06122019Ven
Aggiornato ilVen, 06 Dic 2019 1pm

Un incendio si è sviluppato questo pomeriggio intorno alle ore 16:30 a Rosarno. Le fiamme hanno interessato l'area del costone di Via Sottotenente Gangemi, che va dalla zona dell'Anfiteatro sino a sotto il Palazzetto dello Sport. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco.

Nella notte del 20 giungo 2017, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC), in esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari emessa in data 16.06.2017 dal Tribunale di Palmi – Ufficio G.I.P. – G.U.P., rintracciavano e traevano in arresto Z.V. di anni 63, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, in quanto ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore di dieci anni, commesso in data 07.06.2017.

Le indagini, che hanno portato all’adozione del provvedimento cautelare de quo, hanno avuto inizio in data 07.06.2017, proprio a seguito di una chiamata pervenuta  all’utenza 112 nella quale la madre, in evidente stato di agitazione, segnalava l’allontanamento della minore all’uscita dalla scuola. Immediatamente i militari del locale Comando Arma si mettevano alla ricerca della bambina che, dopo circa 30 minuti,  ritornava dai genitori accompagnata dall’uomo. Tuttavia i Carabinieri, insospettiti dall’insolita circostanza dell’allontanamento e dall’atteggiamento ambiguo ed in parte confuso da parte della bambina, decidevano di approfondire l’intero episodio cercando di far luce su quanto accaduto. Da qui lo sviluppo di un’intensa attività investigativa che permetteva di documentare, soprattutto grazie all’ analisi incrociata delle dichiarazioni fornite dalla vittima con quanto emerso dallo studio delle immagini di alcuni sistemi di video-sorveglianza della città, come l’uomo, in effetti, avesse precedentemente adescato la vittima all’uscita della scuola ed, approfittando del fatto che la bimba fosse rimasta da sola, era riuscito ad attirare la sua attenzione con dei cagnolini convincendola convincerla a seguirlo presso la sua abitazione.

Una volta giunti all’interno della casa, l’uomo non aveva esitato a manifestare il suo interesse nei confronti della bambina iniziando ad abusarne con amorevolezze e carezze, assolutamente non gradite, in diverse parti del corpo. Dopo circa mezz’ora la riportava davanti alla scuola permettendole di raggiungere i genitori.  

Pertanto, in virtù di quanto emerso dall’attività dichiarativa e dai successivi riscontri visivi nel corso delle investigazioni svolte nell’immediatezza dei fatti dai militari della Compagnia, la Procura della Repubblica di Palmi, dati i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato e ritenute sussistenti le esigenze cautelari, non ha esitato a richiedere all’Ufficio GIP l’applicazione di un’idonea misura cautelare nei confronti dell’uomo al fine di interrompere la condotta delittuosa ed evitare che potesse commettere ulteriori reati, financo di maggiore gravità

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione di 20 Ordinanze di custodia cautelare su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanomi della potente cosca PESCE di Rosarno (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante PESCE Marcello, arrestato dalla Polizia l’1 dicembre 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti ed intestazione fittizia di beni. L’operazione è la prosecuzione dell’inchiesta Recherche nell’ambito della quale, il 4 aprile scorso, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato avevano fermato 11 soggetti affiliati e prestanomi alla cosca PESCE e sequestrato beni e società operanti nel settore agroalimentare e dei trasporti di merci su gomma per conto terzi, per un valore di circa 10 milioni di euro.

Dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere, sei agli arresti domiciliari e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è il bilancio dell’operazione Recherche 2 portata a termine questa mattina dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dallo SCO di Roma. Otto soggetti in più rispetto agli undici fermati il 4 aprile scorso finiscono nella rete dei investigatori della Polizia di Stato. Si tratta per lo più di uomini di fiducia del carismatico PESCE Marcello, facenti parte della sua rete di protezione e della filiera comunicativa, grazie ai quali il boss latitante riusciva ad amministrare le risorse finanziarie incamerate dalla cosca, di assegnarle ai membri del sodalizio detenuti ed ai loro familiari, di gestire, in regime di sostanziale monopolio, l’attività di trasporto merci su gomma per conto terzi, di curare i rapporti con le altre consorterie, intervenendo, a più riprese, per risolvere alcune controversie sorte all’interno della propria compagine criminale o con altre organizzazioni della ‘ndrangheta.

Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, PESCE Marcello viene indicato come capo, promotore ed organizzatore dell’omonima articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante a Rosarno (RC), con poteri decisionali e capacità di pianificazione delle azioni delittuose, degli obiettivi, delle attività economiche e di riciclaggio del denaro sporco della cosca di appartenenza. Per esercitare il pieno controllo del trasporto di merci su gomma, PESCE Marcello era riuscito a mettere in piedi un sistema di società (Getral, Le Tre Stagioni, Azienda Agricola Rocco Pesce) intestate a prestanomi che sono stati arrestati nel corso dell’operazione. 

 

 

Alle prime ore della mattinata odierna, gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria”, dei Commissariati di P.S. della provincia e della Squadra Mobile della Questura di Catania, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a un Decreto di Fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di elementi di vertice,  affiliati e prestanomi della potente cosca PESCE di Rosarno, l’operazione è nominata “Recherche”. Gli indagati sono accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante PESCE Marcello, arrestato l’1 dicembre 2016 – aggravati dalla circostanza di aver agevolato un’organizzazione criminale aderente alla ‘ndrangheta – nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti.

I NOMI DEI FERMATI

In particolare, le indagini, supportate da numerosi presidi tecnologici, hanno consentito di individuare la rete dei soggetti che, per anni, ha protetto la latitanza di PESCE Marcello. Dal punto di vista temporale, le investigazioni abbracciano il periodo che va dall’inizio del 2015 al giorno della cattura del latitante, sorpreso all’interno di un’abitazione nel centro di Rosarno, nella disponibilità di FIGLIUZZI Salvatore classe 1955 e del figlio Pasquale classe 1976, i quali, arrestati in flagranza di reato per favoreggiamento aggravato, hanno subito patteggiato la pena.

Le intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e di videosorveglianza – congiuntamente a tradizionali attività di riscontro sul territorio – hanno consentito di far luce sulle condotte criminali poste in essere dal gruppo facente capo a PESCE Marcello e, più in generale, all’intera cosca omonima, con particolare riferimento al monopolio forzoso del settore del trasporto merci su gomma di prodotti ortofrutticoli per conto terzi, alle intestazioni fittizie di beni (finalizzate ad evitare i provvedimenti ablatori) ed al traffico degli stupefacenti. Centrale, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe la figura di SCORDINO Filippo – luogotenente di PESCE Marcello e persona di estrema fiducia del figlio Rocco -  che è risultato il principale gestore della c.d. “Agenzia di Rosarno”, ovvero l’agenzia di mediazione dei trasporti merci su gomma attraverso la quale il settore è monopolizzato da PESCE Marcello.

L’operazione ha portato altresì al sequestro dei seguenti beni, per un valore complessivo ammontante a circa dieci milioni di euro:

Ge.Tra.L. Società Cooperativa esercente l’attività di trasporto ed autotrasporto di persone e/o merci per conto proprio o di terzi, con sede in Rosarno e sede secondaria in Forlimpopoli (FO), nella reale disponibilità di  PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e RACHELE Rocco;

Ditta Individuale di Mediazione nei Trasporti di SCORDINO FILIPPO con sede in Rosarno;
Azienda Agricola Le Tre Stagioni Srl di MORILLO VELAZQUEZ Joel, con sede in San Ferdinando (RC) e sede secondaria a Ferrara (FE), esercente il commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi (nella sede di Ferrara), la lavorazione, il confezionamento, la produzione, la trasformazione e la commercializzazione, sia all’ingrosso che al dettaglio di prodotti alimentari (nella sede principale) nella reale disponibilità di PESCE Marcello e PESCE Rocco;
Azienda Agricola di PESCE Rocco, esercente l’attività di coltivazione di agrumi, con sede legale in Rosarno;
Ditta Individuale di trasporto merci su gomma Di NICOLACI GIUSEPPE, con sede in Rosarno ed i trattori stradali e semirimorchi intestati a NICOLACI Giuseppe: 6 semirimorchi, 3 trattori stradali e 1 autocarro targato, riconducibili a PESCE Antonino classe 1982;
S&T Logistic Srl di STILO Nicola con sede legale in Rosarno, esercente attività di trasporto merci in conto proprio ed in conto terzi, nella reale disponibilità di STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
Regina Trasporti Srl, di DEMASI Gessica e DEMASI Francesco, con sede legale in Rizziconi,  esercente l’attività di trasporto merci su strada -  compresi 2 trattori stradali,  nella reale disponibilità di STRAPUTICARI Vincenzo, STILO Bruno e SCORDINO Filippo;
Trans-Log Trasporti Nazionali e Internazionali di ARMELI Rosario, con sede legale in Rosarno (RC) e sede secondaria in Ferrara (FE), nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo  e STILO Bruno;
Trattori stradali e semirimorchi intestati a TRIPODI Giuseppe: 5 semirimorchi, 5 trattori stradali, nella reale disponibilità di PESCE Marcello, PESCE Rocco, SCORDINO Filippo e STILO Bruno. 

Nella notte di ieri 3 aprile, a San Ferdinando (RC), in località marina di Rosarno, i militari della locale Stazione Carabinieri, nel corso di una normale pattuglia notturna, traevano in arresto, in flagranza di reato, SAFFIOTI Filippo Alessandro, ventinovenne del luogo, e VENTRE Giuseppe, di ventisei anni, perché resisi responsabili di furto aggravato in concorso. Nello specifico i due venivano intercettati a bordo di una Fiat Panda con all’interno nr. 22 infissi in alluminio risultati asportati poco prima da villaggio “La Ginestra” di Nicotera Marina (VV). Il materiale provento di furto veniva sottoposto a sequestro in attesa della successiva restituzione all’avente diritto. Gli arrestati, ultimate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo a disposizione dell’A.G. competente.

E’ in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione di undici provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanomi della cosca Pesce di Rosarno (RC), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante Pesce Marcello, arrestato dalla polizia l’1 dicembre 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti.

Il blitz che aveva consentito la cattura del super-latitante PESCE Marcello veniva effettuato dopo mesi di indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il coordinamento dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. L’azione, complessa, articolata e di grande difficoltà operativa permetteva, oltre alla cattura del pericoloso latitante, anche di arrestare due favoreggiatori che hanno già patteggiato la pena.

Recherche è il nome che gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato all’operazione. Le indagini svolte alacremente dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, oltre che portare alla cattura del pericoloso latitante Pesce Marcello, hanno consentito di individuare la rete dei soggetti che per anni ha protetto la latitanza di Pesce Marcello, permettendo allo stesso di continuare a giocare un ruolo importantissimo nel panorama ‘ndranghetistico della fascia tirrenica della provincia di Reggio Calabria, ma anche di ricostruire l’operatività di gran parte del gruppo di soggetti a lui facenti capo e le numerose attività economiche riconducibili al sodalizio.

Maggiori dettagli sull’operazione verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alla Questura di Reggio Calabria alle ore 11.00.

"È necessario abbattere il muro del silenzio e trovare il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare ciò che si verifica all'interno delle mura domestiche. Gli arresti di ieri sono il risultato ed il segno tangibile dell'attenzione che la Polizia di Stato riserva alle vittime di violenza domestica e di genere".

 Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, in merito all'attività condotta dalla Polizia di Stato nella Piana di Gioia Tauro che ha portato all'esecuzione di tre provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria di Palmi, eseguiti a Cinquefrondi, Rosarno e Polistena. I provvedimenti riguardano altrettanti uomini resisi responsabili di atti di violenza ai danni di familiari, mogli o figli. nello specifico : Il personale del Commissariato di Polistena ha arrestato un 35enne di Cinquefrondi ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale aggravata in danno della moglie, nonche’ dei reati di ingiurie, minacce e percosse in danno del figlio minorenne. L’indagine, che ha avuto origine da numerose segnalazioni e denunce rese dalla moglie dell’arrestato, e poi ritrattate, avrebbe consentito al personale della polizia di Stato di accertare, con numerosi riscontri, la condotta criminale dell’uomo, oggi ristretto nella casa circondariale di Palmi. Nella stessa giornata, il personale del Commissariato di Gioia Tauro ha eseguito una misura personale degli arresti domiciliari nei confronti di un 49enne di Rosarno, responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ai danni dei due figli minorenni e di violenza sessuale sulla moglie. Le indagini svolte avrebbero evidenziato che l’uomo ha piu’ volte minacciato e percosso i figli e la donna, costringendo quest’ultima, a subire atti sessuali. Infine, il personale dei Commissariati di Taurianova e Polistena ha arrestato un 22enne di Polistena, pregiudicato e gia’ destinatario di provvedimento di ammonimento, ritenuto responsabile di atti persecutori, percosse, lesioni e violenza sessuale nella casa circondariale di Palmi. 

 

 

Il video dell'arresto del latitante Antonino Pesce avvenuto alle prime luci dell'alba di oggi.

Il video del blitz in un'abitazione al centro di Rosarno, scattato attorno alle 5, quando si è avuta la certezza che il boss fosse proprio lì. Con lui c'erano un uomo e suo figlio, arrestati con l'accusa di favoreggiamento.

Il video della cattura di Marcello Pesce, avvenuto in pieno centro a Rosarno.

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