20072019Sab
Aggiornato ilVen, 19 Lug 2019 2pm

La Guardia di finanza di Cosenza ha scoperto una truffa ai danni dell'Inps ed ha denunciato 176 falsi braccianti. La truffa, secondo i finanzieri, è stata organizzata da un imprenditore agricolo della sibaritide ed ha consentito ai falsi braccianti di percepire illegalmente indennità per 627 mila euro. Le indagini della Guardia di finanza sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.

Un terribile incidente mortale è avvenuto ieri nel primo pomeriggio tra Paola e San Lucido. Nel sinistro sono rimaste coinvolte 4 persone, tre feriti e una donna di 62 anni che ha perso la vita. Il grave impatto è avvenuto sulla strada statale 18 tra Paola ed il bivio di San Lucido ed ha visto coinvolte due auto, un SUV Land Rover dove si trovavano zia e nipote, ed un’utilitaria (una Citroen C3) sulla quale viaggiavano madre e figlia. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il SUV si sia immesso da un bivio senza accorgersi dell’arrivo della Citroen proveniente dalla direzione opposta. Ad avere la peggio sono state e passeggere dell'utilitaria. La 62enne è stata portata in ospedale in gravissime condizioni, dopo essere stata estratta ancora in vita dalla lamiere, purtroppo è deceduta poco dopo. Le due donne, di San Lucido, zia e nipote, sono state trasportate all’ospedale di Paola per accertamenti.

Un uomo, cittadino rumeno, è stato arrestato a Cosenza.  Sull'uomo spiccava un mandato di arresto internazionale. Era ricercato dal 2013, quando dopo aver scontato una prima condanna in Slovenia, si era reso irreperibile. Ricercato sul territorio dell’Unione Europea per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, risulta affiliato ad un gruppo criminale specializzato nella clonazione di carte di credito e bancomat grazie alle quali è riuscito a sottrarre ingenti somme di denaro dai conti correnti. La latitanza è terminata in Cosenza, dove i finanzieri, impegnati nel dispositivo attuato per l’intensificazione dei controlli in città nel periodo di ferie estive, l'hanno fermato e sottoposto ad un controllo. Ad insospettire gli agenti l’incongruenza tra la nazionalità della persona e quella del mezzo, munito di targa spagnola, approfondendo così le ricerche. L’uomo è stato tratto in arresto e trasportato presso la  Casa Circondariale di Cosenza, a disposizione della Corte d’Appello di Catanzaro che dovrà decidere in merito alla sua estradizione per scontare i 6 anni di reclusione.

Clement Ebuh, 22 enne nigeriano, ritenuto l'autore dell'omicidio di Pietro Scida ucciso a coltellate nei giorni scorsi a Crotone, è stato fermato dalla polizia di Stato in Svizzera. Ebuh è stato identificato attraverso alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza. Nel corso delle indagini è emerso che a giugno scorso la vittima aveva avuto un litigio con il nigeriano il quale aveva cercato insistentemente di entrare in casa di Scida, con il quale aveva una frequentazione.

Il commissario ad acta per la sanità Massimo Scura ha firmato a Catanzaro il decreto che dà il via alle nuove assunzioni nelle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. La spesa totale dell’operazione, completata con la sigla apposta al documento nella sede della struttura commissariale, è pari a oltre 26 milioni di euro. Il decreto commissariale riguarda complessivamente 649 persone delle quali 160 interne, che sono state stabilizzate, e 459 esterne comprensive delle figure previste per l’attivazione della Cardiochirurgia a Reggio Calabria. Nel dettaglio si tratta di 19 primari, 269 medici, due fisici, 12 farmacisti, tre tecnici perfusionisti, 185 infermieri, 125 operatori socio sanitari, un fisioterapista, 15 tecnici radiologi, sette dirigenti amministrativi, sei dirigenti professionali, 1 avvocato e quattro collaboratori tecnici. “A fronte di questa iniezione di energie fresche – ha detto Scura all’ANSA – ogni dirigente di azienda sanitaria e ospedaliera si impegna, su base annua, a raggiungere obiettivi di miglioramento qualitativo delle prestazioni secondo i parametri fissati dalla Scuola superiore S. Anna; di miglioramento dell’appropriatezza secondo i parametri nazionali; di riduzione della spesa farmaceutica del 10%; di riduzione della spesa per i beni e i servizi del 5% e di azzeramento degli interessi passivi per ritardato pagamento”. “Il fatto nuovo – ha aggiunto Scura – è che le aziende saranno tenute a raggiungere determinati obiettivi e tali risultati serviranno a premiarne o meno la dirigenza. Segno questo di un’innovazione notevole”.

Una forte scossa di terremoto si è registrata questa mattina a largo delle coste della Calabria. Il sisma, avente,  magnitudo 4.0 della scala Richter è avvenuto alle 8.58 del mattino con epicentro ad alcune decine di chilometri da Paola, in provincia di Cosenza. Non si segnalano danni a cose o persone. Secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto ha avuto il suo epicentro ad una profondità di circa 240 chilometri lungo la costa calabra nord occidentale del Mar Tirreno. Un'altra scossa di terremoto do magnitudo 2,8 Richter, si era registrata  alle 6.11 del mattino, nella zona Tirreno meridionale.

Con 23 preferenze (trentuno i consiglieri presenti e votanti; sette le schede bianche ed una nulla),  Nicola Irto è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria, eletto al primo scrutinio.

Irto è stato eletto consigliere regionale nella circoscrizione Sud per il Partito Democratico con 12.025 preferenze. E’ alla prima legislatura dove ha ricoperto, fino ad oggi, il ruolo di presidente della IV Commissione consiliare “Assetto, Utilizzazione del territorio e Protezione dell'ambiente”.

Nato a Reggio Calabria il 5 gennaio 1982, conseguita la maturità scientifica, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea dove viene eletto al consiglio di Facoltà nel settembre 2002 e nel marzo 2004 viene eletto unico rappresentante degli studenti in Senato Accademico. Conseguito il titolo di studio nel 2006 si dedica all’attività di ricerca scientifica e nel 2008 diventa dottorando di ricerca in Pianificazione Territoriale. Nel triennio del dottorato, ha svolto attività di ricerca anche all’estero, a Boston, Barcellona e Bilbao. Nel giugno 2009 risulta il primo eletto nel consiglio della scuola di dottorato dell’Università Mediterranea. Iscritto alla Margherita, è stato il più giovane delegato della Calabria al Congresso regionale del 2003. Successivamente iscritto al Partito democratico, nel dicembre 2010 ne è stato nominato membro del Coordinamento provinciale di Reggio Calabria. Ha fatto parte della commissione nazionale di garanzia dei Giovani Democratici e della commissione regionale di garanzia del Partito Democratico calabrese. Consigliere comunale di Reggio Calabria nel maggio 2011, nell’aprile 2014 è stato nominato vicesegretario del PD Calabria.

DI seguito il discorso tenuto dal neo presidente del Consiglio regionale della Calabria

“ Signori Consiglieri regionali, signor Presidente Oliverio,

sono certo della vostra piena e convinta condivisione se, prima di ogni altra cosa, nell’assumere il ruolo altissimo che mi avete affidato, rivolgo un saluto per esprimere solidarietà a tutti i calabresi che soffrono e lottano per la salute nei nostri ospedali e in altri presidi sanitari per i quali questo Consiglio dovrà lavorare, per migliorare in maniera significativa.

Rivolgo un pensiero analogo, anche a vostro nome, alle famiglie che al proprio interno vivono, spesso in terribili difficoltà, il dramma dell’handicap e della solitudine.

Penso ai calabresi non più giovanissimi che hanno perduto il lavoro e vivono  un’umiliazione che attenta alla loro dignità di persona.

Ai giovani che non hanno, non hanno mai avuto un lavoro e sono afflitti dal pensiero disperato di non trovarlo più.

Alle donne della Calabria, oltre la metà del nostro popolo, che pagano per prime e più di tutti la crisi epocale dentro cui ci troviamo, col rischio di un restringimento dei diritti che con tanta fatica anche loro hanno rivendicato e conquistato.

Ai precari la cui esistenza è scandita dall’incertezza e dal rischio di perdere ciò che hanno ogni giorno.

Pochi minuti fa il Presidente Oliverio mi ha informato dell'inserimento nel maxiemendamento al Decreto sugli enti locali in esame al Senato della norma che salva i circa cinquemila precari Lsu- Lpu calabresi. Sarà possibile, dunque recuperare il testo che permette di utilizzare i 38 milioni di euro stanziati dalla Regione per la loro contrattualizzazione presso i comuni del nostro territorio.

È una buona notizia, per i lavoratori e le loro famiglie.  

E’ a partire dagli ultimi, dai più deboli, dai luoghi e dai territori dove la sofferenza è più acuta, che questa Assemblea, che tutta insieme -maggioranza e opposizioni- incarna la sovranità della Calabria, dovrà guardare impegnandosi ad affrontare un problema di dimensione storica: lavoro, modernizzazione, rinnovamento, riduzione delle diseguaglianze nella nostra regione, uguaglianza di opportunità, valorizzazione del merito.

La Calabria deve diventare fino in fondo una regione autonoma. Questo serve. E può essere autonoma solo una terra che crea e produce in modo crescente le risorse necessarie a soddisfare per intero i propri bisogni.

Per riuscirci, a partire da questa Assemblea, bisogna compiere tutte le scelte necessarie per cancellare dal nostro orizzonte futuro contraddizioni, arretratezza, privilegi, sprechi, illegalità, l’handicap terribile della ‘ndrangheta.

Deve diventare una terra normale, la Calabria. Una terra dove l’interesse generale, senza l’umiliazione di nessun’altro interesse perseguito in modo legittimo, regolamentato e trasparente, sia finalmente al centro dell’attività delle istituzioni, della politica, delle forze e delle organizzazioni sociali, della cultura, dell’informazione.

Alla Chiesa, che in Calabria ha grande peso e prestigio, destinati a lievitare con l’affermazione del messaggio di Papa Francesco, chiediamo di continuare e intensificare l’impegno di rinnovamento e di aiuto di cui abbiamo avuto segni anche recenti.

Io vi ringrazio, cari Colleghi, per l’onore e la responsabilità a cui mi avete chiamato affidandomi la Presidenza della nostra Assemblea.

Ringrazio singolarmente ognuno di voi: quelli che mi hanno votato e quelli che legittimamente hanno fatto scelte diverse. I voti di ogni componente di questa assemblea hanno pari dignità a prescindere dalla collocazione di ognuno.

E’ così che funziona la democrazia e si garantisce la libertà delle assemblee elette dai cittadini.

In modo particolare voglio ringraziare il collega Antonio Scalzo, già da me votato con convinzione Presidente della nostra Assemblea. Le autonome scelte politiche e istituzionali da lui fatte, tutte non dovute e perseguite con personale generosità e disinteresse e con lo sguardo attento ai bisogni della Calabria, sono state il frutto di una visione lucida che ha aiutato ad affrontare questa congiuntura istituzionale. Lo ringrazio per tutto questo e anche per l’equilibrio e la saggezza con cui ha guidato il Consiglio in questi difficili mesi che abbiamo alle spalle.

Cari colleghi, non vi farò certo il torto di usare molte parole per richiamare la gravità della situazione in cui si trova la Calabria. Ognuno di voi sa quali drammi e quali difficoltà continuano ad accumularsi in gran parte delle famiglie calabresi. Del resto, basta dare un’occhiata ai maggiori indicatori sociali per capire cosa stia accadendo.

Siamo quindi consapevoli, il presidente Oliverio parlando più volte in quest’aula s’è mostrato perfettamente consapevole, di essere chiamati a un compito gigantesco e inedito.

La Calabria ha smesso da troppo tempo di andare avanti e di crescere. Ma questa affermazione è ancora insufficiente a raccontare la nostra regione. Il dato con cui dobbiamo fare i conti è sotto gli occhi di tutti: la Calabria, nel suo complesso, sta paurosamente arretrando.

C’è un punto che riassume tutto: sono sempre più numerosi, una quantità insopportabilmente ampia, i calabresi risucchiati nella disperazione della povertà.

Intere generazioni sembrano costrette a scegliere tra l’inedia della disoccupazione, l’abbandono della nostra terra, l’umiliazione e la dispersione delle competenze faticosamente accumulate.

Sono molti, direi troppi, le ragazze e i ragazzi della mia generazione – vi chiedo scusa per questa notazione personale - che non incontro più da tanto tempo, sono stati in realtà scacciati e cancellati dalla Calabria, alla ricerca di altre accettabili condizioni di vita.

Il lavoro, che è la misura della dignità, già così scarso in Calabria, diminuisce.

In questo quadro c’è addirittura chi insinua che ormai non ci sia più niente da fare e teorizza che la massa critica della Calabria sia al di sotto della soglia necessaria per tentare, perfino per tentare, la ripresa e lo sviluppo.

E’ importante, io credo, ci sia una presa di coscienza generale su come stanno le cose e sul punto da cui, qui e oggi, partiamo. Nessuno dei segnali di ripresa, per la verità ancora deboli in tutto il paese, viene segnalato nella nostra regione.

Molti si pongono una domanda: la Calabria può ancora farcela?

Sarebbe una iattura, io credo, se tracce di questi convincimenti e di questo scetticismo dovessero trovare spazio nelle nostre discussioni.

Il Consiglio regionale della Calabria, proprio perché espressione della sovranità popolare, ha il compito di lavorare e impegnarsi per rovesciare, intanto rovesciare, le tendenze, i processi, il degrado che si sono affermati.

E’ capitato a noi, a questo Consiglio, a lei Presidente Oliverio, a questi partiti, vivere un momento decisivo e non rinviabile: o la Calabria inizia, almeno inizia a riprendersi, o sarà destinata a una progressiva marginalità e a un ridimensionamento drastico per un lungo periodo storico e al sacrificio di molte generazioni.

Non sarà la sconfitta di questo o quel pezzo di Calabria: o ci salviamo tutti, in un quadro di progressivo rinnovamento e di cambiamento, o pagheremo tutti perché è questa la logica dei grandi eventi storici.

Su questo dobbiamo decidere. Se vogliamo tutti insieme, facendo ognuno la propria parte e svolgendo fino in fondo il proprio compito, salvare la Calabria da un destino di degrado.

Io non ho dubbi. Certo che possiamo farcela!

Le potenzialità della Calabria sono enormi. Lo dico sommessamente e senza intenzione polemica con alcuno: mai interamente esplorate e messe alla prova. Il quadro geopolitico mondiale sta nuovamente spostandosi verso il Mediterraneo di cui la Calabria è un’immensa e naturale area logistica.

Dal Mediterraneo che circonda tutta la regione, che non dista più di una manciata di chilometri dai suoi pochissimi punti più lontani, passa una gran parte delle merci che si producono in tutto il mondo.

E’ vero che per la messa in moto ci serve aiuto. Non abbiamo le energie, gli strumenti, le strutture per operare da soli.

Dobbiamo chiedere sostegno al resto del Paese e al Governo di Roma. Il Presidente Oliverio lo sta facendo. La maggioranza di questo Consiglio, com’è noto, sostiene questo suo sforzo strategico.

L’aiuto si può chiedere in tanti modi. Si può chiedere, implorare, questuare per avere qualcosa in più. O si può chiedere (e ricevere da subito) iniziando ad affrontare e risolvere le contraddizioni e i problemi interni alla Calabria.

E’ in questo secondo modo che dovremo rivolgerci, io credo, al resto del Paese: spingendo avanti il bilancio delle nostre scelte, la qualità e il carattere incisivo della nostra legislazione, delle nostre riforme, del nostro rinnovamento, dei fatti che dobbiamo produrre. Dobbiamo fare rapidamente e per intero la nostra parte mettendo in ordine la Calabria per quanto dipende dai calabresi e su questa base chiedere al Governo di fare della Calabria e del Mezzogiorno un’opportunità per la ripresa dell’Italia e per la crescita delle sue risorse.

Non sarà possibile la costruzione di una Calabria nuova senza l’impegno profondo di questo Consiglio regionale. E’ qui che dovranno nascere, essere verificati, approvati, controllati i tracciati delle strade da percorrere in questa straordinaria operazione.

Se c’è stato un limite nel regionalismo italiano e calabrese che abbiamo conosciuto è stato quello di caricare i Consigli e i consiglieri di un eccesso di gestione amministrativa, il più delle volte a discapito dello sforzo necessario per la definizione delle scelte strategiche, le sole che si sganciano dall’improvvisazione emergenziale, diventando promozione di crescita sociale, economica, culturale.

Non servono schemi: le istituzioni devono poter giocare a campo libero e senza condizionamenti facendo quel che di volta in volta è necessario per il bene pubblico.

Oggi serve uno sforzo strategico perché oggi non è più rinviabile la scelta del rinnovamento della Calabria.

Le strade precedenti ci hanno portato a questo punto: la Calabria viene distaccata dal resto del paese e anche da gran parte del Mezzogiorno. E’ incapace di reagire e schierare energie interne contro una crisi che ha esasperato tutte le nostre debolezze.

 

Serve una terapia d’urto.

Il Consiglio ha una maggioranza politica di centrosinistra che è stata votata dagli elettori che hanno in maggioranza riconosciuto, nel programma presentato da Oliverio, i punti fondamentali che possono farci uscire dalla situazione in cui ci troviamo.

La maggioranza ha il diritto e il dovere di governare, ma tutti i consiglieri regionali, quale che sia la loro collocazione di maggioranza o opposizione, sono chiamati al ruolo fondamentale di sollecitare, ognuno dalla propria postazione e con le proprie posizioni politiche e culturali, il processo necessario a salvare la Calabria.

In quest’aula servono proposte, iniziative legislative, interrogazioni e controlli sullo svolgimento dei programmi che il Presidente Oliverio ha già illustrato all’Assemblea.

Servono discussioni nel merito dei problemi, la definizione di leggi e regolamenti capaci di rinnovare tutto a partire da questa nostra istituzione e dal suo funzionamento.

Come Presidente del Consiglio sarò garante rigoroso delle prerogative e dei diritti di ogni singolo consigliere regionale, dei gruppi in cui i consiglieri si riuniscono, dei regolamenti del Consiglio, della sua funzionalità. La salvaguardia dei diritti dei consiglieri è la condizione per assolvere al loro compito fondamentale: assicurare in maniera crescente il rispetto dei diritti di ogni singolo calabrese. Parte dalla trasparenza di quest’aula il recupero dell’autonomia e del prestigio della politica da parte dei calabresi, valori senza i quali nessuno riuscirà a spostare la Calabria dall’angolo in cui si trova.

Voglio ricordare a tutti che nella Calabria che dobbiamo costruire, non c’è posto per la ‘ndrangheta e l’illegalità. E’ un nodo della nostra regione. Avremo modo di discutere e valutare quanto, nel permanere e nel crescere di un fenomeno così devastante, abbia pesato e pesi il venir meno del ruolo della politica, la sua fuga dalla responsabilità, la delega esclusiva ai magistrati e alle forze dell’ordine. Sia chiaro: senza il loro lavoro la vita non sarebbe possibile in Calabria e di questo i calabresi onesti non li ringrazieranno mai abbastanza.

Ma liberarsi dalla mafia significa non solo reprimere e punire i reati mafiosi. Significa, vorrei dire, soprattutto modificare i fatti e le illegalità che producono e riproducono l’ambiente ideale allo sviluppo e al rafforzamento continuo della ‘ndrangheta.

E’ sulla modifica di queste condizioni che la politica deve urgentemente intervenire.

Non bastano testimonianza e sostegno, che non possono che essere piene, verso chi si espone e combatte. La Calabria va liberata dalla criminalità con una lotta e uno scontro politici che tolgano aria e ossigeno alla riproduzione e all’irrobustirsi del fenomeno.

Cari colleghi, scelgo di concludere il mio intervento con un ossequio non formale alla memoria di Francesco Fortugno, ucciso dieci anni fa per spezzare la sua attività politica a favore della Calabria e del bloccarne il suo rinnovamento. Sono sicuro che tutti terremo fermo l’impegno a non far mai diventare inutile il suo sacrificio.”

 

Con l’arrivo dell’estate le problematiche relative all’inquinamento ambientale vengono a galla come la sporcizia nei nostri mari. Qualche giorno fa le lamentele di una  coppia di Genova, venuta in Calabria nella splendida località di Grotticelle, per trascorrere giorni felici e di relax sono finite sui giornali informando tutti di quanto ancora il problema dell’inquinamento dei mari calabresi sia sempre attuale.Ebbene si, nonostante i buoni propositi e le promesse, in realtà la situazione sembra peggiorare di anno in anno. E ora sono gli stessi abitanti di questa magnifica terra, privata dello splendore naturale, e non sfruttata , a lamentarsi, non sono soltanto i turisti indignati per aver pagato per dei servizi inesistenti e per delle bellezze naturali deturpate per mano dell’uomo. Come nel Vibonese, anche nella zona Cosentina, e in quella tirrenica. A Nicotera per esempio ci informano alcuni lettori di quanto sia diventato impossibile fare un bagno per due giorni di seguito, le acque non sono soltanto “sporche” ma è il colorito quello ad impressionare( come testimoniano le foto). Gli esercenti dei lidi si dicono disperati, in quanto molti ospiti dopo aver fittato sdraio ed ombrellone chiedono il rimborso, per impraticabilità di acque che si presentano insudiciate da immondizia, mucchi di plastica, schiuma e, soprattutto, liquami di fogna. Ci si accorge purtroppo che tutto questo disagio, questo lerciume, questa situazione che porta ovviamente ad una “crisi del turismo” altro non è che una negligenza e incuranza dell’uomo. Pur avendo delle risorse naturali, dei paesaggi da far invidia, delle acque paragonabili a quelle dei Caraibi, purtroppo abbiamo anche qualcosa di cui vergognarci, ed è la mentalità dell’uomo, un individuo non pensante, che sta distruggendo una terra che, sicuramente non merita questo trattamento…. Fortunatamente esistono però tante eccezioni, posti da ammirare e vivere, posti grazie ai quali ancora ci si può vantare di essere Calabresi. 

Giada Zurzolo

Un uomo 55enne, Andrea Zingone  si è tolto la vita gettandosi dal quinto piano del palazzo dove abitava dopo avere ucciso a coltellate la madre Fermina Gagliardi, di 79 anni. La tragedia è avvenuta a Catanzaro in un palazzo al centro. A scoprire il corpo  della donna a terra in una pozza di sangue, sono stati i Carabinieri intervenuti dopo la segnalazione di un cadavere in cortile. Il corpo della donna è stato rinvenuto in un bagno, mentre nel secondo bagno di casa è stato rinvenuto un coltello da cucina sporco di sangue ed utilizzato per commettere l’omicidio.

Otto misure cautelari personali e sequestri per 2,5 di beni a carico di 27 indagati sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di altrettanti consiglieri regionali della nona consiliatura della Regione Calabria. L’operazione Erga Omnes ha portato all’esecuzione, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, di tre arresti ai domiciliari e cinque ordinanze di divieto di dimora nei confronti di altrettanti consiglieri regionali.

Tra i destinatari delle misure cautelari personali ci sarebbe anche l'attuale assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria Antonino De Gaetano che sarebbe finito ai domiciliari. Ai domiciliari anche l'ex assessore Luigi Fedele, richiesta anche l'applicazione della misura cautelare per il senatore Bilardi.

NOMI DEGLI ARRESTATI

In particolare le indagini, effettuate anche a mezzo intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, hanno consentito di individuare diverse discrasie tra le movimentazioni e i saldi in conto corrente dei Gruppi consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012 e quanto documentato mediante le presentazioni del rendiconto annuale, celando il corretto impiego istituzionale per cui i fondi pubblici erano stati destinati.

In alcuni casi è stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese al fine di ottenere dall’ente regionale un doppio rimborso. I consiglieri devono rispondere dei reati di peculato e falso. I dettagli dell’operazione, ed i nomi delle persone coinvolte, saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30, al Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore capo Federico Cafiero de Raho.

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