26012020Dom
Aggiornato ilSab, 25 Gen 2020 1pm

Nel primo pomeriggio del 07 aprile 2016 i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (RC), supportati, in fase esecutiva, dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, su ordine della Procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria - Direzione Distrettuale Antimafia - hanno tratto in  arresto, in esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, PATAFFIO Giuseppe, di anni 26, già noto alle FF.OO., poiché indagato per i reati di danneggiamento aggravato e porto e detenzione di arma da guerra, aggravati dalla metodologia mafiosa.

L’operazione prende le mosse dal danneggiamento a mezzo esplosione di colpi di fucile mitragliatore - tipo Kalashnikov ak-47, avvenuto nel centro di Gioia Tauro (RC) lo scorso 03 gennaio 2016, alle 20:00 circa, nei confronti di un cancello d’ingresso dell’abitazione di un cittadino gioiese, contro il quale furono esplosi ben nr. 28  colpi  calibro 7,62 X 39 (appunto il munizionamento tipico utilizzato dalla micidiale arma da fuoco). L’episodio ha destato grande sconcerto e preoccupazione tra la popolazione proprio per le modalità con le quali era stato perpetrato l’atto delittuoso.

Nell’immediatezza dei gravi fatti i militari dell’Arma, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono giunti all’esatta individuazione del veicolo, che risultava all’epoca noleggiato e dal quale furono esplosi i colpi, così da identificarne, il corrispondente locatario, destinatario del provvedimento restrittivo, a titolo di concorso nel reato per danneggiamento aggravato e porto e detenzione di un’arma da guerra, dalla straordinaria potenza di fuoco.

La successiva attività d’indagine, sviluppatasi per circa tre  mesi secondo metodi tradizionali e avvalendosi di attività tecnica nonché del prezioso contributo del R.I.S di Messina (Reparto Investigazioni Scientifiche) in particolare sui reperti sequestrati nell’immediatezza, ha consentito di raccogliere ulteriori, determinanti e gravi indizi a carico del PATAFFIO e posti a base del provvedimento disposto dall’Autorità Giudiziaria.

L’arrestato, al termine delle incombenze di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC).

Rocco Sciarrone, consigliere provinciale di Reggio Calabria è stato arrestato a conclusione di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, da parte della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e il Commissariato di P.S. di Gioia Taur. Per Sciarrone è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. In particolare il consigliere provinciale di Gioia Tauro è accusato  dei reati previsti dagli artt. 612 bis co. 2 e 4 c.p., 609 bis co. 1 c.p., 609 ter c.p. nr.5, 609 quater c.p. e 609 septies co. 4 nr. 4 c.p..

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini Sciarrone non rassegnatosi alla fine della relazione con la ex fidanzata, avrebbe minacciato e molestato la stessa attraverso continue, perduranti e reiterate vessazioni di ordine fisico e psicologico (consistenti in minacce, anche di morte, percosse, pedinamenti, danneggiamenti e lesioni). Inoltre dalle indagini si accertava come il giovane, in una circostanza, la scorsa estate, in preda a ossessiva gelosia, avesse costretto la donna a subire atti sessuali contro la sua volontà.

La donna da alcuni anni viveva in uno stato di terrore in quanto era ormai continuamente molestata e minacciata dall’uomo, che nella sua ossessione per lei aveva posto in essere svariati atti persecutori quali: cancellare le amicizie maschili dal social network Facebook su cui la donna era registrata; imporre di non indossare abiti aderenti e di non voltarsi a salutare le persone; la pedinava e le vietava di incontrare altre persone; la ingiuriava pesantemente; la minacciava di morte; a seguito di un litigio la percuoteva violentemente; in un’occasione le rompeva il telefono cellulare; in un’altra occasione le prendeva il telefono cellulare per controllarglielo per poi trattenerlo; in un’ulteriore occasione la gettava a terra e la percuoteva violentemente con pugni e calci; in un’ulteriore occasione per futili motivi la percuoteva sferrandole un pugno al volto che le procurava lesioni; in un’altra occasione la percuoteva, minacciandola di non riferire l’occorso a nessuno; in un’ulteriore occasione minacciava i congiunti della donna a consegnargli i cellulari; in un’ulteriore occasione la minacciava di pubblicare dei video intimi che la ritraevano; in un’ulteriore occasione si presentava nel cuore della notte presso l’abitazione della donna accusandola (falsamente) di fronte ai genitori di avere una relazione con un altro uomo.

È il fotografo del mese, a lui “N Photography” dedica un approfondimento speciale: le sue fotografie, istantanee di quei momenti da catturare per sempre in un’immagine senza tempo, hanno suscitato l’interesse della rivista mensile edita dalla Nikon. Vincenzo Fondacaro è il Nikon Photographer User di aprile, la figura che per questo mese è stata scelta per rappresentare la categoria dei fotografi esperti che non svolgono attività professionale nell’ambito della fotografia. In altre parole, dei fotografi che per passione e non per denaro dedicano tempo e sudore ad immortalare la natura, i volti, le bellezze del mondo. Il fotografo gioiese nella vita di tutti i giorni è un imprenditore, ma impiega ogni momento libero a coltivare la passione per la natura e per i viaggi, dei quali cattura gli aspetti più belli con la sua attrezzatura fotografica, anche pazientando per diverse ore prima di riuscire a fissare il momento perfetto. Persone, animali, cose della terra calabra e del resto del mondo sono i protagonisti delle fotografie scattate dal giovane fotografo di Gioia Tauro, colti nella loro umanità o nei loro lati più selvaggi ed incontaminati. Proprio per l’amore per la natura e la fotografia, insieme ai compagni della “Sudtrek” - l’associazione gioiese degli appassionati di trekking nata nel 2011 -, Vincenzo Fondacaro non solo compie numerose escursioni in giro per l’Italia, ma intraprende vere e  proprie spedizioni in giro per il mondo, che fino ad oggi lo hanno portato in Giordania, in Peru, in Tanzania. Proprio in Africa si è svolta l’ultima spedizione di Fondacaro insieme ad altri cinque coraggiosi trekkers della Piana, che hanno sfidato oltre 5mila metri di altitudine, temperature estreme e condizioni di permanenza difficili per scalare il Kilimanjaro e raggiungerne la vetta. Vincenzo Fondacaro, Lino Cangemi, Lidia Morogallo, Bruno Pellegrino, Francesco Vadalà e Pasquale Bonarrigo hanno compiuto una grandiosa missione, conquistando, lo scorso 13 marzo, la cima del monte più alto del continente africano, di una delle vette più alte al mondo.

RAFFAELLA CARUSO

Momenti di paura a Gioia Tauro, dove, nel quadro dei servizi di prevenzione e di controllo del territorio, a una pattuglia del locale Gruppo Guardia di Finanza è intervenuta in soccorso di un automobilista che chiedeva aiuto affermando di essere inseguito da un altro soggetto che voleva ammazzarlo.

La situazione che si presentava ai finanzieri era di per sé particolarmente eloquente: l’autovettura, una “Fiat 500”, aveva tutti vetri della fiancata sinistra in frantumi con numerosi pezzi di vetro sparsi all’interno dell’abitacolo e varie ammaccature laterali, segni evidenti di un’aggressione subita poco prima.

Qualche istante dopo, sopraggiungeva una “Fiat Bravo”, da cui ne usciva un giovane di 28 anni, Lanciotto Gianluca, residente a Taurianova (RC), che, nonostante la presenza dei finanzieri, tentava di aggredire ulteriormente il malcapitato.

I militari, quindi, lo hanno immobilizzato e lo hanno portato in caserma. In particolare, dalla ricostruzione dei fatti, emergeva un diverbio causato da futili motivi, a seguito del quale il conducente della Fiat Bravo usciva dal mezzo brandendo un martello, mentre il conducente della Fiat 500 è riuscito a rifugiarsi nell’autovettura, a metterla in moto e a partire, non prima che il veicolo fosse colpito da numerose martellate.

L’aggressore lo ha inseguito, raggiungendolo proprio mentre era in prossimità dei finanzieri, il cui provvidenziale intervento ha posto fine ad una situazione di grave pericolo per la sua incolumità.

Su disposizione del P.M. presso il Tribunale di Palmi, Lanciotto è stato messo agli arresti domiciliari presso la sua abitazione e, successivamente, sottoposto – con rito direttissimo – alla misura cautelare dell’obbligo di firma per 3 giorni la settimana presso un Ufficio di Polizia Giudiziaria.

Nota stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Gioia Tauro

Nella giornata di sabato 5 marzo 2016, in Contrada Ciambra di Gioia Tauro (Reggio Calabria), i Carabinieri traevano in arresto AMATO Marco, di anni 41 da Gioia Tauro, già noto alle Forze dell'Ordine, in esecuzione all’ordine  di applicazione di misura restrittiva, emessa dal tribunale di Palmi, poiché ritenuto responsabile di reiterate violazioni alla misura della detenzione domiciliare cui era legalmente sottoposto, commesse nei mesi di gennaio e febbraio 2016.

Gioia Tauro piange i quattro Angeli volati in cielo dopo il tragico incidente di martedì mattina. Sembra che anche cielo, oltre che un’intera città e non solo, stia piangendo Giuseppe, Francesco, Fortunato e Marzio la cui cerimonia funebre unica si terrà domani dalle 15 e 30 nella Chiesa Maria SS. di Portosalvo, alla Marina di Gioia Tauro, dopo un raduno in piazza del Marinaio. Il sindaco Pedà ha già proclamato il lutto cittadino, mentre nelle scuole di ogni ordine e grado si terrà un minuto si silenzio.

Il vescovo della Diocesi Oppido – Palmi, Mons. Milito, anche a  nome dell’intera comunità diocesana ha  inviato un messaggio di cordoglio unendosi “al dolore che ha colpito all’improvviso la serenità e la pace domestica di quattro famiglie della comunità di Gioia Tauro”: quattro giovani che hanno perso la vita in un tragico incidente stradale sotto la galleria di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, mentre facevano ritorno a casa. “Il cordoglio e la vicinanza – scrive mons. Milito –  si fanno più forti ed affettuosi per l’età e il numero delle vittime e per questo raccomandano al Signore i genitori, i parenti, gli amici per queste persone care. Chiedono al Dio della Vita e di ogni consolazione di sostenere, in queste ore così dense di sofferenza, i sentimenti feriti e assicurano la vicinanza più affettuosa e solidale. Possano essere già accolti queste giovani vite nel Regno della Pace e della Verità per godere per sempre della visione divina”. Il “triste” evento, conclude il vescovo, necessita del ricordo di tutte le vittime di incidenti stradali perché “non cadano nell’indifferenza della comunità cristiana e delle Istituzioni civili le stragi che si consumano sulle strade e dell’importanza della sensibilizzazione ai valori della vita e della sicurezza stradale affinché tali episodi non si ripetano”.

Nell’immagine l’annuncio il manifesto pubblicato sulla pagina facebook Gioia Tauro – RC dove stanno provenendo messaggi di cordoglio da tutta Italia.

Questo è un giorno triste e terribile per l'intera città di Gioia Tauro, stretta in un solo abbraccio con i parenti e i familiari di quattro giovani ragazzi morti all'alba in un terribile incidente stradale. Quattro ragazzi meravigliosi e pieni di vita, falcidiati da un destino cinico e brutale. Questo non è il momento delle recriminazioni né delle analisi; è il momento del silenzio, della riflessione e della preghiera. Da padre il mio pensiero va ai genitori delle vittime, oggi colpiti da un dolore che acceca e stravolge. Nessuna parola e nessun gesto può lenire neppure lontanamente lo strazio di chi perde un figlio. Nel rispetto del ricordo dei nostri giovani concittadini abbiamo inteso proclamare LUTTO CITTADINO
Contro la brutalità della morte l'uomo non può nulla, fuorché conservare il culto della memoria e del ricordo.

Secondo le prime indiscrezioni pare siano tutte e quattro di Gioia Tauro le vittime del terribile incidente mortale che si è verificato questa mattina all'alba lungo l'autostrada A3 Salerno Reggio Calabria tra gli svincoli di Mileto e Sant'Onofrio. Identificati per ora i corpi di due ventiduenne Fortunato Calderazzo e Marzio Canerossi, i quali si trovavano a bordo di una Fiat 500 che si è schiantata contro due autorticolati.

Secondo le prime ricostruzioni dell'incidente sembrerebbe che la 500 sia sbandata finendo contro un primo tir per poi essere travolta da un altro che sopraggiungeva subito dietro. Purtroppo per gli occupanti della macchina non c'è stato nulla da fare sono morti sul colpo.

secondo le prime ricostruzioni pare che l'automobile sia sbandata finendo contro un primo autoarticolato e venendo poi successivamente travolta dal secondo che sopraggiungeva subito dietro. Purtroppo per gli occupanti della macchina non c'è stato nulla da fare. Mondo TiVu http://mondotivu.info/2016/03/01/94988-vibo-valentia-incidente-sulla3-in-direzione-sud-quattro.html
secondo le prime ricostruzioni pare che l'automobile sia sbandata finendo contro un primo autoarticolato e venendo poi successivamente travolta dal secondo che sopraggiungeva subito dietro. Purtroppo per gli occupanti della macchina non c'è stato nulla da fare. Mondo TiVu http://mondotivu.info/2016/03/01/94988-vibo-valentia-incidente-sulla3-in-direzione-sud-quattro.html

Due arresti nella Piana, nella giornata di giovedì 25 febbraio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro.  Si tratta di ARENA Biagio, 86enne, titolare di un’azienda agricola, con pregiudizi di polizia per inosservanza dei provvedimenti dell’A.G. e associazione a delinquere, posto in regime di detenzione domiciliare in quanto trovato in possesso di 4 chilogrammi di cannabis indica, abilmente occultati in due buste di colore nero; e del 39enne Senegalese OMAR Dabo, domiciliato presso la tendopoli di San Ferdinando, arrestato in quanto, durante un controllo presso un’azienda agricola di Serrata, tentava di darsi alla fuga e successivamente forniva false generalità al personale presente ai controlli.

Il 26 febbraio ,  in Gioia Tauro (Reggio Calabria), i Carabinieri hanno tratto in arresto, M.L., di anni 63 da Gioia Tauro, per il reato di furto aggravato, poiché, in modo fraudolento, tramite allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, con violenza sulle cose, alterava del tutto il consumo elettrico della propria abitazione. 

 

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