12122019Gio
Aggiornato ilMer, 11 Dic 2019 8pm

Finalmente le coppie che sognavano una romantica cerimonia sulla spiaggia, quelle cerimonie da film a piedi nudi ed in riva al mare, da ieri potranno vedere coronato il loro sogno. Sabato 19 settembre infatti una coppia milanese Daniela ed Antonio, ma originaria del Sud, si è unita in matrimonio con rito civile difronte ad uno spettacolare tramonto che ha fatto da scenografia. L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione Prefettizia del Comune di San Ferdinando, con l’obiettivo di una maggiore fruizione del territorio, e sta riscuotendo il suo primo successo. San Ferdinando infatti, è una cittadina famosa per le sue lunghe spiagge ed i suoi tramonti. Il comune è tra i primi in Italia ad offrire questa opportunità alle coppie di futuri sposi che desiderano questo tipo di location per vivere il giorno più importante della loro vita. "Siamo tra i primi comuni in Italia ad istituire questi matrimoni che hanno già registrato un grande successo a Rimini, Fano, Pescara, in Costa Smeralda e in poche altre città italiane. Speriamo di aver offerto un gesto gradito alle coppie che vogliono vivere una giornata indimenticabile in uno degli scenari più suggestivi e romantici”,  ha dichiarato Francesco Greco il funzionario della Commissione Straordinaria. Un augurio speciale ovviamente va agli sposi Daniela ed Antonio.

Il maltempo che da ieri imperversa in tutta la Calabria e soprattutto nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria ha creato notevoli disagi ai cittadini.

Molte strade sono allagate, nella giornata di ieri una frana si è verificata a causa della pioggia la linea ferroviaria Reggio Calabria - Melito Porto Salvo ed a causa della stessa la circolazione dei treni è rimasta sospesa dalle 12.45 alle 13.50. Sempre in provincia di Reggio Calabria i vigili del fuoco hanno dovuto far fronte a centinaia di interventi per rimuovere alberi caduti sulle strade, aiutare automobilisti rimasti in panne e risolvere allagamenti di scantinati.

Impressionanti questa mattina le condizioni in cui versava il lungomare di San Ferdinando, dove gli abitanti si trovavano da un lato il Mar Tirreno e dall’altro “il mare” creato dalla pioggia.

Per la giornata di oggi  la Protezione Civile ha ravvisato “una criticità per rischio idrogeologico su gran parte della Sicilia e della Calabria oltre ad una criticità rossa sulla Calabria centro-meridionale, mentre è prevista criticità arancione sulle restanti zone della Calabria”.

Prosegue il serrato controllo della Polizia di Stato nell’ambito del piano di azione nazionale e transnazionale “Focus ‘ndrangheta”. La settimana scorsa sono stati impiegati a Reggio Calabria ed in particolare nei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando, complessivamente 2 equipaggi dell’UPGSP, 2 equipaggi della Squadra Mobile, 29 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, personale della Polizia Scientifica di Reggio Calabria nonché equipaggi e velivoli del 5° Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria. Le attività operative si sono concretizzate effettuando posti di controllo e sono state identificate 278 persone, controllati 154 autoveicoli, effettuate 13 perquisizioni personali, 13 perquisizioni domiciliari e sono stati, altresì, elevati 11 verbali per infrazioni al C.d.S. Infine, in Rizziconi, nel corso di una perquisizione domiciliare è stata denunciata 1 persona per detenzione illegale di 1 fucile cal.12 con relativo munizionamento.

Gli interventi sono stati effettuati dal personale tecnico del Dipartimento di Vibo Valentia a ridosso del Ferragosto presso l’area della foce del fiume Mesima e presso i punti di balneazione prospicienti i comuni di Nicotera e Joppolo. E’ stato richiesto anche l’intervento del personale tecnico del Dipartimento di Reggio Calabria, coordinati dalla dott.ssa Letteria Settineri che, insieme al personale della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, ha ispezionato l’area del Mesima e i punti di balneazione ricadenti nella provincia di Reggio Calabria.

“I tecnici – fa notare il Direttore del Dipartimento di Vibo Valentia dell’Arpacal - hanno rilevato la presenza di pregresse opere di sbarramento presso la foce del fiume, che causavano la formazione di vaste aree di acqua stagnante, con schiume consistenti sulla superficie e ai margini delle aree. L’interruzione in più punti dello sbarramento consentiva il libero deflusso delle acque che raggiungevano il litorale prospiciente la foce con interessamento delle acque marine. Veniva rilevata anche la presenza di rifiuti solidi nelle acque e lungo la strada che conduce alla spiaggia”.

Per valutare il potenziale rischio ambientale e sanitario sono stati così effettuati campionamenti nelle aree di acqua stagnante per le analisi chimiche, microbiologiche e tossicologiche.

“I primi risultati – fa sapere la dr.ssa Diano - hanno evidenziato un’elevata carica batterica (30.000 cell/100 ml di E.C. e 20.000 cell/100ml di E.I.) e microalgale. E’ in corso l’identificazione del fitoplancton. Le analisi microbiologiche, effettuate sui campioni prelevati il 12 agosto sui punti di prelievo delle aree di balneazione dei comuni di Nicotera e Joppolo, hanno dato risultati conformi ai valori normativi. Questi risultati analitici non sono in contrasto con quanto evidenziato nell’area di foce, poiché la diluizione, l’intensità e la direzione della corrente e del vento intervengono come fattori influenzanti le condizioni di balneabilità, favorendo la naturale capacità depurativa del mare”.

“Considerato quanto rilevato visivamente, però – conclude la dr.ssa Diano - non si può escludere che, durante il corso di mareggiate e/o di eventi meteo rilevanti, le acque dell’area di foce possano interessare notevolmente le aree di balneazione con conseguente rischio sanitario. Gli Enti competenti sono stati informati e invitati ad adoperarsi con le adeguate misure di gestione per il risanamento dell’area”.

Nella notte tra il 26 ed il 27 luglio scorsi, a San Ferdinando (Reggio Calabria), nei pressi della 1° zona industriale, un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, interveniva prontamente, traendo in arresto, in flagranza di reato, ZUNGRI Vincenzo, di Rizziconi, di anni 56 e CARBONE Michele, di anni 46, entrambi pluripregiudicati anche per reati specifici, quest’ultimo in atto affidato in prova ai servizi sociali. I Carabinieri, con lucidità e rapidità, coglievano i predetti mentre, all’interno del capannone della ditta “Ekotec”, erano intenti ad asportare un ingente quantitativo di materiale ferroso vario, che stavano caricando su un trattore con rimorchio, anch’essi di dubbia provenienza su cui sono in corso i relativi accertamenti.

Nella circostanza, venivano rinvenuti e sequestrati, anche, una motosega circolare appena asportata e diversi arnesi da scasso trovati indosso ai due malviventi.

Gli arrestati venivano tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

“Se fino a qualche giorno fa avevamo un vago sospetto, le foto che oggi sono arrivate alla nostra attenzione dovrebbero far aprire gli occhi alle istituzioni – afferma il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci – è palese che le condizioni del mare in Calabria, in particolare nel tratto tra Nicotera Marina  e il Porto di Gioia Tauro non siano proprio eccellenti, e la schiuma marrone che ha invaso il litorale è il chiaro segnale che qualcosa non funziona, se - continua Nesci –non dipende dai depuratori, allora è doveroso effettuare ulteriori accertamenti per scoprirne la natura”.

La denuncia dell’U.Di.Con., nasce a seguito della ricezione di foto segnaletica ed un video amatoriale inviate da alcuni bagnanti allarmati dalle pessime condizioni in cui si presenta il mare in questi giorni, in particolare nel tratto compreso tra un “piccolo ruscello” di Nicotera Marina e la scogliera, nel quale è stata avvistata una lunga striscia marrone maleodorante che non permetterebbe ai cittadini neanche di immergersi in acqua.

Siamo seriamente preoccupati per la salute dei cittadini, purtroppo la segnalazione della scorsa settimana non è un caso isolato, per questo – prosegue il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci – abbiamo immediatamente allarmato la Capitaneria di Porto e la Regione Calabria affinché effettuino un controllo urgente delle acque, non vorremmo infatti arrivare al punto tale da dover richiedere l’affissione di cartelli con il divieto di balneazione, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe sulla stagione turistica ”.

 Nell’operazione Eclissi 2  eseguita  questa mattina e che ha portato all’arresto di dieci persone ritenute esponenti dei clan di ndrangheta Bellocco – Cimato e Pesce – Pantano di San Ferdinando particolare rilievo hanno assunto le dichiarazione della testimone di giustizia Annina Lo Bianco, trentaquattrenne moglie di Gregorio Malvaso.

La stessa ha infatti dichiarato ai magistrati della DDA di Reggio Calabria, così come riportato in ordinanza “mio marito è inserito in circuiti di criminalità organizzata, era affiliato alla cosca BelloccoLa famiglia Bellocco è stata la rovina di San Ferdinando. Io stessa ho frequentato la casa Bellocco, quando Malvasò iniziò a frequentare esclusivamente i Bellocco. A San Ferdinando qualunque fatto delittuoso era riconducibile alla famiglia Bellocco e agli affiliati alla stessa. La famiglia Bellocco è una famiglia mafiosa e fa paura”.

La Lo Bianco, che ha deciso di collaborare perché non voleva che i suoi figli crescessero “da ndranghetisti, spacciatori o sappiano utilizzare le armi” ed ha altresì affermato come Aurora Spanò sia la “capa.. colei che indirizzava il conto delle estorsioni..che indirizzava i figli a chiedere tangenti a commercianti e proprietari terrieri. Aurora Spanò – ha riferito la testimone di giustizia – prestava anche soldi ad usura e quando la gente non riusciva a restituire i soldi, arrivava ad impossessarsi anche delle loro case.  

 

Nella giornata odierna, personale della Compagnia CC di Gioia Tauro supportato, in fase esecutiva, dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, della Compagnia Speciale e unità cinofile del G.O.C. di Vibo Valentia, con l’ausilio di un velivolo dell’8° Elinucleo CC, in San Ferdinando (RC), Palmi (RC), San Luca (RC) e Nicotera (VV) ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa, dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria  nei confronti di 11 soggetti, nell’ambito dell’Operazione, convenzionalmente denominata “ECLISSI 2”, naturale prosecuzione della vasta ed articolata Operazione “ECLISSI”, che prese le mosse nel mese di novembre 2013, con la quale si fece luce sugli interessi criminali ed economici della ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata “Locale di San Ferdinando” e venne evidenziata l’operatività delle ‘ndrine dei “BELLOCCO-CIMATO” e “PESCE-PANTANO”.

 Con l’ordinanza sono stati contestati i seguenti reati:

-  associazione di tipo mafioso (artt. 416 bis, commi 1°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e art. 61 nr. 6 c.p. e art. 71 d.lvo nr. 159/11) per aver fatto parte della locale di San Ferdinando;

 

- concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da fuoco anche da guerra e clandestine, aggravati dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso (artt. 110, 112, 61 nr. 2 e 81 cpv c.p., artt. 1, 2, 4 e 7 della legge 895/1967, art. 23 comma 3° della legge 110 del 18 aprile 1975 e art. 7 d.l. nr. 152/91 conv. in legge nr. 203/1991);

 

-   concorso in detenzione, vendita e cessione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana, aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso (artt. 110 e 81 cpv c.p., artt. 73, 73 bis e 74 D.P.R. 309 del 1990 e art. 7 d.l. 152/91 conv. in legge nr. 203/1991);

 

-   concorso in favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso (art. 81 cpv c.p. art. 326 c.p, art. 361 c.p. art. 378 c.p. art. 479 c.p. e art. 7 d.l. 152/91 conv. in legge 203/1991)

 

Oltre al reato cardine di associazione per delinquere di stampo mafioso,  sono stati oggetto di contestazione il porto e la detenzione illegali di armi nonché il traffico di sostanze stupefacenti, gestito tramite l’accordo criminale con soggetti contigui alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata “Mandamento Jonico” e precisamente organici alla locale di San Luca (RC) con i quali era stato organizzato un carico di droga sull’asse di traffico Puglia/Calabria – di ben 160 kg. di marijuana.

In sostanza, come già ribadito, nel comprensorio dei comuni di San Ferdinando e Rosarno sono state individuate due ‘ndrine, facenti capo ai medesimi Locali di ‘ndrangheta, denominate “BELLOCCO-PESCE”: le due famiglie mafiose, nel corso delle investigazioni, alternarono periodi di aperta e virulenta contrapposizione - manifestata attraverso la pianificazione e la programmazione di una vera e propria “guerra” - ad uno più recente di sostanziale “pax”, con il fine evidente di diminuire l’attenzione e quindi la pressione delle Forze dell’Ordine su di loro e così giungere ad un condiviso­ controllo dei traffici illeciti nel territorio.

Durante lo sviluppo delle attività investigative, inoltre, è risultata palese l’ingerenza di questa sorta di “federazione criminale” nelle più disparate e finanche minute attività economiche commerciali ed imprenditoriali. Le complesse ed articolate attività investigative hanno consentito, da ultimo, di evidenziare e confermare la pressante ingerenza delle logiche mafiose anche all’interno del consesso civico di San Ferdinando (RC) dove, già nell’Ottobre scorso, vennero arrestati i vertici di quella amministrazione comunale (Sindaco Domenico Madafferi e il Vice Sindaco Santo Cieli in primis) ed al seguito del quale il medesimo comune venne, per logica conseguenza, sciolto per infiltrazione mafiosa.

In tale contesto quest’oggi è stata ripristinata la custodia cautelare in carcere in capo all’ex consigliere comunale Giovanni Pantano che in virtù di un difetto di notifica era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame. Anche per lui, la contestazione del reato di associazione mafiosa.

Nel corso delle indagini si addiveniva anche alla cattura di Giuseppe Pantano, capo della cosca “Pesce-Pantano”, all’epoca latitante, avvenuta il 15 gennaio 2015 mentre aveva trovato rifugio all’interno di un condominio popolare di Palmi (RC).

Di seguito i nomi degli arrestati:

Albano Francesco cl. 93

Aversa Andrea cl. 91

Georgieva Viktoriva

Jakovljevic Danijela

Malvaso Gregorio cl. 78

Marafioti Daniele cl. 91

Mazzeo Pasquale cl. 91

Pantano Giovanni cl. 59

Rappazzo Fabio cl. 93

Sannuto Pasquale cl. 80

I Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare, a carico di altrettanti soggetti indagati per associazione di tipo mafioso, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco anche da guerra e clandestine, concorso in detenzione, vendita e cessione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente e concorso in danneggiamenti aggravati dalle modalità mafiose. L’operazione convenzionalmente chiamata “Eclissi 2”, naturale prosecuzione della vasta ed articolata operazione “Eclissi”, conclusa nel mese di ottobre 2014, ha fatto ulteriore luce sugli interessi criminali ed economici della locale di ‘ndrangheta di San Ferdinando in cui operano le ‘ndrine dei “Bellocco-Cimato” e “Pesce-Pantano”. Le complesse ed articolate attività investigative – si legge in una nota - hanno consentito di confermare la pressante ingerenza delle logiche mafiose anche all’interno del consesso civico di San Ferdinando (RC) dove, già nell’ottobre scorso, vennero arrestati il Sindaco Domenico Madafferi e il Vice Sindaco Santo Celi, ed oggi è stata ripristinata la custodia cautelare in carcere in capo ad un ex consigliere comunale a cui è contestato il reato di associazione mafiosa. I dettagli dell’operazione ed i nomi degli arrestati verranno resi noti durante la conferenza stampa a cui parteciperà il Procuratore della Repubblica Federico Cafiero de Raho, che si terrà alle ore 10.30 presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria.

 

Un incidente si è verificato questo pomeriggio a San Ferdinando in via Bologna. Dalle prime ricostruzioni una Lancia Delta che non si sarebbe fermata allo stop avrebbe impattato una Fiat Panda. Nel sinistro sono rimaste coinvolte 3 persone, che ferite sono state trasportate presso l'ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena. Sul posto sono  intervenuti i carabinieri che hanno ricostruito la dinamica, il 118 che ha trasportato i feriti in ospedale ed il soccorso stradale.

Ultime Notizie

 

I Più Letti della Settimana

Bingo sites http://gbetting.co.uk/bingo with sign up bonuses