06122019Ven
Aggiornato ilVen, 06 Dic 2019 9am

Sedute di laurea sospese questa mattina all’Universita della Calabria, dove una laureanda in giurisprudenza sedutasi davanti alla commissione per discutere la tesi, è stata bloccata dal presidente della seduta, il professore Enrico Caterini. Il Professore si sarebbe accorto che la tesi della studentessa conteneva interi capitoli copiati. Per tale motivo è stato deciso di sospendere le sedute(che sono poi riprese alle 11:00) al fine di approfondire la vicenda ed effettuare ulteriori verifiche. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Comprensibile tensione tra i tanti studenti laureandi, che hanno dovuto attendere qualche ira prima di poter riprendere il normale svolgimento delle sedute. La studentessa non ha potuto però discutere la sua tesi.  

Luana D’Elia, studentessa ventiquattrenne scomparsa ieri pomeriggio è stata ritrovata. Il cellulare della giovane risultava spento da ieri sera, ed i genitori allarmati per il suo non rientro a casa avevano cosi avvertito le forze dell'ordine per le ricerche, che si sono concluse in tarda mattinata. La 24enne si sarebbe allontanata volontariamente, come avrebbe dichiarato la stessa agli agenti. Alla base dell'allontanamento sembra ci sia una bugia relativa al conseguimento della laurea. La giovane infatti  aveva detto ai genitori che si sarebbe laureata tra due giorni, ma la notizia come appurato dalla polizia di Stato, informatasi direttamente presso le segreterie dell’Unical, sarebbe risultata falsa (come riporta ill quotidiano online Qui Cosenza) La studentessa, in evidente stato confusionale è stata avvistata stamattina da un passante sulla battigia del lungomare di Belvedere Marittimo. Gli agenti intervenuti sul posto, dopo aver informato i genitori del ritrovamento della figlia, hanno accompagnato D’Elia presso il locale Ospedale per le dovute cure.

E' stato arrestato dai Carabinieri della compagnia di Rende, lo stupratore della studentessa Unical, che nella notte tra sabato e domenica aveva abusato della ragazza. Gaspare Bruni, 21enne, originario di Cosenza, figlio di Gianfranco Bruni, attualmente detenuto presso il carcere di Oristano, dove sta scontando l'ergastolo, avrebbe abusato della ragazza dopo averle dato un passaggio a casa. Secondo quanto raccontato agli investigatori dalla studentessa, il 21enne dopo aver trascorso la serata con la stessa, l'avrebbe riaccompagnata a casa e avrebbe approfittato della giovane che era ubriaca.

Dopo le innumerevoli segnalazioni di presunte molestie e tentati approcci sessuali, ai danni di alcune studentesse dell’Unical, avvenute quasi sempre (almeno da quanto riportano le varie testimonianze) in zona limitrofa o adiacente al complesso universitario, questa volta purtroppo una vera violenza si è consumata proprio nell’androne di un palazzo nella Città di Rende. Nulla a che vedere con il “presunto maniaco dell’Unical” che da anni terrorizza le ragazze spaventandole nel minore dei casi e, a volte anche inseguendole e provando a mettere le mani addosso. Questa volta si tratta di un ragazzo “normale”, uno di quelli che conosci durante le serate trascorse con gli amici in un pub un locale o una festa a casa. Secondo quanto riporta la “Gazzetta del Sud” una ragazza 25enne sarebbe stata stuprata nell’androne del palazzo dove alloggia. La “vittima” avrebbe raccontato di essersi fidata forse un po’ troppo di un ragazzo conosciuto ad una festa organizzata in un appartamento da alcuni studenti dell’Unical, ingenuamentee spinta anche dalla necessità di far rientro a casa, avrebbe così accettato un passaggio. Ma mai avrebbe potuto presagire ciò che sarebbe accaduto. Il ragazzo come un gentiluomo si è perfino “scomodato” ad accompagnarla sin dentro il palazzo. Ma queste gentilezze non hanno allarmato la giovane, che pensava forse di aver incontrato soltanto un ragazzo educato a premuroso. Una volta dentro però “il cavaliere” si sarebbe scagliato contro la 25enne,che impaurita e chiedendo al suo aguzzino di non farle male avrebbe purtroppo sofferto in silenzio, mentre il ragazzo si sarebbe impossessato del suo corpo, per poi scomparire nell’auto con cui era arrivato. La giovane ha presentato denuncia , ed il pm Dario Granieri ha aperto un’inchiesta sul caso.

Sarà il gruppo di ricerca del Rettore Prof. Gino Mirocle Crisci, ad occuparsi dei lavori di restauro della Fontana di Trevi. Il team sarà infatti impegnato sia nelle indagini diagnostiche che nella sperimentazione di nuovi prodotti protettivi da applicare alla Fontana di Trevi, durante le fasi di restauro. Venerdi 12 dicembre, è stato eseguito il primo sopralluogo, per concordare e definire le indagini scientifiche da svolgere sui diversi campioni prelevati dal famoso monumento. Le indagini, verranno eseguite nei laboratori per i beni culturali dell’Università della Calabria, e saranno incentrate, sia sull'individuazione delle principali forme di degrado riscontrate sulla struttura, sia sullo studio dettagliato della composizione degli stucchi originali usati per la sua costruzione.

Il Rettore, Prof. Gino Mirocle Crisci: <Si tratta di un ulteriore riconoscimento della qualità della ricerca condotta in questi anni nel nostro Ateneo nel campo della conservazione dei beni culturali, ma anche delle competenze specifiche acquisite, apprezzate a livello nazionale e internazionale, grazie alle quali è oggi possibile  superare problemi e difficoltà molto complessi. Per l’Unical e per il gruppo di ricerca impegnato in questa attività – conclude Crisci – è un grande risultato e un incoraggiamento a proseguire lungo una strada che abbiamo individuato per la consistenza e portata scientifica, tecnica e culturale, ma anche e soprattutto in relazione alle opportunità professionali che è in grado di offrire>

 


Su iniziativa dell’Università degli Studi della Calabria, Dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione, è stato presentato ieri pomeriggio, presso una gremita Sala Stampa – Aula Magna dell’Ateneo di Arcavacata di Rende, il libro dell’insegnante coriglianese Isabella Freccia, “L’altra metà del cuore”. Numeroso e qualificato il pubblico intervenuto, costituito prevalentemente da docenti, impiegati e studenti dell’Ateneo. La quarta opera di Isabella Freccia è stata presentata da Cesare Pitto, già docente di Antropologia culturale, e dal giornalista Fabio Pistoia.

“Si tratta di un interessante esperimento letterario – ha dichiarato Pitto – con il quale l’Autrice ha dato libero sfogo alla sua creatività ed alle sue emozioni, suscitando l’attenzione del lettore. Nel libro, infatti, l’Autrice non svela la dipartita dell’amata sorella, bensì racconta il suo vissuto e questa sua triste esperienza con la metafora di un lontano viaggio e di un potenziale ritorno”.

“Capita di imbattersi in libri così intensi, da privarti della voglia di fare qualunque cosa che ti impedisca di stare incollato alle loro pagine. Libri che sanno stupirti, conquistarti e risvegliare in te ogni tipo di emozione, dalla gioia al terrore, dalla passione all’amore più candido. “L’altra metà del cuore” – ha dichiarato Pistoia – è stato per me quel genere di libro. Non che mi aspettassi nulla di diverso da Isabella Freccia, autrice che avevo già apprezzato moltissimo per le precedenti pubblicazioni, in effetti. Ancora una volta questa scrittrice ha giocato con il cuore riempiendolo di sensazioni travolgenti e dando vita ad una storia dolce e drammatica, capace di sfiorare l’anima. “L’altra metà del cuore” è un libro forte sotto ogni aspetto. Sono forti i suoi personaggi, a cui è impossibile non affezionarsi, è forte la sua trama, sono forti le capacità narrative dell’Autrice, che con la sua penna incanta e sconvolge, e sono fortissime le emozioni che trasmette. Lo consiglio a tutti coloro che cercano una storia d’amore, in questo caso tra l’Autrice e sua sorella prematuramente scomparsa, che lascia il segno, ma anche una storia di vita e di atrocità, di morte e rinascita, di disperazione e di speranza ritrovata. Un libro che ti investe come un treno in corsa. Dai baci e le carezze si passa alle lacrime, al dolore sordo, alla paura più atroce, ai ricordi che lacerano l’anima. Isabella è un’autrice eccezionale, dotata della rara capacità di riuscire a trasporre nelle pagine dei propri libri la pura potenza che le emozioni racchiudono. Imbattersi in un suo libro equivale a tuffarsi a capo fitto in una storia che non si limita a passarti sulla pelle come acqua, bensì scalfisce la tua corazza e ti lascia un marchio”.

“La morte dell’amata sorella – ha spiegato ancora Pistoia – ha lasciato un vuoto immenso dentro il cuore di Isabella, ma anche un ampio spazio alla riflessione personale, dove solo Dio può dare una risposta esauriente. La vicenda al centro del racconto mi fa venire in mente due celebri espressioni: «Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, come piacque al Signore così è avvenuto» (Giobbe) e «Signore, aiutaci a non piangere per avercela tolta, ma a ringraziarti per avercela data» (sant’Agostino). Se Isabella, in alcuni momenti della sua vita, si sente come Giobbe, colpita duramente da Dio, che si è preso tutto, la grande famiglia dei lettori non può che ringraziarla per la sua testimonianza di autentica fede e per il grande dono che ha fatto a ciascuno di noi partecipandoci le parole che ha scritto nei confronti dell’amata sorella, la sua piena maturazione, i sentimenti di amore e di attenzione verso gli altri che la animavano. È pertanto un’opera degna di stima e ammirazione, un segno di quell’amore che viene da Dio e vale più di ogni altra cosa al mondo”.

L’iniziativa si è conclusa con i ringraziamenti dell’Autrice e un ricco buffet di dolci natalizi tipici della tradizione calabrese.

La quarta giornata della rassegna “Viaggio in Italia”, che si è svolta presso il Teatro Auditorium Unical ad apertura della stagione 2014-2015 del TAU dell’Università della Calabria, ha visto lo svolgersi di una serie di incontri e proiezioni che hanno trattato il connubio “Cinema e Antropologia” da diversi punti di vista.

Si è partito con la proiezione di lavori di Gianfranco Mingozzi e di Lino Del Fra, presentati da Gianfranco Donadio e si proseguito con la presentazione della rivista di cinema “Marla”, alla quale sono intervenuti, oltre al suo direttore Ivan Moliterni, anche Roberto De Gaetano (direttore della rivista “Fata Morgana”), Antonello Faretta (della Noeltan Film), Paride Leporace (direttore Lucania Film Commission) e il docente di cinema e curatore della rassegna Bruno Roberti. La rivista è nata a Matera e lì ha sede ed è proprio a Matera, ha raccontato Moliterni, che ha ritrovato l'eco di registi importanti e dimenticati, come ad esempio Brunello Rondi, Luigi Zampa, Alberto Lattuada (che a Matera ha girato il film “La Lupa”). La categoria del popolare è fortemente legata al rapporto con il territorio, secondo il giovane studioso, e a questo rapporto il gruppo di “Marla” dà molto importanza. «Quello che ci siamo chiesti nel primo numero, ha affermato Moliterni, è questo: esiste ancora qualcosa che possiamo chiamare "immaginario"? Esiste ancora qualcosa che possiamo immaginare? Considerando la portata di immagini a cui siamo sottoposti in ogni momento». Roberto De Gaetano, che ha introdotto l’incontro, ha lodato l'iniziativa, mettendo in risalto come non sia decisione semplice fondare una rivista di cinema a sud, ed in questo preciso momento storico.

L’intervento di Paride Leporace ha invece focalizzato l’attenzione sul nuovo ruolo della Film Commission della Basilicata (della quale è Direttore), e sul rapporto dell’ente con il territorio lucano. L’ultima produzione della Film Commission sarà un remake del celebre “Ben Hur”, un film prodotto da grandi major, con mille figuranti, la cui lavorazione ha coinvolto non solo la popolazione locale, ma anche un elevato numero di immigrati, favorendo un processo di integrazione, non sempre semplice da realizzare. Il cinema è diventato un senso comune per tutta la popolazione. «La rete creativa in Basilicata è molto cresciuta, ha affermato Leporace, abbiamo trovato delle istituzioni politiche non solo disponibili, ma che hanno perfettamente capito che quella culturale era una occasione imperdibile. Di pari passo abbiamo portato avanti l'idea di Matera capitale della cultura 2019. Una strada lunga che però ha aperto mille opportunità. La Film Commission non deve fare solo da ponte tra le produzioni e il territorio, ma deve diventare una vera e propria agenzia, capace di creare opportunità, e che queste siano realmente collettive e non per gruppi di potere. La presenza di Luigi di Gianni (che per problemi di saluti non è potuto essere presente all'incontro), in questo gruppo di lavoro, è stata un grande onore.  La serata è poi proseguita con la proiezione del film “Per Ulisse” di Giovanni Cioni, e con l’incontro col regista curato da Daniele Dottorini. Il film è il frutto di anni di lavoro al Ponterosso, una struttura di accoglienza per persone con disagi di varia natura, sita vicino Firenze. Durante l’incontro si è parlato di cinema come forma di erranza e incontro, come processo che non può essere previsto o scritto in anticipo; poi ancora della forma documentario, ossia del cinema del reale come forma particolare di cinema. A chiudere la rassegna è stata la proiezione in pellicola dell’edizione restaurata del film che le ha dato il titolo, “Viaggio in Italia”. La proiezione del capolavoro di Roberto Rossellini è stata realizzata in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale.

Sotto lo stesso nome, “Viaggio in Italia”, la rassegna cinematografica continuerà con una giornata speciale il prossimo venerdì 28 novembre, la cui programmazione è raccolta sotto il titolo: “Calabria Nera.  Intorno ad Anime Nere, il romanzo e il film”. Gli appuntamenti si svolgeranno in due differenti location: alle ore 18.00, presso il Teatro Auditorium Unical, è previsto un incontro con Francesco Munzi (regista) Gioacchino Criaco (scrittore), Peppino Mazzotta (attore), Fabrizio Ferracane (attore), con gli interventi di Roberto De Gaetano (Presidente CAMS), Raffaele Perrelli (Direttore Dipartimento di Studi Umanistici) e Bruno Roberti (docente di cinema e curatore della rassegna). Alle ore 21.00 ci si sposterà poi al Cinema Garden di Rende, per la proiezione del film di Munzi “Anime Nere”, prodotto da Cinemaundici e Babe Film insieme a Rai Cinema. La proiezione sarà ad ingresso libero.

La terza giornata della rassegna “Viaggio in Italia”, in programmazione al Teatro Auditorium Unical, è stata interamente dedicata a Eduardo De Filippo, richiamando il più ampio progetto dell’Università della Calabria partito a inizio 2014, in occasione del trentennale della sua morte.

Il progetto, dal titolo “I giorni e le notti. L’Arte di Eduardo”, all’interno del quale l’Unical è stata capofila coinvolgendo le principali università da Roma in giù, ha previsto anche la realizzazione di una serie di laboratori. Uno di questi laboratori è stato curato dal regista Francesco Saponaro che ha lavorato con gli studenti su materiali drammaturgici di Eduardo, realizzando poi anche un saggio finale. Durante la giornata di giovedì 20 novembre, la rassegna “Viaggio in Italia” ha presentato un video tratto proprio dal saggio finale del laboratorio e intitolato “Visita dei giorni dispari”.

A seguire, il regista Francesco Saponaro ha presentato il suo recentissimo documentario, dedicato alla figura di Eduardo, intitolato “Eduardo, la vita che continua”, una produzione curata da Teatri Uniti e Rai5.  Secondo Saponaro il documentario restituisce l'immagine etica e politica di chi ha usato il teatro per fare un’attenta analisi della società del Novecento (Eduardo è stato anche Senatore a vita). Attraverso materiali di repertorio il documentario racconta De Filippo attraverso diverse voci di personaggi più o meno noti che hanno avuto la fortuna di incrociarlo nella loro attività lavorativa. Eduardo è visto sempre un attimo prima di entrare in scena, o un attimo dopo, e mai in scena, dal momento che quello che si voluto far prevalere è l'uomo più che l'attore. Nel documentario ci sono le testimonianze di Ferruccio Marotti, Raffaele La Capria e Francesco Rosi, che ne restituisce un ritratto "umile e curioso", così lo definisce Saponaro durante la presentazione.

A chiudere la giornata eduardiana lo spettacolo “Dolore sotto chiave/Pericolosamente”, due atti unici di Eduardo De Filippo, preceduti da un prologo tratto da “I pensionati della memoria” di Luigi Pirandello, del quale ha curato la versione in napoletano Raffaele Galiero, studente Dams, tra i partecipanti al laboratorio eduardiano Unical dal quale ha preso il via la realizzazione dell’intero spettacolo. Lo spettacolo ha debuttato al Festival Internazionale del Teatro di Napoli ed è stato presentato  anche al Piccolo Teatro di Milano.

In “Dolore sotto chiave” i buoni sentimenti diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell'essere umano al controllo e al dominio sull'altro. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e malintesi, tipici dei contesti familiari. Ma il protagonista, il bravissimo Tony Laudadio, rivendica fortemente il suo diritto al dolore. In scena anche i bravissimi ed applauditissimi Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano. La vicenda si colora di risvolti comici, a tratti paradossali, carichi di morbosa e grottesca esasperazione. E se in “Dolore sotto chiave” viene evocato un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio: la rivoltella, in “Pericolosamente” tale oggetto si materializza e si trasforma in un vero e proprio strumento di tortura coniugale e diventa unico rimedio alle bizzarrie improvvise di una moglie bisbetica.

 

          Il Coordinamento Regionale di “FUAN-Caravella” esprime la sua solidarietà e vicinanza, in relazione alla vicenda dell’assegnazione delle borse di studio e degli alloggi all’Università della Calabria di Cosenza, sia al ragazzo russo che, a causa dell’organizzazione veramente scarsa dei servizi amministrativi, è rimasto senza alloggio e rischia di non aver rinnovato il permesso di soggiorno per studio e, soprattutto, ai tantissimi studenti calabresi ed alle loro famiglie che, pur avendo finora dimostrato la loro eccellenza negli studi, e con indicatori Isee al limite della povertà, restano fuori dall’assegnazione delle borse di studio a causa delle draconiane esigenze di bilancio dettate da governi autoreferenziali e, spesso, costituzionalmente illegittimi.

          Senza voler sembrare saccenti ci sarebbe voluto veramente poco per evitare quanto accade a Vladislav, come lui stesso segnalava, una informativa anticipata di quello che sarebbe potuto accadere visti i suoi risultati scolastici non eccelsi ovvero una normativa che, recependo anche le normative vigenti per quanto attiene la concessione dei permessi di soggiorno, desse comunque un “accesso privilegiato”, a quanti già godessero negli anni precedenti della concessione degli alloggi, quantomeno per quanto riguarda l’assegnazione di quelli a pagamento.

          Né sembra esaustiva la nota diramata dal Prorettore Filice che, attesa la difesa del comportamento degli organi universitari, avrebbe dovuto andare, a nostro modesto avviso, oltre la spiegazione tecnicistica e fornire i dati numerici relativi alle somme dedicate alle borse di studio, al numero di queste, al numero degli alloggi diviso “per categorie”, magari il tutto comparato ai numeri dell’anno precedente.

          E per finire, sempre rispetto alle affermazioni del prorettore che ripete più volte che il primo criterio di assegnazione delle borse di studio è quello del merito, dobbiamo esprimere tutti i nostri dubbi sulla provata esclusione dalle stesse di decine di matricole escluse dal diritto pur avendo conseguito il massimo agli esami di maturità, ed allora certamente sarà intervenuta la valutazione del reddito su cui non possiamo che concordare con quanto scritto, giorni fa, dalla signora Rita Mantuano, invitando il Prorettore a fare un esame approfondito delle dichiarazione di tanti figli di professionisti che risultano, a volte, addirittura “nullatenenti”.

 

Coordinamento FUAN-Caravella dell’Università della CALABRIA

 

Ancora un caso di violenza sessuale a Cosenza, questa volta fortunatamente sventato. Una studentessa di 21 anni, S.M. originaria di Reggio Calabria, è stata aggredita nei pressi della strada che collega l’Unical a Quattromiglia di Rende, lungo la strada interna dell'ex tratta ferroviaria. Un uomo l'ha braccata alle spalle e ha iniziato a palpeggiarla. La giovane terrorizzata ha fatto di tutto per divincolarsi dall'abbraccio violento, che le ha anche strappato la maglietta di dosso. A causa delle grida e della reazione della studentessa l'aggressore è poi fuggit. Le famiglie residenti nella zona hanno subito avvertito le forze dell'ordine che sono immediatamente giunte sul posto hanno trovato la ragazza a terra con qualche escoriazione e l'hanno trasportata all'Ospedale Annunziata di Cosenza. In tutta Cosenza e dintorni, dopo la descrizione dell'aggressore da parte della ragazza è partita la caccia all'uomo da parte della Polizia.

 

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