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Aggiornato ilVen, 13 Dic 2019 9pm

Medici di guardia medica, del Pronto Soccorso, ospedalieri, medici del lavoro e medici legali ma anche medici del 118: l’escalation di violenza non risparmia alcuna categoria medica e quanto accaduto sabato scorso a San Ferdinando, durante un intervento dell’ambulanza, è l’amara riprova che la provincia reggina si trova in un’autentica situazione emergenziale. Lavorare in queste condizioni, nel compito delicato di tutelare la vita e la salute del cittadino, è praticamente impossibile. Diciamo, anzi urliamo, “basta”. Basta alle violenze, basta alle aggressioni, alle minacce, alle intimidazioni, alle vessazioni nei confronti di chi opera in sanità, in prima linea ed in prima persona per salvare la vita umana. La misura è colma, i medici reggini sono continuamente oltraggiati ed offesi nella propria dignità professionale da un sistema che non garantisce condizioni di sicurezza e continua a sovraesporre chi opera in campo sanitario. Ognuno per la sua parte si metta una mano sulla coscienza e reciti il proprio mea culpa in quanto, più e più volte, abbiamo denunciato che questo stato di cose è generato da un insieme di fattori: sovraesposizione mediatica ingiusta ed ingiustificata, querele e liti temerarie, risorse umane e mezzi assolutamente insufficienti ad assicurare risposte ai pazienti calabresi. A tal riguardo sarebbe opportuno definire le lacune del sistema (mancanza dei medici, definizione dei posti primariali ecc.) in modo da poter riportare la sanità nella provincia reggina fuori dalla provvisorietà. Quanto avvenuto a San Ferdinando, purtroppo, è l’ennesimo episodio di una lunga serie a cui siamo costretti ad assistere impotenti ma non silenti e, da oggi, ci dichiariamo pronti a mettere in atto azioni ancora più eclatanti se non riceveremo risposte adeguate o se dovessero verificarsi ulteriori casi del genere. Ogni qual volta che un collega ha denunciato siamo stati solerti ad esprimere la nostra incondizionata solidarietà e vicinanza ai sanitari coinvolti; ci siamo appellati al Ministro della Salute, al Prefetto, alla politica ed a tutte le istituzioni competenti; abbiamo invocato un’ispezione ministeriale per verificare che fossero rispettate le condizioni di sicurezza ma, con amarezza, constatiamo che il nostro richiamo è caduto nel vuoto. Abbiamo invocato anche una maggiore collaborazione da parte dei pazienti e dei loro familiari poiché l’unica strategia vincente risiede nell’alleanza terapeutica fra medico e paziente. E ci lascia basiti il fatto che quando la vittima è il medico nessuno si indigna, quando il sanitario è in torto presunto assistiamo ad un tiro al bersaglio nei suoi confronti. Tuttavia, l’ultimo episodio è grave ed inquietante ed è costato un’infrazione costale con contusioni multiple al collega Antonello Morabito, in servizio presso il 118 di Gioia Tauro. Una prognosi di trenta giorni per curare le ferite del corpo; ed un’onta che nell’animo nessuno potrà mai cancellare. L’equipe era intervenuta sul luogo di un incidente stradale che aveva coinvolto più autovetture e, tra i feriti, solo una donna si trovava ancora all’interno di uno dei veicoli. I sanitari, quindi, hanno attuato i protocolli per i politraumatizzati ed a quel punto il marito della donna è andato in escandescenza filmando la scena con il proprio telefonino, inveendo con offese di ogni genere contro l’equipe per poi passare dalle parole ai fatti con una violenta aggressione fisica nei confronti del dr Morabito. Il medico, nonostante fosse stato malmenato e ferito, ha stoicamente accompagnato la paziente anche presso l’ospedale di Palmi per alcuni esami strumentali. Al rientro al Pronto Soccorso di Gioia Tauro, lo stesso sanitario ha subito un ulteriore tentativo di aggressione da parte dell’uomo che è stato bloccato da alcuni presenti. Solo dopo aver seguito la paziente, per diverse ore, il dr Morabito ha pensato a sé effettuando gli esami che hanno evidenziato l’infrazione costale e, successivamente, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. L’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, dunque, esprime sostegno e solidarietà al collega coinvolto ed a tutta l’equipe del 118 di Gioia Tauro e rinnova il ricordo di quei medici che, nella nostra Regione, negli anni passati, sono caduti sul campo vittime di una atroce ed incontrollata violenza. Per non dimenticare e perché mai più accada.

Annullata anche per Domenico Careri, imprenditore oleario di San Ferdinando, l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria con la quale gli erano stati concessi gli arresti domiciliari in sostituzione della custodia cautelare in carcere disposta dal GIP DDA nel processo "Provvidenza" riguardante la cosca Piromalli insediata sul territorio di Gioia Tauro, ma era stato confermato l’impianto accusatorio. Il provvedimento era stato impugnato dai difensori del Careri, avvocati Domenico Alvaro e Domenico Malvaso, per mancanza di motivazione in ordine alle ritenute condotte di concorso esterno in associazione mafiosa contestate al Careri ed al figlio Gioacchino, nei cui confronti la stessa ordinanza è stata annullata nei giorni scorsi dalla Corte Suprema di Cassazione.

Dopo l'articolata discussione dei difensori (Avv. Malvaso e  Giuseppe Alvaro in sostituzione di Domenico Alvaro) la Corte di Cassazione ha disposto  l'annullamento del provvedimento del TDL anche nei confronti del padre, Domenico Careri, rinviando per un nuovo esame del quadro indiziario ritenuto inadeguato a giustificare la misura cautelare. 

Il Careri, che si è sempre protestato  innocente, ha prodotto tramite i suoi legali una corposa documentazione, con indagini difensive, dalla quale risulta l'assoluta sua  estraneità  agli affari dei  Piromalli. Nel caso specifico si tratta della gestione della società Madoro che negli Stati Uniti commercializzava come olio extra vergine l'olio di sansa acquistato da diversi anni dalla ditta dei Careri, anche prima dell’ingerenza di Ninello Piromalli, figlio di Pino "Facciazza", ritenuto dagli inquirenti al vertice della cosca omonima.

Nella tarda serata di ieri, presso la 2^ Zona Industriale di San Ferdinando, nel corso di  un  mirato servizio di controllo del territorio teso alla prevenzione e repressione dei reati predatori  i Carabinieri  della  locale Stazione hanno tratto in arresto Berlingeri Cosimo, di anni 35, e Bevilacqua Damiano, di anni 29, entrambi pregiudicati.

In particolare, i Carabinieri, giunti nei pressi della zona industriale, notavano  un furgone  uscire a forte velocità da un capannone. Alla vista dei militari, il conducente aumentava la velocità cercando di far perdere le proprie tracce ma, dopo un breve inseguimento per le vie limitrofe, i due venivano raggiunti e sorpresi con il carico poco prima asportato, un gruppo elettrogeno e del materiale ferroso.

I due, arrestati in flagranza per il furto aggravato e per resistenza a pubblico ufficiale, venivano accompagnati presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro dove, una volta terminate le formalità di rito, venivano dichiarati in stato di arresto e posti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.

 

Sostenere le ragioni di chi pretende impunità, dopo aver insozzato il paese abbandonando i rifiuti agli angoli delle strade è tradimento della comunità e pugnalata ignobile alle spalle dei tanti cittadini che, in modo disciplinato, attuano virtuosamente la raccolta differenziata.
Altrettanto ignobile è spacciare per oscura pratica clientelare la promozione dell’impegno volontario di giovani che, presso la Tendopoli, avranno diritto solo a un rimborso spese inferiore ai 4 Euro lordi per ogni ora.
E’ ignobile, ancora, credere e far credere che gli interventi di manutenzione e di decoro, all’interno del cimitero, nascano dal bisogno di privilegiare o recare danno a un cittadino in particolare.
I consiglieri Varrà e Oliva amano presentarsi come impavidi cavalieri pronti a difenderei i deboli e gli oppressi . In verità, essi sono velenosi maldicenti che, dietro le insolenze denigratorie, nascondono solo frustrazione, fragilità civica e tutta la loro insignificanza politica.
Contro tutti i barbari, questa Amministrazione è fermamente determinata a scrivere una narrativa nuova di riscatto e di redenzione e a fare del decoro civile la cifra della riconoscibilità di San Ferdinando in tutta la Piana.
Andrea Tripodi, sindaco

"È a San Ferdinando, cittadina nella piana di Gioia Tauro, che un uomo over 30 si si è portato a casa 500 mila euro con un “Doppia Sfida” di Gratta e Vinci. La vincita è stata realizzata nel punto vendita di Serafina Cannatá in Rimessa 77.

“A’ fortuna si ripigghiau! Come si dice dalle nostre parti. Infatti, arriva quando meno te lo aspetti! Certo, non c’aspettavamo che si fermasse  nel nostro punto vendita e con una vincita così importante! In paese si diffonderà subito la voce e tutti vorranno sapere chi ha vinto! Vincere mezzo milione di euro mica capita tutti i giorni”, ha dichiarato Serafina Cannatà titolare del punto vendita.

Dall’inizio dell’anno Gratta e Vinci ha distribuito in Calabria vincite per oltre  37 milioni di euro. In tutta Italia, nello stesso periodo di riferimento, Gratta e Vinci ha distribuito premi per un importo complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro e sono già 37 i neo paperoni che si sono aggiudicati le vincite massime, cioè i premi da 500 mila euro in su messi in palio dai biglietti."

 

Sarà una corsa a due quella che decreterà il prossimo primo cittadini di San Ferdinando. A contendersi la poltrona di sindaco, il prossimo 13 novembre, saranno Michele Oliva della lista “Abbiamo un Sogno” ed Andrea Tripodi sostenuto da “Identità e Trasparenza”.

Lista “Abbiamo un Sogno” Oliva Sindaco

Arcieri Antonella, Campisi Maria, Costa Salvatore, Cotrone Roberta, Gaudioso Antonio, Petracca Rocco, Purrone Michela, , Spataro Valentina,Tavella Carmelita, Varrà Michele.

Lista “Identità e Trasparenza” con Tripodi Sindaco

 Bonasera Salvatore, D’Agostino Rosa, Di Lorenzo Giovanni, Di Tommaso Antonio, Gaetano Gianluca, Lagana’ Angelo, Lianza Giuseppe, Loiacono Irma, Mandaglio Giuseppe, Mumoli Sabatino, Paparatto Vittorio, Stucci Alex.

 

Nota stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Il 22 settembre 2016, in San Ferdinando (RC) i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto PELLICANÒ Salvatore, di anni 39 da San Ferdinando, già noto alle FF.OO., poiché ritenuto responsabile dei reati di  detenzione illecita di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione e furto aggravato in concorso, in esecuzione all’ordine di carcerazione, emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria. Prefato dovrà espiare la pena di anni 1 mesi 2 e giorni 02 di reclusione, per i fatti commessi in San Ferdinando nel 2013.

È nata a San Ferdinando una nuova associazione sportiva denominata “ ASD NOVA SANF”, che parteciperà al prossimo campionato di Terza Categoria organizzato dalla F.G.C. L.N.D.

L’idea di questo nuovo progetto nasce dall’iniziativa spontanea di alcuni volenterosi del luogo, tra cui è stato nominato Presidente il giovane imprenditore sanferdinandese Gambardella Gennaro, i quali hanno dato vita e posto le basi per dare sfogo e divertimento ai tantissimi giovani e meno giovani che in altre categorie non  fanno parte per vari motivi.

Lo spunto per la realizzazione di questa iniziativa è arrivato dalla richiesta di tantissimi ragazzi che vogliono mettersi alla prova sportivamente ma anche per socializzare, creare nuovi spazi sociali, divertirsi giocando ma anche impegnarsi nel sociale. Infatti oltre al lato tecnico specifico, si vuole cercare anche di promuovere il territorio con eventi speciali che, certamente sono già in programma nelle previsioni dei dirigenti .

La preparazione fisica è  iniziata da circa 10 giorni, sotto la guida tecnica di Mister Pino Spanò, fresco abilitato UEFA B, già noto in queste categorie avendo vinto qualche campionato con l’altra squadra di San Ferdinando che ora milita in Prima Categoria, che si avvarrà della collaborazione tecnica di Domenico Pugliese, Lucchese Giuseppe e Mumoli Domenico.

Fanno parte dello staff dirigenziale anche Tavella Vincenzo, Barbatano Davide, Lianza Giuseppe, Ventura Germano ( Vice Presidente), Gambardella Daniele, Polimeni Giacomo, Muià Domenico, Galati Tommaso.

Numerosi i giocatori che faranno parte di questa Società, al momento sono circa 40 ragazzi ( tutti di San Ferdinando!!) tra i quali spiccano nomi di atleti già noti in queste categorie ( Raso Michele, Caratozzolo Rocco, Lucchese Giuseppe, Lo Schiavo Francesco, Costa Pasquale, Valerioti Domenico, Giacomo Macrì, Polimeni Giacomo l’espertissimo e sempre valido portiere Condina Domenico,  con un mix di ragazzi alle prime esperienze che sicuramente si faranno notare in questo campionato.

L’obiettivo è chiaramente quello di disputare un campionato tranquillo, coinvolgere più ragazzi possibili, formare un team assortito ed unito, ma anche quello di mettere in atto iniziative sociali e, perché no anche culturali.

Torna alta l’attenzione sulla questione “canalone dei veleni”.

Ritenuti infatti infruttuosi gli esiti dei numerosi tavoli tecnici finora succedutisi, soprattutto alla luce del fallimento del piano di intervento predisposto da ultimo il 31 agosto, nella mattinata di oggi un nutrito gruppo di cittadini ha intrapreso una simbolica iniziativa di sommaria bonifica autogestita del canalone. Obiettivo della “protesta delle carriole” la chiusura della foce del canale mediante lo scarico di sabbia, in attesa dell’intervento coordinatore dell’ISPRA, come già avvenuto in Liguria in un analogo disastro di appena pochi mesi fa.

Nella tarda mattinata, una delegazione composta da membri del Comitato e da cittadini è stata ricevuta dal primo dirigente del Commissariato di Polizia di Gioia Tauro, dott. Auriemma, il quale ha rassicurato gli attivisti sulla propria volontà di aprire un canale di dialogo diretto con il nuovo Prefetto di Reggio Calabria, di prossimo insediamento. Solo all’esito di tale incontro la clamorosa protesta è rientrata.

Seguiranno, nei prossimi giorni, iniziative informative per consentire a tutti i cittadini di prendere atto dell’ingiustificabile inerzia di tutti gli enti coinvolti, e di contrastarla nelle modalità che verranno ritenute più adeguate.

Il Consigliere Giovanni Arruzzolo, presidente del gruppo Ncd alla Regione, ha incontrato l’avv. Michele Varrà e la dottoressa Cristina Broso, membri del Comitato “7 Agosto” di San Ferdinando in relazione ai problemi derivanti dall’inquinamento ambientale delle coste del basso tirreno calabrese, con particolare riferimento al canalone nell’area di manovra dell’Autorità portuale di Gioia Tauro.

“Le civili ma ferme proteste del Comitato “7 Agosto” – dice Arruzzolo – devono necessariamente trovare risposte e soluzioni. La Regione ha già avviato una serie di incontri costituendo un apposito tavolo tecnico che intervenga sulla questione, ma è, parimenti, necessaria una robusta assunzione di responsabilità politico-amministrativa per individuare i tempi dell’intervento di risanamento e di bonifica del canalone. I primi interventi tecnici sono stati comunque decisi, ma, rilevo ancora, chiederò una convocazione apposita della quarta Commissione consiliare affinché  i cittadini di San Ferdinando ed il Comitato “7 Agosto” siano auditi dall’organismo. Il protagonismo democratico – conclude Arruzzolo – è certamente uno straordinario impulso per la politica, ma la politica deve anche trovare risposte immediate e convincenti soprattutto sui temi della salute e dell’ambiente”.    

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