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Aggiornato ilMar, 07 Apr 2020 6pm

Giovendi primo ottobre 2015, in Rosarno (Reggio Calabria), i Carabinieri traevano in arresto LANFRANCHI Giovanni, di anni 52 da Rosarno, già noto alle Froze dell'Ordine, in esecuzione di ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi (RC). Lanfranchi dovrà scontare la pena di anni 03 (tre) e mesi 07 (sette) di reclusione per i reati di truffa, calunnia e sottrazione di cose sottoposte a sequestro, commessi in Calabria tra il 2003 ed il 2007.

 

Rosarno, un arresto per armi

Pubblicato in ROSARNO CRONACA
03 Ottobre 2015

Nella giornata di ieri venerdì due ottobre a Rosarno (Reggio Calabra), i Carabinieri della locale Tenenza traevano in arresto ROSARNO Emanuele, di anni 33, di nazionalità Albanese, ma residente nella cittadina della Piana, già noto alle Forze dell'Ordine, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi.

Rosarno dovrà espiare la residua pena detentiva di due anni , sette mesi e tredici giorni di reclusione, in quanto ritenuto responsabile di aver violato la normativa in materia di armi, per fatti occorsi in Rosarno nel giugno 2014.

Nella giornata di ieri primo ottobre, a Rosarno (Reggio Calabria) alla Contrada Bosco III Stradone, i Carabinieri della locale Tenenza, unitamente a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e della Compagnia Speciale del G.O.C. di Vibo Valentia, nell’ambito di un ampio servizio organizzato dalla Compagnia dei Carabinieri di Gioia Tauro (RC), teso alla repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto GIOVINAZZO Rocco, di anni 72, già noto alle Forze dell'Ordine, e la propria moglie GIOVINAZZO Giovanna, di anni 70, per aver coltivato, prodotto e detenuto sostanza stupefacente del tipo cannabis indica (marijuana). In particolare venivano rinvenuti nr. 25 piante di canapa indiana dell’altezza media di mt. 02 presso un fondo agricolo di proprietà degli stessi e 6,4 kg. circa di sostanza stupefacente dello stesso tipo già essiccata e suddivisa in nr. 03 fusti all’interno di un casolare adibito ad essiccatoio. Al GIOVINAZZO è stato contestato, altresì, il reato di furto aggravato per aver sottratto, illecitamente, e da più di un decennio, energia elettrica alla società erogatrice ENEL, mediante rimozione di un sigillo apposto al contatore afferente ad una fornitura risultata cessata nell’anno 2001.

Al termine delle operazioni, gli arrestati venivano tradotti presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, così come disposto dal Sostituto Procuratore di turno della Procura di Palmi (RC), dott. COSENTINO Rocco.

Le indagini proseguono al fine di individuare i presunti acquirenti della predetta sostanza stupefacente che veniva prodotta a ciclo continuo; infatti una volta raggiunto il pieno stato vegetativo, le piante venivano estirpate e subito essiccate in quello che si presentava come un piccolo laboratorio ove la droga veniva anche confezionata in involucri piuttosto rudimentali.

I militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, unitamente a quelli dei Comandi Arma di Melicucco (RC) e di Laureana di Borrello (RC), dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, nell’ambito di un ampio servizio organizzato dal Comando Compagnia e teso alla repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, domenica scorsa nei pressi dello svincolo autostradale di Rosarno hanno tratto in arresto Larocca Carmelo 45 anni di Laureana di Borrello il quale è stato fermato mentre si trovava a bordo un’Audi A3 nera con a bordo la famiglia (moglie e una bambina).

Il cane antidroga segnalava ai militari operanti qualcosa che non andava e, in seguito anche allo stato di nervosismo dell’uomo, sono state effettuate perquisizioni nella macchina, ove è stata rinvenuta, occultata nel portapacchi, una busta sottovuoto con 110 grammi di tipo marijuana, confezionata in plastica sottovuoto, euro 940 suddivisi in banconote di vario taglio ed uno scanner, utilizzato per rilevare la presenza di microspie e apparati ricetrasmittenti anche a lunga distanza.

LAROCCA, pregiudicato per reati specifici è stato quindi posto ai domiciliari a Laureana di Borrello, in attesa di convalida dell’arresto, innanzi al Tribunale di Palmi.  

L’automobile è stata invece  posta sotto sequestro.

E’ stato scarcerato e mandato ai domiciliari Porretta Michelangelo cl. 76, il quale si trovava in regime di espiazione di pena definitiva a seguito delle sentenze di condanna irrevocabili: una per rapina a mano armata posta in essere presso l’Ufficio Postale di Villanova del Sillaro (Lodi) – emessa dalla Corte di Appello di Milano; l’altra per furto aggravato commesso in Missaglia (Tribunale di Lecco).

Il Porretta, che era ristretto presso la casa Circondariale di Paola, si trova ora presso la propria abitazione in Rosarno (Reggio Calabria) in quanto il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza, accogliendo le tesi difensive degli Avv.ti Filippo Strangi e Graziella Scionti (entrambi del Foro di Palmi) ha disposto la prosecuzione dell’espiazione della pena ai domiciliari

Tre trentenni rosarnesi, Michele Gentile, Vincenzo Sposato e Cosma Sposato sono stati arrestati questa notte a Seminara (Reggio Calabria) con l’accusa di furto pluriaggravato di rame.

Ai tre, difesi dagli avvocati Claudio Novella (Gentile), Mimmo Infantino (Cosma Sposato) ed Antonio Biondo (Cosma e Vincenzo Sposato) dopo l’udienza di convalida tenutasi questa mattina presso il Tribunale di Palmi è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora. Il pubblico ministero aveva invece richiesto la più grave misura degli arresti domiciliari, anche in considerazione del fatto che Sposato Vincenzo risulta avere precedenti per reati della stessa indole.

Il giovane rosarnese Giuseppe Cacciola cl. 94 - difeso di fiducia dagli avvocati Mimmo Infantino e Antonino Biondo è stato arrestato dai carabineri della Tenenza di Rosarno, dopo che nel corso di una perquisizione presso la sua abitazione i militari operanti hanno rinvenuto alcune piantine di cannabis. Cacciola subito arrestato e condotto innanzi al Tribunale di Palmi per essere giudicato con rito direttissimo è accusato di coltivazione e detenzione a scopo di spaccio di sostanza stupefacente.

La difesa, rappresentata in udienza oltre che dall avv. Biondo anche dall avv. Filippo strangi (sostituto dell'avv. Infantino) , ha chiesto ed ottenuto dal giudice, dott.ssa Ascioti, l'immediata scarcerazione e la sostituzione della misura cautelare con quella meno afflittiva dell'obbligo di firma, la Procura aveva invece chiesto l'applicazione nei confronti di Giuseppe Cacciola degli arresti domiciliari. 

Nell'interesse di Bellocco Pietro Giuseppe cl 83, il sottoscritto Avv. Mimmo Infantino del Foro di Palmi,  nella rivestita qualità di difensore di fiducia e su espresso incarico del proprio assistito, espone quanto appresso.

In data 8 luglio 2015 i locali organi di informazione riportavano la notizia afferente l'arresto di Bellocco Giuseppe Pietro, il quale - in quasi tutti i "pezzi giornalistici" - veniva qualificato quale "giovane rampollo del clan Bellocco".

Tanto il testo quanto i titoli riportati nei quotidiani, veicolano un messaggio che l'interessato ritiene offensivo e una informazione non veritiera, ponendo in relazione l'intervenuto arresto con precise collocazioni in organismi mafiosi e generiche vicende di 'ndrangheta.

In vero, Bellocco Pietro Giuseppe non ha mai riportato condanne (neppure in primo grado) per associazione di stampo mafioso né per reati accompagnati dalla c.d. "aggravante mafiosa".

Non vi è alcun provvedimento di condanna emesso da Autorità Giurisdizionali che lo indichi quale "giovane rampollo della cosca Bellocco" o quale appartenente e/o affiliato a qualsivoglia consorteria mafiosa.

Il suo arresto è il frutto di condanne pregresse aventi ad oggetto fatti (risalenti al 2004) che nulla hanno a che vedere con la 'ndrangheta.

Avv. Domenico Infantino

Nella notte del 14 Luglio, a Rosarno, via Don Gregorio Varrà nr. 26, i militari della locale Tenenza CC, unitamente a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, davano esecuzione all’ ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi - Ufficio Esecuzioni Penali - traendo in arresto CACCIOLA Michele cl.’58, padre di Maria Concetta Cacciola, pluripregiudicato, elemento di spicco dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta operante nel comune di Rosarno e limitrofi. Il CACCIOLA dovrà espiare la pena detentiva di anni 02 (due), mesi 02 (due) di reclusione, in quanto ritenuto responsabile dei reati di cui agli artt. 99 - 110 e 572 c.p. (concorso in reiterati maltrattamenti in famiglia), per i tristi fatti accaduti in Rosarno fino al mese di Agosto dell’anno 2011. Il CACCIOLA è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC).

Lo scorso 6 luglio, a Rosarno, in via Carbonai, i Carabinieri della locale Tenenza, con l’ausilio di militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Gioia Tauro, in esecuzione ad un’ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi, al termine di immediate ricerche, rintracciavano dopo diversi tentativi e catturavano BELLOCCO Pietro Giuseppe, di anni 31, operaio edile, pluripregiudicato anche per reati specifici, semilibero, ritenuto dagli inquirenti rampollo dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta imperante nei territori di Rosarno e zone limitrofe e con ramificazioni in varie Regioni d’Italia. Lo stesso dovrà espiare la pena detentiva di anni 02 (due) mesi 02 (due) giorni 20 (venti) di reclusione, in quanto riconosciuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione illegale di armi, rapina in concorso, falsa attestazione a p.u. sulla propria identità e tentata estorsione; questi reati sono stati commessi in diverse municipalità della provincia reggina nell’anno 2014. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria.

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