06122019Ven
Aggiornato ilVen, 06 Dic 2019 1pm

L’amministrazione comunale di Rosarno vuol mettere, pesantemente, le mani in tasca ai cittadini.

Come se non bastassero le discutibili scelte politiche e amministrative dell’armata Brancaleone guidata dal sindaco Elisabetta Tripodi, dobbiamo certificare, purtroppo, che al peggio non c’è mai fine.

La tanto discussa Imu, per volere dell’amministrazione comunale, si abbatterà su una categoria particolare di cittadini. La giunta comunale, infatti, non si è avvalsa della possibilità, offerta dal Governo Letta, ad ottobre 2013, che ha concesso ai comuni la facoltà di equiparare gli immobili dati in comodato d’uso all'abitazione principale e quindi di esentarli dal pagamento dell’Imu.

A Rosarno questo non è avvenuto, l’amministrazione comunale – e non capiamo se sia stata l’ennesima svista o la volontà precisa di gravare il carico fiscale dei cittadini – non ha recepito la facoltà prevista dall’art. 2 bis della Legge 28.10.2013 n. 124 che equipara le unità immobiliari concesse in comodato ai parenti di primo grado, alla prima casa, e conseguentemente esenti da IMU.

Infatti, in applicazione a quest’articolo, limitatamente alla seconda rata dell’IMU 2013, le unità immobiliari e relative pertinenze concesse in comodato gratuito dal genitore al figlio o viceversa che le utilizzano come abitazione principale , sono assimilate ad ogni conseguente effetto alle unità immobiliari adibite alla prima casa.

Il sindaco e la sua Giunta, dunque, hanno conciato per le feste – visto che siamo in tema di Natale – molti nostri concittadini, che si troveranno a dover versare una rata assai salata in un momento in cui la crisi economica morde. Invece di dare sollievo, il comune si accanisce fiscalmente sui rosarnesi.

L’Udc denuncia l’ennesima beffa ai danni dei cittadini, orchestrata da un’amministrazione comunale palesemente inadeguata. Ovviamente anche su questo assisteremo ad un assordante silenzio. D’altronde la giunta ed il Pd altro non sono che “fedeli dipendenti” del sindaco di Rosarno.

Il nostro Partito, però, si farà sentire e chiederà, anche in Consiglio comunale, che sia dato conto di questa ennesima amara vicenda.

E non smetteremo di essere alternativi per un futuro migliore e una primavera vera, e non farlocca come quella decantata da questa amministrazione.

 

 

Avv. Giuseppe Idà

Commissario sezione Rosarno

Apprendiamo con preoccupazione la notizia della richiesta di rinvio a giudizio del dirigente dell’area tecnica di Rosarno, Luciano Macrì, indagato in un processo nel quale dovrà rispondere di presunti reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni al comune di Oppido Mamertina.

L’Udc è un partito garantista, né vuole entrare nel merito della vicenda, ha invece estrema fiducia nell’azione della magistratura.

C’è, però, un dato politico che non può essere sottaciuto. L’architetto Macrì occupa una carica apicale al comune di Rosarno, dalla quale gestisce tutta la partita dei Pisu – che ammontano a diverse decine di milioni di euro – e dei lavori pubblici. Un incarico affidatogli dal sindaco, Elisabetta Tripodi, su base fiduciaria, per come consentito dalla legge.

L’Udc ha sempre avuto scontri assai duri con il dirigente Macrì, fino ad una rottura eclatante in consiglio comunale, quando denunciammo una condotta quantomeno omissiva sul “caso” dello spreco di risorse idriche. Una vicenda che è oggetto di una inchiesta alla Procura di Palmi.

Ebbene, la giustizia arriva prima della politica anche in questa vicenda. Il sindaco di Rosarno non aveva evidentemente preso atto del fatto che il suo dirigente di fiducia era indagato per reati gravi connessi alla sua funzione di tecnico al comune di Oppido. Il sindaco della legalità, come suole fregiarsi la dottoressa Tripodi, non ha mai detto una parola su questa vicenda, anzi è nota a tutti la difesa strenua di Macrì operata dallo stesso Primo Cittadino, quando noi come partito e gruppo consiliare criticammo aspramente il suo dirigente di fiducia. Un affare che fa il paio con la mancata costituzione di parte civile nel processo relativo alla presunta lettera di minacce che sta valendo la scorta al primo cittadino di Rosarno.

Qualunque provvedimento prenderà, ora, il “sindaco coraggio” di Rosarno, sarà un’azione tardiva e posticcia, dettata dalla contingenza.

Prenda atto, il sindaco, dell’ennesimo errore di valutazione, dell’ennesima gaffe, dell’ennesima vicenda che contrasta con la tanto decantata legalità della quale sarebbe portatrice.

Di sicuro assisteremo, anche in questa circostanza, al silenzio assordante del Partito Democratico e di quei consiglieri, capogruppo attuale e precedente, che anche per questa vicenda – come per la mancata costituzione di parte civile – faranno finta di non sentire e non vedere.

Ennesima brutta figura, questa volta nel settore lavori pubblici dove in tre anni l’amministrazione non può vantare interventi ed opere ascrivibili alla sua attività, visto che se per i Pisu, ex Rognetta ed ex Beton Medma non ci avesse pensato la commissione straordinaria, e se le precedenti amministrazioni non avessero fatto partire altre opere, oggi non avremmo altro che un deserto.

 

Rosarno, lì 12.12.2013

 

Avv. Giuseppe Idà

Commissario Cittadino UDC Rosarno

Riceviamo e pubblichiamo

E’ senza dubbio una buonissima notizia il fatto che la segretaria del circolo Pd di Rosarno, alcuni consiglieri, assessori e dirigenti convergano sulla candidatura di Matteo Renzi alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico.

Un fronte che, evidentemente, va allargandosi in questa città e sul quale non ci sono dubbi sulla bontà della scelta fatta dal circolo rosarnese.

In qualità di aderenti al Comitato per Matteo Renzi, iscritti e non al Pd, siamo felici di avere compagni di viaggio inaspettati nella festa congressuale di domenica prossima. Dopo la nota divisione in seno al partito, con il gruppo dirigente che ha scelto la mozione di Cuperlo alla segreteria provinciale, e quella Pittella nella convenzione di quasi tre settimane fa, ampia parte del Pd di Rosarno, oggi, ha scelto di stare con Renzi, e questo è un bene.

Non c’è dubbio che dal 9 di dicembre il Pd nazionale, se come auspichiamo dovesse vincere Matteo Renzi, dovrà profondere un enorme sforzo per rinnovare e innovare, anche alla luce della decisione di ieri della Consulta, che ha stabilito un ritorno al sistema delle preferenze per la scelta dei parlamentari. Anche su questo, noi del Comitato Renzi di Rosarno, eravamo stati buoni profeti: le liste bloccate erano e sono un vulnus per la democrazia, e rischiano di creare facili illusioni in chi non avendo voti e consenso avrebbe potuto sperare di varcare la soglia di una delle due Camere.

Ad ogni buon conto anche per il Pd di Rosarno, e la città, dopo il 9 dicembre dovrà esserci uno slancio nuovo, riteniamo superflui i dibattiti interni al partito e le prove di forza, ai rosarnesi importa ben altro, e siamo certi che la segretaria lo sappia bene.

Proprio per questo siamo convinti che saprà rimettere il partito al centro del dibattito – non delle querelle interne – su temi come la legalità, la messa al bando di personalismi e favoritismi, le opere pubbliche, la trasparenza degli atti.

E noi saremo lì, a certificare che questo partito non sia scavalcato o perda colpi su questi temi. Soprattutto a Rosarno.

 Comitato per Matteo Renzi

Riceviamo e pubblichiamo

Presso la Casa del Popolo “G. Valarioti” si è svolto, nella giornata di ieri, un incontro ufficiale tra Demetrio Naccari Carlizzi (consigliere regionale PD e Responsabile coordinamento provinciale Circoli Renzi), accompagnato da Peppe Basile (Capolista per Matteo Renzi nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia), e la segretaria del circolo locale del PD Stefania Mancuso, il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, il dirigente locale Francesco Oppedisano, una delegazione di assessori e consiglieri di maggioranza e vari iscritti al circolo territoriale medmeo.

 L’incontro è stato fortemente voluto dagli esponenti locali del PD per discutere circa la volontà di supportare, domenica 8 dicembre, Matteo Renzi alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Naccari e Basile sono quindi arrivati in città per dare manforte a quanti, tra amministratori ed iscritti al partito, hanno deciso di esprimere la propria preferenza per il sindaco di Firenze.

Durante la riunione è stata palesata l’intenzione, da parte di vari membri di giunta (Il vicesindaco Carmelo Cannatà e gli assessori Francesco Bonelli e Franco Bruzzese), dell’intero gruppo consiliare dei democrat rosarnesi e di gran parte degli iscritti al partito, di votare compatti per Matteo Renzi alle primarie di domenica 8, auspicando un cambio di rotta del partito sia a livello locale che nazionale.

 Questa scelta non nasce per caso o per mero opportunismo politico, ma è la naturale conclusione di un lungo iter che ha visto vari rappresentanti locali, iscritti e non al PD, spendersi in prima persona per le istanze presentate dal sindaco di Firenze in questi ultimi due anni.

I rappresentanti piddiini dell’attuale amministrazione comunale hanno deciso, dopo varie consultazioni, di gettare le basi per una vera e propria riformulazione della politica in chiave più partecipata inclusiva e non “correntizia” per un rinnovato Partito Democratico che Matteo Renzi vorrebbe nel prossimo futuro del PD.

Si è quindi dato vita ad un unico grande gruppo che ingloba tutti i “renziani” (iscritti e non al partito), indipendentemente dalla loro provenienza.

L’uscita pubblica degli esponenti dell’attuale amministrazione comunale rosarnese e dei dirigenti di partito risulta quindi essere un passaggio fondamentale per la politica attiva ed ufficiale dell’area renziana dei democratici medmei.

L’elettorato rosarnese è invitato a presentarsi, domenica 8 dicembre, presso la Casa del Popolo “G. Valarioti”, munito di carta d’identità e tessera elettorale, per votare Matteo Renzi sull’apposita scheda, garantendo, in questo modo, un cambio di rotta per quello ormai diventato di diritto il primo partito italiano.

 

La segretaria del circolo Territoriale del Partito Democratico di Rosarno

 Riceviamo e pubblichiamo

Con riferimento alla risposta alla nostra interrogazione del 31.10.2013, con la quale  si chiedeva una parola di chiarezza sui motivi per i quali il Sindaco di Rosarno aveva deciso di non discutere ufficialmente con la Giunta comunale l’eventualità di costituirsi Parte civile nell’ormai famoso processo scaturito dalla lettera di minacce, non assecondando la volontà unanime del consiglio comunale.

La risposta del Primo cittadino, è maldestra, deludente e contraddittoria.

In premessa vi è da precisare che esiste un goffo tentativo di gettare discredito sul sottoscritto che, a differenza del Sindaco, ha sempre mantenuto, specie sul tema della legalità, un atteggiamento coerente con quanto stabilito nel consiglio comunale, nelle delibere del 28.03.2011 e del 30.08.2011, in cui si statuisce senza alcun indugio ed all’unanimità la necessità di costituirsi Parte Civile in tutti i processi di Mafia, in cui l’Ente fosse stato individuato tra le parti offese.

Orbene,  vi è da precisare, che il sottoscritto ha concluso il biennio di pratica forense, nel 2010, ben  un anno prima dei fatti in oggetto, appare evidente  come il Sindaco, nell’intento di aggirare per l’ennesima volta il nucleo della questione, sia incappata nell’ormai consueto strafalcione.

In più, riguardo alla mia assenza alla seduta di Consiglio comunale del 30 agosto 2011, occorre precisare che il sottoscritto si era giustificato verbalmente, come da prassi consolidata, con il presidente del Consiglio Comunale, sig. Antonio Bottiglieri. Sarebbe bastato che il sindaco avesse chiesto al Presidente, com’era logico facesse anche per rispetto istituzionale, e di certo si sarebbe risparmiata  l’ennesima inesattezza.

La Dott.ssa Tripodi, confermando le nostre perplessità più volte denunciate, afferma consapevolmente il falso nella sua risposta,  quando afferma “perché ritenevamo che trattandosi di un reato di minaccia ad un corpo politico amministrativo e non di un reato associativo commesso dalla medesima persona rispetto alla quale eravamo già costituiti nel processo "ALL INSIDE e che lo stesso era ancora in corso, nessun danno ulteriore dovevamo difendere”; infatti da una semplice lettura del decreto di fissazione dell’udienza di rito abbreviato notificata al Comune in data 01.02.2012 avente protocollo 0002039, si evince con chiarezza che il reato contestato al mittente della missiva, era testualmente reato di cui agli artt. 338 c.p. e art. 7 del decreto Legge n°152/91.

Più specificamente si parla nella formulazione dell’imputazione “.. con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 Bis c.p. ovvero di agevolare la attività delle associazioni previste dal predetto articolo”.

Mi risulta che il Sindaco, ed il Vice Sindaco (con delega al Contenzioso) siano entrambi laureati in Giurisprudenza,e spero su questo di non essere smentito, ma a parte il corso di studi in legge sarebbe bastato appena leggere bene in Italiano cosa vi era scritto su quel decreto.

Esprimo grande apprezzamento per l’intervento degli ex Assessori Domenico Scriva e Michele Brilli, i quali, a differenza di altri che evidentemente dovevano salvare la poltrona, hanno senza infingimenti detto la verità: mai nessuna discussione in Giunta sull’argomento , e  nel caso fossero stati partecipati, non avrebbero esitato a votare a favore della costituzione di parte civile.

Ad ogni modo, considerato che due tra i più autorevoli e qualificati Assessori di quella Giunta comunale, hanno sonoramente smentito il Sindaco, rilevato che il gruppo consiliare che mi onore di presiedere ed il Partito che rappresento, mai, e ribadisco mai, hanno partecipato ad una discussione su un argomento cosi rilevante, ci piacerebbe sapere dall’ex capogruppo  PD, attuale Assessore Avv. Italiano, e dai consiglieri del PD, partito  del Sindaco e di maggioranza relativa in consiglio comunale, se questa decisone sia stata condivisa dagli organi del Partito e dal gruppo consiliare.

Dal momento che il Sindaco sostiene che  quella lettera non ha prodotto danno all’immagine del Comune, sarebbe intellettualmente onesto che la Tripodi restituisse tutti i Premi ricevuti nella qualità di presunto “Sindaco Coraggio” minacciata dalla Ndrangheta.

Riceviamo e pubblichiamo

Leggo allibito, e non senza una punta di amarezza, il comunicato della segretaria del Partito Democratico di Rosarno, Stefania Mancuso, nel quale la stessa esprime giudizi di merito e, ovviamente gratuiti, sui componenti del Comitato – forse si doglie della mancanza di “signorsì” - e sulla scelta di fondare questo strumento di partecipazione anche in vista delle primarie di domenica prossima.

Ebbene, la Mancuso, evidentemente non sa, e mi spiace che troppe cose ignori, che per formare un Comitato in appoggio della candidatura di Matteo Renzi non è obbligatoria la sua firma, la sua vidimazione né la sua approvazione. Esiste un iter, che il sottoscritto ha rispettato, che consente la nascita di questo organismo. Peraltro un Comitato viene strutturato anche e soprattutto per attingere a forze sociali e persone che operano anche al di fuori del Partito Democratico. Ma anche questo, forse, la segretaria non lo sa o non gliel’hanno detto.

Ancor più spiacevole, inoltre, la circostanza che lo scorso 17 novembre alcuni iscritti -  ovviamente quelli che oggi fanno riferimento a questo Comitato - non sono stati invitati al voto sulle mozioni del Pd, evidentemente la segretaria si sarà dimenticata di dare ampio risalto alla convocazione, come invece in altri casi aveva fatto.

Nessuno si autoproclama né autoincensa si tenta, semplicemente, di offrire un contributo interno al partito, libero e senza bisogno di rispondere agli input del capo. Non sarà questo comitato a polemizzare contro il gruppo dirigente o il gruppo consiliare, è ovvio che del loro impegno e del loro operato dovranno rispondere agli elettori e ai cittadini.

Per quel che riguarda la vicenda delle tessere a Maria Borgese, Grace D’Agata e Giacomo Giovinazzo, dispiace che la segretaria dimostri di non sapere o ignori un’altra cosa – l’ennesima – ovvero che la commissione provinciale di garanzia, con verbale numero 25 del 7 novembre 2013, ha disposto «l’immediata registrazione di Grace D’Agata, Maria Borgese e Giacomo Giovinazzo nell’anagrafe degli iscritti 2013, restituendo loro l’esercizio dei propri diritti di iscritti al Partito Democratico». Una pronuncia, quella dell’organo di Garanzia del Partito, necessaria perché “qualcuno” si è “autoincensato” e “autoproclamato” così tanto, da sentirsi immeritatamente giudice supremo, custode ultimo della dottrina del partito e titolare di vita o morte politica delle persone. Tanto da essere, solo due giorni dopo, smentito.

A meno che la segretaria non gestisca un circolo personale e non ritenga superflue le regole, tanto basta per ritenersi membri a tutti gli effetti del Patito Democratico.

Nessuno, infine, tenta o ha tentato di farsi portavoce ufficiale del “verbo” di Renzi, e tantomeno si vuole porre al di fuori della democrazia del partito.

Il Comitato  sempre rispettoso non solo della dinamica democratica del partito, dei suoi iscritti, dirigenti ed elettori, ma anche dell’appuntamento delle primarie. Questo partito è patrimonio di tutti coloro che credono in esso, e va oltre le amministrazioni ed i singoli temporanei protagonisti. Il Pd è qualcosa di troppo importante per essere ritenuto il cortile di casa di qualcuno, il giocattolo per sollazzarsi appena il tempo di ricoprire una carica.

Rosarno ha tanti e tali problemi che sembra uno spreco di inchiostro e tempo ringhiare contro la costituzione di un comitato. Dalla segretaria ci saremmo aspettati prese di posizione su ben altre questioni che riguardano la città. Ma siamo certi che ci sarà tutto il tempo per discuterne, per confrontarsi sui temi caldi dell’attualità, sulle scelte del partito, sulle azioni dei suoi maggiorenti. Il tempo, si sa, è galantuomo. E in politica tutto torna.

 

 

Per il comitato per Matteo Renzi di Rosarno

Domenico Mammola

Riceviamo e pubblichiamo

Il dibattito sulla mancata costituzione dell’amministrazione comunale in un processo di mafia, al di là del valore polemico si presta a qualche considerazione politica

L’indeterminatezza del momento storico lascia adito a dubbi su chi ha deciso e chi invece non è stato nemmeno consultato.

Da questo punto di vista, per quanto mi riguarda, credo che i fatti siano avvenuti dopo la mia uscita dalla Giunta e quindi non sono in nessun modo stato né investito della decisione nè ho mai saputo dopo quello che era avvenuto.

La decisione chiunque l’abbia presa ricade completamente sul sindaco. E la toppa che gli assessori hanno cercato di cucire su questo vestito è peggio del buco. Perché rivela debolezza ed ingratitudine da parte del Sindaco.

Il punto cruciale è che si è voluto superare, in un modo obliquo, quella che era stata una decisione unanime del Consiglio Comunale e questo non depone a favore né del sindaco né della maggioranza “consapevole”.

Ricordo solo che la presa di posizione del Consiglio era stata sollecitata per dare un carattere unitario all’azione politica in materia di comportamento nei procedimenti contro la criminalità organizzata. Anche al fine di indirizzare e tutelare il comportamento dell’amministrazione, togliendo discrezionalità e indicando un percorso anche per le future amministrazioni. Apprendiamo invece che il Sindaco (ascoltati in via breve un paio di assessori) ha adottato una decisione che è in netto contrasto con quanto deliberato dal Consiglio Comunale.

Il secondo aspetto riguardo il comportamento politico della sinistra. Nessuno degli esponenti di questo gruppo ha avuto niente da dire: né i capi storici né i giovani virgulti di una sinistra farsa, pronta a rappresentarsi nei sindaci del passato ma assolutamente incapace di avere almeno la stessa coerenza, se non lo stesso coraggio. Così – paradossalmente- il sindaco si permette il lusso il attaccare i consiglieri di opposizione che farebbero parte di studi legali interessati alla difesa in processi di mafia e non sa ( fa finta di non sapere?) che qualcuno dei suoi assessori è stato impegnato in analoghi processi in cui il Comune era costituito quale parte civile.

Assessori di lotta & di difesa.

Ing. Michele Brilli

Già assessore comunale di Rosarno

Riceviamo e pubblichiamo

Singolare e tempestivo questo nuovo Comitato pro_Renzi creato a Rosarno. Singolare nei modi, nei tempi e nei componenti. Abbiamo saputo da un articolo di “Calabria Ora” che è nato il Comitato a favore di Renzi, presieduto dal noto giornalista della stessa testata, Domenico Mammola, dalle due ex Consigliere di maggioranza del PD Grace D'agata e Maria Borgese e dall'ex esponente locale Giacomo Giovinazzo.

E' anche singolare che questi ex componenti del Partito si autorinnovano le tessere, si autoproclamano proprietari del credo Renziano, (senza neppure aver presentato la mozione a favore del sindaco di Firenze e senza essersi presentati, lo scorso 17 novembre, in occasione delle “votazioni sulle convenzioni del PD”), tutto tramite comunicati stampa ed all'insaputa della vera ed ufficiale classe dirigente del Partito locale.

Forzature ed autoesaltazioni di personalismi che nulla hanno a che fare con la storia di un Partito che ha sempre discusso e deciso collegialmente e democraticamente le determinazioni politiche.

La coordinatrice del Circolo, tutti i Dirigenti e tutto il Gruppo PD al Comune di Rosarno, si dissociano e prendono le distanze da questo mediatico comitato elettorale che lontano dal Partito, si autoincensa e si accredita quale esponente di una politica mai conquistata sul campo, sicuramente non nuova e non espressione di alcun tipo di rinnovamento.

 La sezione del Partito auspica che, a prescindere dalle lotte interne di posizionamento o ideologiche che ci possano essere, le primarie vengano svolte serenamente e nel rispetto del codice etico e delle scelte di ciascuno degli iscritti e simpatizzanti.

 E' necessario un clima democratico di rispetto della politica e delle persone che si accingono a votare.

 

Stefania Mancuso, segretaria del Circolo territoriale del PD di Rosarno

Riceviamo e pubblichiamo

Nell’ottica di un supporto al cambiamento reale all’interno del Partito Democratico e alla vita politica del Paese, della Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, anche a Rosarno nasce ufficialmente il Comitato per Matteo Renzi. A presiedere la struttura, regolarmente registrata al coordinamento nazionale dei comitati per il sindaco fiorentino, c’è Domenico Mammola, 31 anni, già segretario della Sinistra Giovanile rosarnese e delegato due settimane fa alla convenzione nazionale del Pd in quota Renzi. Il comitato, peraltro, è composto da iscritti alla sezione del Pd rosarnese, tra cui anche le ex consigliere comunali Grace D’Agata e Maria Borgese, e l’ex dirigente democratico Giacomo Giovinazzo, che di recente sono stati registrati all’anagrafe del Pd dalla commissione provinciale di garanzia dopo che la segretaria dei democratici rosarnesi aveva negato loro la tessera. Nel gruppo anche ex dirigenti democrat e simpatizzanti non iscritti al partito, ma che si riconoscono nel progetto di Matteo Renzi. «Anche a Rosarno si lavora per consolidare una politica di cambiamento – ha spiegato Mammola – che abbraccia l’idea di Renzi ma che punta a disancorare il Pd dai personalismi e dalla concezione patronale di partito. E’ importante, quindi, che domenica 8 dicembre ci sia partecipazione alle primarie, in primis per dare il segno della vitalità del partito e quindi per dare forza al progetto contenuto nella candidatura di Matteo Renzi alla segreteria nazionale. In un momento in cui la politica sta dimostrando enormi difficoltà a confrontarsi con le reali esigenze dei cittadini, ad ogni livello, la piattaforma di Renzi può essere una risposta convincente. All’interno di questo comitato, che com’è ovvio è aperto a tutte le energie positive che intendono partecipare alla costruzione di un Pd innovativo e fortemente ancorato alla storia di legalità, trasparenza e competenza di questo partito a Rosarno, operano persone che hanno investito le loro energie, in maniera chiara e disinteressata, nella costruzione di un modello politico rispettoso delle differenze ma con un’identità forte improntata al bene della comunità rosarnese, senza cedimenti o mortificanti compromessi».

 

Rosarno, 02-12-2013                                                                        Comitato per Matteo Renzi

Rosarno. Un altro colpo di scena nel dibattito politico in merito all'oramai nota vicenda della mancata costituzione di parte civile nel processo che vedeva imputato Rocco Pesce per la "famosa lettera" originariamente ritenuta minatoria indirizzata al sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi (Pesce è poi stato assolto in appello con formula piena). Dopo le dichiarazioni del sindaco, e la nota stampa di ieri nella quale il vice sindaco Carmelo Cannatà e gli assessori Francesco Bonelli e Teodoro De Maria affermavano che "la questione è stata valutata dagli stessi insieme al Sindaco e che, concordemente e unitariamente, hanno deciso di non costituirsi", sembrava che una volta per tutte si fosse arrivati al capitolo finale della vicenda, ed invece si è in presenza di un nuovo colpo di scena. L'ex assessore udc della giunta Tripodi, Domenico Scriva, con una nota stampa smentisce categoricamente il sindaco e i membri della giunta comunale che hanno parlato di scelta condivisa in merito alla mancata costituzione di parte civile. Di seguito il comunicato :

"Ho fin qui assistito da osservatore piuttosto distaccato alla vicenda della mancata costituzione di parte civile del Sindaco Elisabetta Tripodi nel processo contro Rocco Pesce e non ho mai preso parte o alimentato ulteriormente la polemica che ultimamente sta riscaldando il clima politico rosarnese, tuttavia nonostante il mio totale disinteresse, mi vedo chiamato in causa sui quotidiani locali ed in particolare sulla Gazzetta del Sud del 29.11.2013.
Nel virgolettato di un articolo a firma Giuseppe Lacquaniti, il Sindaco di Rosarno, fa Intendere che il sottoscritto nella qualità di ex assessore dell’UDC sarebbe stato da lei partecipato, assieme agli altri componenti della giunta pro tempore, sulla opportunità o meno di costituirsi parte civile contro Rocco Pesce e che gli stessi avrebbero ritenuto non necessario costituirsi in quanto la vicenda non rientrava tra fatti di mafia pregiudizievoli all’immagine della città e all’economia del territorio.
A tal riguardo precisa che, mai il sottoscritto è stato informato dal Sindaco e da nessun altro assessore dell’iter processuale di che trattasi, che mai si è discusso in giunta e in nessuna altra sede sulla necessità o meno di costituirsi parte civile, ne ufficialmente ne informalmente, salvo che, tale discussione sia avvenuta tra il sindaco e gli assessori del PD e di Agorà nella Casa del Popolo o comunque in qualche seduta di giunta in cui il sottoscritto era assente, anche se non ha mai disertato riunioni di giunta in cui bisognava costituirsi parte civile per processi di mafia.
Non l’avrebbe fatto neppure in questo caso se la questione fosse stata portata all’attenzione della giunta e soprattutto non avrebbe avuto dubbi sul dovere di assessore a costituirsi parte civile.
Pertanto, diffida chiunque a coinvolgere la sua persona in fatti e vicende da cui si sente assolutamente estraneo, con dichiarazioni fuorvianti e assolutamente non vere.
Domenico Scriva"

Redazione online

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