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Aggiornato ilSab, 14 Dic 2019 10am

Rosarno. Nella notte un uomo, R.G., è stato ferito durante il tentativo di una rapina nei pressi dello svincolo autostradale di Rosarno.  L'uomo era a bordo di un autocarro, e stava percorrendo la Salerno Reggio Calabria in direzione nord, allorquando alcuni malviventi hanno esploso numerosi colpi di pistola al suo indirizzo ferendolo ad una mano e mandando in frantumi il parabrezza del mezzo pesante.  L'autista nonostante la ferita ha proseguito la sua corsa fino allo svincolo di Serre dove ha incrociato una pattuglia della polizia stradale e ha denunciato il tentativo di rapina.

Lamezia Terme - I Carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Lamezia nei confronti di Giuseppe Coccimiglio, 23 anni e Mohamed Hajji, 22 anni con l’accusa di tentata rapina e lesioni. I due ragazzi lo scorso 26 settembre hanno tentato di rapinare una signora ottantenne nei pressi di via Oslavia mentre rientrava a casa dopo essere stata al supermercato. Uno dei due ragazzi si è avvicinato all’anziana con l’intento di strapparle dal collo una catenina d’oro facendola cadere a terra e procurandole lesioni alla testa e al braccio. Le urla della signora e la paura di essere scoperto hanno costretto Hajji alla fuga per le vie limitrofe. Ma, le indagini hanno permesso di individuare, come autore del fatto, Hajji e Coccimiglio, quest’ultimo già conosciuto alle forze dell’ordine per i numerosi precedenti che, nell’azione criminosa in questione, ha svolto la funzioni di palo per assicurare la copertura all’amico. La donna dopo le cure prestate dal 118, era stata dimessa e giudicata guaribile con 10 giorni di prognosi. Coccimiglio e Hajji sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni.

Unical. Due giovani a volto coperto, armati di pistola, hanno fatto irruzione stamattina intorno alle ore 10.30, all'ufficio postale del campus di Arcavacata, situato nel nuovo complesso all'estremità nord del ponte attrezzato che collega aule e dipartimenti.

I rapinatori, secondo alcune testimonianze con accetto straniero, hanno raccolto un magro bottino di 800 euro, tanta la paura invece per i due dipendenti e per i pochi clienti presenti. Sul posto sono immediatamente giunti i carabinieri della compagnia di Rende che stanno indagando sul caso, coordinanti dalla Procura della Repubblica di Cosenza.

 

Caulonia (Reggio Calabria). Alcuni malviventi hanno preso di mira il bancomat di un ufficio postale, tentando di aprirlo per impossessarsi delle banconote presenti al suo interno, utilizzando dell'esplosivo, ma nonostante la potenza e la quantità dell’ordigno, la macchina, pur subendo danni, ha resistito ed il colpo è fallito. Sull'episodio delittuoso indagano i carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica

 

 
            Nell'ambito di un piano straordinario predisposto dal Sig. Questore di Reggio Calabria, Guido LONGO, di intensificazione dei controlli del territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio in vista dell'approssimarsi delle festività di fine anno, quest'Ufficio ha potenziato l'attenzione, peraltro già alta, verso gli obiettivi sensibili anche per una maggiore tutela dei loro frequentatori, nonché ha accresciuto i controlli mirati nei riguardi di soggetti abitualmente dediti a reati di natura predatoria. 
             In questo contesto operativo, nella serata di ieri 20 dicembre u.s., personale della Squadra Mobile-Sezione "Falchi", collaborato da personale dell' U.P.G.S.P., ha tratto in arresto in flagranza di reato di tentata rapina aggravata
 
VITETTA Consolato, nato a Reggio Calabria il 15.12.1987, pluripregiudicato.
 
            In particolare, verso le ore 19.00, nella centralissima Via Messina, il VITETTA ed un complice ancora non identificato, fingendo di dovere procedere alla consegna di prodotti di rosticceria, si introducevano nell'abitazione della vittima, C.P. cl'53, disabile. Mentre il complice, armato di pistola, bloccava la badante rumena, il VITETTA si portava direttamente nella camera da letto ove era ubicata una cassaforte. Dopo vani tentativi di aprirla, il malvivente che minacciava la badante iniziava ad usarle violenza, percuotendola con la canna della pistola ed intimandole di consegnare le chiavi, con esito negativo. A quel punto, i due si dirigevano verso C.P., che si trovava nella attigua stanza da bagno seduto sulla sua sedia a rotelle, aggredendolo, dopo averne bloccato i movimenti e tappato la bocca per soffocarne le urla. Persa di vista la badante, quest'ultima iniziava ad urlare portandosi fuori dall'abitazione per richiamare l'attenzione dei vicini che, resisi immediatamente conto di quanto stesse accadendo, repentinamente allertavano le Forze dell'Ordine. I due rapinatori, pertanto, desistevano dal loro intento criminoso e si davano alla fuga immediata.
          Sul posto si portava personale della Sez."Falchi" che prontamente raccoglieva le dettagliate descrizioni fornite dalle vittime ed acquisiva le immagini dai sistemi di video sorveglianza di attigui esercizi commerciali, che si rivelavano da subito utili ai fini del proseguo delle indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica. 
 
                Un conseguente confronto, eseguito da personale di quest'Ufficio, con i rispettivi cartellini foto-segnaletici in possesso del locale Gabinetto di Polizia Scientifica, consentiva l'esatta identificazione del solo VITETTA. Lo stesso veniva, altresì, riconosciuto dalle vittime cui veniva posto in visione un apposito album fotografico, contenente le effigi di diversi pregiudicati per reati contro il patrimonio.
 
               In conseguenza di quanto sopra, alle successive ore 19.30, il personale della Sezione "Falchi" si portava in Via Sbarre Superiori Diramazione Lombardo nr.51, presso l'abitazione del VITETTA, traendolo in arresto per il delitto di concorso in tentata rapina a mano armata, con l'aggravante di avere profittato della minorata difesa fisica di una delle vittime. Durante la perquisizione veniva sequestrato un giubbotto di colore nero che, stante le descrizioni fornite e le immagini acquisite, corrispondeva a quello indossato durante l'episodio delittuoso, il che trovava conferma anche nel successivo riconoscimento operato dalle vittime.
 
              Il VITETTA, dopo gli accertamenti di rito, veniva tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell'A.G.

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