09042020Gio
Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Il personale sanitario dell’ASP di Catanzaro è stato impegnato a Lamezia Terme nella prima edizione di alcuni percorsi formativi, approvati dalla direzione strategica aziendale, organizzati dall’unità operativa Formazione e Qualità, diretta dalla dr.ssa Clementina Fittante.

Con la direzione scientifica del dr. Pietro Lopez, coordinatore infermieristico del Dipartimento di Salute mentale di Catanzaro, si è svolto il corso sul tema “Le moderne reti assistenziali riabilitative e l’integrazione ospedale/territorio”. Lopez, nelle vesti di docente, ha aggiornato i presenti sullo stato dell’arte dell’assistenza riabilitativa territoriale. Le lezioni sono state tenute anche da altri operatori della stessa ASP: dott.ssa Amalia Talarico, assistente sociale, dott. Carlo Capilupi, dirigente medico fisiatra, e dott. Fabrizio Tavano, Educatore professionale, che hanno relazionato sui temi inerenti ai modelli di rete sociale, sanitaria e riabilitativa e agli aspetti clinici e tecnico-professionali dell’assistenza riabilitativa territoriale e domiciliare, con riferimento anche alla gestione della cronicità e della complessità nella riabilitazione e alla presa in carico globale nell’ottica dell’integrazione professionale.

Un’altra giornata di studio è stata dedicata all’approccio diagnostico terapeutico alle vasculopatie, in relazione alle trombosi venose e alle sue complicanze, all’embolia polmonare e ad altre alterazioni vascolari. Al corso hanno preso parte in qualità di docenti e responsabili scientifici il dott. Tommaso Battaglia, dirigente medico nella Divisione di Cardiologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme e il dott. Antonio Giacobbe, dirigente unità operativa Chirurgia generale del presidio lametino. Insieme a loro come docenti anche i dirigenti medici dell’ASP di Catanzaro, dott.ssa Maria Levato e dott. Camillo Capialbi, che hanno contribuito all’esame e all’approfondimento degli argomenti proposti.

Un corso di due giorni ha avuto invece come tema la sensibilizzazione sulle problematiche psicologiche e psicopatologiche della popolazione straniera migrante. Sull’argomento hanno relazionato il dott. Salvatore Inglese, dirigente medico, responsabile del modulo di psichiatria transculturale e di comunità del Centro di salute mentale dell’ASP di Catanzaro e la dott.ssa Teresa Napoli, psicologa coordinatrice dell’Organismo aziendale “Immigrazione” dell’ASP di Catanzaro, entrambi responsabili scientifici del corso, che hanno messo a fuoco gli aspetti sanitari, psicologici, socio-culturali e antropologici delle popolazioni migranti.

“Sono del parere - sostiene la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco -  che il modo migliore per ricordare uno degli eventi più significativi della democrazia italiana qual è stata la Resistenza, sia impegnarsi per attuare i valori per cui moltissimi giovani e meno giovani diedero la vita per liberare il Paese e dargli una Costituzione che, purtroppo, specie in aree particolarmente svantaggiate del Mezzogiorno, è inattuata. Penso al diritto al lavoro, alla giustizia sociale, all’uguaglianza di genere”.

“Perciò, credo – aggiunge la Sculco- che sia coerente con i significati che il 25 aprile incarna, non soltanto impegnarsi per concretizzare diritti fondamentali contenuti nella nostra Carta, ma anche partecipare ad iniziative come quella organizzata da Libera oggi a Catanzaro in difesa della legalità e contro il crimine.  Io ci sarò. La Resistenza, per il Paese e per il Mezzogiorno, non è - conclude Flora Sculco -  un reperto archeologico, ma un evento memorabile, da cui discendono valori che ogni giorno occorre difendere. Le intimidazioni ad amministratori comunali, imprenditori, politici, sindacalisti, giornalisti e cittadini che non si girano dall’altra parte, sono atti deplorevoli che vanno contrastati anche con la reazione di una cittadinanza attiva e vigile”.

Catanzaro, 24 aprile 2015 – Si svolgerà il 27 aprile, con inizio alle ore 15:00, nella Sala Polifunzionale Ricovero di Mendicità “Umberto I” di Catanzaro, il 3° incontro relativo ai cicli di formazione/informazione "Sostenere chi sostiene", organizzati dall'unità operativa complessa Tutela salute anziani di Catanzaro, diretta dal Dr. Domenico Simone Costantino, in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Catanzaro.  I  cicli sono  indirizzati ai familiari dei pazienti che frequentano l’ambulatorio, e vogliono costituire uno spazio dedicato ai familiari, di indirizzo, formazione, informazione, orientamento e sostegno  nell’affrontare le diverse problematiche inerenti il lavoro di cura per imparare a gestire lo stress dell’assistenza agli anziani fragili.

L’incontro sarà introdotto dalla dott.ssa Amalia Talarico che relazionerà circa “La comunicazione con la persona anziana”, seguirà l’intervento su “Demenza: una malattia?” del dott. Roberto Lacava, del Centro demenza tutela Anziani del Distretto socio-sanitario 1 di Catanzaro, mentre l’infermiere Vincenzo Bisurgi tratterà il tema “Prevenzione e trattamento lesioni da decubito”.

L’appuntamento, che sarà coordinato dall’assistente sociale Amalia Talarico dell’U.O.T.S.A. si concluderà al termine di un dibattito.

I precedenti cicli, tutti con un incontro a cadenza mensile, hanno suscitato molto interesse e hanno registrato un’ampia partecipazione.

In data odierna ho inviato una missiva al commissario ad acta per la Sanità calabrese, ingegnere Massimo Scura, per segnalare alcune gravi disfunzioni del reparto di Anatomia patologica del Policlinico di Germaneto”.

E’ quanto rende noto il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori (CdL).

“Riportato nella lettera il caso di una paziente che ha subito un intervento di mastectomia bilaterale a seguito di una diagnosi di patologia tumorale. Un inesauribile calvario fonte di ansia e dolore. Sono trascorsi due mesi dalla dimissione della paziente ma a tutt’oggi non le sono state consegnate le risultanze mediche istologiche degli accertamenti effettuati. Una situazione gravissima e inaccettabile - condanna Mangialavori - che sta seriamente pregiudicando il diritto alla cura di questa paziente. Aggiungo che non si tratta di un caso isolato, ma dell’ordinario modo di operare del reparto, non di certo, per responsabilità del personale che è capace e preparato. Ma per evidenti disfunzioni organizzative e gestionali che occorre superare definitivamente con sollecitudine”.

“E così accade che  mentre la politica e la gestione della sanità discuta di rete ospedaliera e azienda unica sanitaria, i pazienti sono costretti, loro malgrado, - stigmatizza il consigliere - a subire inaccettabili ritardi. Il diritto dei cittadini di curarsi adeguatamente subisce, in tal modo, giornaliere e crescenti compressioni, in costante violazione dalla Costituzione, limitato, soprattutto negli ultimi anni, da scelte politiche tese al taglio dei costi, non sempre giustificato e razionale. Occorre senza indugio avviare una politica sanitaria appropriata, ormai assente dalla Calabria da molti (troppi) lustri” - conclude Giuseppe Mangialavori.

Francesco Rosso, 35 anni, è stato ucciso a Simeri Crichi in provincia di Catanzaro all’interno della sua macelleria. Secondo una prima ricostruzionne dell'omicidio l’uomo era all'interno della sua macelleria, quando è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola, esplosi da una persona che avrebbe fatto irruzione.
Francesco Rosso non ha precedenti e quindi gli investigatori al momento non escludono alcuna ipotesi. I primi accertamenti evidenzierebbero che all'omicidio potrebbero avere partecipato due persone, una entrata per sparare e l'altra che avrebbe atteso davanti l'ingresso. Sul posto sono intervenuto i carabinieri della compagnia di Sellia Marina, del reparto operativo provinciale ed il magistrato di turno della procura di Catanzaro.

          E’ di una vera e propria esemplarità, nel disastro economico-gestionale in cui si dibattono da tempo le Ferrovie della Calabria, quanto accade, tra la generale indifferenza, nell’ambito dell’Impianto Movimento della Stazione di Catanzaro Città. Una questione che nasce circa un quinquennio fa e che poi involve progressivamente fino ai giorno nostri.

          Così accade che, nell’ambito di una ristrutturazione aziendale, si decida, improvvisamente e senza ragione apparente, di “concedere” che due delle quattro unità che svolgono il servizio vadano a rivestire una qualifica più alta e meglio retribuita, lasciando le altre due unità a svolgere gli stessi compiti e ad avere le stesse responsabilità e gli stessi orari, sia rispetto al periodo precedente che rispetto ai colleghi gratificati dalla promozione.   Accade successivamente che il Coordinatore Responsabile dell’Impianto sia posto in quiescenza e che l’Azienda non provveda a sostituirlo con un agente di pari qualifica e parametro, anche vista la disponibilità presente nella sede e le domande degli agenti interessati ed aventi diritto, ma venga sostituito dall’agente promosso più anziano, senza che questi venga in alcun modo sostituito nel servizio di Movimento.     Accade poi, incidentalmente, che un agente venga trasferito “temporaneamente” presso l’Impianto di Cosenza, sguarnendo oltremodo l’Impianto e facendo sì che le eventuali sostituzioni di agenti assenti per permesso sindacale, congedo, malattia o altro fosse effettuato non più da Catanzaro bensì da Cosenza, spesso utilizzando l’agente trasferito “temporaneamente”, elargendo anche a lui la relativa indennità di trasferta.    Accade infine, ciliegina sulla torta, che all’agente cui è stata affidata la responsabilità dell’Impianto, senza apparente ragione ed all’esibizione, pare, di una semplice nota di un legale di fiducia, sia assegnato, sic e simpliciter cosa che non accadeva ormai almeno da diversi decenni (non vorremmo sbagliare spingendoci a dire “mai accaduta”), il parametro superiore proprio in virtù di quell’utilizzo. Il tutto senza che ciò comportasse il trasferimento in altra sede o servizio, visto che l’Azienda aveva fino ad allora escluso tassativamente la possibilità di inviare presso l’Impianto chi tale parametro possedeva “per concorso” da anni, personale che restava così frodato dai giochini aziendali.

          A seguito di tutto ciò accadeva poi, cosa magari non messa in conto da chi tutta questa situazione ha gestito e che ha creato non solo disparità gravi di trattamento tra il personale di cui trattasi ma anche notevoli maggiori esborsi aziendali (ancor più gravi nella situazione dissestata che l’azienda stà vivendo e per cui si chiedono continuamente sacrifici ai Lavoratori tutti) che questa Segreteria Provinciale si chiedesse, e chiedesse a chi questa risposta può fornire, come mai “gli unici provvedimenti presi negli ultimi due anni, guarda caso relativi, e che obiettivamente favoriscono, due colleghi che appartengono entrambi ad un dato territorio ed a una certa area politica” e soprattutto come mai a tutt’oggi non si è provveduto a dare risposta ad una serie di interrogativi, ma anche ad alcune proposte di soluzione, alle problematiche trattate in un incontro tenutosi con la dirigenza aziendale il 14 ottobre scorso, venuta dopo una serie reiterata di richieste di incontro e di intervento rispetto ai problemi relativi all’Impianto di Movimento della Stazione di Catanzaro Città. Onestamente possiamo ritenere che qualcuno non abbia interesse a risolvere tali problematiche, che finiscono per pesare interamente sulle spalle dei Lavoratori dell’Impianto e nel favorire interessi meramente clientelari, per cui riteniamo sia opportuno che l’opinione pubblica conosca i fatti, suffragati tutti da documentazione dettagliata che ci riserviamo di mettere a disposizione di chiunque volesse avere ragguagli e, auspicabilmente, delle Istituzioni preposte quali la Regione Calabria (proprietaria dell’Azienda), S.E. il signor Prefetto, la Corte dei Conti e quant’altri volessero controllore e prendere gli opportuni provvedimenti.

                                                        Segreteria Provinciale   U.G.L.-F.N.A.

                                                                            Natale Giaimo

Un uomo di 43 anni, Claudio Merola di Catanzaro, è stato arrestato questa mattina, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, guida senza patente e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. All’uomo, infatti, è stato intimato di fermarsi ad un posto di blocco, ma lo stesso, già noto alle forze dell’ordine, ha travolto un carabiniere provocandogli la frattura di un braccio. Merola, che aveva ingerito una dose di cocaina prima di essere fermato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Catanzaro- I dirigenti medici della Fondazione Tommaso Campanella hanno diffuso una nota nella quale chiedono alle istituzioni di "fare chiarezza su questa vicenda che ha dell'inverosimile e che comunque danneggia solo gli ammalati ed i loro parenti che restano attoniti di fronte a tale malasanità chiaramente manifesta". I medici evidenziano che "c'è una politica bipartisan che da tanti anni studia la soluzione del problema su come chiudere la struttura, forse per privilegiare strutture private da Reggio Calabria a Cosenza, passando per Crotone e Catanzaro". La nota è stata sottoscritta da Salvatore Merola, Domenico Ciliberto, Daniela Voci, Francesca Piccione, Antonino Restuccia, Francesco Sbano, Barbara Curcio, Roberto Romano, Vincenzo Cosco, Cristina Cosco, Carmen Cosco, Giovanna Ruggiero, Rosario Cardona, Monica Ventura, Iole Cucinotta, Francesco Grillone, Alessandro La Boria, Fabrizio Amoruso, Francesco Givigliano, Rocco Spagnuolo, Valeria Zuccalà, Francesco Conforti, Giovanni Mantegna ed Antonio Giacomelli. "Non abbiamo più parole - aggiungono - per la continua odissea della Fondazione Tommaso Campanella. Non abbiamo più parole mentre vediamo il nostro centro oncologico smembrato. Non abbiamo più parole per quello che doveva essere un sogno da regalare alla Calabria e si è trasformato nell'emblema della cattiva gestione della Sanità, che ormai è il cardine della nostra Regione e dell'Italia intera. Doveva essere il primo Centro Oncologico regionale, il fiore all'occhiello del nostro territorio e invece la mission della Fondazione è stata tormentata in ogni maniera, pagando il prezzo di un contesto regionale in cui viene calpestato perfino quello che dovrebbe essere un diritto sancito dalla costituzione e cioè il diritto alla salute. Grazie alla nostra dedizione e spirito di sacrificio e per il bene dei pazienti abbiamo sopportato ogni carico lavorativo, finanche in assenza dei supporti e degli aiuti che chi eroga sanità dovrebbe ricevere. Abbiamo pazientato, lottato, pianto, privato perfino le nostre famiglie di una vita dignitosa dati gli enormi sacrifici che ci troviamo a sostenere perché non veniamo pagati da mesi. Siamo sempre stati fiduciosi, presenti, agguerriti. Siamo scesi in piazza a manifestare, mossi come sempre da tanta disperazione e frustrazione. Siamo scesi in piazza per difendere il diritto alla salute ed i nostri meritati posti di lavoro. La conclusione è che ci stiamo spaccando la schiena senza stipendio da mesi, per mantenere attivo un ente sanitario di cui a nessuno sembra interessare nulla".

"E lo dimostra - proseguono i medici - il recente corso che gli eventi stanno prendendo, lo dimostrano gli ultimi giorni in cui ci vengono addirittura chiesti gli elenchi nominativi dei pazienti afferenti alla struttura, per cosa? Per prepararsi a spostarli? A smistarli in altri Ospedali? Ma ci state prendendo in giro? A cosa è servita la Fondazione Campanella? Ad essere sfruttata fin quando ai centri di potere è convenuto, per poi arrivare agli sgoccioli e sentirsi dire che "i pazienti verranno trasferiti negli altri presidi della Calabria pronti ad accoglierli". Dove sono questi presidi? Dove sono questi snelli ospedali che saranno in grado in maniera subitanea di prendersi carico delle centinaia di pazienti che afferiscono nel nostro Centro? Quando in passato in già noti momenti di crisi qualche paziente (e non parliamo di numeri consistenti, ma parliamo di un paio di persone) è stato inviato ad altro presidio per sopperire temporaneamente ad una carenza di farmaco che non poteva essere acquistato. Sono stati reinviati al mittente, sono stati reinviati alla Fondazione con una bella lettera di accompagnamento in cui si palesava l'impossibilità ad accogliere altri assistiti dato il già sovraffollamento dei reparti. Sono forse i pazienti delle pedine da smistare qui e li, senza tenere conto di una doverosa specificità di cura? Abbiamo centinaia di pazienti che ogni giorno e pur nelle difficoltà hanno ricevuto la miglior assistenza sanitaria che potesse fornire questa misera terra figlia di nessuno".

  I militari hanno trovato, all'interno della camera da letto, una carabina calibro 22, munita di silenziatore, con relativo caricatore pieno ed inserito e vario munizionamento (196 colpi inesplosi), e una pistola revolver, calibro 32 della marca Smith&Wesson, con matricola abrasa, munita anch'essa di munizionamento (8 colpi inesplosi), per questo un allevatore di 65 anni, N. C., è stato arrestato a Centrache in provincia di Catanzaro dai Carabinieri con le accuse di detenzione abusiva di armi da fuoco clandestine e ricettazione. Ulteriori accertamenti sulle armi, tutte ben conservate ed in ottimo stato, hanno permesso ai militari di stabilirne la clandestinita'. L'uomo e' stato pertanto arrestato in flagranza di reato e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima. Le armi da fuoco e il munizionamento, sono stati sottoposti a sequestro penale, in attesa di accertamenti balistici, per accertarne l'utilizzo eventuale in fatti criminali avvenuti nel territorio. L'allevatore e' stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa della convalida dell'arresto da parte della magistratura.

Domenico Aiello, imprenditore di 58 anni, è stato ucciso questa mattina a  Soveria Mannelli in provincia di Catanzaro. Secondo una prima ricostruzione dell’omicidio, Aiello, titolare di un'impresa di movimento terra,  stava lavorando con una pala meccanica nei pressi della sua abitazione, quando una o più persone si sono avvicinate ed hanno esploso  diversi colpi di pistola uccidendolo sul colpo. Sul luogo dell’omicidio, avvenuto in località Celisetto, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli. Si tratta del secondo omicidio in pochi mesi nel centro del catanzarese, il 28 giugno scorso, infatti era stato ucciso un altro imprenditore che lavorava nel settore del movimento terra, Daniele Scalise, di 30 anni. I carabinieri, che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto stamani per risalire al movente e agli autori, stanno anche valutando se i due episodi possano essere in qualche modo collegati.

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