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Aggiornato ilMar, 07 Apr 2020 6pm

Un incendio, fortunatamente senza gravi conseguenze, è divampato questa notte a bordo di un rimorchiatore che si trovava a circa16 miglia marine a largo della costa di Gioia Tauro. A bordo del rimorchiatore che stava trainando una chiatta carica di merci di vario genere, si trovava l’equipaggio composto da 13 persone, nessuna delle quali è rimasta ferita. Sul posto, avvertiti dall’equipaggio del rimorchiatore, sono intervenute alcune squadre dei vigili del fuoco. Il rimorchiatore su cui si é verificato l’incendio é lungo circa cinquanta metri ed é di proprietà di una società privata.

Nota stmapa del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Il 12 giugno 2016, in Gioia Tauro (RC), i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, D. F., di anni 22, da Taurianova. Il predetto è stato ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 337 C.P., poiché non rispettava l’alt dei militari, ed una volta raggiunto, si rifiutava di fornire le proprie generalità tentando di aggredire ripetutamente il capo-equipaggio. Il prevenuto è stato tradotto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso il proprio domicilio, in attesa del rito direttissimo innanzi al Tribunale di Palmi, fissato per il 13 Giugno 2016.

Il sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà, ha ricevuto un avviso di garanzia dopo il crollo dell’intonaco del soffitto della scuola Tommaso Campanella, che ha causato il ferimento di tre ragazze.

A darne notizia tramite la sua pagina facebook lo stesso primo cittadino che così ha commentato “La caduta di una parte di intonaco presso la scuola Campanella ha naturalmente alimentato una spirale di comprensibile preoccupazione. Fortunatamente lo spiacevole evento non ha comportato questa volta gravi conseguenze. Oramai, come certificano le più attente ricerche di settore, si moltiplicano da nord a sud casi simili. Le strutture pubbliche italiane, ospedaliere o scolastiche, sono in genere molto vecchie, rappezzate di volta in volta alla meno peggio in conformità con le poche risorse, i pochi uomini e i pochissimi mezzi che lo Stato centrale lascia nella disponibilità dei Comuni. Senza una corretta diagnosi sarà impossibile individuare una corretta cura. Da tempo, inascoltati e spesso derisi, proponiamo il ritorno di una politica keynesiana, che altro non significa se non intervento pubblico nell’economia pensato proprio allo scopo di creare, manutenere o ricostruire infrastrutture che servono gli interessi collettivi e non solo quelli dei privati. Proseguendo sulla strada malvagia fatta di tagli, sacrifici e “spending review”, invece, si moltiplicheranno necessariamente dappertutto casi come quello avvenuto a Gioia Tauro sabato 28 Maggio. E’ giusto che la magistratura faccia il suo corso, indagando in profondità al fine di rintracciare eventuali specifiche responsabilità. Quando c’è di mezzo la sicurezza dei più piccoli lo scrupolo non è mai troppo. Io stesso, che ho appena ricevuto un’informazione di garanzia quale atto dovuto nella mia qualità di Sindaco adesso in carica, spero che l’attenzione mediatica agevoli un radicale ripensamento delle politiche macroeconomiche fallimentari ora dominanti. A parte rari casi di squallido sciacallaggio, alimentati strumentalmente con l’obiettivo di trovare nel Sindaco in carica da pochi mesi un utile capro espiatorio buono per coprire gli errori e le omissioni degli ultimi trenta anni, tengo a sottolineare con orgoglio la grande dignità e compostezza dimostrata anche in questa occasione della maggioranza dei miei concittadini. A voi, maggioranza nobile e silenziosa che non strepita e non chiede mai “esecuzioni sommarie”, giunga forte il mio più sentito ringraziamento.

Dopo l’accaduto, il pubblico ministero ha altresì disposto il sequestro dell’intera struttura scolastica.

Attimi di panico questa mattina alla scuola media “T. Campanella”, a Gioia Tauro, dove pezzi di intonaco del soffitto di una classe si sono staccati, poco prima delle 11. Tre studenti hanno riportato delle ferite lievi al naso, al capo e alla spalla, ma avrebbe certamente potuto avere risvolti peggiori quello che l’Ufficio tecnico del Comune e i Vigili del fuoco, prontamente intervenuti, hanno definito come un “episodio improvviso ed imprevedibile”. Gli studenti della classe in cui è avvenuto il crollo dell’intonaco si trovavano in piedi, in un momento di ricreazione, quando il boato e la polvere hanno provocato lo spavento. Sul posto sono giunti il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Paolo VI-Campanella” Vincenzo La Valva, il sindaco Giuseppe Pedà insieme ai tecnici comunali, i sanitari del 118, i Carabinieri della locale Compagnia, i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Le ragazzine ferite sono state trasportate all’ospedale di Polistena per gli opportuni accertamenti. La scuola media è stata tempestivamente evacuata e chiusa, mentre sono ancora in corso specifici rilievi tecnici per accertare nel dettaglio cause e conseguenze dell’accaduto.

 Raffaella Caruso

Nella giornata di ieri 25 maggio 2016, si è sviluppata nell’area tirrenica della provincia di Reggio Calabria, in particolare nei comuni di Palmi, Seminara, Gioia Tauro e Rosarno, un ulteriore tornata di servizi straordinari di controllo del territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri, nel piano di azione nazionale e transnazionale denominato “Focus ‘ndrangheta” coordinato dalla locale Prefettura.

Oltre 70 i militari impiegati dalle Compagnie di Palmi e Gioia Tauro e dalla Tenenza di Rosarno nello straordinario monitoraggio del territorio, procedendo al controllo di persone e mezzi.

 In particolare sono state effettuate 15 perquisizioni domiciliari, personali e veicolari, nonché controllate 101 persone e 35 autovetture, inoltre militari dipendenti hanno eseguito nr. 4 arresti:

 –        OLIVERI Giuseppe, di anni 24 da Seminara, già noto alle FF.OO., in ottemperanza all’ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi - Ufficio Esecuzioni Penali, dovendo espiare la pena della reclusione di anni 2, mesi 7 e giorni 15, in regime di detenzione domiciliare, per i reati di ricettazione e detenzione abusiva di armi, commessi in Seminara nel settembre del 2014.

–        AMATO Vincenzo, di anni 39 da Gioia Tauro, e AMATO Giovanni, di anni 59 da Gioia Tauro, entrambi già noti alle FF.OO.. I predetti si sono resi responsabili di combustione illecita di materiale solido pericoloso in concorso e resistenza a un pubblico ufficiale, in quanto sorpresi a bruciare un considerevole quantitativo di materiale plastico per estrarne il rame che successivamente caricavano su un camion. Prevenuti, nel tentativo di sottrarsi al controllo, strattonavano e spingevano ripetutamente i militari operanti che riuscivano, comunque, a bloccarli.

–        SZELIGA Piotr, cittadino Polacco di anni 38, domiciliato in Rosarno, già noto alle FF.OO., in ottemperanza all’ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi - Ufficio Esecuzioni Penali, dovendo espiare la pena della reclusione di mesi 9 per reati contro il patrimonio commessi in Rosarno.

 Giovedì 26 Maggio alle 18.30 a Gioia Tauro sala Fallara, l'amministrazione comunale della cittadina della Piana, in collaborazione con l'associazione " Liberi dalla violenza", nel convegno avente a tema Si riscrive la Storia , quella vera... presentano il libro di Pino Aprile, l'autore del best seller "Terroni" intitolato: Carnefici. Nell'ultima sua opera, l'autore meridionalista parla del genocidio di migliaia di italiani del sud. Uccisi, incarcerati, deportati, derubati e torturati. 

Revoca e restituzione dei finanziamenti regionali concessi per “la ristrutturazione e adeguamento di un immobile confiscato alla ndrangheta di Gioia Tauro” per un importo complessivo paria €. 570.000,00.
 
Una dura sentenza è giunta dalla Regione Calabria che lo scorso 2 maggio ha pubblicato il decreto n. 3479 del 1/4/2016 sul Bollettino Ufficiale (Burc) con il quale ha disposto definitivamente la revoca e la restituzione del contributo di 570 mila euro al Comune di Gioia Tauro per interventi su beni confiscati.
 
Si tratta dell’ennesimo fallimento dell'amministrazione Pedà - e del suo assessore ai lavori pubblici  Daniele CUTRI', di cui ricordiamo ancora la brutta figura fatta contro il Ministero delle Finanze che gli impugnò innanzi al TAR e gli fece annullare per illegittimità varie le sue modifiche alle tariffe tributi TARI 2015 - che perde una somma cospicua necessaria per sistemare un bene confiscato sito lungo la statale 111, in una zona importante in cui sono presenti molte attività commerciali e le due caserme della Finanza e dei Carabinieri. 
 
Un progetto che ha le sue radici negli anni passati, precisamente al 3 novembre 2011, allorquando, nel dare attuazione al Progetto Integrato di Sviluppo Regionale “Beni confiscati alla criminalità organizzata, si procedeva alla stipula della convenzione rep. N. 1804 tra l’amministrazione Bellofiore per il Comune di Gioia Tauro e la Regione Calabria.
 
Nel piano dell’opera erano previsti anche lavori di consolidamento strutturale, di rifacimento della copertura, nonché la collocazione dell’arredamento di un immobile confiscato alla ndrangheta di Gioia Tauro e sito in detto comune lungo la via Nazionale 111 vicino alla caserma della Guardia di Finanza.
 
Il problema sarebbe legato al fatto che dal comune di Gioia Tauro non sarebbe arrivata, nei termini previsti documentazione amministrativa, tecnica o contabile che attestasse l’avanzamento dei lavori relativi all'intervento in questione entro i termini utili prescritti per la chiusura del finanziamento Por FESR. Il tutto nonostante i controlli regionali fatti il 17/9/2015 che avrebbero dovuto allertare un’amministrazione attenta e per ultimo la nota nr. 69157/SIAR del 2/3/2016 con la quale si dava comunicazione al sindaco del Comune di Gioia Tauro Pedà dell’avvio del procedimento per la revoca, stabilendo il termine di 30 giorni per eventuali osservazioni e controdeduzioni mai arrivate come si legge nel provvedimento di revoca. Per questo il giorno 1 aprile scorso con decreto n. 3479 il dirigente della Regione Calabria ha revocato il finanziamento concesso al Comune di Gioia Tauro revocando e chiedendo la restituzione del contributo di €. 570 mila.
 
Un peccato perchè una delle condizioni essenziali affinché possa definitivamente decollare Gioia Tauro era proprio attraverso progetti di rispetto della legalità da attuarsi su immobili confiscati alla criminalità organizzata come simbolo del potere dello Stato che si riappropria e dona alla società civile il frutto illecito dell’attività ndranghetistica, cosa che è venuta meno. 
Da ormai un anno il sindaco Pedà ha trasformato la politica gioiese in un grande spettacolo con continui esborsi di soldi pubblici per feste cittadine ed eventi dispendiosi e nel promettere senza mantenere. La città annaspa soffocata dai rifiuti e dalla mancata raccolta differenziata e l'amministrazione fa finta di niente e punta come se nulla fosse sulla costituzione di nuovi comitati ed associazioni per le feste con nuove nomine politiche. Il tutto nella logica del “panem et circenses” alla faccia come sempre dell’ignaro popolo gioiese e di una totale assente ed inesistente opposizione politica e comunale che, a parte una sola eccezione rappresentata da Cittadinanza Democratica, preferisce girarsi dall'altra parte.
 
Senza dimenticare che il Comune rischia di perdere un altro importante finanziamento che è quello relativo ai “contratti di quartiere II” dove dopo tanti sacrifici concretizzatisi nella realizzazione da parte dell’amministrazione Bellofiore di una scuola elementare in Via Asmara l'addove prima vi era una zona degradata ed inaccessibile, oggi si rischia a causa dell’inerzia dell’amministrazione di fare un altro “buco nell’acqua”. 
 
Al di la di tutto rimane l’amarezza per i cittadini di aver perso un finanziamento importante per la realizzazione di un’altra grande opera pubblica iniziata con l’amministrazione Bellofiore e che oggi dopo un anno di nuova amministrazione Pedà è stata vista sfumare.
 
Il capogruppo di Cittadinanza Democratica
avv. Renato Bellofiore

Un arresto a Gioia Tauro

Pubblicato in GIOIA TAURO CRONACA
28 Aprile 2016

Il 27 aprile 2016, in Contrada Ciambra di Gioia Tauro (RC), i Carabinieri hanno tratto in arresto BERLINGERI Vincenzo, di anni 67 da Gioia Tauro, in atto sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, per il reato di evasione poiché sorpreso dai militari operanti sulla pubblica via, in palese violazione degli obblighi imposti dalla predetta misura detentiva.

Beni per circa 215 milioni di euro sono stati sequestrati, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria da parte delle Fiamme Gialle del locale Comando Provinciale, del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Servizio Centrale I.C.O. di Roma, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria sono stati sequestrati ad ANNUNZIATA Alfonso. In particolare, ad Annunziata (ed ai suoi familiari), secondo gli inquirenti, nell’operazione Bucefalo ritenuto esponente della cosca Piromalli di Gioia Tauro, sono stati sequestrati: intero patrimonio aziendale della ditta individuale ANNUNZIATA Alfonso con sede legale in Gioia Tauro, via Nazionale nr. 111 e unità locale in Vibo Valentia, S.S. 18 – località Spoletino (Partita Iva: 00163750805); intero patrimonio aziendale della “ANNUNZIATA S.r.l.”, con sede legale in Gioia Tauro (RC), via Nazionale 111 s.n.c., e due unità locali in Gioia Tauro (RC), rispettivamente, in via Strada Statale 111 s.n.c. (località Calcò) e via Nazionale 111 s.n.c. (Parco Commerciale Annunziata) (Partita Iva 01356300804); 26,67% delle quote societarie della “GEIM SERVICE S.r.l.”, con sede legale in Gioia Tauro (RC), via Napoli nr. 5 (Partita Iva 02194290801); intero patrimonio aziendale della “CENTRO PIÙ ANNUNZIATA DI ANNUNZIATA ALFONSO & C S.N.C.”, con sede legale in San Giuseppe Vesuviano (NA), via Scopali Palazzo Annunziata (Partita Iva 02588241212); 6% delle quote societarie della “SIM S.p.A.”, con sede legale in Gioia Tauro (RC), via Aspromonte nr. 8 (Partita Iva 02152090805); intero patrimonio aziendale della “ANNUNZIATA GROUP S.r.l.”, con sede legale in Gioia Tauro (RC), via Nazionale 111 nr. 294, e due unità locali in Gioia Tauro (RC), rispettivamente, in Vibo Valentia (VV), via Nazionale 18 s.n.c. e in Feroleto Antico (CZ), località Garrube s.n.c. (Partita Iva 02787710801); 85 beni immobili, tra ville, appartamenti, locali commerciali e terreni siti nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Napoli; 42 rapporti finanziari personali o aziendali; denaro contante per un importo pari a quasi € 700.000,00. Il tutto per un valore stimato pari a circa 215 milioni di euro.

Se  Mct pensa di poter continuare ancora per molto tempo a rapportarsi con il territorio della Piana con l’animo del colonizzatore che non spiega ma pretende di essere lodato non ha capito nulla. L’azienda che gestisce il Porto  impari a confrontarsi in maniera limpida con i legittimi rappresentanti della città che li ospita, perché il futuro del Porto non è faccenda che può interessare solo una ristretta oligarchia composta da privati che inseguono solo il profitto. - E' un attacco frontale quello del sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà ad MCT -. Il futuro della Calabria passa da Gioia Tauro, una questione troppo seria  per essere gestita nelle segrete stanze tenendo sostanzialmente all’oscuro la pubblica opinione. Sarebbe il caso che i vertici della società principale si decidessero a spiegare in maniera puntuale e precisa le motivazioni che li hanno spinti a decapitare da un giorno all’altro la governance posta alla guida di Mct, lasciando intravedere scenari poco tranquillizzanti. La società civile non ha diritto di sapere cosa è accaduto di così importante da comportare una decisione così radicale? Non è più possibile mettere tutto sotto il tappeto nascondendosi dietro lo slogan della “libertà di decisione” in capo ad una azienda privata. L’azienda è privata e come tale ha diritto di determinarsi come meglio crede; ma il privato deve imparare a conciliare il suo legittimo desiderio di profitto con l’interesse generale perché la concessione è pubblica. E una concessione può sempre essere ritirata.

Tempo fa invitammo Mct a fare le valigie - prosegue Pedà - perché la sua presenza a Gioia Tauro non produce adeguate ricadute favorevoli. Allora i sindacati rimasero sostanzialmente silenti, forse colti di sorpresa dalla chiarezza con la quale un nuova amministrazione, in maniera limpida e forte, trovava finalmente il coraggio di affrontare i nodi veri. Oggi, dopo avere amaramente constatato il reiterato menefreghismo di Mct, cieca, sorda e indifferente rispetto al destino di centinaia di lavoratori e rispettive famiglie, i rappresentanti dei lavoratori hanno finalmente aggiustato il tiro. In un lungo comunicato diramato giorni fa, i sindacati hanno denunciato la mancanza di un piano di sviluppo strategico e l’inesistenza di investimenti per il futuro, chiedendo aiuto ai vertici della Regione Calabria apparsi fino ad oggi più sensibili di fronte alle richieste dei “padroni” che non a quelle dei “lavoratori”. Magari questa volta avranno più fortuna. In ogni caso il tema del mancato utilizzo della banchina non può più essere eluso. In conclusione, l’amministrazione comunale di Gioia Tauro si schiera ancora una volta senza ambiguità al fianco dei lavoratori, nella convinzione che il dialogo con Mct si dimostri ogni giorno di più inutile e infruttuoso. Va immediatamente convocato un comitato portuale che discuta in profondità delle tante criticità evidenziate. Rimaniamo persuasi del fatto che un vero rilancio del nostro Porto sarà possibile solo all’indomani dell’uscita di scena di Mct, che eccelle soltanto nella capacità di aumentare di anno in anno il numero dei cassintegrati. Gli alibi sono finiti. Fino a poco tempo fa il gestore lamentava l’impossibilità di investire in mancanza di una legge che prevedesse una fiscalità di vantaggio. Ora che nella legge di Stabilità sono stati finalmente previsti i provvedimenti  sull’abbattimento delle tasse di ancoraggio, quale nuovo alibi troveranno i titolari dell’azienda? Contship ha detto chiaramente che non sono previsti investimenti né assunzioni perché non aumenta il numero complessivo dei traffici (numero tra l’altro influenzato dalle politiche proprio da società che, come Contship, vantano una posizione di predominio sul piano globale, potendo di fatto discrezionalmente scegliere quali realtà privilegiare e quali invece penalizzare). Di fronte ad una posizione tanto irresponsabile quanto netta cosa vuole fare la politica? Proseguire con il solito balletto infarcito di frasi fatte e facile retorica ?

Mct non è funzionale agli interessi della Calabria - conclude il primo cittadino di Gioia Tauro - e quindi farebbe bene a prendere il largo liberando le potenzialità di un Porto ora tenuto in ostaggio. Ribadiamo infine la richiesta già rivolta al ministro Del Rio (e invitiamo Oliverio ad unirsi a noi) affinché ritiri la concessione governativa a Mct, avviando contestualmente  le procedure volte alla temporanea “nazionalizzazione” di una infrastruttura dalle potenzialità enormi ed inespresse.

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