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Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Il 27 Novembre 2015, in Reggio Calabria, i Carabinieri traevano in arresto AGOSTINI Natale, di anni 33 da Reggio Calabria, già noto alle FF.OO., per i reati di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, poiché, a seguito di segnalazione per un tentativo di aggressione giunta alla locale C.O. dall’abitazione dei coniugi C., i militari si portavano sul luogo, ove il prevenuto, in evidente stato di ebbrezza, stava tendando di sfondare a calci il portone di ingresso ed aggrediva i militari intervenuti.

Ieri 27 Novembre 2015, in Bagnara Calabra (Reggio Calabria), i Carabinieri traevano in arresto C. F., di anni 47 da Bagnara Calabra (RC), già noto alle Forze dell'Ordine in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, poiché riconosciuto responsabile di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per fatti commessi in Cinquefrondi (RC) nel 2003, e condannato all’espiazione della pena residua di 2 anni, 4 mesi e 28 giorni.

Concetta Gangemi, 63 anni, e Nino Vittorio Tripodi, 51 anni, entrambi di Palmi (Reggio Calabria) sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. I due corrieri di droga sono stati sorpresi nella rotonda di via Oreto a Palermo. In un'auto con targa tedesca sono stati trovati dietro un pannello ricavato nel vano motore due chili di cocaina. A scoprire la droga è stato il cane "Dream" addestrato a scovare esplosivo e gli stupefacenti.

Il 23 novembre 2015, in Reggio Calabria, i Carabinieri traevano in arresto TRAMONTANA Giovanni, di anni 46 da Reggio Calabria, già noto alle FF.OO., per il reato di furto aggravato di gas metano poiché corso controllo dei militari, unitamente a personale dell’Azienda Gas Natural, veniva accertata l’esistenza di un prelievo abusivo mediante l’applicazione di un sistema artigianale di bypass collegato alla rete pubblica, che ne consentiva l’illecito prelievo per l’attività commerciale da lui gestita.

Antonio Bomparola, 68enne, è stato arrestato dai carabinieri e posto ai domiciliari a Corigliano Calabro per tentato omicidio nei confronti del figlio. L'uomo, avrebbe colpito con il cacciavite il figlio, nel corso dell'ennesima lite per futili motivi. Ferito all'addome, l'uomo è stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Corigliano dove è stato operato. Non è in pericolo di vita. I carabinieri intervenuti dopo il ferimento ed hanno arrestato Bomparola.

La squadra mobile di Catanzaro ha disposto l'arresto di due uomini di etnia rom, Simone e Franco Bevilacqua, poiché ritenuti responsabili dei reati di sequestro di persona, violenza sessuale e riduzione in schiavitù. Secondo il racconto della ragazza, vittima degli abusi, le violenze nei suoi confronti erano iniziate quando lei e Simone Bevilacqua avevano deciso di andare a convivere. E’ stata la giovane, anche lei appartenente alla comunità rom catanzarese, a denunciare le violenze subite. Tra le mura domestiche infatti si consumavano violenze, sotto forma di percosse e minacce a mano armata, che si accentuavano nel momento in cui la donna rifiutava di prostituirsi negandosi ad un rapporto sessuale. Venerdì sera gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato Simone Bevilacqua e Franco Bevilacqua nella zona sud di Catanzaro, nei quartieri dove vive la comunità nomade.

Giuseppe Caputi, 56 anni (detto ‘Pinuzzu u gaddrinaru’) e Antonio Russo, di 33, entrambi cosentini, già noti alla forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza di reato mentre riscuotevano il pizzo che gli ambulanti del mercato erano costretti a pagare. Ogni venerdì della settimana, giorno del mercato in piazza Amendola, gli ambulanti dovevano versare loro, circa 20 euro, altrimenti in caso di mancato pagamento sarebbero seguite minacce e violenze. Le vittime delle estorsioni al momento sarebbero cinque, tutte di nazionalità marocchina. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Antonio Bruno Tridico e dirette dal Procuratore Capo Dario Granieri. Al termine della formalità di rito, i due, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Cosenza.

Martedì 16 Novembre 2015, in Palmi (Reggio Calabria), i Carabinieri traevano in arresto ESPOSITO Antonio, di anni 38 da Taurianova, già noto alle Forze dell'Ordine, in atto ristretto presso la casa circondariale di Palmi ed intraneo alla nota famiglia di ‘ndrangheta dei Piromalli, egemone nella piana di Gioia Tauro, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria. Prevenuto, a seguito delle investigazioni effettuate dai militari dell’Arma, è ritenuto responsabile dei reati di rapina ed estorsione, aggravate dall’aver agito con metodologia mafiosa, occorsi in Gioia Tauro lo scorso luglio.

I Carabinieri della Stazione di Siderno insieme ai colleghi del ROS, ieri 22 ottobre, hanno tratto in arresto PIZZATO Stefano, 22enne del posto, in quanto ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso con l’aggravante della transnazionalità, associazione finalizzata al traffico e alla detenzione di armi e riciclaggio. Lo stesso dopo le formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria.

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Nella mattinata di ieri martedì 20 ottobre i Carabinieri della Compagnia di Palmi, durante lo svolgimento di un servizio di controllo del territorio, hanno tratto in arresto MORABITO Carmelo, di anni 51 da Palmi, incensurato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti poiché trovato in possesso di un ingente quantitativo di droga.

Nello specifico i militari, a seguito di una perquisizione domiciliare effettuata presso la sua abitazione, insospettiti da alcuni automezzi in disuso parcheggiati nel giardino di casa, hanno esteso l’attività ispettiva ai suddetti veicoli al cui interno, abilmente occultato in un serbatoio per la raccolta  dell’acqua, è stato rinvenuto un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo “hashish” per un ammontare complessivo di 160 chilogrammi.

Lo stupefacente, suddiviso in oltre 1.500 panetti già confezionati per la vendita “al dettaglio”, una volta immesso sul mercato avrebbe avuto un valore commerciale di circa 1.300.000 euro complessivi.

A quel punto per il proprietario dell’abitazione sono immediatamente scattate le manette e lo stesso, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale.

Le attività di indagini proseguono al fine di comprendere per conto di chi fosse custodito ed a chi fosse destinato l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuto.

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