08042020Mer
Aggiornato ilMar, 07 Apr 2020 6pm

Un uomo di 63 anni è stato arrestato con l’accusa di stalking, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione, dagli agenti della Polizia della Questura di Reggio Calabria- Secondo la ricostruzione degli agenti dopo l’ennesima lite con la ex moglie, l’uomo si sarebbe messo alla guida di un’autovettura, tentando di raggiungerel 'ex fuggita a bordo della propria auto col figlio. Durante l'inseguimento il 63enne avrebbe esploso un colpo di pistola(detenuta illegalmente) verso l'auto nei pressi dello svincolo di via Lia, e si sarebbe poi dileguato. La donna ha così contattato la sala operativa della Questura, i cui agenti hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione, e lo hanno arrestato. Dagli accertamenti in fase di indagine è emerso che quanto accaduto sarebbe solo l’ultimo di numerosi episodi avvenuti sia durante il matrimonio che dopo la separazione dei coniugi, avvenuta lo scorso anno.

Una storia destinata a finire per via legali, quella che è avvenuta all'ospedale Morelli di Reggio Calabria, dove ad una ragazza 35enne è stata rifiutata una donazione di sangue a causa del suo "lavoro". La donna infatti da qualche mese, avendo il fidanzato perso il lavoro, si sarebbe iscritta ad un sito, dove nella sua scheda e profilo dice di essere disponibile a lavori come spogliarellista, specificando di non essere una escort. Questo non ha nulla però a che vedere con la donazione, in quanto la donna dopo aver ricevuto la porta in faccia, ha spiegato a chi era presente quel giorno in ospedale che i suoi rapporti sessuali avverebbero soltanto con il suo compagno con cui convive. Ma secondo il personale del Morelli evidentemente questa tipologia di "lavoro"  implicherebbe necessariamente il coinvolgimento di prestazioni sessuali anche, o almeno dal comportamento discriminatorio da parte del personale, si sarebbe capito proprio questo. La donna si è rivolta ad Agitalia “per valutare – come riporta la Redazione Online del Corriere della Sera - se sussistono gli estremi per un’azione legale contro il comportamento dei dipendenti dell’ospedale a suo dire altamente discriminatorio”, poiché con un semplice spogliarello non si corre il rischio di trasmettere malattie sessuali. Inoltre qualche mese fa il fidanzato della ragazza era stato proprio salvato grazie ad una trasfusione di sangue. 

Nella mattinata del 1 ottobre 2015 in un’area demaniale sita in località “rocce dell’agonia” del comune di Platì (RC), i militari della locale Stazione Carabinieri unitamente ai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria, a seguito di una lunga e prolungata attività di osservazione effettuata anche con l’ausilio dell’8° Elinucleo di Vibo Valentia, hanno rinvenuto, ben occultate all’interno della fitta vegetazione, nr. 2 piazzole adibite a coltivazione di canapa indiana, per un totale di circa 500 piante di altezza compresa tra i 180 ed i 210 centimetri. Le piante, previo campionamento, sono state distrutte su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sono bastate 48 ore ai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria per chiudere il cerchio: erano in due a rendere la vita impossibile di un commerciante, il quale, dopo aver ottenuto un prestito, era costretto a versare mensilmente interessi usurari ai suoi aguzzini.

La vicenda ha origine nel gennaio 2015, quando la vittima, in forti difficoltà economiche, dopo essersi visto rifiutare la concessione di finanziamenti da parte di un istituto di credito, veniva indirizzata da un “amico” - FEDELE Ugo Arturo 48enne, titolare di un’agenzia di assicurazioni - verso un altro “amico” - LEMBO Natale 62enne, disoccupato - disponibile a prestargli la somma di 12.000, i quali, approfittando dello stato di assoggettamento psicologico del commerciante, lo inducevano a pattuire la corresponsione di interessi usurari pari ad euro 3.000 mensili. Dopo aver corrisposto le prime due rate di interessi, a causa dell’elevato tasso percentuale, il commerciante non riusciva più a rispettare il pactum usurarum, motivo per il quale le pressioni aumentavano di mese in mese, fino a sfociare - in uno degli ultimi incontri avvenuti nel luglio 2015 - in una vera e propria aggressione fisica da parte del Lembo che provocava alla vittima la sub-lussazione della mascella. Ma la forza e il coraggio di denunciare il tutto ai Carabinieri di Via Aschenez, permetteva ai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia di accertare e riscontrare minuziosamente il racconto della vittima, fino a giungere, al termine dell’ultimo incontro avvenuto il 30 settembre u.s. all’esterno di un bar di Viale Calabria - alla presenza sia del Lembo che del Fedele - all’arresto dei due “compari” per il reato di usura in concorso, previsti e puniti dall’art. 644 del Codice Penale. Complessivamente, la vittima, in soli 9 mesi, da gennaio a settembre, aveva maturato un debito pari ed euro 27.000 a fronte di 12.000 di capitale.

Il Lembo e il Fedele, al termine delle formalità di rito, venivano condotti presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina. Al termine dell’interrogatorio di garanzia svoltosi venerdì pomeriggio, il Giudice per le Indagini Preliminari convalidava gli arresti eseguiti dalla Polizia Giudiziaria, confermando la misura carceraria nei loro confronti.

I carabinieri di Platì e quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria hanno sequestrato una piantagione di canapa indiana. Le 450 piante, di altezza compresa tra i 180 e i 210 centimetri, sono state trovate su un'area demaniale. La piantagione era stata allestita su due piazzole all'interno della fitta vegetazione nel tentativo di nasconderla.
   

E' giunta nel porto di Reggio Calabria la nave "Bourbon Argos" con a bordo 351 migranti, di cui 263 uomini, 85 donne (di cui 1 in stato di gravidanza) e 3 minori, di varie nazionalità. I migranti verranno sottoposti alle prime cure sanitarie da parte del personale medico presente sul posto e assistiti dalle Associazioni di volontariato. Al termine delle operazioni i migranti saranno trasferiti in strutture in base al Piano di riparto predisposto dal Ministero dell'Interno.

I carabinieri di San Lorenzo hanno arrestato Alessandro Manganaro, di 32 anni, e Georgiana Petronella Tataru (22), per rapina e lesioni ai danni di un anziano. I due sono entrati nell'abitazione dell'uomo e gli hanno sottratto un telefono cellulare. La donna conosceva l'abitazione perchè aveva lavorato come badante. I carabinieri hanno soccorso la vittima che ha riportato lesioni guaribili con una prognosi di 10 giorni. I due sono stati successivamente arrestati.
   

E’ stato nuovamente tratto in arresto P.C., il signore di 62 anni che lo scorso 29 agosto aveva speronamento volontariamente il cognato, cagionandogli il ribaltamento e diverse lesioni sul corpo. Nello specifico, i Carabinieri della Stazione di Rione Modena erano intervenuti in Viale Calabria angolo Via Furnari, per quello che a prima vista sembrava un normale incidente stradale nelle vie cittadine. La conoscenza del territorio e delle sue dinamiche, permetteva ai Carabinieri intervenuti di rendersi invece conto che la situazione era molto più complessa. Infatti, da quanto successivamente ricostruito, poteva comprendersi che non si era trattato di un “semplice” incidente, bensì di un vero e proprio speronamento. L’incidente era stato causato dal signor P.C., il quale a bordo delle propria Fiat Panda, dopo aver atteso l’uscita dal cancello della propria abitazione del cognato 69enne - anch’egli a bordo di una Fiat Panda - aveva puntato a forte velocità il mezzo, impattando violentemente lo sportello lato guida e causandone il completo ribaltamento con invasione della corsia opposta. A seguito dell’accaduto, la vittima aveva riportava lesioni giudicate guaribile in 7 giorni per “contusioni alla spalla destra”. Al reo, tratto in arresto per il reato di lesioni aggravate, a seguito dell’udienza di convalida, era stata applicata la misura cautelare del “Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa”.

Nella mattinata di giovedì u.s, nonostante il provvedimento giudiziario, lo stesso è uscito di casa recandosi presso l’abitazione del cognato, ove ha iniziato a suonare insistentemente il citofono con l’intento di arrecare l’ennesima molestia nei confronti dei componenti del nucleo familiare, già provati dalla spiacevole situazione. L’uomo non si era però accorto di essere seguito ed osservato dai Carabinieri della Stazione di Rione Modena, sempre vigili e attenti, i quali lo sorprendevano nella flagranza del reato di stalking, traendolo nuovamente in arresto. Il giorno seguente, il Giudice per le Indagini Preliminari di Reggio Calabria convalidava l’arresto eseguito dai militari, disponendo questa volta la misura degli arresti domiciliari.  

Una ragazza di sedici anni ha tentato il suicidio questa mattina presso il distaccamento Marconi, del Liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria.

Secondo le prime ricostruzioni sull’accaduto sembrerebbe che la ragazza avrebbe scavalcato la ringhiera, si sarebbe sporta all'interno del cortile e avrebbe minacciato di gettarsi dall'impalcatura delle scale di emergenza.

Ad accorgersi del tentativo di suicidio un sedicenne del liceo che si è precipitato a salvare la compagna avvinghiandola con una cinta e tirandola a sé ed evitando una tragedia.

Dopo l'eorico gesto il Dirigente Scolastico dell’Istituto Magistrale Tommaso Gulli, Alessandro De Santi, ha intenzione di proporre un importante riconoscimento allo studente di appena 16 anni che ha salvato la ragazza dal suicidio.

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, nella serata di mercoledì hanno colpito ancora nel segno. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia,  hanno arrestato un cittadino nigeriano 22enne, incensurato, che a seguito di una perquisizione personale, estesa successivamente al suo domicilio, veniva trovato in possesso di 40 grammi circa complessivi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, suddivisa in 32 involucri di plastica termosaldati, un grinder e materiale vario atto al confezionamento della droga. Il ragazzo è stato notato dai militari operanti, muoversi con fare sospetto nella centrale Piazza De Nava, di fronte al Museo Archeologico Nazionale, come se stesse attendendo l’arrivo di altre persone, verosimilmente gli acquirenti. Visto ciò, i militari decidevano di approfondire il controllo del soggetto, rinvenendo nella tasca destra del pantalone una custodia per occhiali contenente la predette dosi, confezionate con plastica di colore bianco, del tipo poi rinvenuto anche nell’abitazione dello stesso. Alla luce di quanto accertato, il presunto “pusher” veniva immediatamente arrestato, per essere, nella mattinata di ieri, tradotto presso il Tribunale di Reggio Calabria, ove il G.I.P. convalidava l’arresto operato dalla Polizia Giudiziaria, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Reggio Calabria e di dimora in casa tra le ore 19 e le7.

I Più Letti della Settimana

Bingo sites http://gbetting.co.uk/bingo with sign up bonuses