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Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Limbadi (Vibo Valentia). Gli agenti delle squadre Mobili delle questure di Catanzaro e Vibo hanno arrestato stamattina a Limbadi, Salvatore Ascone, 47 anni, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione Perseo. In particolare Ascone è accusato di far parte della r cosca di ‘ndrangheta dei Giampà, che opera nel comprensorio di Lamezia Terme (Catanzaro) ed in particolare di aver fornito al gruppo criminale, in maniera continuativa, ingenti quantitativi di droga ed armi. Nell'ambito dell'operazione Perseo sono state indagate 65 persone, tra le quali anche politici, su tutti il senatore Piero Aiello, imprenditori, avvocati, medici e appartenenti alla polizia penitenziaria.

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria sono stati impegnati in un servizio di controllo straordinario del territorio nel centro cittadino e nel Rione Modena. Il servizio era finalizzato alla ricerca di soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi che si erano sottratti alla cattura.  Per l’occasione il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha disposto una intensificazione dei servizi di controllo del territorio in particolare nelle fasce orarie reputate più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica, in quest’ambito sono state impegnate decine di pattuglie sull’intero territorio cittadino avvalendosi anche dell’ausilio di militari della Compagnia di Intervento Operativo di Palermo. Il dispiegamento di uomini e mezzi ha consentito di ottenere dei risultati particolarmente importanti dal punto di vista operativo. In tale ambito le “Gazzelle” dell’Aliquota Radiomobile di Reggio Calabria hanno raggiunto due importanti risultati, assicurando alla giustizia un catturando sottrattosi alle ricerche da parte degli investigatori e sorprendendo un soggetto evaso dalla misura degli arresti domiciliari mentre si accompagnava con una donna. Nella prima circostanza, dall’8 gennaio di quest’anno i militari della Compagnia di Reggio Calabria ed in particolare della Stazione di Catona e del Nucleo Operativo e Radiomobile, erano impegnati nella ricerca di BERLINGERI COSIMO, ventinovenne di Reggio Calabria, con precedenti, in quanto colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria Ufficio esecuzioni Penali, in quanto riconosciuto colpevole del delitto di concorso in furto aggravato con recidiva commesso a Reggio Calabria nell’anno 2008. Il BERLINGERI da quella data però aveva fatto perdere le sue tracce, a nulla erano valse le perquisizioni e i controlli effettuati nei luoghi dallo stesso abitualmente frequentati. Ciononostante, la tenacia e l’attenzione dei militari dell’Aliquota Radiomobile non è mai scemata infatti da quella data è stata posta in essere una attività investigativa al fine di ricostruire le abitudini dell’uomo. Alla fine l’intenso lavoro svolto a premiato gli carabinieri che finalmente lo hanno individuato mentre passeggiava indisturbato per le vie di un quartiere cittadino, a quel punto avuta la certezza della sua identità i militari lo hanno immediatamente bloccato. Il BERLINGERI dal canto suo, una volta bloccato dai Carabinieri ha immediatamente rivelato la sua identità, confessando di essere colpito da un provvedimento restrittivo. Il BERLINGERI è stato quindi accompagnato in Caserma e successivamente presso la locale Casa Circondariale ove dovrà scontare la pena di 9 mesi di reclusione.  Altro importante risultato è stato conseguito sempre dai militari dell’Aliquota Radiomobile nella serata di ieri. Sono le 22,00 circa quando scatta l’allarme da parte di una struttura di accoglienza cittadina, viene segnalato al numero di emergenza 112 pronto Intervento dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, che un loro ospite sottoposto agli arresti domiciliari, si era allontanato in modo arbitrario riferendo di avere la necessità di recarsi al Pronto Soccorso. Immediatamente la Centrale Operativa dispone l’intervento di alcune Gazzelle dell’Aliquota Radiomobile. Vengono setacciate le strutture sanitarie cittadine ma dell’interessato nessuna traccia, a quel punto è parso chiaro ai militari operanti che la motivazione fornita dall’uomo era solamente una scusa per potersi allontanare indisturbato senza richiamare l’attenzione e l’intervento dei carabinieri. A quel puto scattano le ricerche dell’uomo D.C., il quale viene sorpreso dopo circa un’ora all’interno della sua autovettura in compagnia di una donna.  Dalla ricostruita dall’uomo sembrerebbe che lo stesso colto da un malore si era recato presso il Pronto Soccorso ma una volta arrivato si era sentito meglio e quindi aveva deciso di non affidarsi ai sanitari. Effettuati i dovuti riscontri, si procedeva ad arrestare il soggetto per il reato di evasione in quanto si era allontanato senza autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria dal centro di accoglienza dove stava scontando la misura degli Arresti Domiciliari.

Antonio Virgara, 39enne originario di Platì ricercato dai Carabinieri di Milano perchè destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa, è stato ritrovato in Germania dove lavorava come pizzaiolo in un locale di propietà del clan calabrese Giorgi, i Carabinieri sono riusciti ad individuarlo perchè Virgara si è autotradito pubblicando un messaggio sul social network Facebook, che ha permesso agli investigatori di seguire la sua pista fino alla pizzeria a Xanten, in Germania, dove è stato bloccato dalle forze dell’ordine tedesche prima che potesse cambiare città. Virgara, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione Platino, è ricercato dallo scorso otto gennaio.

 

Giuseppe Ferraro, nicoterese di 33 anni anni è stato arrestato ieri dai carabinieri di Tropea e da quelli di Vercelli.  Ferraro, imprenditore nel campo dei trasporti, era irreperibile dal 23 gennaio, destinatario di un fermo con l’accusa di concorso in tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose insieme a Campisi Antonio e Drommi Vittorio, nell'ambito dell'operazione denominata Furio Camillo, con l’accusa di concorso in tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Il 33enne insieme a Campisi e Drommi si era reso responsabile di minacce nei confronti di un imprenditore recandosi nell’abitazione privata dell’uomo al fine di convincerlo a pagare per la propria libertà e tranquillità.

Dopo che la notte del 23 gennaio i Carabinieri non hanno trovato il Ferraro presso la propria abitazione, hanno intuito che il ricercato avrebbe potuto trovare ospitalità e nascondiglio dalla sorella, emigrata a Vercelli per motivi di lavoro. Gli inquirenti lo hanno individuato ieri mattina, mentre andava a prendere un caffe' in centro a Vercelli. I Carabinieri di Tropea e quelli del capoluogo piemontese hanno aspettato che rientrasse a casa della sorella per fare subito irruzione ed ammanettarlo. Per Ferraro, espletate le formalita' di tiro, si sono subito aperte le porte della Casa Circondariale di Vercelli, in attesa della convalida da parte dell'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale

Verso le 4 di stamane, nel centro storico di Roccella Jonica (RC), a conclusione di una mirata attività d’indagine, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri (RC), collaborati nella fase esecutiva da personale della locale Compagnia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno tratto in arresto Andrianò Emilio, 61enne, appartenente alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “Aquino” – esponente di vertice e promotore del “Locale” di Grotteria, latitante dal 13.7.2010, perché sottrattosi a provvedimento di fermo d’indiziato di delitto del P.M., poi convalidato nell‘Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere n. 1389/08 R.G.N.R.-DDA e n. 1172/09 RG GIP emessa dal GIP c/o il Tribunale di Reggio Calabria il 14.9.2010 per “associazione di stampo mafioso” e ad analogo provvedimento n. 611/08 R.G.N.R.-DDA e 443/08 RG GIP anch’esso emesso da quello stesso GIP il 6.7.2011 per “traffico internazionale di sostanze stupefacenti” dal Sud America (operazioni convenzionalmente denominate, rispettivamente, “Crimine” e “Crimine 3”).

L’uomo, che al momento dell’arresto era disarmato e non ha opposto resistenza, è stato sorpreso all’interno di un piccolo appartamento il cui effettivo proprietario è in fase d’individuazione, dove sono stati sequestrati e varie lettere manoscritte, alcune delle quali strappate e gettate nell’immondizia prima dell’irruzione dei Carabinieri, e un computer. Tale materiale è stato sequestrato e sarà inviato al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS) di Roma per gli accertamenti specialistici del caso, volti a ricostruire la filiera dei favoreggiatori dell’Andrianò, nonché i suoi contatti ed eventuali nuove iniziative criminose.

L’arrestato, che in primo grado è già stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione nell’ambito del processo “Crimine” (sentenza appellata dal PM), al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

È stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica e del gruppo di Locri , un latitante Emilio Andrianò di anni 61.  Affiliato alle cosche della ‘ndrangheta , era ricercato da tre anni. Andrianò si nascondeva in un appartamento a Rocella Jonica. L’uomo è  accusato di associazione mafiosa e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. 

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