, "segno distintivo - hanno spiegato gli inquirenti - della provenienza da una specifica area di produzione colombiana".

Migliaia di piante di marijuana per un valore di oltre dieci milioni di euro. È questa la sensazionale scoperta che hanno effettuato i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza nell’operazione denominata “DRY HEMP”. I finanzieri hanno infatti scoperto e posto sotto sequestro una imponente centrale adibita alla coltivazione, raccolta, essiccazione, stoccaggio, confezionamento e distribuzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. In particolare sono stati scoperti altresì tre casolari, utilizzati per la coltivazione delle piante di marijuana, per l’essiccazione e come laboratorio. Le oltre tremila piante rinvenute ed i circa due quintali di “erba” stipati in cinquanta balle, ciascuna contenente un quantitativo di stupefacente variabile tra i due e i cinque chilogrammi, sono state immediatamente poste sotto sequestro. Nel corso della perquisizione è stato scoperto un avanzatissimo sistema utilizzato per la produzione, costituito da un impianto - a livello “industriale” - di essiccazione intensiva, completo di apparato di areazione perfettamente funzionante nonché di un sistema di illuminazione, capace di sfruttare al meglio la luce naturale - per mezzo appositi pannelli trasparenti installati al soffitto - integrato da lampade alogene oltre ad un impianto di irrigazione e di riscaldamento.

 

Oltre due chili e mezzo di canapa indiana e diverse centinaia di cartucce sono state trovate nel corso di una intensa battuta iniziata alle prime luci dell’alba e proseguita incessantemente per ore, dagli Agenti del commissariato di Taurianova. I poliziotti hanno infatti ispezionato degli agrumeti siti nelle vicinanze della Frazione di San Martino di Taurianova quando la loro attenzione è stata attirata da alcuni viottoli ed angusti passaggi che si aprivano nell’intricata vegetazione composta prevalentemente da rovi e piante di tipo rampicante che avevano completamente ricoperto gli alberi di arancio, tanto che l’agrumeto appariva abbandonato ed incolto, sicuramente da diversi anni.

Una volta addentratisi nella fitta vegetazione, quasi al centro del fondo agricolo, gli Agenti hanno notato una vasta area disalberata la quale presentava segni evidenti di una pregressa illecita attività di coltivazione di piante di cannabis indica; continuando a perlustrare il fondo, i poliziotti hanno rinvenuto un contenitore in plastica, dal quale fuoriusciva un inconfondibile odore di marijuana.

All’interno del bidone sono stati trovati quattro diversi involucri contenenti della sostanza vegetale in ottimo stato di essiccazione e di conservazione che le successive analisi compiute dalla Polizia Scientifica accertavano essere canapa indiana per un peso complessivo superiore ai due chili e mezzo.

Al rinvenimento della marijuana è seguita il ritrovamento di un ulteriore bidone, simile al primo, all’interno del quale erano state occultate diverse centinaia di cartucce sia per fucile che per pistola oltre all’occorrente per la fabbricazione di munizionamento da caccia (polvere da sparo, borre, inneschi).

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro per essere messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che coordina le indagini volte alla individuazione dell’autore della condotta criminosa.

Rosarno (Reggio Calabria). Un vero e proprio deposito per gli spacciatori. È questa la scoperta effettuata dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e della tenenza di Rosarno che hanno trovato in località Pian delle Vigne mezzo chilo di eroina, 100 grammi di hascisc e un chilo di marijuana già essiccata e pronta per essere venduta all'interno di un bidone di plastica nascosto in una sterpaglia in un terreno senza recinzione. Il rinvenimento della droga è giunto nel corso di una delle tante operazioni di controllo del territorio che i carabinieri effettuano nel territorio di Rosarno. Secondo quanto è emerso la droga era stata nascosta in quella zona per essere tirata fuori da alcuni venditori che al momento sono da identificare.

Ben 37 kg di marijuana sono stati individuati e sequestrati dalla compagnia della Guardia di Finanza di Crotone sulla spiaggia di Gabella Grande, a nord del capoluogo pitagorico. Il rinvenimento, di cui però è stata resa nota la notizia solamente questa mattina, risale a domenica scorsa. Due finanzieri, liberi dal servizio, passando in auto in quella zona, hanno visto da lontano tre persone ferme in prossimita' della battigia. Dal punto d'osservazione dei militari era visibile anche un voluminoso involucro adagiato sulla sabbia.
  Insospettiti dalla circostanza, anche in considerazione del cattivo tempo che imperversava, i finanziari si sono avvicinati ma i due uominii, dopo aver abbandonato il pacco, si sono allontanati repentinamente in direzione della boscaglia, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Nel pacco recuperato dai militari c'erano venti panetti di marijuana, accuratamente confezionati, per un peso complessivo di 37 chilogrammi.Sospettando che fosse da poco avvenuto uno sbarco a mezzo di una imbarcazione veloce, il Comando delle Fiamme Gialle ha disposto ulteriori ricerche che hanno impegnato per tutta la serata le pattuglie del 117 Contestualmente e' stata attivata la Sezione Operativa Navale di Crotone per la ricognizione marittima della zona, ma anche in questo caso le ricerche non davano esito. I "baschi verdi" hanno quindi eseguito il sequestro della marijuana che, immessa sul mercato, avrebbe fruttato non meno di 120.000 euro. L'operazione, coordinata dal magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Crotone, Alessandro Riello, conferma, secondo gli inquirenti, che le coste crotonesi sono interessate da rilevanti traffici di sostanze stupefacenti proprio ieri infatti sulla spiaggia di Cirò Marina sono stati ritrovati 40 kg di marijuana

Tragedia sfiorata in America, dove una bimba di 4 anni è stata trovata in possesso di 250 bustine di eroina purissima. La piccola era in asilo e stava giocando con alcuni compagni, quando l'insegnante si è fortunatamente accorta che aveva qualcosa in mano, così ha afferrato una delle bustine, mentre i piccoli protestavano ad alta voce, insistendo che erano “zuccherini”.

La maestra ha immediatamente chiesto aiuto alle colleghe,ed insieme hanno confiscato le bustine, chiamando subito la polizia e convocando il pronto soccorso medico. Fortunatamente nessuno dei bambini aveva ancora avuto il tempo di aprire e assaggiare i “dolcetti”. I piccoli sono stati trasportati in ospedale per controlli e accertamenti. La polizia di Selbyville, nel Delaware, è rimasta sbigottita davanti alla quantità di droga che la piccola di quattro anni aveva nello zainetto: ben 250 bustine di eroina, sufficienti per causare overdosi letali a tutti i bambini della classe. La madre della bimba, la signora Ashley Tull è stata arrestata e poi rilasciata su cauzione. Dovrà rispondere di possesso di droghe pesanti e di aver messo a repentaglio la vita dei bambini. La sua figlioletta, e altri due figli di 9 e 11 anni, sono stati affidati ai nonni.

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