10042020Ven
Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Tragedia sfiorata in America, dove una bimba di 4 anni √® stata trovata in possesso di 250 bustine di eroina purissima. La piccola era in asilo e stava giocando con alcuni compagni, quando l'insegnante si √® fortunatamente accorta che aveva qualcosa in mano, cos√¨ ha afferrato una delle bustine, mentre i piccoli protestavano ad alta voce, insistendo che erano ‚Äúzuccherini‚ÄĚ.

La maestra ha immediatamente chiesto aiuto alle colleghe,ed insieme hanno confiscato le bustine, chiamando subito la polizia e convocando il pronto soccorso medico. Fortunatamente nessuno dei bambini aveva ancora avuto il tempo di aprire e assaggiare i ‚Äúdolcetti‚ÄĚ. I piccoli sono stati trasportati in ospedale per controlli e accertamenti. La polizia di Selbyville, nel Delaware, √® rimasta sbigottita davanti alla quantit√† di droga che la piccola di quattro anni aveva nello zainetto: ben 250 bustine di eroina, sufficienti per causare overdosi letali a tutti i bambini della classe. La madre della bimba, la signora Ashley Tull √® stata arrestata e poi rilasciata su cauzione. Dovr√† rispondere di possesso di droghe pesanti e di aver messo a repentaglio la vita dei bambini. La sua figlioletta, e altri due figli di 9 e 11 anni, sono stati affidati ai nonni.

Lamezia Terme (Catanzaro). La Polizia di Stato di Lamezia Terme ha sequestrato un carico di 32 kg di marijuana. Gli agenti del locale Commissariato hanno scoperto il carico di stupefacenti all'interno di un furgone attorno al quale hanno notato strani movimenti di alcuni giovani a bordo di uno scooter. Insospettiti, gli investigatori hanno iniziato un servizio di osservazione a distanza che ha consentito di identificare alcuni giovani la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. All'interno del furgone, parcheggiato su una strada sterrata, sono stati trovati trenta panetti di marijuana in due scatoloni. Sono in corso indagini per individuare i detentori dello stupefacente, presumibilmente destinato al mercato illegale locale.

Salvatore Costa, 19 anni di San Ferdinando, è stato arrestato nella tarda serata di mercoledì, nei pressi della Scuola allievi agenti della Polizia di Stato. Salvatore Costa, pregiudicato disoccupato, è stato arrestato in flagranza di reato poichè trovato in possesso di 10 chili di marijuana.

 

I militari operanti, hanno effettuato un controllo su un autobus di autolinee calabrese, rintracciato nei pressi di Vibo Valentia e partito dalla piana di Gioia Tauro per il nord Italia, dove probabilmente lo stupefacente era destinato. La sostanza stupefacente è stata rinvenuta all'interno di un  trolley di colore rosso che dopo gli accertamenti effettuati dagli agenti della Polizia è stato attribuito a Salvatore Costa, unico passeggero rimasto senza bagaglio. All’interno del trolley, è stata rinvenuta la sostanza stupefacente, suddivisa in 22 confezioni sotto vuoto, per un peso complessivo netto di 10,232 chilogrammi, che è stata posta sotto sequestro. E’ stata perquisita anche l’abitazione dell’arrestato, dove è stato rinvenuto un bilancino di precisione. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Vibo Valentia, a disposizione di quella Procura della Repubblica.

Reggio Calabria. E' in conrso dalle prime luci dell'alba una maxi operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti. Ventiquattro sono le ordinanze di custodia cautelare emesse tra la Calabria e l'estero. Nell’ambito dell’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, la Guardia di Finanza ha altresì sequestrato due tonnellate di cocaina provenienti dal Sudamerica.  Alle ore 11,30 si terrà una conferenza stampa presso la procura di Reggio Calabria con il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho e il procuratore aggiunto Nicola Gratteri che ha affermato ''E' l'indagine piu' grande contro il traffico internazionale di stupefacenti, vede coinvolti contemporaneamente le forze dell'ordine di 9 paesi del mondo''.

Nelle prime ore di questa mattina, in Marina di Gioiosa Jonica (RC), Gioiosa Jonica (RC), Caulonia (RC), Sant‚ÄôIlario dello Jonio (RC), Ardore Marina (RC) e Cinquefrondi (RC), militari del Gruppo Carabinieri di Locri, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori ‚ÄúCalabria‚ÄĚ, della Compagnia Speciale di Vibo Valentia, e con il concorso di personale delle Compagnie CC Taurianova (RC), Palmi (RC) e Gioia Tauro (RC) e di 2 unit√† cinofile del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a 16 provvedimenti cautelari (di cui 7 ordinanze di custodia in carcere e 4 agli arresti domiciliari, nonch√© 3 obblighi di dimora e 2 obblighi di presentazione alla P.G.) emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, nei confronti di altrettante persone (3 delle quali gi√† detenute per altra causa) indagate, a vario titolo, per concorso in produzione, detenzione ai fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti, nonch√© di detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco clandestina e tentata estorsione.

L‚Äôoperazione (convenzionalmente denominata ‚ÄúSess√® 2‚ÄĚ trae origine da un‚Äôindagine avviata nel 2010 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica, che ha consentito di accertare la presenza di soggetti che, in concorso tra loro, producevano, detenevano e spacciavano sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana ed eroina, nell‚Äôambito del Comune di Marina di Gioiosa Jonica, con ramificazioni in tutta la fascia costiera della Locride.

In particolare, è emerso che alcuni degli indagati continuavano a spacciare nonostante fossero già sottoposti alle misure cautelari degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora per violazione delle norme in materia di stupefacenti, talvolta richiedendo prestazioni sessuali come corrispettivo per la cessione delle sostanze.

Inoltre, alcuni dei soggetti in questione risultano indagati, nell’ambito della stessa attività, per detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco clandestine e tentata estorsione. Tra di loro molti sono i disoccupati il cui tenore di vita verrà ora monitorato attentamente per verificare la sproporzione rispetto al reddito effettivamente percepito ed eventualmente chiedere il sequestro ai fini della confisca dei beni.

 

  Di seguito i nomi degli indagati sottoposti a misura cautelare.                                                                                                           

-   Custodia Cautelare in Carcere:

.      Agostino Alessandro, cl.1985, da Marina di Gioiosa Jonica, disoccupato;

.      Berlingieri Guerino Rocco, cl. 1978, da Marina di Gioiosa Jonica, disoccupato;

.      Femia Francesco, cl. 1987, da Marina di Gioiosa Jonica, operaio;

.      Femia Rocco, cl. 1989, da Marina di Gioiosa Jonica, disoccupato;

.      Loccisano Tommaso, cl. 1972, da Marina di Gioiosa Jonica, coniugato;

.      Napoli Domenico, cl. 1986, da Caulonia, imprenditore;

.      Sfara Vincenzo, cl. 1990, da Marina di Gioiosa Jonica, disoccupato;

-   Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari:

.      Agostino Pasquale, cl. 1989, da Marina di Gioiosa Jonica, allo stato detenuto presso la Casa Circondariale di Locri, disoccupato;

.      Lattari Michele, cl. 1959 da Cinquefrondi, disoccupato;

.      Musolino Leonardo, cl. 1981 da Sant’Ilario dello Jonio, disoccupato;

.      Sfara Luigi, cl. 1985, da Marina di Gioiosa Jonica, disoccupato;

-   Obbligo di Dimora:

.      Belcastro Vincenzo, cl. 1989 da Caulonia, disoccupato;

.      Bottari Mario, cl. 1972 da Ardore, disoccupato;

.      Tassone Gabriele, cl. 1991 da Gioiosa Jonica, operaio;

-   Obbligo di Presentazione alla P.G.:

.      Mazzaferro Antonio, cl. 1971, in atto sottoposto agli arresti domiciliari in Gioiosa Jonica, disoccupato;

.      Zannino Cosimo, cl. 1961 da Marina di Gioiosa Jonica, operaio.

 



[1]La denominazione dell’operazione trae spunto dal nome in codice utilizzato dagli indagati nelle conversazioni telefoniche per definire la sostanza stupefacente.

Torino, droga al posto del kebab

Pubblicato in ITALIA
12 Marzo 2014

Sono stati arrestati dalla polizia per violazione delle leggi degli stupefacenti , i due turchi di 21 e 27 anni, soci di un kebab-restaurant di Torino. La fidanzata del 27enne e un dipendente sono stati denunciati per le stesse ragioni. Gli agenti stavano sorvegliando da qualche tempo l'area, e avevano notato che nel locale, situato nel quartiere San Salvario, molti clienti entravano senza acquistare apparentemente nulla. Sono così scattate le perquisizioni. Sono state trovate droghe di vario tipo all'interno del ristorante e a casa di uno dei due.

Dalle prime luci dell’alba, oltre 200 Carabinieri del Comando Gruppo di Locri (RC), coadiuvati dai colleghi dello Squadrone Cacciatori di Calabria e da unità cinofile, stanno eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura, nei confronti di 16 persone, residenti in vari comuni della fascia Jonica della Locride responsabili, a vario titolo di:

-     concorso in produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente;

-     detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco clandestina;

-     tentata estorsione.

Sono altresì in corso posti di controllo e posti di blocco, nonché, complessivamente, 32 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettante persone coinvolte, con responsabilità diverse, nelle indagini.

L‚Äôoperazione, denominata ‚ÄúSess√® 2‚ÄĚ trae origine da un‚Äôindagine avviata nel dicembre 2010 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica (RC), a seguito del rinvenimento dell‚Äôagenda personale di un soggetto coinvolto in una precedente indagine (la ‚ÄúSess√®‚ÄĚ, in cui 12 furono gli arrestati), cosa che ha permesso di delineare un quadro chiaro in ordine alle attivit√† di spaccio su buona parte della costa Jonica della Locride, partendo dal popoloso comune di Marina di Gioiosa Jonica. Alcuni degli indagati, nonostante fossero gi√† sottoposti a misure cautelari per reati in materia di droga, hanno persistito nella loro azione criminale, altri hanno preteso da giovani assuntrici prestazioni sessuali come corrispettivo della cessione di sostanze stupefacenti.

Al momento, sono state notificate:

-     7 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere;

-     4 Ordinanze di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari;

-     3 sottoposizioni all’obbligo di dimora e 2 all’obbligo di presentazione alla p.g..

Pi√Ļ di 200 Carabinieri, con il concorso di unit√† cinofile antidroga e delle unit√† speciali dei Cacciatori di Calabria, sono tuttora impegnati in una fitta rete di posti di controllo e posti di blocco, nonch√©, complessivamente, in 32 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettante persone coinvolte, con responsabilit√† diverse, nelle investigazioni in argomento.

Tra le 35 persone sottoposte a misura cautelare da parte del Gip di Busto Arsizio su richiesta del sostituto procuratore Pasquale Adesso, numerosi sono i calabresi coinvolti. In particolare secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti l'area di Saronno, Mozzate, Cislago e Busto Arsizio sarebbe sotto il controllo degli uomini della cosca Tripepi-De Marte-Spinella della zona di Seminara  che operava nell'area a cavallo tra le province di Varese, Como e Milano. L'operazione, denominata San Marco dal nome del ristorante di Mozzate nel quale si svolgevano i briefing del gruppo criminale  ha portato dietro le sbarre 23 persone, altre 5 ai domiciliari mentre per altre sette è stato notificato l'ordine di presentazione alla polizia giudiziaria, una cinquantina le perquisizioni.

Francesco De Marte è considerato l'organizzatore del gruppo criminale, lo stesso è stato già arrestato nel 2010 dalla Procura di Busto Arsizio per una serie di estorsioni e di incendi ai danni di imprenditori del settore edile e dei trasportii. Coninvolti anche Diego Tripepi che era stato arrestato a maggio dai carabinieri di Fenegrò per spaccio di cocaina e possesso di armi, Santo Gioffrè, Giuseppe Carofiglio, Giovanni Savino e altri coinvolti a vario titolo nelle diverse attività criminali. In particolare, secondo gli inquirenti, è da segnalare lo spessore criminale di De Marte che, secondo le dichiarazioni del pentito Angelo Oliviero, è appartenente alla 'ndrangheta insieme al fratello e molto vicino alla famiglia Pellegrino che opera in Liguria e in Piemonte.

Il gruppo criminale sgominato dagli inquirenti era attivo in diversi settori dal traffico allo spaccio di stupefacenti, nelle estorsioni agli imprenditori, nell'imposizione di un sistema di false revisioni a molte officine della zona del comasco e del varesotto, nei furti e nelle rapine per finanziarsi. Un sistema ramificato che aveva bisogno di numerosa manovalanza. Gli inquirenti non hanno contestato agli indagati l'aggravante mafiosa. Diversi gli episodi ricostruiti dagli uomini alle dipendenze del capitano Regina a partire dal giro di estorsioni che riguardava un ristorante di Mozzate, un venditore ambulante di Busto Arsizio, un'officina per mezzi pesanti di Gerenzano, un'impresa di pompe funebri di Saronno e un centro revisioni ancora a Mozzate.

Tripepi, in particolare, aveva avviato un giro di false revisioni, circa 2000 all'anno, nel suo centro gomme Formula Uno a Mozzate. Le officine della zona erano praticamente costrette a passare da lui e a consegnargli il 20% del ricavato e chi non sottostava a questa regola si ritrovava l'azienda danneggiata come accaduto ad un'officina di Villa Guardia nel 2012 quando bruciarono 14 auto. L'organizzazione, inoltre, aveva messo in piedi una batteria di rapinatori e di professionisti dei furti in ditta con numerosi episodi tra Rovellasca, Rescaldina, Milano, Mozzate, Vertemate, Fenegrò, Cesano Maderno, Figino. Imponente anche il giro di spaccio del gruppo nel quale erano coinvolti un po' tutti, a partire da Tripepi che a maggio del 2013 era stato arrestato dopo che gli trovarono in casa 60 grammi di cocaina.

Operazione antidroga dei carabinieri di Catania questa notte. Il blitz ha interessato anche le provincie di Reggio Calabria, Ragusa e Messina. I militari dell'Arma hanno tratto in arresto 16 persone residenti a Randazzo, Castiglione di Sicilia, Maniace, Aci Catena  e Bianco (Reggio Calabria). Di loro, 13 sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e 3 di traffico e spaccio in concorso.

 

I 16 provvedimenti cautelari, 9 dei quali in carcere e 7 ai domiciliari, sono stati emessi dal gip di Catania, sulla base delle richieste formulate dalla Procura etnea - Direzione distrettuale antimafia - che traggono origine da un'indagine sviluppata dal luglio a dicembre del 2012. Le indagini sono scattate dopo l'arresto di un uomo, a casa del quale fu trovato un sacco con oltre un chilo di marijuana.

 

 

L'attività investigativa ha portato i carabinieri ai fratelli pregiudicati Marco, Martino e Giuseppe Scrivano di Randazzo, i quali sarebbero stati al vertice di una banda di spacciatori ben strutturata e radicata nel territorio. I tre fratelli provvedevano inoltre al rifornimento delle sostanze stupefacenti, attraverso un canale con la Calabria. Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 9 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e sequestrate circa 1,3 chili di marijuana, 300 grammi di cocaina e 200 grammi di sostanza da taglio. Anche le mogli di due dei tre fratelli partecipavano all'organizzazione dell'attività di spaccio, gestendo con l'amministrazione della "cassa comune" del gruppo.

¬†Nel corso della notte, in varie province italiane, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, coadiuvati dai militari dei comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un‚Äôordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica ‚Äď Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 20 persone, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, transnazionale, finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.

10 gli arresti eseguiti a Roma, 7 a Platì (RC) e 3 in Puglia.

La misura cautelare √® stata emessa a conclusione dell‚Äôindagine convenzionalmente denominata ‚ÄúBate‚ÄĚ, sviluppata dai carabinieri di via in Selci dal dicembre 2011 all‚Äôagosto 2013, su due soggetti residenti in provincia di Roma, PESCETELLI Enzo e D‚ÄôALESSANDRO Orlando, titolari di una ditta di lavorazione di pietra per uso edilizio, denominata ‚Äúl‚Äôera della Pietra‚ÄĚ, con sede ad Albano Laziale e Lanuvio (RM), i quali risultavano attivi nell‚Äôimportazione dal Sudamerica di carichi di cocaina occultati all‚Äôinterno dei container utilizzati per lo stoccaggio e per il trasporto in Italia, a bordo di navi cargo, di pietra reperita in Nicaragua e utilizzata presso i cantieri della menzionata ditta.

Il gruppo criminale romano capeggiato dal PESCETELLI si proponeva sul mercato quale fornitore di una piattaforma logistica e di servizi, capace di garantire le importazioni di narcotico in favore di altri gruppi criminali. La droga quindi, occultata nei container introdotti in Italia, talvolta tramite il porto di Civitavecchia, talvolta tramite quello di Salerno, veniva portata nel cantiere del PESCETELLI a Lanuvio, ove veniva estratta dalle pietre in cui era stata precedentemente occultata in Nicaragua e veniva quindi consegnata alle organizzazioni criminali committenti che ne curavano il trasporto e lo smercio in altre località italiane.

Nel corso dell‚Äôindagine √® stato accertato che il gruppo del PESCETELLI, che comunque distribuiva in proprio quantitativi di narcotico nella zona dei castelli, forniva il proprio servizio di importazione di cocaina a due gruppi criminali, uno riferibile a tali FASCIANO Giovanni e Leonardo e DI SIMINE Gioacchino, operanti in Puglia nella zona di Andria e Ruvo di Puglia (BAT) e uno operante nella locride e, in particolare, a Plat√¨ (RC), riferibile ad AGRESTA Paolo e Domenico e composto da soggetti collegati da vincolo di parentela con elementi apicali della ‚Äėndrina ‚ÄúBARBARO CASTANU‚ÄĚ di Plat√¨.

Tra le importazioni contestate agli indagati figurano 58 kg. di cocaina, sequestrati nel porto di Gioia Tauro [RC] nell’agosto 2012, nonché numerose importazioni risultanti dalle intercettazioni ambientali riferibili al periodo 2010/2013.

La misura cautelare colpisce anche un gruppo di 6 cittadini romeni, alcuni dei quali dipendenti del PESCETELLI, i quali erano dediti al compimento di reati contro il patrimonio. A tali soggetti sono contestati una tentata rapina a mano armata che doveva essere commessa nel luglio 2012 ai danni di un internet point di Genzano, non attuata per la predisposizione di un servizio preventivo dei Carabinieri nei pressi del citato obiettivo, nonché numerosi furti di ingente valore commessi a Velletri, Aprilia e Lanuvio, sia in abitazione che presso cantieri edili. I 6 romeni privilegiavano i furti di materiale edile e di rame che poi provvedevano a rivendere. Tra i reati contestati vi è il furto di 2.500 metri di cavi di rame asportati da un impianto fotovoltaico all’interno di un cantiere edile della via Nettunense, il furto di grondaie in rame da un plesso scolastico di Lanuvio, nonché il furto di un ingente quantitativo di carburante da un cantiere di Aprilia.

L’operazione conclusa nella notte ha impegnato oltre 200 Carabinieri che hanno eseguito arresti e perquisizioni a Velletri, Genzano, Castel Gandolfo, Nemi, Aprilia (RM), Platì (RC), Andria e Ruvo di Puglia (BAT).

Ultime Notizie

 

I Pi√Ļ Letti della Settimana

Bingo sites http://gbetting.co.uk/bingo with sign up bonuses