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Incidente mortale a Rosarno

Pubblicato in ROSARNO CRONACA
06 Ottobre 2015

Un incidente mortale è avvenuto questo pomeriggio intorno alle ore 18.00 a Rosarno (Reggio Calabria) in contrada Laccari Terza Zona Industriale nei pressi del campo migranti. La vittima un uomo di circa 75 anni, del quale non sono state rese ancora note le generalità, si trovava a bordo del suo motociclo bianco quando per cause ancora in fase di accertamento ha perso il controllo del mezzo ed è andato ad impattare contro uno spartitraffico. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i sanitari del 118 che però non hanno potuto far altro che constatere il decesso dell'uomo. Sul posto sono giunti altresì gli agenti della Polizia di Stato e della Tenenza dei Carabinieri di Rosarno che sta indagando sull'accaduto. Secondo i primi rilievi l'uomo era sprovvisto di casco, in caso contrario probabilmente si sarebbe potuto salvare.

Un uomo, - e non un giovane come si era appreso in un primo momento - Giorgio Cufone, 74 anni di Rose, ha perso la vita in un incidente stradale verificatosi in località Mesca nel comune di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza. Il sinistro, su cui sono ancora in corso gli accertamenti per verificarne la dinamica, si è verificato intorno alle 4.30 del mattino. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e, per i rilievi del caso, i carabinieri agli ordini del comandante Pierluigi Danielli della stazione di Montalto. Di certo c'è che l'uomo era a bordo di una Ford station wagon e percorreva la statale 19 bis in direzione Cosenza.  (AGI)

E' morto nell'ospedale del carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine, il boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, 68 anni, detto 'Vetrinetta', di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, ritenuto uno degli esponenti apicali della 'ndrangheta. Il boss si trovava nell'ospedale del carcere dal 19 settembre. L'aggravarsi di varie patologie non hanno lasciato scampo a Mancuso. Il 29 settembre il gip distrettuale di Catanzaro, Carlo Ferraro, sulla scorta di una perizia medica del dott. Giulio Di Mizio, aveva rigettato gli arresti domiciliari per Mancuso chiesti dalla difesa. Di diverso avviso era stato invece il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Barracco presidente, a latere giudici Papagno e Taricco) che qualche giorno prima, nell'ambito di un diverso procedimento penale, sulla scorta delle relazioni sanitarie del carcere di Tolmezzo aveva concesso al boss gli arresti domiciliari, non eseguiti poi per il successivo provvedimento del gip. Alla scarcerazione si era opposta il pm Marisa Manzini che aveva chiesto una perizia medica e sottolineato in udienza che Mancuso tra il 2011 e il 2012 avrebbe mantenuto rapporti con un ministro di culto autorizzato a prestare assistenza religiosa nel carcere di Tolmezzo. Mancuso, per il quale la Dda di Catanzaro aveva pure chiesto il carcere duro (41 bis), era coinvolto nelle operazioni antimafia 'Black money', 'Minosse 2' e 'Purgatorio 3'. (AGI) .

Un tragico incidente si è verificato questa mattina lungo la strada 106 Jonica, nei pressi di Saline Ioniche in provincia di Reggio Calabria. Una Renault Clio, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrata con una Smart con a bordo due donne. Il conducente della Clio, un uomo di 33 anni è morto sul colpo, mentre una delle due donne è rimasta ferita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il personale dell'Anas, i vigili del fuoco ed i medici del 118.

A causa dell’incidente la strada statale 106 Jonica è stata provvisoriamente chiusa al traffico al km 23,800, tra S. Elia e Lazzaro, in direzione sud.

Si tratta della  diciannovesima  vittima nel 2015 lungo la strada della morte, proprio ieri un uomo di 60 anni è morto in un incidente frontale sulla S.S.106 a Cirò Marina in provincia di Crotone.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” con profondo sincero dolore ed infinita tristezza rende nota l’ennesima tragedia sulla S.S.106. Questa volta, ha perdere la vita è Giuseppe Alosa di 60 anni, in un incidente frontale sulla S.S.106 a Cirò Marina in provincia di Crotone.  L’impatto è avvenuto questa mattina per cause in corso di accertamento. L’auto condotta dal sessantenne, una Fiat Panda, si è scontrata con un Tir. L’impatto è stato frontale e violento, al punto che Alosa è rimasto intrappolato tra le lamiere contorte della sua auto e per lui non c’è stato nulla da fare.

Giuseppe è la diciottesima vittima della S.S.106 in Calabria nell’anno 2015 dopo Maddalena Bandi (72 anni) ,Matteo Brigandì (38), Giuseppe Leonardo Farini (47), Sing Jaswinder (36) Antonio Pugliese (24), Paolo Foti (59), Ilaria Geremicca (22), Maria Grillone (61), Francesco Paparo (24), Giovanni Zappavigna (57), Malena Simona (45), Nicastro Maria (81), Grasso Caterina (93), Malena Giuseppe (79), Luigi Caliò (90), Giuseppe Petitto (45) e Gaetano Aiello (80).

Sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria, dall’uno di gennaio 2015 fino ad oggi, abbiamo esattamente una vittima ogni 15 giorni ed a ciò dobbiamo aggiungere centinaia di feriti i quali, non pochi, dopo l’incidente resteranno per sempre con danni permanenti.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nell’evidenziare l’ennesima tragedia sull’asfalto della strada più pericolosa d’Italia intende denunciare le responsabilità di quanti restano ancora indifferenti di fronte alla più grande Strage di Stato della storia della Repubblica Italiana. L’ennesimo tragico incidente sulla S.S.106 ci spinge a richiedere l’intervento immediato del Governo italiano che non può più rimanere inerme ma deve dare ai calabresi delle risposte serie e concrete ripristinando il diritto alla mobilità che sulla S.S.106 jonica calabrese è violentato, tradito ed inesistente anche per merito di quei funzionari del Ministero delle Infrastrutture che hanno letteralmente fermato ogni processo di ammodernamento e di intervento di messa in sicurezza della S.S.106 in Calabria.

Alla classe politica dirigente calabrese ad ogni livello, invece, esterniamo il nostro più vivo disprezzo per la incapacità di fronteggiare un problema gravissimo ed ormai improcrastinabile ed, insieme, la nostra condanna ferma per aver voluto da sempre occultare un problema che emerge ogni giorno nella sua drammaticità.

L’Associazione vivamente e sinceramente addolorata per scomparsa di Giuseppe Alosa manifesta ai familiari, ai parenti ed agli amici tutti i sentimenti di profondo cordoglio e si associa al lutto dei familiari.

Francesco Mancuso, un giovane di soli 27 anni, è morto a causa di un incidente stradale avvenuto nella notte tra domenica e lunedì lungo la strada statale Silana-Crotonese, nei pressi di Celico in provincia di Cosenza. Mancuso si trovava alla guida di una Fiat Grande Punto che, per motivi ancora in fase di accertamento, si è scontrata contro un muro all'ingresso di una galleria. A causa del violentissimo impatto il giovane è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale ed i vigili del fuoco per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

In seguito ad una segnalazione, giunta sul 113 il giorno 15 settembre, da parte di un cittadino tunisino, gli Agenti delle Volanti della Questura di Reggio Calabria hanno rinvenuto presso l’ex deposito delle FF.SS. a Calamizzi il cadavere di una persona di sesso maschile in avanzato stato di decomposizione.

Sono state subito avviate le attività finalizzate all’identificazione della persona deceduta, atteso che nell’immediatezza non sono stati riscontranti elementi utili per risalire alle generalità del soggetto, ivi compresa l’età e la nazionalità.

Allo stato sono in corso le indagini finalizzate ad accertare le cause della morte da parte degli uffici competenti della Questura, coordinati dalla locale Procura della Repubblica.

Un uomo di 83 anni è morto stamattina dopo essere caduto in un pozzo pieno d'acqua. L'uomo è precipitato per circa 15 metri finendo in acqua  in località "Pianopietra" di Chiaravalle Centrale (Catanzaro) in un terreno di proprietà della famiglia dell'anziano deceduto. I parenti dell'uomo hanno avvisato i vigili del fuoco che giunti immeditamente sul posto hanno recuperato il corpo dell'anziano, ormai privo di vita. Secondo le prime ricostruzioni sulla vicenda sembrerebbe che l'anziano sia deceduto per annegamento.

Santino Romano, l’odontotecnico di 49 anni di Pizzoni (Vibo Valentia) è morto a causa delle ustioni riportate al volto, alle spalle e alle gambe che aveva riportato lo scorso 26 agosto a causa dell’esplosione avvenuta nel suo studio nel vibonese. Secondo gli inquirenti, l’esplosione che poi ha portato alla morte di Romano, il quale si trovava ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli, era stata provocata dal danneggiamento della conduttura che portava il gas dal bombolone esterno allo studio. Per Santino Romano, dopo quasi due settimana di agonia, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. 

Un agricoltore, Mario Turco, di 48 anni, è morto schiacciato dal trattore con il quale stava lavorando in un suo terreno, ieri a Montalto Uffugo.
 Durante i lavori il mezzo si è ribaltato ed ha travolto l'agricoltore. Sul posto sono intervenuti  i Carabinieri ed i sanitari del servizio 118, che non hanno potuto far altro che constatare il  decesso.

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