09042020Gio
Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Stavano trasportando a bordo di una Fiat 500 L, circa 60 chilogrammi di hascisc e un chilogrammo di cocaina, che immessi sul mercato della droga avrebbero fruttato circa 700 mila euro due uomini uno di 49 anni e l’altro di 43, entrambi di origine siciliana e con precedenti penali. I due corrieri sono stati fermati dalla Guardia di Finanza durante controlli effettuati dalla Compagnia di Lauria (Potenza) lungo il tratto lucano dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. L'hascisc era diviso in 597 panetti, su cui erano impresse un’immagine e una sigla alfanumerica utilizzata, probabilmente, per attribuire certezza alla provenienza e quindi alla qualità della droga.
Perquisizioni sono state effettuate in Sicilia e in Lombardia (dove è residente uno dei due uomini arrestati) per accertare le eventuali responsabilità di altre persone. I due arrestati sono accusati di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti. Oltre alla droga, gli agenti delle Fiamme gialle hanno inoltre sequestrato l’automobile, cinque telefonini e circa 2.500 euro in contanti.

Nella mattinata di ieri 8 maggio, i Carabinieri della Stazione di Locri, a conclusione di accertamenti, hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica quattro uomini di nazionalità indiana, S.P. cl.78; S.G. cl. 79; S.A. cl. 80; K.A. cl.69. I militari hanno acclarato che i quattro soggetti, dopo aver occupato un edificio di proprietà comunale nel centro di Locri in evidente stato di abbandono ed in precarie condizioni igieniche – originariamente destinato a scuola dell’infanzia – avevano allacciato abusivamente l’impianto dell’energia elettrica dell’edificio alla rete pubblica. Per alcuni di loro, non in regola con il permesso di soggiorno, sono state avviate le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale.

A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessitĂ  compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtĂą della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrĂ  tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessitĂ  compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtĂą della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrĂ  tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

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A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessitĂ  compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtĂą della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrĂ  tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

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Laureana di Borrello (Reggio Calabria). All’alba del 06 Maggio 2014, i Carabinieri della Stazione di Laureana di Borrello supportati dagli uomini della Compagnia Speciale del G.O.C. di Vibo Valentia, a seguito di un servizio straordinario teso alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanza stupefacente, predisposto dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, hanno effettuato diverse perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti ritenuti di interesse investigativo.

A seguito di una accurata attività ispettiva in una abitazione e nelle sue pertinenze, sita in Piazza S. Maria della Minerva e relative campagne, i Carabinieri hanno arrestato Ferrentino Alessio di anni 30, censurato, in quanto resosi responsabile dei reati p. e p. di cui all’art. 73 d.p.r. nr. 309/90 (coltivazione di sostanza stupefacente) ed art. 10 l. 497/74 (detenzione illegale di materiale esplodente), poiché occultava abilmente nr. 95 piantine di marijuana dell’altezza di cm. 10 circa cadauna, nonché 01 kg. circa di polvere da sparo e nr. 02 ordigni esplosivi rudimentali a medio potenziale, fatti brillare successivamente dagli artificieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria.

Il rinvenimento è un ulteriore segnale che nella municipalità di Laureana di Borrello vi è una nuova e mai sopita effervescenza criminale che i Carabinieri stanno costantemente monitorando provando, sin dal nascere, a troncarne le radici.

La Dia di Reggio Calabria ha arrestato l'ex ministro Claudio Scajola. L'arresto è avvenuto in un noto albergo della capitale. Otto i provvedimenti complessivamente eseguiti stamani. Tra gli arrestati, figurano persone ritenute legate al noto imprenditore reggino ed ex parlamentare Amedeo Matacena, anch'egli colpito da provvedimento restrittivo insieme alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre Raffaella De Carolis. Matacena è latitante, dopo una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.  L'ex ministro Scajola è stato arrestato perché avrebbe aiutato l'ex parlamentare Amedeo Matacena a sottrarsi alla cattura. Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. L'inchiesta che ha portato all'arresto è nata nell'ambito di una indagine su tutt'altro argomento."Non so per quali motivi sia stato arrestato, me ne spiaccio e ne sono addolorato". Lo afferma Silvio Berlusconi sull'arresto questa mattina dell'ex ministro Claudio Scajola.

In data odierna 6 maggio, a termine di elaborate e complesse indagini mirate all’attività di monitoraggio, prevenzione e repressione dei reati concernenti la Violenza di Genere, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Cosenza, diretta dal Vice Questore Aggiunto, Dr. Giuseppe ZANFINI, ha notificato l’Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di Z.G., di anni 68, poiché resosi responsabile dei reati di cui agli Artt. 612Bis c.p. (Atti Persecutori) e 582 c.p. (Lesini Personali) per aver, con condotta reiterata, commesso atti persecutori e violenti nei confronti di un proprio vicino di casa e della di lui moglie.

L’articolata attività d’indagine ha permesso di ricostruire la cronologia degli eventi sin dal 2010 e consumati e concretizzati fino allo scorso mese di aprile.

La diatriba, sorta per banali incomprensioni condominiali, è degenerata presto in comportamenti ossessivi e compulsivi posti in essere dallo Stalker il quale, in data 09/12/2013 era gia stato condannato, in prima istanza, per lesioni personali, minacce ed ingiurie in danno delle odierne vittime.

La richiesta di applicazione di misura cautelare del Sost. Proc. della Repubblica Dr. Bruno Antonio TRIDICO, avanzata sulle risultanze investigative accertate dagli investigato della Squadra Mobile, è stata accolta in toto dal GIP di Cosenza, Dr. Livio CRISTOFANO che ha emesso la predetta ordinanza in data di ieri, 05 c.m..

La predetta attività di Polizia Giudiziaria è stata possibile grazie all’incessante attività degli investigatori della Mobile del dr. Zanfini, nel quadro delle attività di monitoraggio e sensibilizzazione e degli specifici servizi predisposti dal Questore di Cosenza, dr. Anzalone.

Raffaele Mazzei, consigliere comunale di Lamezia Terme, è stato arrestato nella sua qualità di commercialista dai finanzieri del gruppo di Lamezia. Mazzei è accusato di peculato per un importo di 2 milioni e mezzo e di alcuni reati tributari. I finanzieri stanno anche eseguendo un sequestro di beni. Mazzei è recentemente passato all'Udc dopo essere stato eletto nel Pdl e poi avere aderito al Nuovo centrodestra. L'arresto è stato eseguito nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme sulla gestione della liquidazione di una cooperativa edile, la "Capanelle 2000". Dalle indagini sarebbero emerse alcune irregolarità compiute da Mazzei che tra il 2008 ed il 2012 è stato commissario liquidatore della società.

Una terrificante storia è accaduta a Castrovillari dove nel corso della nottata, i militari della locale Compagnia dei Carabinieri hanno tratto in arresto T.M., 46enne, del luogo, per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali nei confronti di una donna. Nella serata di ieri, 30.04.2014, l’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, si introduceva, armato di pistola e con volto travisato, nell’abitazione della donna e, dopo averla percossa ed immobilizzata, la violentava, allontanandosi subito dopo, lasciando la vittima legata ad una sedia all’interno della propria abitazione. La donna veniva trovata dai familiari che dopo averla liberata richiedevano l’intervento dei militari dell’Arma e del personale medico.
Dalla descrizione fornita dalla vittima e da informazioni assunte nell’immediatezza dei fatti, veniva individuato quale possibile autore del reato il predetto arrestato, che era uso frequentare la zona dove la donna dimora. A seguito delle immediate ricerche questo veniva rintracciato.
L’attività investigativa che ne scaturiva consentiva di raccogliere prove a carico del prevenuto. Sul posto oltre il personale summenzionato interveniva anche la Squadra Rilievi del Reparto Operativo dei Carabinieri di Cosenza. Il T.M. su disposizione del Pubblico Ministero, Dr.ssa Maria Vallefuoco della Procura della Repubblica di Castrovillari, che ha diretto le indagini, veniva associato alla locale Casa Circondariale.

Una storia terrificante che è stata scoperta dalla polizia del Texas. Una coppia è stata arrestata per abusi.Tenevano il figlio di 5 anni chiuso dentro un armadio sotto le scale senza cibo. La segnalazione è scattata quando i vicini hanno sentito uno dei figli litigare con il padre proprio lamentandosi delle disumane condizioni in cui veniva tenuto il piccolo. Quando gli agenti sono arrivati la matrigna del bambino, Tammi Bleimeyer, 33 anni, era fuggita di casa. La donna, che è incinta al sesto mese, ha rifiutato di tornare a casa nonostante le fosse stato intimato dalla polizia. Successivamente è stata rintracciata in un motel a Humble grazie al gps del suo cellulare. Ora è tenuta in custodia in attesa di processo insieme al papà del bambino, Bradley Bleimeyer. Il bambino è stato portato in ospedale dove è stato curato per un grande taglio sulla schiena, lividi, contusioni vari, oltre che per la grave malnutrizione. Era gravemente malnutrito, con le ossa sporgenti. La sua pelle era venuta fuori sulla schiena. Una situazione orribile, ha dichiarato la polizia.

Dalle prime luci dell’alba, oltre 200 Carabinieri del Comando Gruppo di Locri (RC), coadiuvati dai colleghi dello Squadrone Cacciatori di Calabria e da unità cinofile, stanno eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, nei confronti di 16 persone, residenti in vari comuni della fascia Jonica della Locride responsabili, a vario titolo di:

-     concorso in produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente;

-     detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco clandestina;

-     tentata estorsione.

Sono altresì in corso posti di controllo e posti di blocco, nonché, complessivamente, 32 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettante persone coinvolte, con responsabilità diverse, nelle indagini.

L’operazione, denominata “Sessè 2” trae origine da un’indagine avviata nel dicembre 2010 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica (RC), a seguito del rinvenimento dell’agenda personale di un soggetto coinvolto in una precedente indagine (la “Sessè”, in cui 12 furono gli arrestati), cosa che ha permesso di delineare un quadro chiaro in ordine alle attività di spaccio su buona parte della costa Jonica della Locride, partendo dal popoloso comune di Marina di Gioiosa Jonica. Alcuni degli indagati, nonostante fossero già sottoposti a misure cautelari per reati in materia di droga, hanno persistito nella loro azione criminale, altri hanno preteso da giovani assuntrici prestazioni sessuali come corrispettivo della cessione di sostanze stupefacenti.

Al momento, sono state notificate:

-     7 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere;

-     4 Ordinanze di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari;

-     3 sottoposizioni all’obbligo di dimora e 2 all’obbligo di presentazione alla p.g..

Più di 200 Carabinieri, con il concorso di unità cinofile antidroga e delle unità speciali dei Cacciatori di Calabria, sono tuttora impegnati in una fitta rete di posti di controllo e posti di blocco, nonché, complessivamente, in 32 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettante persone coinvolte, con responsabilità diverse, nelle investigazioni in argomento.

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