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Aggiornato ilVen, 19 Lug 2019 2pm

E' in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, con il supporto di militari del Comando Provinciale di Bologna e del Gruppo di Aosta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare a carico di numerose persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso. Colpite pericolose cosche della ‘ndrangheta di San Giorgio Morgeto e Cittanova, con diramazioni nel nord Italia, tutte dedite alle estorsioni, a reati in materia di armi e stupefacenti e al controllo delle attività economiche del territorio. Dalle indagini è emersa anche una fase di contrapposizione tra la “Locale di San Giorgio Morgeto” e la cosca “Facchineri” di Cittanova (RC), causata dalla volontà dei “Facchineri” di mantenere il predominio nel Comune sangiorgese e in Valle d’Aosta. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore di Reggio Calabria, dott. Giovanni Bombardieri, terrà alle ore 10.30 presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria.

Nella serata di ieri 14 febbraio 2018 i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione del Comando Provinciale di Cosenza e con personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno posto fine alla latitanza di STRANGIO Francesco, cl. ’80, sorpreso da solo all’interno di un appartamento all’ultimo piano di un condominio, in pieno centro abitato.

È stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Generale Bernardo Petralia, nel gennaio dello scorso anno, momento dal quale aveva fatto perdere le proprie tracce, in ragione di una condanna a 14 anni di carcere per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, divenuta definitiva.

Le articolate e prolungate indagini che hanno portato alla cattura del latitante – frutto del sistematico ricorso alle varie componenti territoriali, mobili e speciali dell’Arma dei Carabinieri, il cui impiego consente di affermare in maniera capillare l’autorità dello Stato sul territorio – sono state condotte con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Reggio Calabria, diretta dal  Procuratore distrettuale Giovanni Bombardieri.

STRANGIO, pluripregiudicato e più volte indagato nell’ambito di operazioni antidroga, è considerato un vero e proprio broker del narcotraffico internazionale, in grado di gestire in prima persona ingenti approvvigionamenti di cocaina dal sud America.  

È stato infatti più volte riscontrato nel corso del tempo (su tutte, le operazioni “Revolution” della DDA reggina e “Dionisio” della DDA di Milano) come STRANGIO Francesco abbia preso parte attiva nell’ambito delle attività di narcotraffico di una più ampia organizzazione, saldamente legata al territorio ed alle cosche di ‘ndrangheta della Locride, le quali controllavano e dirigevano tutte le attività illecite con una capacità di proiezione e di infiltrazione su tutto il territorio nazionale. Le indagini, infatti, hanno permesso di constatare come i membri dell’organizzazione disponessero di basi logistiche ed appoggi in tutta Italia e nei principali paesi europei, quali Germania, Olanda e Belgio, funzionali ad assicurare l’ingresso e lo smistamento dei carichi di cocaina in Europa. In particolare STRANGIO, in stretta collaborazione con Pizzata Bruno cl. ’59, vertice dell’organizzazione che attualmente sta scontando in carcere una condanna a 30 anni di reclusione, ha personalmente preso parte alle trattative d’acquisto con i narcos sudamericani e ha organizzato i trasferimenti dello stupefacente a bordo di navi cargo con carichi di copertura in diversi porti del nord Europa (quali Amburgo ed Anversa). STRANGIO, forte dell’esperienza acquisita nei trasferimenti transfrontalieri e dei contatti con i produttori sudamericani, ha avuto un ruolo attivo anche nel finanziare le importazioni, coinvolgendo altri “investitori” ai lucrosi traffici di stupefacente.

Da oltre un anno, ormai, il latitante aveva trovato sicuro rifugio spostandosi tra diversi centri del cosentino, fino a giungere da un paio di settimane circa nel comune di Rose, dove aveva individuato nella mansarda all’ultimo piano di un tranquillo condominio il luogo ideale per sottrarsi alla condanna, continuando a gestire i propri traffici illeciti. All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto svariate carte di identità ed un passaporto intestati a terzi, acquisiti per essere contraffatti con la sostituzione della fotografia. Inoltre, STRANGIO aveva con sé denaro contante (circa 8.000 €) e nell’appartamento sono stati rinvenuti tre telefoni cellulari parzialmente bruciati all’interno di un camino, due valigie già pronte per una rapida partenza e tracce di cocaina su alcuni mobili. Tuttavia, l’irruzione repentina dei militari - che hanno dovuto abbattere la porta blindata dell’appartamento servendosi di un ariete - non ha lasciato alcun margine di fuga a STRANGIO ponendo fine alla sua latitanza. 

L’arrestato, che dovrà scontare la pena di 14 anni di reclusione e 60.000 € di multa, è stato tradotto presso la casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Venerdi scorso, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza di reato, QUARANTA Francesco, 59enne, perché ritenuto responsabile del reato di evasione.

In particolare i militari, , hanno sorpreso l’uomo mentre si aggirava in località Sant’Anna di Laureana di Borrello senza essere autorizzato, benché fosse stato sottoposto da soli pochi giorni agli arresti domiciliari. L’arrestato, ad incombenze di rito espletate, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

Nel medesimo contesto, a Melicucco, i su menzionati militari hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione, nei confronti di FILIPPONE Antonio 45enne, pregiudicato, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e figlio di FILIPPONE Rocco Santo, elemento di spicco di una delle cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro.

FILIPPONE Antonio dovrà espiare la pena residua di 5 anni di reclusione in regime carcerario poiché è stato riconosciuto colpevole del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti per fatti commessi il nel mese di luglio 2017 nel Comune di Rivoli (TO).

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato quindi associato presso la Casa Circondariale di Locri.

Due arresti, due denunce, 75 mezzi controllati e 127 persone. È questo il bilancio dei servizi straordinari di controllo del territorio gioiese e di alcuni comuni dell’hinterland, effettuati negli ultimi giorni dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro al comando del Capitano Gabriele Lombardo.

In particolare, nel corso dei servizi i militari dell’Arma hanno effettuato numerosi controlli mirati a persone e veicoli.

In particolare i Carabinieri di Rizziconi hanno arrestato DUMITRIU MARIUS MIRCEA, cittadino rumeno 39enne, pregiudicato, perché sorpreso dai militari a rubare l’energia elettrica pubblica. I militari con l’ausilio di tecnici dell’ENEL, hanno constatato un allaccio abusivo alla rete elettrica tramite l’utilizzo di un cavo che fuoriusciva dall’abitazione del DUMITRIU e si allacciava abusivamente al palo dell’energia elettrica pubblica.

Al termine degli accertamenti, Il DUMITRIU è stato posto agli arresti domiciliari.

A Melicucco, i Carabinieri della Stazione hanno arrestato POLITANÒ VINCENZO, 66enne, pregiudicato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente per fatti commessi alla fine del 2015. Il POLITANÒ dovrà scontare la sentenza emesse dal Tribunale di Agrigento, con la condanna definitiva a 4 anni e 7 mesi in carcere, motivo per cui è stato associato presso la Casa Circondariale di Palmi.

Inoltre, i Carabinieri della Stazione di Goia Tauro hanno denunciato in stato di libertà due soggetti di etnia rom, B. M. e B.A., entrambi residenti nel quartiere Ciambra di Gioia Tauro, sorpresi dai militari dell’Arma a bordo di un motocarro mentre sversavano, nei pressi del piazzale antistante alla scuola per l’infanzia “Luigi Settembrini”, rifiuti speciali di varia natura, tra cui filtri d’aria e d’olio di autovetture nonché componenti di auto. 

 

È in corso questa mattina un’operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, dalla Stazione Carabinieri Forestali e da personale del Corpo di Polizia Municipale di Melito Porto Salvo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di 7 soggetti, tutti impiegati del comune di Melito Porto Salvo, ritenuti a vario titolo gravemente indiziati dei reati di truffa aggravata ai danni del predetto comune e falsa attestazione della propria presenza in servizio mediante modalità fraudolente consistite nell’allontanamento dal luogo di lavoro senza effettuare la timbratura del badge ovvero scambiando il proprio badge con altri dipendenti.

Nell’ambito del servizio di controllo del territorio finalizzato alla repressione dei traffici illeciti, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno tratto in arresto due soggetti (di cui uno di nazionalità italiana e uno di nazionalità marocchina), poco più che maggiorenni, per detenzione al fine di spaccio di cocaina e marijuana.

In particolare, durante un servizio notturno, insospettiti dal comportamento di tre individui, che ponevano in essere un atteggiamento evasivo alla vista dei militari, i finanzieri hanno proceduto all’identificazione e alla perquisizione personale degli stessi.
Nonostante i tentativi di occultamento e distrazione, i militari hanno rinvenuto addosso a un soggetto 5 grammi di marijuana e un pizzino di contabilità dell’attività di spaccio giornaliera e addosso a un altro soggetto, una dose di cocaina e 117 € in monete e banconote di piccolo taglio. il terzo soggetto presente si è invece rivelato essere un mero acquirente.

Estesa la perquisizione ai dintorni del luogo ove stazionavano gli spacciatori, anche con l’ausilio di unità cinofile fatte intervenire sul posto, i finanzieri hanno successivamente rinvenuto più di 700 € in contanti abilmente occultati in pacchetti di sigarette e ulteriori 5 grammi di cocaina, già divisa in 13 dosi e oltre 220 grammi di marijuana divisa in 46 involucri, un bilancino elettronico di precisione, nonché una carta di credito prepagata.

I due soggetti, su disposizione del P.M., sono stati tratti in arresto, mentre il terzo è stato segnalato alla locale prefettura.
La Guardia di Finanza si impegna giornalmente, anche al fine di scongiurare le manifestazioni di grave pericolo per la collettività, conseguenti all’immissione nel mercato illegale delle sostanze stupefacenti.

"È necessario abbattere il muro del silenzio e trovare il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare ciò che si verifica all'interno delle mura domestiche. Gli arresti di ieri sono il risultato ed il segno tangibile dell'attenzione che la Polizia di Stato riserva alle vittime di violenza domestica e di genere".

 Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, in merito all'attività condotta dalla Polizia di Stato nella Piana di Gioia Tauro che ha portato all'esecuzione di tre provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria di Palmi, eseguiti a Cinquefrondi, Rosarno e Polistena. I provvedimenti riguardano altrettanti uomini resisi responsabili di atti di violenza ai danni di familiari, mogli o figli. nello specifico : Il personale del Commissariato di Polistena ha arrestato un 35enne di Cinquefrondi ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale aggravata in danno della moglie, nonche’ dei reati di ingiurie, minacce e percosse in danno del figlio minorenne. L’indagine, che ha avuto origine da numerose segnalazioni e denunce rese dalla moglie dell’arrestato, e poi ritrattate, avrebbe consentito al personale della polizia di Stato di accertare, con numerosi riscontri, la condotta criminale dell’uomo, oggi ristretto nella casa circondariale di Palmi. Nella stessa giornata, il personale del Commissariato di Gioia Tauro ha eseguito una misura personale degli arresti domiciliari nei confronti di un 49enne di Rosarno, responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ai danni dei due figli minorenni e di violenza sessuale sulla moglie. Le indagini svolte avrebbero evidenziato che l’uomo ha piu’ volte minacciato e percosso i figli e la donna, costringendo quest’ultima, a subire atti sessuali. Infine, il personale dei Commissariati di Taurianova e Polistena ha arrestato un 22enne di Polistena, pregiudicato e gia’ destinatario di provvedimento di ammonimento, ritenuto responsabile di atti persecutori, percosse, lesioni e violenza sessuale nella casa circondariale di Palmi. 

 

 

Prosegue a ritmi serrati il controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria che mediante l’impiego delle molteplici unità operative dislocate sull’intera provincia, ha intensificato l’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Appositi servizi volti a bloccare i flussi dello spaccio di sostanze stupefacenti sono costantemente eseguiti sull’intera area della città metropolitana.

In tale ottica, i Carabinieri della Compagnia cittadina, attraverso il monitoraggio continuo di soggetti già noti alle forze di polizia, delle zone periferiche più interessate dal fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, l’esecuzione di mirati servizi, nella nottata del 29 marzo 2017, in Reggio Calabria, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile diretta dal Tenente Alessandro BUI, durante un servizio di perlustrazione, hanno notato in un abitazione sita nella periferia nord della città e più precisamente nel quartiere di Arghillà, degli “strani movimenti” nei pressi di un’abitazione.

L’equipaggio quindi richiedeva il supporto di ulteriori autoradio alla Centrale Operativa del Comando Provinciale di Via Aschenez, che nel giro di pochi minuti giungevano nei pressi dell’abitazione segnalata.

A questo punto i militari decidevano di fare ingresso nella casa, ove era presente un giovane che si dimostrava particolarmente sorpreso dal controllo operato dai Carabinieri e, con una mossa fulminea, gettava dalla finestra una busta recuperata immediatamente dai Militari rimasti a cinturazione esterna dell’edificio. 

Recuperata la busta e perquisita l’abitazione, si identificava il giovane in MARINO Simone Gianluca, classe 93, noto alle forze dell’ordine. 

Quindi l’esito della perquisizione domiciliare portava al rinvenimento ed al possesso da parte del 23enne, di 3 il bilancini di precisione, una busta in plastica trasparente contenente 44 involucri in plastica trasparente termosaldati con all’interno marjuana per un peso complessivo di grammi 100 circa, un porta rullino fotografico contenente 3 involucri in carta stagnola con all’interno cocaina per un peso complessivo di grammi 6,5 circa. 

I carabinieri procedevano quindi al sequestro di tutto il materiale rinvenuto ed a dichiarare il giovane in stato d’arresto poiché ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’arrestato, condotto presso gli Uffici dell’Aliquota Radiomobile Carabinieri, al termine delle formalità di rito, veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, su disposizione della competente dall’Autorità Giudiziaria.

L’ennesimo arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente operato dai militari, conferma l’efficacia della più ampia strategia di prevenzione e contrasto a tali reati, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria.

 

Il video della cattura di Marcello Pesce, avvenuto in pieno centro a Rosarno.

Tredici mandati di perquisizione e nove arresti  per omicidio, sono stati eseguitii fra ieri e oggi a Sydney. Una serie di incursioni coordinate in vari quartieri della metropoli, per l’uccisione due settimane fa di un boss della locale ‘ndrangheta: Pasquale Barbaro, di 35 anni, che un anno fa era sopravvissuto a un simile agguato. Barbaro è stato ucciso con numerosi colpi mentre usciva dalla casa di un suo associato. Sono state sequestrate numerose armi di diverso calibro, giubbotti antiproiettile e maschere, oltre a 11 auto, 40 telefoni cellulari, una cassaforte, droga e contante. Dopo una serie di otto omicidi in pochi mesi fra membri delle diverse bande, la polizia ha formato due settimane fa una speciale task force, ora entrata in azione.

Il vicecommissario di polizia Mark Jenkins ha dichiarato:«Questa non è la fine. Continueremo a prendere di mira questi individui attraverso indagini metodiche e strategie di intervento. Gli arresti continueranno»

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