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Aggiornato ilGio, 09 Apr 2020 3pm

Nota stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

La scorso fine settimana, in contrada Chieppi-Zimbario, agro del comune di Rosarno (RC), i Carabinieri della Stazione di Feroleto della Chiesa (RC), unitamente a quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno tratto in arresto GALATA’ Antonio, di anni 21 da Rosarno, e LO MANTO Diego, di anni 23 da Rosarno, già noti alle FF.OO., colti nella flagranza del reato di concorso in produzione, coltivazione e traffico di ingente quantitativo di sostanza stupefacente. I predetti sono stati sorpresi all’interno di una piantagione, costituita da 185 piante di canapa indiana - del tipo “cannabis indica” - dell’altezza media di mt. 1,0 - in pieno stato vegetativo, per un peso complessivo di circa kg. 30 di stupefacente.

Gli arrestati sono stato tradotti presso il rispettivi domicili, in regime di arresti domiciliari, così come disposto dall’A.G..

Le piante, previa campionatura, sono state distrutte in loco.

Una vera e propria odissea giudiziaria quella che sembra non finire mai. L’udienza già fissata per la precisazione delle conclusioni con la richiesta di risarcimento danno da parte dei familiari di Angelo Cirimele,  morto nel 1984, a soli tre anni, dopo essere investito da un tassista a Rosarno, è stata per l’ennesima volta rinviata, questa volta a febbraio 2017, ben 33 anni dopo il tragico evento.

Il caso giudiziale era già stato oggetto di interesse negli anni scorsi e, finalmente sembrava potesse giungere a conclusione ma, così non è stato.

L’odissea giudiziaria ha avuto inizio nell’ottobre 1985, la sentenza di primo grado è stata emessa dal Tribunale di Palmi undici anni dopo, nel marzo 1996. Successivamente tale decisione è stata annullata dalla Corte di Appello di Reggio Calabria nel luglio 2011 che ha rimesso le parti davanti al primo giudice  e nuovamente definito in primo grado con sentenza del giugno 2007, contro la quale pende un appello rinviato per l’ennesima volta per la precisazione delle conclusioni a febbraio 2017.

A causa della lungaggine del processo, che secondo i parametri stabiliti dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo avrebbe dovuto essere definito entro otto anni, il Ministero della Giustizia è stato condannato dalla Seconda Sezione Civile della Corte di Appello di Catanzaro ad indennizzare i familiari.  

Ciò avveniva nel luglio 2012, e sembrava finalmente si potesse giungere alla fine di un percorso giudiziario assurdo per un Paese civile, eppure nei giorni scorsi è arrivata l’ulteriore beffa per i familiari che, già distrutti dalla morte di un innocente, e rinvio dopo rinvio sono 32 anni che attendono giustizia.

Un appello ai cittadini onesti e civili ed una battaglia senza sconti ai trasgressori. Questo il contenuto del post pubblicato su facebook dal sindaco di Rosarno Giuseppe Idà in questa calda estate, resa ancor più rovente dall'emergenza rifiuti nella cittadina della Piana. Il primo cittadino ha altresì annunciato l'imminenza di provvedimenti straordinari ed efficaci per quella definita "una battaglia di civiltà, tra vandali ed onesti".

Questo il contenuto integrale del post "Rosarnesi onesti e civili dimostriamo che la vergognosa barbaria che si sta perpetrando in questi giorni non fermerà il rilancio di una comunità che ne ha disperatamente bisogno. Inefficienze, inciviltà, delinquenza e la città è sommersa dai rifiuti con roghi appiccati quotidianamente e conseguenti danni alla salute di tutti noi. I vandali non avranno la meglio ve lo assicuro, stamattina ho sentito telefonicamente il Governatore Mario Oliverio e l’ing. Domenico Pallaria, che ringrazio per la disponibilità dimostrata. L’amministrazione comunale è attiva e vigile ed a breve vi saranno provvedimenti straordinari ed efficaci. Ma, è necessario un contributo concreto di tutti voi. Dalla settimana prossima verrà attivato un numero telefonico al quale inviare tramite WhatsApp foto, video e segnalazioni dei trasgressori. Sarà una battaglia di civiltà, tra vandali ed onesti, tra chi Rosarno la ama e chi la vuole affossare ancor di più. Collaborando vinceremo mostrando il volto di una città nuova dove i vandali che danneggiano tutti noi saranno sanzionati e puniti, ora più che mai il destino della città è nella mani di chi la vuole veramente cambiare."

La scorso giovedì, 21 luglio 2016, in Candidoni (RC), alla Contrada Baronia, località vicina alle sponde del fiume Mesima, i Carabinieri della Tenenza di Rosarno e della Stazione di Melicucco, con l’ausilio dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e della Compagnia Speciale di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto STILO Vincenzo, di anni 67 da Rosarno, già noto alle Forze dell'Ordine, e un bracciante agricolo 26 enne, originario del Burkina Faso e residente a Rosarno, colti nella flagranza del reato di concorso in produzione, coltivazione e traffico di ingente quantitativo di sostanza stupefacente. I predetti sono stati sorpresi all’interno di una piantagione, costituita da 1.380 piante di canapa indiana - del tipo “olandese nana skunk” - dell’altezza media di mt. 1,5 - in pieno stato vegetativo, di cui 500 in contenitori di polistirolo pronti per l’innesto, per un peso complessivo di circa kg. 270 di stupefacente.

Nel prosieguo delle operazioni, è stato rinvenuto, in un terreno adiacente, un caseggiato adibito a laboratorio per l’essicazione ed il confezionamento della sostanza stupefacente. All’interno della struttura vi erano stivati kg. 190 di marijuana già essiccata e suddivisa in nr. 15 sacchi di plastica neri, nonché bilance, buste in cellophane e lampade alogene.

Le piante, previa campionatura, sono state distrutte in loco.

La qualitĂ  e tipologia delle piante, molto ricercata nei mercati delle grandi cittĂ  italiane, immessa nel circuito illegale, avrebbe creato ingenti profitti.

Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà ha emesso nella giornata odierna un’ordinanza inerente il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta nella città.

Idà  “preso atto che la società Camassambiente Spa, gestore del servizio di igiene integrata ambientale, a seguito dell'incendio subito, ha creato dei disservizi nella raccolta porta a porta che hanno contribuito ad aggravare ancor di più il fenomeno dell'accumulo dei rifiuti lungo tutte le vie del paese” ed evidenziato come “la raccolta differenziata dei rifiuti consente di preservare l'ambiente dall' inquinamento e contribuisce ad avere una città pulita, nonché permette di ridurre la quantità di rifiuti secchi indifferenziati da conferire nelle cosiddette discariche, con conseguente diminuzione dei costi di smaltimento che portano alla riduzione del pagamento del tributo da parte dei singoli cittadini” ha ordinato di conseguenza, anche in virtù del fatto che “gran parte della popolazione non procede alla raccolta differenziata porta a porta e scarica i rifiuti prodotti sulle principali vie del paese, cagionando un danno non solo alla cittadinanza ma anche a se stesso”  che “tutti i cittadini procedano alla raccolta differenzia dei rifiuti con il metodo del porta a porta, utilizzando all'uopo ; mastelli forniti dalla ditta Camassambiente”.

Nell’ordinanza viene altresì disposto il “divieto assoluto: a) di abbandonare e depositare in modo incontrollato rifiuti sul suolo e nel suolo, nonché di immettere rifiuti di qualsiasi genere nelle acque superficiali e sotterranee; b) di appiccare il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata, condotta configurante il delitto di «combustione illecita di rifiuti»”.

Infine viene ribadita “l'applicazione di sanzioni penali, per le violazioni delle disposizioni della presente ordinanza ed in presenza di condotte integranti l'abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo, verrà comminata, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente, la sanzione amministrativa pecuniaria con un minimo di € 300,00 (Euro trecento/00) e un massimo di € 3.000,00 (Euro tremila/00) tenuto conto della gravità della violazione.” E specificato che  “ se l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio, il soggetto che commette le suddette violazioni dovrà procedere, a proprie spese, alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi; in caso di inottemperanza si procederà all'esecuzione dell'intervento in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate.”

Nei giorni scorsi il sindaco di Rosarno aveva invitato i cittadini a segnalare eventuali disservizi mediante un apposito modulo prestampato da compilare e protocollare al Comune.

Nota stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Il 21 luglio 2016, in Rosarno (RC), i Carabinieri della locale Tenenza e della Stazione di Mileto (VV) hanno tratto in arresto in fragranza di reato PARDEA Rosario, di anni 43 da Rosarno, già noto alle Forze dell'Ordine. Pardea, a bordo della propria auto, alla vista degli operanti non si fermava all’alt e, dopo aver fatto inversione di marcia, si dava alla fuga lungo le vie cittadine e poi a piedi, tra gli adiacenti fondi agricoli, sino ad essere rintracciato poco dopo presso la propria abitazione.

L’arrestato è stato tradotto presso il proprio domicilio su disposizione dell’A.G., in attesa della celebrazione del rito direttissimo innanzi al Tribunale di Palmi, che avrà luogo nella mattinata odierna.

Il sindaco di Rosarno Giuseppe IdĂ  tramite la sua pagina facebook ha invitato i cittadini del comune della Piana a segnalare formalmente i disservizi e le omissione del servizio di raccolta rifiuti.

"In moltissimi ci state segnalando verbalmente e tramite i social disservizi ed omissioni da parte del servizio raccolta rifiuti - si legge nel post di Idà - . Pertanto, al fine di muovere eventuali contestazioni formali abbiamo predisposto un modulo prestampato da compilare e protocollare al Comune segnalando le eventuali criticità. Rosarno non può essere una discarica a cielo aperto, non ci fermeremo davanti a nulla fino a quando il problema non verrà definitivamente risolto!".

E' disponibile scaricare il modulo è in allegato in fondo alla pagina.

Gli Agenti del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, impegnati in servizi di perlustrazione e controllo del territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati connessi agli stupefacenti, nella giornata del 14 u.s., hanno individuato in agro del Comune di Rosarno, vicino al fiume Mesima, una piantagione di Canapa Indiana, costituita da circa 100 piante aventi un’altezza variabile tra 1,5 e 2 metri.
La piantagione risultava ubicata in un’area demaniale estremamente impervia e di difficile accesso, lungo le rive di un affluente del fiume Mesima, circondata da folta vegetazione selvatica che ne celava l’avvistamento, non recintata e priva di sistemi di irrigazione.
L’Autorità Giudiziaria competente ne disponeva la campionatura ai fini delle analisi bio-chimiche, atte a risalire alla tipologia di stupefacente, nonché la distruzione sul posto della restante piantagione.

Avrebbe telefonato ai fratelli minacciandoli, qualora non fossero state accolte le sue richieste di denaro, di "far saltare in aria" il capannone della ditta di famiglia. Girolamo Ascone, di 48 anni, è stato arrestato a Rosarno dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro, per tentata estorsione.
    I poliziotti, intervenuti per sedare una lite tra familiari, hanno accertato che il diverbio era scoppiato tra Ascone e i suoi tre fratelli che, con diversi incarichi, lavorano nella ditta familiare a San Ferdinando. L'arrestato, dedito all'uso di sostanze stupefacenti e al bere, secondo quanto riferito dai frateli dalla polizia, pur lavorando come dipendente nell'azienda, era solito richiedere ai congiunti continue somme di denaro. I tre fratelli, esasperati dalle richieste, lo avrebbero accontentato solo parzialmente. Da qui le minacce telefoniche e la reazione di Ascone che ha portato alla lite. (Ansa)

La scorso mercoledì, 13 luglio 2016, in Rosarno (RC), alla Traversa I di Via Stazione, nella periferia Est della municipalità, nel primissimo pomeriggio, i Carabinieri della locale Tenenza unitamente a quelli dello Squadrone Cacciatori “Calabria”, hanno rinvenuto l’ennesima vastissima piantagione di canapa indiana traendo in arresto, in flagranza di reato, CUCINOTTA Mario, di anni 56, da Rosarno, incensurato, che aveva trasformato il suo podere agricolo, costituito da un piccolo appezzamento di terreno a ridosso di alcune fabbriche, in coltivazione intensiva di cannabis indica con all’interno addirittura 5.002 piante dell’altezza media di 01 metro; al CUCINOTTA sono stati, pertanto, contestati i reati di produzione, coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di ingente quantitativo di sostanza stupefacente. La piantagione, formata da una qualità “ibrida” di piante di marijuana costituita dall’incrocio tra la  cd. “olandese nana” e quella “indica”, molto ricercata dal mercato, immessa nel circuito illegale, avrebbe creato profitti per diversi milioni di euro poiché il peso della sostanza stupefacente ricavata si aggira intorno ai 400 KG. Le piante successivamente, previa campionatura, sono state distrutte in loco.

 Il CUCINOTTA è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC) ed, in attesa dell’udienza di convalida.  


 

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