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Aggiornato ilSab, 04 Apr 2020 3pm

Acquaro (Vibo Valentia). Ad Acquaro, piccolo centro del vibonese un uomo di 32 anni è scomparso dopo aver annunciato alla propria madre di volersi togliere la vita per motivi sentimentali e poi è scomparso. In particolare, secondo le prime ricostruzioni operate da parte degli inquirenti, chiamati dai genitori dell'uomo subito dopo la scomparsa, alla base del gesto ci sarebbero seri problemi sentimentali con l'ex moglie. Carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile sono alla disperata ricerca dello scomparso.

 

L'emergenza rifiuti si fa sempre più pressante in tutta la Calabria. In provincia di Vibo Valentia sono stati appiccati oltre venti focolai nelle ultime. Incessante il lavoro dei vigili del fuoco di Vibo Valentia  per incendi di cumuli di rifiuti presenti da giorni sulle strade in tutta la provincia. Da Tropea a Mileto, da San Gregorio alla stessa città di Vibo, i focolai non accennano a diminuire con conseguenze igienico sanitarie molto pesanti a causa del rilascio di diossina dai roghi. I vigili del fuoco invitano i cittadini ad evitare roghi. Situazione ancora critica in tutta la regione.

Vibo Valentia. Cosa non si fa per un pò di attenzione. Vibo è teatro di una vicenda che rasenta l'assurdo. Una professoressa, A.M. di 43 anni, nota per le sue lezioni sulla legalita tenute presso l'istituto tecnico di Vibo Valentia in cui insegna, tra l'agosto e l'ottobre del 2013, aveva a più riprese denunciato alla polizia lettere minatorie da parte di ignoti che la invitavano a desistere dall’affrontare temi riguardanti la legalità. La professoressa aveva mostrato alle Forze dell'ordine le lettere minatorie ricevute oltre a sporgere denuncia contro tre soggetti ignoti che l'avevano minacciata personalmente. Gli inquirenti avevano subito notato qualcosa di strano nella storia raccontata dall'insegnante e su disposizione della procura la Polizia scientifica di Reggio Calabria ha effettuato una perizia calligrafica scoprendo che  l’autore delle lettere di minacce era la stessa professoressa alla quale è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminare emesso dal pm Santi Cutroneo con le ipotesi d'accusa di simulazione di reato e procurato allarme.

 

Ancora una frode scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza nei confronti delle Asl calabresi. Dopo le ricette false e i falsi invalidi, questa volta i finanzieri di Vibo Valentia hanno scoperto un danno erariale per 3,5 milioni di euro, immediatamente segnalato alla Procura regionale della Corte dei conti di Catanzaro. Sette componenti del management dell'Azienda sanitaria in carica tra il 2008 ed il 2011 sono stati segnalati anche alla Procura della Repubblica per abuso d'ufficio in quanto sarebbero avvenute presunte irregolarità nell'erogazione al personale di indennità del fondo incentivante e del fondo produttività.

Tra i quattro arrestati nell'ambito dell'operazione denominata "Pharma bluff" c'è anche il sindaco di Joppolo Giuseppe Dato. Gli altri arrestati sono Giuseppina Scinica, 46 anni, dipendente presso la farmacia, Francesco D'Agostino, 62 anni, medico e Carmen Ferraro, 30 anni, collaboratrice del medico. Una quinta persona, di cui non sono state ancora fornite le generalità, è indagata a piede libero.

Secondo il gip, sarebbe emerso un «collaudato e condiviso modus operandi caratterizzato da un elevato livello di sistematicità e professionalità criminosa» con una precisa ripartizione dei ruoli. Giuseppina Scinica avrebbe predisposto le ricette dei farmaci «di cui gli ignari beneficiari non avrebbero mai fruito poichè non affetti da quelle patologie²; Francesco D'Agostino avrebbe invece «falsamente attestato il diritto degli assistiti all'assistenza farmacologica indicata nella ricetta», mentre Carmen Ferraro avrebbe rimosso «le fustelle dalle confezioni dei farmaci» apponendole «nel riquadro delle ricette facendo apparire di aver venduto i medicinali ai clienti laddove provvedeva invece a disfarsene». Giuseppe Dato avrebbe infine inoltrato le prescrizioni all'Asp di Vibo per farsi corrispondere «indebitamente i rimborsi di quanto speso per l'acquisto dei farmaci», disfacendosi poi degli stessi farmaci.

 

In pratica i quattro operavano così: la farmacia erogava i farmaci ai propri assistiti senza prescrizione medica, mentre la regolarizzazione avveniva solo in un secondo momento tra medico e farmacista. In questa fase le ricette venivano liberamente "gonfiate", mediante l'applicazione di uno o più bollini autoadesivi; il passo conclusivo consisteva nel disfarsi delle confezioni ingannevolmente commercializzate che finivano con l'essere abbandonate non senza aver prima rimosso il loro contenuto dalla scatola. In ultimo il farmacista si adoperava per richiedere i rimborsi all'Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia relativamente a farmaci che non erano mai giunti nelle mani degli assistiti.

 

Nelle indagini emergono altresì inquietanti telefonate nelle quali alcuni degli indagati prendendosi gioco dei pazienti defunti ironizzavano con frasi del tipo "Abbiamo perso un altro paziente", oppure "Mannaia, ci stanno morendo tutti i pazienti".

Vibo Valentia - Da stamattina è in corso un'operazione della Guardia di finanza e Corpo forestale dello Stato di Vibo che ha portato all'arresto di quattro persone tra medici e farmacisti accusati a vario titolo, d'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale. Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari nell'ambito dell'Operazione "Pharma Bluff". Una truffa stimata in un milione di euro. Gli investigatori hanno anche sequestrato la farmacia al centro delle indagini. L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, è nata nell'ottobre del 2012 dopo il ritrovamento da parte del Corpo forestale, lungo una strada provinciale nella frazione Caroniti di Joppolo a Vibo, di numerose confezioni di medicinali integre e ancora valide. Da riscontri documentali e dall'analisi di oltre 25mila ricette mediche, gli investigatori sono risaliti al medico che aveva fatto la prescrizione e alla farmacia dispensatrice. Le successive indagini, svolte con numerose intercettazioni telefoniche e ambientali e con l' installazione di una microcamera nella farmacia coinvolta, hanno permesso di accertare l'esistenza di un presunto sodalizio costituito da farmacisti e studi medici compiacenti, incline a commettere più reati ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo quanto emerso dalle indagini, la farmacia erogava i farmaci ai propri assistiti senza prescrizione medica e la regolarizzazione avveniva solo in un secondo momento tra medico e farmacista. Per garantirsi maggiori introiti, le ricette venivano "gonfiate" con l'applicazione di una o più fustelle. Poi le confezioni in realtà mai vendute venivano abbandonate dopo essere state svuotate del contenuto. Il farmacista provvedeva poi a chiedere i rimborsi all'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. L'operazione è stata condotta dal Comando provinciale della guardia di finanza e dal Corpo forestale dello Stato di Vibo Valentia, in collaborazione con la sezione di polizia giudiziaria della finanza della Procura e con l'ausilio di un elicottero del Corpo forestale del Coa di Lamezia Terme.

Ignobile gesto è stato compiuto a Vibo Valentia, dove ignoti hanno rubato nel corso della notte la statuetta del Bambin Gesù posto nella capanna nel piazzale antistante la chiesa del Carmine, nel centro storico di Vibo. A scoprire il furto sono stati alcuni residenti che hanno informato il parroco don Bruno Cannatelli. Il sacerdote ha quindi comprato una nuova copia della statua ed ha commentato rammaricato "Il valore della statuetta non era rilevante - ha spiegato don Cannatelli - ma l'episodio resta grave perché denota mancanza di valori morali e civili".

Dinami (Vibo Valentia). Incredibile episodio verificatosi in quel di Dinami dove un uomo, Giuseppe Crupi di 57 anni, ha accoltellato un giovane, Vincenzo Iogà, 26 anni, perchè lo stesso unitamente ad alcuni suoi amici avrebbe danneggiato il portone di casa sua. Crupi è stato arrestato dai carabinieri di Dinami e posto agli arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione presso la sua abitazione le forze dell'ordine avevano ritirato 2 fucili e 2 pistole che l'uomo, ha detto ai militari, avrebbe utilizzato volentieri contro i ragazzi.

I poliziotti della squadra mobile di Vibo Valentia, insieme al Reparto prevenzione crimine Calabria centrale, hanno arrestato a Vibo Valentia, Sebastiano Navarra, 41 anni, per detenzione illegale di arma da guerra e clandestina, di munizioni e di arma bianca. Nell'abitazione del Navarra, le Forze dell'ordina hanno rinvenuto una pistola mitragliatrice con caricatore scarico, la matricola punzonata e la canna filettata per il possibile uso del silenziatore, 10 cartucce calibro 20, un fucile calibro 20 con matricola punzonata e una spada.

Francica (Vibo Valentia).Gesto di ordinaria follia nel piccolo centro del vibonese dove un uomo di 65 anni, Arcangelo Fiorello, infastidito dagli schiamazzi di alcuni ragazzini, è salito sulla propria auto e ha investito un dodicenne che ha subito fortunatamente solo ferite lievi. Fiorello, a cui nel 2012 era stata ritirata la patente per mancanza di requisiti fisici, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia per omissione di soccorso, guida senza patente e lesioni personali

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